Punto nazionale

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GOOGLEIZED e… Forza di volontà (di Pietro Deligia)

Quando l’università diventa il luogo della formazione si trova il fondamento di questa istituzione. Capita, purtroppo di rado, di avere incontri illuminati e più formativi di tante ore di lezione. Un nome, Stefano Maruzzi, che non dice molto, ma una persona che ha saputo trasmettere molto.
L’incontro, presso il DIS (dipartimento di informatica e sistemistica) dell’università Sapienza, ha saputo avvicinare, una volta tanto, chi sgomita tra le insidie dell’università con chi ce l’ha fatta. [continua dopo il salto]
Oggi Maruzzi ricopre un incarico prestigioso e molto invidiato, amministratore delegato di Google Italia. Beh! Si può aspirare a qualcosa di meglio? Forse a livello economico, ma difficilmente credo sia possibile trovare ambienti lavorativi migliori e più stimolanti.
Durante la presentazione dell’azienda, l’ad si è soffermato molto sul profilo dell’aspirante dipendente; tra i vari requisiti d’eccellenza richiesti, uno ha suscitato la mia attenzione in particolare, forse per il suo nome, forse perché unico, GOOGLEIZED ,cioè quanto Google sei? Mi spiego meglio. Vengono richieste capacità ed eccellenze fuori dai canoni, interessi plurali e variegati, il percorso di vita pregresso viene analizzato in profondità. Assume importanza non solo aver fatto sport (ad esempio), ma a quale livello? Con quale ruolo? Si era capitano della propria squadra? Tutto ciò per definire il profilo della persona e vedere se già in passato avesse assunto i caratteri del leader, così da potersi meglio affermare nel lavoro.
Altre chicche di questa forma unica di fare innovazione che risponde al nome di Google, sono: la possibilità per ogni lavoratore di impiegare il 20% del proprio orario di lavoro per realizzare progetti personali da sviluppare in azienda; trasparenza totale tra dipendenti, tutti possono accedere alle agende di tutti; l’investimento in ricerca è continuo e mira a nuove sfide (l’ultima,portare connessioni internet ad 1Gbps!). Sapete come decidono i progetti da intraprendere? Dicendo:”cosa è impossibile oggi?” Ok, noi lo faremo.
Alla fine della conferenza, incuriosito da tutta l’originalità del pensiero e dall’eloquenza che Maruzzi aveva trasmesso, mi sono chiesto quale formazione avesse ricevuto, quale diavoleria di percorso accademico avesse intrapreso, ma a tale domanda, ho ricevuto una risposta tanto inaspettata quanto scioccante, infatti quasi arrossendo mi ha detto: Agraria! Come, Agraria?!
Tuttavia, questa risposta rafforza il mio pensiero, ed avvalora la tesi che passione e capacità di fare risultino requisiti imprescindibili che più di ogni altro aprono le porte della soddisfazione lavorativa.
Questo signore dopo aver finito i suoi studi è volato in America investendo tutti i suoi pochi risparmi, e sostentandosi con le offerte del MacDonnalds, ha seguito un corso di formazione della Microsoft (anni 80). Al suo ritorno, cosciente delle potenzialità intraviste propose questo business a Mondadori che accettandolo diede inizio alla sua lucente carriera.
L’esempio, reale, mostra come la determinazione e lo scommettere su se stessi possa portare al raggiungimento di vette altissime, con un po’ di fortuna, impegno e bravura.
Se l’università si ponesse più spesso come tramite tra il mondo del lavoro e quello accademico, ci sarebbe molto più interesse verso corsi che a volte sembrano fatti solo di astrusi libri di testo e vuoti docenti, gli studenti sarebbero più intraprendenti e concreti nel loro percorso accademico, ed il vantaggio sarebbe notevole.

Tra i tanti peccati anche quelli di scarsa trasparenza e credibilità. (di Antonio di Giorgio)

