SPERIAMO DI AVER TOCCATO IL FONDO

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(di Antonio di Giorgio)

Come in tutta Italia, anche a Priverno il calcio ha sempre recitato un ruolo da protagonista nella vita delle persone e l’appuntamento allo stadio A. D’Annibbale ( ex S. Lorenzo ) oppure allo stadio A. Palluzzi di Ceriara è sempre stata una costanze per tutti gli amanti del calcio. Quest’anno invece le cose non sono andate proprio cosi, anzi sono cambiate radicalmente; l’annata del calcio nostrano è stata clamorosamente fallimentare poichè dopo molti anni di militanza nel campionato di Promozione, il Clc Priverno è retrocesso in Prima Categoria, fatto impensabile fino allo scorso anno quando la società privernate militava addirittura nel campionato di Eccellenza. Come mai c’è stato un simile tracollo, un calo cosi repentino quanto inaspettato???
Ebbene cari utenti, questo è il risultato a cui si arriva se determinate situazioni vengono gestite nel peggiore dei modi; il primo nodo sul quale è doveroso riflettere è la fusione avvenuta lo scorso anno tra l’ASD Città di Priverno, società militante in Promozione la quale ha avuto un ottimo rendimento, e il CL Priverno, militante nel campionato di Eccellenza. Certamente non è ammissibile l’idea di avere due società di calcio in un paese di 15.000 persone come Priverno, ma non è nemmeno cosi tanto giusto attuare una fusione e confermare della squadra ” estinta ” solo tre o quattro elementi accorpandoli ad altri diciotto, diciannove giocatori provenienti da altre città. Cosi facendo, teoricamente si è attuato un progetto di fusione tra due società ma, a livello strettamente pratico, si è confermata una società mentre l’altra è stata cancellata, smantellata sia come dirigenza che come giocatori ed è chiaro che questo tipo di politica calcistica inasprisce il pensiero dei tanti giocatori del posto verso le scelte societarie, poichè costretti ad emigrare in altre platee calcistiche. E’ allo stesso modo chiaro e scontato che nel momento del bisogno, nel momento in cui la società ha una crisi e va a richiamare tutti i ragazzi del posto ( è successo all’inizio di quest’anno ) ecco che arriva un bel due di picche come risposta.
La seconda situazione gestita anch’essa in maniera inqualificabile è stata l’iscrizione al campionato di quest’anno la quale a tratti aveva preso aspetti di una tragedia greca per quanto intricata fosse diventata le faccenda. Non contenti della precedente annata, si è perpetuato nell’errore di affidarsi a direttore sportivo, allenatore, preparatore atletico non del posto che ovviamente hanno aperto un canale preferenziale con giocatori affini alle loro origini. E’ proprio vero che la storia si ripete e difatti quando i risultati hanno iniziato a scarseggiare, la società ha deciso di cambiare guida tecnica ( allenatore e direttore sportivo ) oltre a cercare di richiamare giocatori locali accasati in altre squadre; naturalmente non tutti sono tornati all’ovile e la squadra, seppur avendo dato qualche segnale di miglioramento, era sempre una squadra incompleta e incapace di reggere lo stress di un campionato in continua emergenza ed alla fine è retrocessa.
Dopo queste riflessioni estremamente veritiere, credo sia semplice evidenziare le vittime di questo fallimento ovvero i giocatori ( anche se a mio modo di vedere qualcosa in più dal punto di vista comportamentale la potevano dare ) che hanno sposato la causa della salvezza del Clc Città di Priverno ma che non hanno avuto il giusto appoggio societario e poi naturalmente il pubblico, i tifosi, che, delusi dalla squadra, non hanno più partecipato numerosi alla partita della domenica.
Le mie preoccupazioni, come credo le preoccupazioni di tutte quelle persone che amano e seguono il calcio a Priverno, sono rivolte al futuro, alla prospettiva di una pronta risalita o comunque di un progetto a due/tre anni che permetta al Clc Città di Priverno di ritornare nelle categorie che gli competono. La domanda che mi pongo e che vorrei porre all’attenzione di voi lettori è: ” Alla luce della gestione deficitaria e delle tante problematiche che hanno investito la società calcistica di Priverno, io mi chiedo e chiedo anche a tutti voi se sia lecito avere ancora fiducia in questa società, in questo gruppo di dirigenti, oppure se sia più giusto auspicarsi un cambio radicale a livello societario?

