MATRIMONIO “RIPARATORE”: GIUSTO, SENZA SENSO o DESIDERATO?

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Oggi sono sempre meno i matrimoni e sempre di più in aumento le convivenze. Ciò non avviene come sostiene più di qualcuno per una crisi dei valori ma forse per paura, o forse perchè si è più razionali e più consapevoli che in realtà nulla è una garanzia del “per sempre”. La mentalità è diversa rispetto a mezzo secolo fa. Nonostante ciò, secondo l’istat, continuano i cosidetti matrimoni “riparatori”.
Vista la nuova mentalità, le nuove esigenze, ha senso ancora ricorrere al matrimonio “ripatore”? Non ci riferiamo tuttavia in questo caso a coppie che stanno da anni, decenni insieme che hanno avuto un figlio prima del matrimonio. Poniamo il caso piuttosto di ragazzi giovanissimi, anche minorenni, che si frequentano da poco a cui “capita” una gravidanza indesiderata. Ha senso oggi in questo caso ricorrere ad un matrimonio? Oppure è più giusto lasciare che con il tempo i due giovani decidano se è opportuno unirsi in questo sacro vincolo o meno?
Fino a qualche decennio fa i ” non regolarizzati” erano moralmente condannati. Quindi nel caso di una gravidanza indesiderata era inpensabile non ricorrere al matrimonio.

Ora, per fortuna, non è più una vergogna avere un figlio prima del matrimonio. Il problema infatti non è questo ma si tratta di capire perchè due giovani di età tra i quindici e vent’anni che si frequentano da un periodo relativamente breve, ricorrano ad un vincolo eterno come il matrimonio nonostante la nuova mentalità e la morale meno severa.
Rimanere incinta a 15, 16,ma anche a 18 e 20 è sicuramente dovuto, nella maggior parte dei casi, ad un “errore” dei due giovani, a una loro non accortezza. Vi sono tuttavia casi in cui l’incoscienza porta a mettere volutamente al mondo figli in giovanissima età con conseguente matrimonio , pur non essendo sicuri del partner e pur non avendo una situazione economica adeguata per crescere un bambino.
Dal momento però che nella maggior parte dei casi avere un figlio in questa fascia età può essere dovuto ad un “errore” o a incoscienza, un eventuale matrimonio “riparatore” ha senso o è un ulteriore errore?
Adesso la morale è cambiata. E’ giusto quindi prendere un impegno cosi grande perchè è in arrivo un bambino anche se non si ha una situazione economica stabile o nei casi in cui non si è neanche sicuri del partner?
Oppure forse i matrimoni “riparatori” che ancora oggi esistono sono solo desiderati e fortemente voluti?

VALERIA SCHIAVI

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