Sono mesi che i mass media forniscono milioni di notizie, aggiornamenti e news varie su uno degli scandali, forse uno dei più eclatanti, che siano mai venuti a galla nella storia recente della Chiesa di Roma. Ormai è oggettivamente provato come, sia negli ambienti dell’alto clero che nelle piccole parrocchie, il fenomeno della pedofilia sia ben radicato; oserei dire che sia “globalizzato” poichè da un paio di mesi arrivano notizie simili da molti Paesi del mondo: Germania, Italia, Malta, Usa, Irlanda, Belgio sono solo alcune delle Nazioni toccate da questa piaga.
Non è certo mia intenzione menzionarvi uno per uno tutti gli abusi sessuali che sono venuti alla luce in questo periodo, ma non posso non soffermarmi sul caso, a dir poco eclatante, di padre Murphy vescovo di Milwaukee ( Usa ), il quale, pur essendo stato autore di circa 200 abusi sessuali su portatori di handicap di una scuola cattolica, non è stato scomunicato dall’ordine dei sacerdoti e addirittura, il futuro papa Benedetto XVI e il cardinal Bertone che all’epoca erano rispettivamente prefetto e segretario della Congregazione della fede, hanno occultato per molti anni questi crimini. Il ” vecchio ” Murphy, poco prima che morisse, espresse il desiderio di voler morire da sacerdote e a quanto pare fu accontentato, visto che l’unica ” sanzione ” che dovette scontare fu il trasferimento in un’altra parrocchia. Questo a mio avviso, è il caso più grave che sia stato reso pubblico e testimonia un abuso perpetuato nel tempo verso dei disabili, testimonia come i futuri vertici della Chiesa romana abbiano preferito occultare piuttosto che epurare per paura di creare scandalo, per paura di perdere consensi, per paura di tutte quelle polemiche che comunque, a distanza di molti anni, sono emerse. E allora alla luce di tutto ciò, come può una persona, seppure cattolica, credere alle parole del Pontefice che professa penitenza, che chiede perdono alle vittime degli abusi sessuali, che si reca a Malta a pregare con altre vittime di abusi accaduti nell’isola mediterranea? E’ quasi utopistico pensare di poter riconquistare credibilità agli occhi sia dei fedeli che dei non credenti, visti anche gli iniziali tentativi di giustificazione poco attendibili (es. ipotesi di manovra di massa dei massoni e degli ebrei deicidi, di un attacco sionista dei nemici della Chiesa) e a volte infelici (mi riferisco a una dichiarazione del cardinal Bertone il quale crede che ci possa essere un legame tra omosessualità e pedofilia, considerando quindi l’omosessualità ancora come una sorta di malattia). E’ inammissibile che autorità ecclesiastiche, promotrici quindi dei principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa quali la dignità della persona, il bene comune, la solidarietà, la sussidiarietà, rispondano ad accuse così gravi ponendo ipotesi di complotto contro la Chiesa oppure cercando di screditare e sminuire le accuse peraltro più che provate.

Il fatto che sbigottisce è il continuo, imperterrito tentativo di nascondere, di occultare anche davanti alla verità oggettiva eventi di tale importanza che, se fossero stati denunciati dalla Chiesa stessa, avrebbero dato un senso di trasparenza e di credibilità alla propria opera; così facendo invece, la Chiesa si è dimostrata solo un’istituzione che ha potere, che porta avanti i suoi principi ma che ha, al suo interno, piaghe orrende di ingiustizia, di crudeltà che prima erano nascoste e che adesso sono sotto gli occhi di tutti.

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14 pensieri su “Punto nazionale

  1. Carolina :)

    Quanto detto è purtroppo una dura realtà con cui fedeli e non sono stati costretti a scontrarsi di recente; la mia opinione da non credente è questa: il sacerdozio cattolico impone l’astinenza dai rapporti sessuali, ma questa imposizione si scontra fortemente con la natura umana degli stessi sacerdoti. Io non conosco la radice di questa imposizione, e per quale motivo è stata istituita, ma ritengo che le pulsioni sessuali represse in questo modo trovano, a lungo andare, uno sfogo perverso come quello della pedofilia o di altre pratiche sessuali inusuali.
    Ma quello che più mi sconcerta è come tutto questo sia stato tenuto nascosto; la Chiesa si è resa complice di atti crudeli e ingiusti, pur di mantenere una facciata positiva agli occhi dei fedeli.

  2. @carolina: il tenere tutto nascosto non fa altro che aumentare dubbi e perplessità sull’operato della Chiesa…è difficile credere a un’istituzione che professa determinati valori e poi compie crimini del genere; si, è la Chiesa che li ha compiuti perchè le mele marce possono capitare, ma nei casi riscontrati non parliamo solo di semplici sacerdoti; al contrario sono coinvolti molti vescovi, cardinali, e addirittura il Papa stesso…c’è quindi un problema di fondo che va affrontato, c’è una giustizia che va applicata, ci sono milioni di vittime che, per quanto possibile, vanno risarcite.