Antonio di Giorgio

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25 pensieri su “SPERIAMO DI AVER TOCCATO IL FONDO

  1. Ho sempre visto visto la fusione tra CL Priverno e SS Priverno mi pare si chiamasse cosi come una tragedia necessaria nel senso, era impensabile riuscire a gestire (economicamente e materialmente) 2 società di calcio,e quindi si è fatto bene a mio parere ad unificare le 2 società.Le conseguenze tragiche di questa decisione le conosciamo tutti e quello che sembrava un “buon intento” non è mai stato realizzato concretamente.
    Le cose da scrivere sarebbero troppe e non è mia intenzione nè annoiarvi tanto meno fare il moralista.Ma ci tengo a precisare una frase che ho sempre detto durante questa vicenda, vissuta per 2 anni da protagonista (da giocatore molto marginale) “una società con questo nome (CL Priverno),si risparmierebbe una pessima figura cambiando nome visto che i Privernesi presenti nella rosa e nella dirigenza si contano con le dita di una mano”.
    Grazie antonio erano anni che aspettavo un commento in merito(visto il menefreghismo pressoché totale delle testate locali dell’amministrazione comunale e spesso dell’opinione pubblica cittadina).

  2. il crociato

    caro eddie, dalla mia esperienza ho capito che le fusioni teoricamente sono giuste ma all’atto pratico non portano mai niente di buono e il caso di Priverno non è stato da meno…poi io credo che nel calcio a tutti i livelli va tutelato il gruppo e, anche se l’asd priverno era una società con qualche innesto da fuori, vi era un gruppo unito che ha raggiunto una posizione di classifica superiore alle aspettative…e allora perchè smantellare la squadra??? io ho posto la domanda, adesso diamoci una risposta.

  3. Tommaso

    Io la penso così: ci vorrebbe un cambio totale di mentalità da tutte due le parti( società e giocatori).
    La cosa più difficile è cambiare la testa a delle persone.
    …prima si fanno gli uomini e poi i giocatori!!!

  4. il crociato

    la mentalità è un elemento fondamentale per qualsiasi progetto da portare a compimento, ma nella fattispecie trattata il problema si evince nella presunzione della società di arrivare a grandi traguardi in pochissimo tempo non calcolando tutte le variabili che possono cambiare e che possono portare problemi a volte irrisolvibili…non si può fare il passo lungo della gamba ed è esattamente quello che è successo a Priverno

  5. iceman

    credo solo che valori come rispetto per la maglia e passione nn ci siano più questo non è altro che il risultato di gente incompetente ke con il calcio centra ben poco e a pagarne sono sempre quelle persone che darebbero tutto per la propria maglia, mi dipiace che una piazza come priverno nn abbia una squadra che giochi a buone categorie visto anke l attacamento di molte persone per questa maglia, auguro solo al priverno calcio una risalita veloce verso categorie deglie del proprio pubblico!!!

  6. The Wall

    Ben detto Antonio,la tua riflessione ha centrato perfettamente il punto della discussione,per far tornare Priverno ai livelli che gli compete,c’è bisogno di un radicale cambiamento,sia societario,che a livello di rosa,sperando di riuscire a riempire lo stadio,come quando abbiamo raggiunto l’eccellenza contro la cavese ai playoff…sembra passata un’eternità,sono passati solo pochi anni…

  7. il crociato

    purtroppo parisò il calcio, a tutti i livelli, è invaso da questa gente che entra in questo mondo con ben altri scopi che poco c’entrano con il calcio inteso come sport e come valori che dovrebbe trasmettere. Loro entrano, stravolgono un sistema che magari ha impiegato anni per trovare un giusto equilibrio e una giusta quadratura e una volta stanchi mollano tutto ed è conseguenziale una retrocessione. no…è veramente assurdo quello che è successo quest’anno a Priverno…

