Classic Rock Made In Italy

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(di Fabio Di Alessandri)

Il loro percoso sonoro puo’ essere interpretato come una sorta di viaggio con la macchina del tempo a valvole, che parte dagli anni 70 ispirandosi a formazioni come Humble Pie e Grand Funk Railroad, attraversando gli anni 90 e acquisendo quelle caratteristiche sonore che hanno reso celebri i Black Crowes, per poi atterrare ai giorni nostri sulle sonorita’ tipiche della scena street di apprezzate band come Hardcore Superstars e Hellacopters.
Pur essendo italiani, la loro anima è tutt’altro che tricolore, stiamo parlando degli SMALL JACKETS!
Il progetto nasce in Emilia Romagna nel 2000 dall’incontro tra Danny “Savanas”, gia’ impegnato per diversi anni come batterista di Paul Chain, e Lu Silver cantante e chitarrista della band. Nel 2003 esce il loro primo singolo dal titolo “Tell Me Baby”, pubblicato per la compilation IDBOX.IT a cui oltre a loro, parteciparono i piu’ importanti nomi della scena indipendente italiana come Afterhours, Giardini di Mirò, Yuppie Flu, Julie’s Haircut e Perturbazione.

Nel Marzo 2004 “Play At High Level”, loro primo disco ufficiale, raccoglie molto calore ed ottime recensioni sulle piu’ importanti riviste di settore ed è segnalato come “PRIMA SCELTA” su Rockit .

Da allora per la band è un susseguirsi incessante di esibizioni , dividendo il palco con importanti gruppi della scena rock’n’ roll internazionale come THE HELLACOPTERS, MOTORHEAD, THE LORDS OF ALTAMONTS, BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB, HARDCORE SUPERSTARS, DOLLHOUSE, DIVISION OF LAURA LEE, ADOLESCENT, WHITE FLAG e tanti altri.

Nel 2006 vede la luce “Walking The Boogie”, secondo album della band, in cui Nick Royale e Robert, cantanti e chitarristi degli HELLACOPTERS, danno il loro contributo al lavoro con gli assoli sul brano “Forever Night”.
La svolta discografica per gli Small arriva nel 2009, con la registrazione presso i MUSIC A MATIC studio di Goteborg di “CHEAP TEQUILA” un mix esplosivo di rock’n’roll, boogie e funk.
Il disco viene prodotto da Chips K (Sator) ed Henryk Lipp, la stessa coppia di produttori/ingegneri del suono di HELLACOPTERS, SATOR, MILLENCOLIN e THE NOMADS.

Dopo averli apprezzati piu’ volte dal vivo, ci tengo a sottolineare la loro grande attitudine per i live show: fiumi di birra, giubbotti di pelle e bandane in un vortice di assoli al fulmicotone sezione ritmica esplosiva e melodie vocali taglienti sono gli elementi vincenti dello spettacolo portato in giro dai 4 romagnoli: CLASSIC ROCK suonato da chi conosce ed ama questo genere.

Listen to the rock è il primo singolo estratto da CHEAP TEQUILA


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8 pensieri su “Classic Rock Made In Italy

  1. Anonymous

    chi meglio di fabio avrebbe potuto esprimersi sugli small jackets? ottima iniziativa, nella speranza che l’informazione viaggi…

  2. Nella speranza di incontrarli di nuovo, vi auguro di poter assistere ad un loro spettacolo, che vi coinvolgerà sicuramente. Qui non si tratta di sola musica, ma di un enviroment carico di adrenalina, musica a volumi esorbitanti,ad ogni show; suoni e melodie che vi scuoteranno il cervello, ed il cuore, soprattutto per chi segue queste genere di musica.
    Follow, follow, follow them….you’ll never get down!!!

    Saputo Daniele

  3. BaRaK

    Potete immaginare il rammarico nel costatare pochi giorni fa una sala mezza vuota alla presenza di questo gruppo dalle referenze solide. Tuattavia, per correttezza, devo sottolineare che anche il sottoscritto era presente più per il gruppo che ha aperto il concerto 😉 che per gli Small Jackets in questione. Forse però se qualcuno mi avesse mostrato qualche giorno prima del concerto un articolo simile le cose sarebbero andate in maniera diversa… Beh… PuntoFuturo servirà anche a questo!

  4. Fab

    @anonimo grazie della fiducia!
    @Barak speriamo di diventare un PUNTO di riferimento per la promozione e lo sviluppo di attivita’ legate al mondo della musica

  5. Cliff

    Si dice, anche giustamente, che il web stia mandando a rovina la musica e il suo commercio. Io dico dipende. Dipende dal come si vuole utilizzare questo grande mezzo comunicativo. Se lo scopo è quello di avvicinare la gente alla buona musica, musica che difficilmente riuscirebbe a entrare nelle case, allora ben venga. Se si riesce a far appassionare la gente alla musica, a creare curiosità per i gruppi emergenti e non, allora la musica vivrà per sempre, e che vita sarebbe senza la musica a scuotere le nostre anime!
    Ottima iniziativa, continuate cosi.

  6. L’ho sempre detto che l’ora del buon rock ‘n’ roll made in Italy sarebbe giunta (meglio tardi che mai)in questo caso siamo addirittura sui binari del funky (motivo in più per esultare) bene continuiamo cosi!! p.s. ci tengo a segnalarvi un altro gruppo che viaggia sui binari funky ed è italiano ovvero i Calibro 35 che faranno da spalla nell’imminente live dei muse a Milano 🙂

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