Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci… CENTO PASSI

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(di Jacopo di Macio)

Nel mese di maggio la storia del nostro paese è legata a terribili omicidi compiuti nel nome della mafia, avrete subito pensato alla strage di Capaci che uccise il 23 maggio del 1992 Giovanni Falcone insieme alla moglie e agli agenti della scorta. Il film di cui vi parlerò, “I cento passi” di Marco Tullio Giordana, racconta però la vita di un altro uomo, Peppino Impastato, che come Falcone lottò contro la mafia e per questo fu ucciso il 9 maggio 1978, stesso giorno in cui fu ritrovato il corpo di Aldo Moro.

TRAMA: Il piccolo Peppino vive a Cinisi a soli cento passi dalla casa del boss mafioso Tano Badalamenti(Tony Sperandeo) e fin da piccolo, insieme al fratello (Paolo Briguglia), vive nell’ambiente mafioso in cui il padre Luigi (Luigi Maria Burrano) è invischiato. Crescendo Peppino (Luigi Lo Cascio) si accorge ben presto di cosa lo circonda e si avvicina alla politica dopo l’incontro con il pittore comunista Stefano Venuti (Andrea Tidona). Iniziano così le prime lotte, tra cui quella contro l’esproprio delle terre dei contadini per costruire la terza pista dell’aeroporto di Palermo che sarebbe servita per il traffico di droga gestito dalla mafia. Il lavoro più “scomodo” però è quello che Peppino e i suoi amici svolgono fondando una radio locale “radio AUT”, una delle prime radio libere italiane, attraverso la quale denunciano le malefatte mafiose che avvengono nel paese, questo incrinerà definitivamente il rapporto tra Peppino e suo padre, fino all’abbandono della casa paterna. In seguito il padre morirà in un oscuro incidente, ma questo non fermerà Peppino che anzi nel 1978 si candida alle elezioni comunali con “Democrazia Proletaria”, ma proprio tre giorni prima delle votazioni viene rapito, da mafiosi mandati da “don Tano”, legato con tre chili di tritolo sui binari della ferrovia e viene fatto saltare in aria.
CURIOSITA’: Il film vince nel 2001 quattro David di Donatello: miglior attore protagonista (Luigi Lo Cascio), miglior attore non protagonista (Tony Sperandeo), miglior sceneggiatura e costumi. “I cento passi” è anche una canzone dei Modena City Ramblers dedicata a Peppino. Nelle elezioni comunali del 14 maggio del 1978 Peppino fu eletto consigliere comunale con 260 voti e la lista Democrazia Proletaria conseguì il 6%: fu la prima volta che gli elettori votarono un morto. Un anno dopo la sua morte il Centro siciliano di documentazione, intitolato nel 1980 a Giuseppe Impastato, organizza la prima manifestazione nazionale contro la mafia della storia d’Italia.
COMMENTI PERSONALI: Come esprime proprio il suo regista, “I cento passi” non è il classico film di denuncia sulla mafia, ma in esso c’è molto di più: c’è la voglia di una generazione di ribellarsi alle convinzioni dei propri padri, c’è il coraggio di andare incontro a proprie convinzioni sfidando il destino, c’è la voglia da parte di un gruppo di ragazzi di un cambiamento e di costruire qualcosa di nuovo. Quello che spicca di più nel film è l’entusiasmo e la voglia di vivere di Peppino, debutto cinematografico magnifico per Luigi Lo Cascio , un ragazzo comune che però fin da giovane ha il coraggio di ribellarsi ad un mondo che non gli appartiene e riuscire a trasmettere ciò che sente a chi gli sta vicino: al fratello, alla madre, allo stesso padre il cui solo desiderio era quello di proteggerlo. Il film contiene molte scene ricche di patos una su tutte è quella che ci mostra il discorso, al microfono di radio AUS, dell’amico fraterno Salvo (Claudio Gioé), in cui da sfogo a tutta la frustrazione per la scomparsa del caro amico a cui non sarà resa giustizia.
PER SAPERNE DI PIU’ SULLA VITA DI PEPPINO: http://www.peppinoimpastato.com/index.asp

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8 pensieri su “Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci… CENTO PASSI

  1. Grande film,la nostra storia è racchiusa in questa pellicola e nelle altre di TullioMaria Giordana,come ad esempio,La meglio gioventù.
    Il film è spronante e commovente, fa capire che l’attaccamento alle proprie radici è un qualcosa che va al di là di ogni colore!
    E poi,vogliamo parlare di Luigi LoCascio??
    Superbo!