  8. Desidero anch’io dire la mia sulla vicenda del “calcio privernese”, per quanto possa sentirmi vicino a questo mondo… io credo che per ottenere risultati concreti occorre avere buone, anzi ottime basi su cui fondare i propri intenti. Finché non ci saranno persone competenti a gestire una qualsiasi società di calcio a undici, la realtà lepina sarà sempre destinata a risultati meno che mediocri.
    Tutti prima di me avete detto cose giustissime. Altresì sembra palese che, nonostante le due società, la nostra città non abbia alcuna rappresentanza di alto livello nello sport più praticato e seguito d’Italia. E questo mi rattrista molto; perché più passa il tempo più vedo che attorno a quella che potrebbe essere una delle più fiorenti officine della provincia ruotano solo persone che col calcio e lo sport in sé hanno poco da spartire.
    Occorre rifondare, essere coscienti dei propri sbagli e ripartire da zero, coinvolgere i giovani sin dalla più tenera età ed educarli allo sport e al calcio con amore e volontà, lasciare alle spalle gli eventi accaduti, imparare da essi e abolire le speculazioni, che possono solo che danneggiare gli appasionati di sport e tutti coloro che desiderano rivedere la propria squadra ai massimi livelli di competitività. Sarà un percorso lento, duro e faticoso, ma bisogna accettare tale parametro.
    La mia idea, pertanto, sembra portare a una sola società, che sia però seria e organizzata, con una o più persone a capo di essa che siano coerenti, capaci e degne di gestire una piazza si difficile ma al contempo in grado di dare grandi gioie e soddisfazioni; persone desiderose di investire per il bene del calcio lepino e per il futuro dei giovani, che tanto hanno bisogno di uno spazio dove poter esprimere le loro capacità. Soprattutto, però, hanno bisogno di essere educati e crescere nel nome dello Sport (quello con la S maiuscola), che i nostri cari dirigenti attuali, purtroppo, conoscono e riconoscono ben poco.

    “Un albero è forte tanto quanto le sue radici.
    Un uomo è forte tanto quanto le sue radici.”

  9. il crociato

    L’idea di una società in una realtà cosi limitata è sacrosanta ma, come specificato nel post, effettuare una fusione è un arduo compito che non sempre porta buoni risultati, perchè è utopico pretendere di a far coesistere persone che la vedono in maniera completamente diversa dal punto di vista della gestione. Il fatto che queste fusioni siano spesso dannose e, nella fattispecie privernate, quasi letale è testimoniato anche dai fatti accaduti in altre realtà come Sezze; grandissima piazza, spese ingenti per vincere il campionato di Promozione, eppure la squadra si salvata a malapena. Perchè??? perchè una società di calcio non può essere gestita da persone che hanno trovato un labile compromesso che si può rompere da un momento all’altro.
    Per quanto riguarda la rifondazione, è naturale che la soluzione ideale sarebbe iniziare un nuovo progetto ma sono le persone che fanno calcio, non i progetti e proprio quelle persone che tanto hanno dato al calcio nostrano, in questo momento stanno fuori, sono ai margini, continuano a seguire il Priverno calcio ma non danno alcun contributo perchè l’ambiente è ormai pieno di gente che non ha mai giocato a calcio, che non sa fare calcio, che non conosce il calcio…è soprattutto questo uno dei motivi per cui si è arrivati a questa situazione orrenda…

  10. PORTOGHESE

    AVETE TT PERFETTAMENTE RAGIONE..E POI CM SI FA ANN RICORDARE IL GOL AL DERBY A TARICONE DI BINACOOOOOOO!!!!!SECONDO ME CMQ IL RPOBLEMA PRINCIPALE è QUELLO DEI SOLDI…FINKè NN SE TROVA UN PRESIDENTE KE LI CACCIA NN SI RIUSIRà A ORGANIZZA MAI UNA SQUADRA IN GRADO DE TORNA A GRANDI LVIELLI PERKè ORMAI QUASI TT LE SQUADRE SO ORGANIZZATE..SOLO ALLORA TORNERà L’ATTACCAMENTO DEL PUBBLICO VERSO LA SQUADRA E ALLORA TUTTO TORNERà ALLA NORMALITà…MA DE STI TEMPI è MOLTO DIFFICILE TROVA UN PRESIDENTE KE VOGLIA SPENDERE TANTI SOLDI PER UNA SQUADRA!!!!SPERIAMO KE TT SI RISOLVA PER IL MEGLIO

  11. Hai perfettamente ragione Antò… purtroppo però le persone per quanto valide non sono niente se non incluse in un progetto serio.
    Poi come dici tu di società ve ne possono essere svariate… purtroppo per essere competitive devono essere serie e valide, e soprattutto composte da gente di qualità, che sa cos’è il calcio e come funziona tutto ciò che ruota attorno a esso.
    Una cosa simile è successa nel calcio a 5 nostrano, realtà alla quale sono più vicino… dove ognuno vuole dire la sua, ognuno crede di poter essere migliore dell’altro (ben venga la competitività) ma a spese della qualità e per pura invidia si creano squadre e squadrette che, se raggruppate in un’unica sola, sarebbero state assai più competitive. Tutto questo perché non vi è una coscienza sportiva seria e la gente che ne ha se ne tira fuori perché disgustata da tutto questo. Purtroppo la saggezza privernate anche qui la fa da padrone, perchè come ben sappiamo “quando ci stanno troppi galli a cantà, non se fa mai giorno”. Niente di più vero.

