PIU’ GIOVANI PER DIVENTARE GRANDI

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(di Antonio di Giorgio)

Ho notato con piacere come molte persone hanno focalizzato i problemi principali che ci sono stati a Priverno e naturalmente ci auguriamo tutti che non vengano più fatti errori a partire da questa estate, periodo nel quale viene programmata la stagione che si accinge a partire.
Una volta dato ampio spazio alla Prima squadra, mi sembra giusto prestare la nostra attenzione al settore giovanile o, a quel che è rimasto di tale sistema. Uso questa espressione poichè, data l’insicurezza sull’esistenza della società la scorsa estate, molti ragazzini si sono iscritti ad un settore giovanile di calcio a 5 ( i responsabili sono Mario Visca e Giovanni Iacoacci ) che è addirittura superiore come numero di iscritti al Priverno calcio. Ciò testimonia come un settore giovanile, che dovrebbe essere la linfa vitale per tutte le società sportive, in particolare per le società dilettantistiche che dovrebbero crearsi in casa i giocatori, viene fortemente trascurato al tal punto che è presente un settore giovanile parallelo; addirittura quest’ultimo, nonostante non abbia nemmeno un anno di vita, ha già avviato dei contatti con società professionistiche, in modo tale da favorire l’eventuale partenza degli elementi migliori.
Purtroppo già in passato la gestione del settore giovanile ha fatto molto discutere a Priverno e non è la prima volta che le diverse idee a riguardo hanno portato una frattura; ricordano tutti il periodo in cui era presente una società giovanile ( per altro attivissima ) chiamata A.C. Giovane Priverno nella quale militavano la maggior parte dei ragazzini di Priverno. E’ innegabile come il lavoro di quella società abbia portato risultati estremamente positivi: in quegli anni spesso si vincevano campionati giovanili ( seppure provinciali ) e tornei anche di caratura nazionale, ma ciò che ricordo maggiormente è che il lavoro di quella società propendeva unicamente verso la valorizzazione a livello calcistico dei ragazzi, ed è per questo che in quegli anni molti ragazzi ( il caso più eclatante fu l’approdo di Italo Bottoni al Genoa Calcio ) approdarono in società professionistiche o che comunque disputavano campionati superiori.
Sarebbe bello tornare a quel livello di settore giovanile o magari migliorare quei risultati ottenuti 5-6 anni or sono; urge la nascita di un progetto nuovo che preveda un’unica società giovanile con a capo di essa delle persone serie, preparate, e che non vedano i ragazzi solo come una materia prima da far crescere calcisticamente, ma che si pensi anche alla crescita dei ragazzi come persone, come uomini, come sportivi con valori giusti e sani. E badate bene che questa non è mera retorica, perchè se una società di calcio giovanile a livello dilettantistico non ha tra i suoi obiettivi primari la trasmissione di questi valori intrinseci nello sport, allora è errato dare la definizione di ” sport ” al calcio.

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12 pensieri su “PIU’ GIOVANI PER DIVENTARE GRANDI

  1. Il settore giovanile Privernese si è sempre dimostrato un motore dalle alte potenzialità,un campo dove si è seminato non nella giusta maniera e di conseguenza si è raccolto mai ciò che realmente ci si poteva aspettare.

    L’esperienza AC Giovane Priverno società dove militavo e che mi ha dato la possibilità di scrivere un buon curriculum calcistico negli anni,fù un’ottima cosa peccato durò poco, spero che il calcio giovanile privernese riparta prendendo quell’esperienza come esempio solo così le potenzialità potranno finalmente avere riscontri con la realtà!.

  2. Il compito di un settore giovanile non è solo quello di far crescere giovani calciatori.Ma anche di riempire pomeriggi che i giovani altrimenti trascorrerebbero sulla strada,o davanti la televisione (sempre meno educativa),dargli un’istruzione che ha fondamenti sul gioco di squadra,l’aggregazione,il rispetto, la sana competitività. Inoltre quello di dare la possibilità ad i giocatori più meritevoli di trascorrere esperienze formative in società più importanti,cercando però di non perderli qualora questi ultimi facciano ritorno come spesso a priverno è successo (è stato il mio caso come quello di molti altri).

  3. il settore giovanile, specialmente a questi livelli deve essere questo, deve essere un punto d’aggregazione e una fonte d’educazione per la vita; purtroppo non sempre la seconda si avvera visto che gli ambienti calcistici, anche a livello giovanile, spesso si trasformano in luoghi di litigio, di dispute e insulti, e questo non dovrebbe accadere mai, in particolare modo in una partita di ragazzini.