  3. Claudia

    in pieno accordo con antonio, ritengo che un’istituzione quale la Chiesa, che fonda la propria ragion d’essere su moli di adepti, nella comune accettazione e condivisione di principi fondamentali, quali il rispetto dell’uomo in quanto creatura del Signore, la “retta via” da perseguire per non “rischiare” la scomunica, rischia di cadere in contraddizione e perdere credibilità, se non affina le sue mosse e, ancor più, non si guarda bene dalle insidie che il nemico nasconde…ma a mio avviso non mi stupirei, fossi in voi, dell’ipocrita reazione della Chiesa: è una costante imperitura il suo occultare, mistificare e giustificare, nel solo (e spero vano) tentativo di puntare il dito contro il prossimo…la Chiesa, malgré lui, ha sempre ragione.

  4. Trovo l’articolo di pietro molto interessante tanto quanto la conferenza a cui ha partecipato(cazzo a sapello na scappata ce l’avrei fatta pure io).
    Il percorso formativo seguito dal protagonista citato nel tuo articolo mi ricorda tanto una frase detta dal mio professore di meccanica dei fluidi che è “vi siete iscritti ad ingegneria perché veramente interessati o perché vi hanno detto che da più sbocchi lavorativi?,ricordatevi e specie in questi tempi di crisi che l’unico modo per avere successo è quello di coltivare pesantemente le proprie passioni”farse che non scorderò mai specie quando sarò attaccato dallo sconforto e dal pessimismo.
    Per quanto riguarda il discorso università scuola spero tanto che il muro che separa le due identità venga abbattuto prima o poi.Per come la vedo io l’università deve essere vista come una vera formazione, non solo come spesso accade un vago “accrescimento culturale”,che poi uno si chiede:”ok ma veramente cosa ho imparato a fare?”. Se l’istruzione non viene affiancata alla pratica la tanto beneamata “gavetta” è tutto inutile, non so voi ma io dopo un esame non me ricordo quasi più un cazzo.Tanto ormai la cosa più richiesta dal lavoro è “l’esperienza”(e di colloqui ne ho fatti tanti prima di andare all’università). “CERCHIAMO PERSONALE CON ESPERIENZA IN…” MA CRISTO SANTO SE MI SONO APPENA DIPLOMATO/LAUREATO CHE CAZZO D’ESPERIENZA POTRO’ MAI AVERE?!?!
    The end.

  5. Anche l’articolo di antonio è interessante(purtroppo), papa giovanni paolo II chiese pubblicamente scusa per le crociate (fatti risalenti a più di mille anni fà).
    Nel 2010 scoppia lo scandalo dei preti pedofili che c’erano anche prima ma venivano tenuti nascosti, uno dice “ah e vabbè è roba vecchia” ma manco per il cazzo è di estrema attualità visto che tutt’ora si sente parlare di nuovi casi di stupro. AVETE PER CASO SENTITO SCUSE DA PARTE DI BENEDETTO XVI? ditemelo vi prego che magari mi son sfuggite.
    Da cristiano mi sento profondamente tradito da una chiesa che dovrebbe esistere per il solo compito di testimoniare il cristo in terra, e che invece di tutto si occupa, su tutto mette bocca. Ma provvedere a spellare le proprie pecore nere?! non farò di certo di tutta l’erba un fascio però se neanche vengono puniti determinati elementi dico che d’erbaccia ce ne sta tanta.
    Se non c’è giustizia,penitenza, se anche la chiesa manca di miseria e misericordia se non c’è un esempio chiaro in questo mondo sempre più grigio a quale Dio dovremmo appellarci!?!?

  6. @Eddie:
    Sai, molte cose non ho scritto sui requisiti minimi per entrare in google, il 110 è lo standard, 2 o tre lingue anche…Cosa dire, rimbocchiamoci le maniche e coltiviamo le nostre passioni, non solo se esse vengano richieste per far parte di questa o quella azienda, ma solo perchè sono le nostre e non hanno bisogno quindi di utilità alcuna, esse trovano il fondamento nella nostra voglia di portarle avanti!
    Ora…vado a studiare!

  7. @eddie: posso dire con certezza che più volte il Papa ha chiesto scusa e ha predicato la penitenza, la preghiera per espiare le colpe della Chiesa; però è anche vero che le scuse non seguite da un programma nuovo, risolutore e per lo meno sanzionatorio verso i colpevoli sono fini a se stesse. non può il Papa chiedere scusa mentre poi cardinal Bertone in un suo intervento in Colombia afferma che in tutti i casi usciti solo il 10% sono di pedofilia e il restante 90& sono casi di efebofilia (semplice attrazione di un adulto verso un minore). Il fatto inaccettabile è che ancora si sentono dichiarazioni a scopo giustificatorio quando sarebbe più corretto e trasparente ammettere le proprio colpe e voltare pagina, ma evidentemente nell’istituzione Chiesa voltare pagina non è mai piaciuto troppo.

  8. GAIA

    Complimenti per le scelte delle tematiche, entrambe molto attuali ed interessanti.