  12. il

    era semplice evitare che si arrivasse a tale situazione ma evidentemente non c’era la volontà di salvarla la situazione, c’era la volontà di farla crollare secondo me. per ripartire i soldi ci vogliono sempre ma, a mio avviso non sono la cosa principale. oggi come oggi un campionato di prima categoria è difficile, il livello è molto buono per via dell’assenza del giovane di lega ma, se si costituisce un buon progetto fondato sulla forza dei giocatori di priverno, non mi sembra impossibile risalire. a questo punto ti sottoporrei un esempio lampante per farti notare la forza di un gruppo: quella squadra dove tu hai esordito in promozione è arrivata in un’ottima posizione in un campionato di promozione di ottimo livello e la sua forza, se ben ricordi, non erano i singoli ma era il GRUPPO, era la voglia di fare bene, di crescere…tutti elementi che sono mancati a priverno in questi anni; e poi non mi sembra che in quell’anno il presidente spese tantissimo anzi, a memoria d’uomo, raccolse molto di più di quanto seminò a livello economico . ciò dimostra che anche nel calcio, come nella vita, i soldi non sono tutto.

  13. Pietro Tomassi

    ….vista dal di fuori perchè non conosco nei dettagli la questione…posso dire che c’è bisogno di un cambiamento profondo e radicale…2 anni fa prima della fusione a Priverno c’erano 2 buonissime squadre…la fusione sembrava la soluzione migliore…ma gli accordi dovevano essere presi salvaguardando i valori tecnici e non l’aspetto economico che come sempre accade….e questa ne è l’ennesima prova…porta al nulla..!! Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e costruire una società forte….ma si deve per forza ….e puo sembrare una banalità…ripartire dal settore giovanile…che ora è allo sbando e in queste condizioni non porta vantaggi a nessuno….la mia opinione è questa…nei prossimi anni bisogna pensare a ricostruire una società seria e credibile senza cercare subito di risalire ma cercando di fare buoni campionati con i giovani del posto che sono piu che validi…nel frattempo però bisogna avere pazienza e far crescere i giovani del settore…poi tra 3 o 4 anni quando c sarà una società forte si potra puntare a risalire in promozione dove torneranno utili i giovani del settore (vista la regola degli under) e anche i ragazzi del posto che nel frattempo avranno acquistato esperienza…poi potremo iniziare a divertirci…comprando da fuori solo giocatori che permettono di fare il salto di qualità…questo è secondo me il modo migliore per vincere e soprattutto contenere i costi…però conoscendo Priverno e le persone che girano nel mondo del calcio non penso che questo avverra..!! Per fare questo servono persone valide e serve soprattutto tempo…e nel calcio di oggi purtroppo non tutti hanno la pazienza di aspettare..purtroppo..!!

  14. il crociato

    @luca colandrea…come nel calcio a 5, l’inizio della fine del calcio a 11 a priverno è coinciso con il fatto che troppe persone dovevano decidere una linea guida di una società; ed ecco i risultati. e chi ci ha rimesso??? la verità è chi rimettono tutti: allenatori, giocatori, preparatori, addetti ai lavori vari, la piazza, i tifosi ma gli unici che non ci rimettono sono sempre loro: DIRIGENTI E PRESIDENTI!!!!

  15. lo sa antonio....

    secondo me tutto è finito xke qulkuno ke prima aveva in mente cose grandi poi si è stufato di tutto anke forse di cacciare i propri soldi(se s può dire cosi)…e si sa ke in determinati livelli senza soldi belli o brutti nn si fa niente…e cmq è stranissimo ke un paesino se si può dire paesino visto ke 1500 sn le persone,è sceso in basso cosi…possibile ke nessuno voglia guidare il clc priverno/città di priverno in alto cm una volta?…anke se ribadisco ke c vogliono i soldi..senza quelli e la voglia nn si fa niente ma soprattutto c vuole una persona a cui piaccia veramente il calcio…cn le persone ke hanno voglia sl di provare l esperienza di prendere una squadra nn si va avanti…riguardo il fatto dei giocatori e dirigenti di altri paesi…di questo nn se ne dovrebbe nemmeno discutere…anke xke nn è ke stiamo parlando di un paesino di 5 mila abitanti in cui nn c sn i giocatori capaci di fare un livello cm una promozione eccellenza…ma di un paese abbastanza grande d avere dei bravi giocatori ed allenatori anke molto + forti di quelli ke hanno partecipato alla rovina del clc priverno…ribadisco ke le cose principali sn i soldi e una persona al “comando” a cui piace il calcio e nn solo il brivido di essere presidente…se potessi starei qui a parlare fino a domani…