  4. martina

    Ricordo con piacere ed anche cn “nostalgia” quel lontano periodo calcistico privernate nel quale era presente un forte organo direttivo ed una stabile associazione sportiva, l’AC GIOVANE PRIVERNO..tralasciando per un attimo il ruolo positivo esercitato dai vari dirigenti per creare e portare avanti determinati obiettivi calcistici ed umani per far crescere al meglio i giovani aspiranti calciatori privernati,quello che rendeva tutto coinvolgente e speciale era il clima che si respirava,il forte coinvolgimento che motivava la maggior parte della popolazione ad assistere alle varie competizioni sportive che la nostra società affrontava.Qui però si parla solamente del settore giovanile,che giustamente ha la sua priorità,ma di problemi ci sono anche nella prima squadra(quest’anno ha dato il meglio di sè,in senso nn negativo di più).C’è bisogno di novità,di resettare tutto,di trovare dirigenti qualificati e direi anche un nuovo presidente!!!!

  5. @martina: il clima dell’AC Giovane Priverno era splendido per come nasceva e per come veniva trasmesso innanzitutto dai dirigenti, i quali erano sempre disponibili per qualsiasi evenienza. per quanto riguarda la prima squadra ne abbiamo ampiamente parlato nel precedente post…se vuoi leggerlo, sul lato destro del blog clicca su Punto Calcio e ti darà una schermata con il vecchio post e con quello pubblicato oggi.

  6. Pietro Tomassi

    …l’AC GIOVANE PRIVERNO è la prova di come la serietà e la programmazione alla fine pagano….quella fu l’unica volta k fu data la giusta importanza al settore e i risultati parlano da soli…furono moltissimi i ragazzi andati a fare campionati superiori..ma cm al solito a Priverno non dura nnt…ancora una volta c fu una fusione fatta malissimo e a pagare furono le persone (parlo a livello dirigenziale) che avevano portato l’ac giovane priverno a quei livelli…e a rimanere furono i soliti noti che sono riusciti a “rovinare” tutto…torniamo sempre al solito discorso….BISOGNA CAMBIARE…soprattutto a livello dirigenziale..!!

  7. @pietro tomassi: il punto è stato centrato in pieno, adesso dobbiamo solo sperare che vengano cambiate un po’ le cose magari con progetti non troppo ambiziosi ma comunque attuabili. Riflettendo con un nostro amico ho notato che, a parte qualche rara eccezione ( veramente molto rara ), tutti i ragazzi fino ai 23-24 anni che sono arrivati in prima squadra a Priverno, hanno avuto un’esperienza, chi più lunga che più corta, in settori giovanili superiori; naturalmente poi tutti sono più o meno tornati all’ovile ma questa riflessione testimonia che per essere in grado a 18 anni di disputare un campionato di promozione il settore giovanile di Priverno non basta, o comunque non ti prepara abbastanza per il grande salto in prima squadra; tutto questo non è normale anzi, è l’ANTICALCIO perchè dobbiamo renderci conto che se un settore giovanile non riesce a preparare i ragazzi per la prima squadra, ma qual’è allora lo scopo della sua esistenza???

  8. Pietro Tomassi

    @pietro tomassi: …concordo pienamente con te? il settore giovanile in queste condizioni non ha alcun senso…bisogna cambiare mentalità…bisogna trovare gente preparata e competente in grado di far crescere e maturare giovani all’altezza…che abbiano la mentalità giusta..!! A livello di settore è improponibile che si cerchi solo la vittoria…prima di tutto bisognerebbe insegnare ai giovani a STARE IN CAMPO…non puo esistere gente che fa la juniores e non sa fa una diagonale o non sa che vuol di fa gira una palla…in juniores dovresti essere pronto a esordire senza problemi in prima squadra..!!!!!

  9. @pietro tomassi: nella speranza che cambi qualcosa, continueremo a portare avanti questo tipo di politica che porterà dei risultati a lunga scadenza a che darà solidità al sistema societario.

  10. GIUSEPPE

    antò hai pienamente ragione..ke bei tempi l’ac giovane priverno il primo settore giovanile della provincia insieme a santa rita e findus..venivamo apprezzati da tti e invitati a partecipare a tornei nazionali dove le varie squadre vincevano o avevano un ottimo piazzamento..penso ke quella fusione del ac giovane priverno fu la fine d tto..spero ke in futuro si riesca a ricreare una società del genere e avere quegl’ottimi risultati e kissà qualke giocatore possa approdare al calcio ke conta..

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