    In riferimento all’articolo di Pietro: avevo letto tempo fa un articolo nel quale si affermava che secondo una statistica i dipendenti di Google erano i lavoratori più soddisfatti del proprio lavoro, non solo per gli stipendi percepiti ma in particolare per la “filosofia di lavoro” che lascia ampio spazio ad iniziativa ed inventiva personale,che caratterizza Google. Ce ne fossero di più di aziende cosi che valorizzano l’essere e premiano gli sforzi e le capacità individuali e non i raccomandati. Per quanto riguarda invece il discorso sull’università, quella italiana, oltre ai tanti problemi che ha attualmente, ha sempre avuto quello di essere molto “teorica” e di proporsi raramente come ponte tra studio e lavoro cosa che invece riesce bene alle università dei nostri vicini europei o americani. Scarseggiano gli incontri come questo da te segnalato, le occasioni di internship e stage, le possibilità di applicare nel concreto ciò che si studia sui libri. Concordo con eddie quando dice che se l’università non viene affiancata alla pratica non conta molto,perchè al giorno d’oggi tutti nel lavoro richiedono esperienza ma nessuno ti da l’occasione per diventare “esperto” in un settore.

  9. Valeria

    Ciò che ha destato maggior incredulità in me è stata la dichiarazione del “saggio” cardinal Bertone, la quale appare infondata sotto ogni punto di vista:la pedofilia è un sintomo della grave malattia dell’omosessualità. Mi chiedo come possa un uomo di Chiesa, ambasciatore della parola di Dio, divulgare un messaggio di natura fanatica e diseguale come questo. Certamente non è una novità che la Chiesa critichi tale tendenza sessuale. Eppure spesso ci si dimentica che in passato gli ecclesiastici, non potendo avere rapporti con donne, a causa del voto, intrattenevano focose relazioni con il loro “fratelli” all’interno delle stesse chiese e parrocchie. Dunque la pedofilia e l’omosessualità che dilagano in questo ambiente non potrebbero rappresentare l’esasperazione di una classe obbligata alla castità? Forse è davvero questo il problema: chi non sa porre la ragione dinanzi alla passione e al bisogno sessuale non merita tale carica, purtroppo è quasi impossibile per noi riconoscere quelle persone in grado di farlo.

  10. GAIA

    In riferimento all’articolo di Antonio: io personalmente non sono rimasta molto sorpresa degli scandali che hanno travolto la Chiesa romana negli ultimi tempi. Si sapeva da decenni cosa accadeva in molte parrocchie, collegi ed istituti vicini alla Chiesa:c’erano libri, film, denunce ed interviste a testimoniarlo. Fino ad ora però, poche le testimonianze dirette di “preti pedofili”, poche le voci denuncianti..niente di troppo eclatante che saltasse all’occhio dei più e potesse mettere in crisi la loro fede. Per preservare le apparenze di quella che nel 2010 è ancora l’istituzione più potente al mondo, era un bene mettere a tacere le voci che si erano sollevate e procedere lungo la “retta via” del silenzio. E tutto ciò è VERGOGNOSO. Non solo è già di per sè vergognoso molestare dei bambini, è ancor più vergognoso il fatto che un comune pedofilo venga GIUSTAMENTE arrestato e condannato per anni e invece un prete pedofilo continui a lavorare, a molestare altri bambini e anche nel momento in cui denuncia il suo “peccato” al suo superiore, viene aiutato a nascondere il tutto. Sinceramente le scuse del Papa non servono a niente, per quanto mi riguarda può anche starsene in silenzio a vergognarsi di ciò di cui è stato complice. Secondo me è doveroso prendere dei provvedimenti seri e concreti ora che la questione è finalmente esplosa sotto gli occhi di tutti. Errare è umano ma perseverare è diabolico,diceva qualcuno…

  11. @Gaia: nulla da dire, condivido tutto del tuo pensiero, in particolare l’indignazione verso l’occultamento degli abusi da parte dell’alto clero. a mio avviso chiedere scusa è doveroso ma se non si compiono dei forti rinnovamenti volti ad evitare piaghe come la “pedofilia clericale” hanno poco senso.
    @Valeria: le dichiarazioni di cardinal Bertone fanno capire come il pensiero della Chiesa sia anacronistico su determinati argomenti…per questo un credente deve sempre ragionare con la propria testa ed elaborare dei pensieri propri su temi importanti verso i quali la Chiesa pone molta attenzione.

  12. @ANONIMO: premettendo che punto futuro preferirebbe che tutti ci identificassimo con un nome, a cosa si riferisce la tua affermazione??? a cosa si dovrebbe credere sempre???

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