  16. il crociato

    @pietro tomassi: appoggio completamente il tuo discorso e probabilmente il settore giovanile e la sua importanza sarà trattato in uno dei prossimi post di questa rubrica.
    @lo sa antonio: potevi anche dartelo un nome, non ci sarebbero stati certo problemi; comunque io credo che i soldi non sono tutto ma contano di più le persone che fanno calcio; al contrario io credo che si debba abbandonare questa idea del successo nel calcio legata obbligatoriamente a grosse spese economiche, credo che si debba abbandonare perchè ci sono esempi di buone società che, lavorando in maniera seria, ottengono dei risultati e si riscontrano a tutti i livelli…dalla serie A alla terza categoria.

  17. @crociato: quindi il mio discorso è giusto o sbagliato? 😀
    E’ ovvio che “loro” non ci rimettono mai… come in serie A, ad esempio. Che senso ha fondare e gestire una società se poi non ne traggo beneficio (evasione fiscale, imboscamenti di denaro vari, detrazioni… e chi più ne ha più ne metta)? Al diavolo la passione, viva i soldi! Sembra che funzioni così più che mai, e Priverno non si è dimostrata da meno negli ultimi tempi.
    Solo la coesione e la forte identità di una squadra dalle basi solide può essere l’alternativa. Ma per questo ci vuole solo tempo e dedizione, e persone concrete. E come hai ben detto, i soldi servono a poco in questo ambito, perché la passione e la fiducia, così come l’esperienza e la capacità, non si comprano con nessuna moneta.

  18. il crociato

    @colandrea: il tuo discorso è giustissimo: occorre rifondare, occorre gente gente competente, occorre che vengano riportati al centro del sistema alcuni valori che sembrano spariti. io non mi auguro assolutamente che chi entri nel calcio per gestire una società ci rimetta, ma se un gruppo dirigenziale entra e destabilizza un equilibrio ormai decennale per poi mandare tutti a rotoli dopo soli 2 anni di gestione unica…bèh…non posso che condannare questo tipo di gestione che ha avuto grandi picchi verso l’alto ma anche crisi molto gravi come in questo momento.

  19. Pietro Tomassi

    …@crociato: volevo fare una considerazione…innanzitutto volevo dire sul discorso dei soldi…vi posso assicurare che i soldi non danno la certezza della vittoria….e io ne ho la prova…si puo vincere un campionato di eccellenza spendendo 300 000 euro al cospetto di squadre che ne spendono ogni anno 1/2 milioni d euro…e senza nemmeno prendere tutti gli stipendi…non metto in dubbio che i soldi molte volte sono sinonimo di vittoria….ma posso assicurarvi che la passione e soprattutto l’attaccamento a una maglia o a un progetto (oltre alla presenza alle spalle di persone competenti)…fanno la differenza…ma a parte questa parentesi volevo fare una riflessione….se comunque il presidente a settembre era a conoscenza di una situazione drammatica e per lui insostenibile…non era meglio mantenere il titolo di eccellenza e affrontare il campionato con ragazzi del posto o anche con la juniores sapendo comunque di dover retrocedere? si sarebbe speso meno e l’anno prossimo comunque c sarebbe da affrontare un campionato di promozione….che è un campionato piu consono al nostro paese ma anche alla nostra storia calcistica?

  20. il crociato

    @pietro tomassi: forse qui non si è capito che da un anno e mezzo a questa parte non c’è niente da salvare nella gestione perchè si sono fatti errori uno dietro l’altro. evidentemente presidente e dirigenza hanno rinunciato al titolo di eccellenza consapevoli di non poter competere a certi livelli con il budget disponibile, ma non hanno calcolato che se si ha un budget buono ma non si sfrutta a dovere ( quello che hanno fatto loro quest’anno ), si retrocede anche in promozione e difatti la squadra è retrocessa. è alla luce di questi infiniti errori che sarebbe ora di voltare pagina sia come gestione della prima squadra che come gestione del settore giovanile…è inammissibile che dove avere rovinato tutto ancora ci si affidi alla stessa dirigenza…