  2. Un film bellissimo che mi carica di rabbia ogni volta che lo guardo o ne sento parlare,un film che fa riflettere molto su un tema di cui noi italiani di certo non possiamo andare fieri in quanto esportatori indiscussi di mafia.
    Manderei film come questo ogni anno in tutte le sale cinematografiche per scongiurare ciò che più temo…che le nuove generazioni dimentichino.
    La mafia resterà tale finchè tutti noi continueremo a temerla anzichè combatterla.
    Dopo il compagno Peppino ci tengo a citare per par-condicio l’avvocato Fragalà massacrato a bastonate,ex AN impegnato anche lui in una lotta che non ha bisogno di credi politici una battaglia in cui Destra e Sinistra devono combattere fianco a fianco o non si vincerà mai…

  3. Simona

    Film meraviglioso,intenso e commovente,induce alla riflessione.Condivido pienamente ciò che hai scritto,Jacopo,non è un semplice film di denuncia sulla mafia,è molto più di questo.Mostra l’attaccamento ad un ideale e spinge a lottare per esso,ad ogni costo.Insegna a non voltare le spalle ai problemi della società scappando,ma ad affrontarli,parlandone,perchè solo attraverso la constatazione della loro esistenza si posssono fare dei passi per risolverli.Purtroppo lo sforzo di Peppino non ha risolto il problema(il perchè è contenuto in questo link che tu stesso hai citato http://www.youtube.com/watch?v=ywOKak2ZReY)ma è stato e deve continuare ad essere un esempio contro l’indifferenza!

  4. GAIA

    Bellissimo film,un vortice di emozioni dal quale nemmeno con la fine della pellicola si esce facilmente. L’ho visto 4-5 volte ed ogni volta mi lascia lo stesso profondo senso di ammirazione verso quest’uomo vissuto combattendo la realtà nella quale era nato e cresciuto e morto per seguire un ideale. Purtroppo, anche se molte persone affermano che la mafia non esiste, la mafia è una realtà più che esistente e fin troppo radicata nella società, a partire dal basso fino ad arrivare al governo e allo stato.Film come questo dovrebbero essere visti obligatoriamente a scuola, non solo come denuncia ma per far prendere coscienza alle nuove generazioni della storia,degli eroi dei quali non si legge sui libri e dei problemi ancora irrisolti nonostante le morti.

  5. Vincenzo

    “Sulla strada bagnata di pioggia
    si riflette con grigio bagliore
    la luce di una lampada stanca:
    e tutt’intorno è silenzio.”
    Una delle più belle e profonde poesie di Peppino Impastato

  6. destra sociale

    onore a peppino impastato,insieme a tti quelle pers ke lottano contro la mafia..combattiamo ogni associazione a delinquere..anke se la cs + tragica ke c sn molti politici,magistrati legati alla mafia,camorra,n’drangheta fino ad arrivare ad una semplice associazione a delinquere..li è il vero problema..cmq ogni governo destra o sinistra ke sia continui a combatterla in modo sputurato!!!!!!!!!!!!

  7. Abbiamo bisogno di persone così, come quella di Peppino Impastato. Come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici. Gente che ha il coraggio di saper mettere la propria vita in gioco per ciò che ritengono sia giusto lottare. Ciò contro tutti quanti noi abbiamo il dovere di lottare. La mafia, con qualsiasi nome la si chiami, è un cancro. E contro il cancro possiamo lottare sapendo di non poter mai vincere. Lo si può fermare quando è ancora giovane, impedendo la sua diffusione ad altre parti vitali (cosa che hanno tentato in molti), ma se non si hanno i sostegni adatti non si potrà mai sconfiggerlo. E allora ci ritroveremo come oggi, a vivere in un paese malato e in fase terminale, che puzza già di cadavere. Qual’è la soluzione a questo? Recidere gli arti malati e tenere in vita ciò che ancora vi è di buono o lasciarlo marcire e cercare un altro posto in cui vivere? La risposta è più difficile di quanto si pensi.

    Sono pienamente d’accordo col film e con la recensione di Jacopo. Purtroppo non credo ci sia una cura a questo Paese, se non l’estirpazione del male in sé, che sempre più è rappresentato anche da chi ci governa. Perché la mafia non sta solo in Sicilia, così come la camorra non sta solo in Campania. Qui potremmo collegare un altro argomento: che siamo governati da inetti. E’ lo stesso G. Falcone a farcelo presente, parlando a un processo di “cosa nostra”: la mafia è furba, ed è come una piovra. I suoi tentacoli arrivano ovunque, e altresì giungono anche a comandare chi comanda. Vi sono tre giudici diversi: uno è giovane, è bravo, ha le palle e non ha paura di nulla. Un altro e meno bravo, molto meno del primo, ma è raccomandato. Il terzo è un inetto. Secondo voi, chi verrà scelto per fermare la mafia? Ovviamente il terzo.
    Questo discorso vorrei estenderlo un po’ a tutto il nostro sistema, a partire dal piccolo paese fino a giungere alle massime cariche. Non è sbagliato dubitare anche di chi dimostra di saper combattere la mafia. Perché in questo mondo, specialmente in quello di oggi, non si ha mai la certezza di nulla.
    Occorre continuare a combattere e lottare, tutti uniti, contro questo male che ci attanaglia da secoli, e mettere da parte i propri colori e ideali. Perché la mafia si fa sempre più vicina a noi, E’ tra di noi (parlo per esperienza personale), e non conosce differenze né crisi.

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