  21. Giuseppe

    Raccolgo l’invito e invio un commento anche io.Sinceramente penso che molta gente che fa parte e ha fatto parte della “dirigenza” (?) del calcio privernate si debba vergognare per come ha ridotto Priverno,il nome che porta e la storia calcistica.Persone alle quali,parliamoci chiaramente,non importava nulla del calcio inteso come sport,passione dei tifosi che tutte le domeniche andavano al campo,in trasferta,perchè credevano in qualcosa,nella maglia,nel nome da portare con orgoglio anche fuori provincia.Bensì questi signori intendevano il calcio come vanto personale,sono io il presidente che ha portato il Priverno in Eccellenza,andiamo in Serie D e via dicendo;interessi personali che non possono portare altro che a questi risultati…affidarsi a gente sbagliata,pseudo direttori sportivi che ovviamente portano avanti i loro interessi.E così via alla accozzaglia di giocatori,tipo supermercato,soldi a palate gettati via solo per portare qualcuno che in realtà non lo merita,allenatori che vanno e vengono,preparatori e chi più ne ha più ne metta.Così non si va da nessuna parte,un progetto serio non c’è mai stato,la fusione fatta molto di più per il discorso del “non ci possono essere 2 squadre” che per altro.Ed ora che si fa? Si lascia tutto così allo sbando,si riparte,che si fa? Penso che un’epurazione totale di alcuni individui sia la soluzione migliore,ripartire con qualcuno COMPETENTE che abbia voglia di creare un progetto,un settore giovanile…una società seria insomma,per fare in modo che Priverno torni ad essere dove merita.Penso sia molto difficile,ma provarci non costerebbe nulla,o almeno credo.

    PS: non ho menzionato i calciatori,o anch’essi pseudo tali,che invece di pensare al calcio come sport e passione,lo intendono ormai come lavoro da remunerare anche molto bene pur partecipando a campionati regionali di Eccellenza,Promozione e non campionati professionisti…beh di loro non voglio nemmeno parlare,secondo il mio modesto parere,non lo meritano nemmeno!

  22. iron man

    Spero che il calcio a Priverno si risollevi il più presto possibile perchè è sempre stata una grande piazza,per farlo però servono capacità competenze e DENARO perchè non si possono fare grandi progetti senza di essi.
    Come dice Giuseppe il calcio è sport e passione ma se chiediamo 3,4 allenamenti più la gara parliamo di impegno da onorare con professionalità e dunque è giusto percepire il giusto stipendio perchè se vogliamo solo divertirci andiamo a fare una partita a calciotto e poi ci mangiamo anche una pizza….cmq spero nella rinascita del calcio a Priverno con una squadra che abbia l’ossatura di giocatori di Priverno perchè non c’è cosa più bella che andare a tifare la propria città e sostenere la gente della propria città che gioca per essa.
    E non ditemi che il Priverno non ha giocatori validi che possano fare Promozione ed Eccellenza,penso a gente come Santone,Fanti,Garofalo,Botta,De Bonis,Forte,L.Di Giorgio,i fratelli Sampaolo….

  23. Giuseppe

    @ironman Parlando dei giocatori,non intendevo dire che debbano fare il tutto gratis e solo con la passione.E’ giusto percepire qualcosa,ma come dici te,deve essere il GIUSTO,e meritato…non le cifre esorbitanti che si sentono in giro e conosciamo tutti,per fare cosa poi,delle prestazioni imbarazzanti,senza voglia e via dicendo!

  24. martina

    @portoghese…Qui il problema non è di quanti soldi è disposto a spendere un presidente,perchè se ricordiamo gli anni della fusione Onorati ne ha spesi tanti,forse troppi.Il problema è l’assetto direttivo,gli acquisti mal gestiti in termini di potenzialità e qualità calcistiche individuali per affrontare determinati campionati,e di conseguenza riguardo i soldi che un giocatore merita in realtà.I soldi spesi bene indubbiamente fanno crescere una squadra e di conseguenza una società,ma cm fai a dare vita a qualcosa di stabile e sicuro se si parte cn dei presupposti,e cioè formare un’intera squadra composta solo da elementi privernati e poi si va sempre a finire a far venire gente da fuori?!e questi sarebbero anche i presupposti per la prossima stagione…sarà ma se nn si cambiano i dirigenti(se fosse per me farei fuori anche il nostro caro presidente)rivivremo qst’ultima stagione..direi PIETOSA da tutti i punti di vista.. Caro cuginetto!!!:)

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