Ddl: solita questione all’italiana…

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(di BàRaK))
“La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’Autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.”


Partiamo da questo presupposto: anche quello alla segretezza della corrispondenza (cartacea, telefonica o digitale che sia) è un diritto inviolabile, e che oggi in Italia si faccia un abuso delle intercettazioni è innegabile. Molte volte questo mezzo negli ultimi anni (nel 2009 sono state intercettate 120.000 utenze) è servito più a soddisfare le voglie di vouyerismo dell’italiano medio ossessionato dalle abitudini di calciatori, nani e ballerine che ad altro; è dunque necessaria una regolamentazione. Purtroppo è a questo punto che torna a galla il malcostume tutto italiano. Attorno ad iniziali buoni intenti, ben presto, si sommano interessi e desideri (anche mal celati) che puntano ad ottenere i proverbiali due piccioni con la sola fava.
Così ci si dimentica della parte conclusiva dell’articolo 15, che ci ricorda, come spesso accade nella costituzione, che ogni diritto è limitato difronte al compito della giustizia di far rispettare la legge. Le intercettazioni servono, sono anzi indispensabili, ed è pericoloso etichettarle come una limitazione della privacy.

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa pubblica non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. […]”

L’altro grande tema, che accompagna la discussione sul ddl in qusti giorni, è quello delle limitazioni imposte alla stampa circa la pubblicazione delle intercettazioni.
Procediamo per gradi. Che alcuni fatti privati, svincolati da responsabilità legali, compaiano sui giornali è sbagliato, tuttavia l’errore non sta nella scelta degli editori di pubblicare tali notizie ma l’errore, anzi il reato, lo compiono quelli che, non rispettando il segreto d’ufficio, fanno trapelare tali notizie.
E allora, non è forse più sensato imporre a quest’ultimi il bavaglio? Non è forse meglio evitare sospetti per chi, da anni, inneggia ad una stampa liberticida e nemica? Non è forse ora di dimostrare che il regime di cui in tanti, con troppa facilità, dichiarano l’esistenza non esiste?
In fondo potrebbe essere solo un altro tipo di convenienza…

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13 pensieri su “Ddl: solita questione all’italiana…

  1. Osservatore Più Che Critico

    io credo che anche questa volta berlusconi è riuscito a farci credere che l’uso delle intercettazioni va regolamentato, solo per risolvere i suoi sporchi problemi… è questa la cruda realtà, senza troppi giri di parole! E’ un mio parere da non esperto ovviamente, però io nel tempo ho notato che le intercettazioni sono state l’arma vincente di magistratura e polizia, e grazie al loro utilizzo è stato possibile “arrestare” molti delinquenti che altrimenti sarebbero rimasti nell’ombra e nella falsa innocenza. Naturalmente sarebbe bello non poter leggere intercettazioni diffamatorie riguardo a dialoghi privati avvenuti fra personaggi del mondo dello spettacolo o, comunque non coinvolti in azioni criminali, ma io penso che a quel punto debba essere in primis merito del lettore intelligente non leggere determinati articoli di basso livello, anche se una “punizione” legale sembrerebbe d’obbligo. Ma se bloccare queste intercettazioni significherebbe bloccarle tutte con tanto di multa a chi le usa per il bene dell’Italia, allora non è giusto!!

  2. Condivido pienamente il pensiero da te espresso nell’articolo nel senso che è impensabile limitare le intercettazione qualora siano utilizzate prettamente per scopi giudiziari,al contrario invece vanno assolutamente limitate (con tanto di sanzioni) quando usate con abuso per alimentare l’insaziabile voglia di “scoop” da parte delle riviste di gossip e ahimè anche dei giornali(per quanto mi riguarda inutili e allo stesso tempo una delle cause dell’attuale ignoranza nei confronti della vera cronaca da parte delle nuove generazioni).

    E’ inutile dire come e chi se ne serve veramente di questo tanto discusso(ma mai come si deve) DDL, ma infondo non è che l’nesima porcata fatta e agli occhi dell’opinione pubblica non suscita lo sconforto che dovrebbe visto che ormai l’italiano medio se ne frega dell’informazione,figuriamoci qualora venisse limitata.
    lui:”ah ma perchè è un mio diritto? oooooohh”. io:”si è un tuo diritto e tu sei feccia”

  3. Carlo M.

    Come già detto dall’osservatore qualcuno ci vuole far credere che le intercettazioni siano uno strumento abusato.
    Beh facciamoci un rapido calcolo con l’accetta perché non si tiene conto dei cellulari, delle utenze di uffici magari legate alle stesse persone fisiche: prendiamo il numero delle intercettazioni 120.000 e facciamo la media sulla popolazione Italiana 60.326.000 mettiamo anche che di questi 60 Milioni solo un 50% abbia un utenza telefonica… Ci ritroviamo con 30 Milioni di persone-utenze.
    Bene ora facciamo la percentuale e risulta che:
    La popolazione intercettata è lo 0,4%!!!
    Anche mettendo che questi signori parlino assiduamente di cose losche con 20-30 persone, le persone intercettate andranno dall’8% al 12% delle utenze “sottostimate”.
    Ora, non vorrei fare demagogia, ma, siamo il paese dove le mafie smuovono all’anno una quantità immane di capitali, basti pensare che l’ultima stima della magistratura dava un movimento di 150 Miliardi di euro sporchi circa l’11% del P.I.L. Italiano.
    Sapendo queste cose io dovrei credere che le intercettazioni debbano essere assolutamente regolate da una burocrazia ancora più stringente???
    Ma stiamo scherzando?
    Poi non ci dicono mai quali intercettazioni illegali siano venute fuori, l’unica veramente illegale (che non è uscita da atti d’indagine pubblici) è, per ora, quella tra Fassino e Consorte pubblicata dai giornali vicini al persecutore massimo delle intercettazioni.
    Ma allora di cosa stiamo parlando? Di aria fritta???

  4. BaRaK

    @Osservatore: che delle intercettazioni si abusi non è un giro di parole ma è la mia opinione, anche perchè, credemi, non avrei alcun motivo per non picchiare giù dritto. D’altronde non mi sembra di evitare, nel resto del post, di difendere l’istituto delle intercettazione e di rimarcare il malcostume della politica italiana.
    Ripeto che dal mio punto di vista le intercettazioni sono fondamentali, ma nel ribadire questa convinzione è forse il caso di cominciare a muovere critiche supportate da considerazioni logiche (senza negarsi affermazioni che potrebbero sembrare appoggiare l’altra tesi) per evitare di finire nel gioco comunicativo (fatto di sole accuse e pochi contenuti) che il “presidente” ha creato e in cui troppo spesso ci troviamo a cadere…

  5. BaRaK

    @Carlo: caro Carlo anche io ho letto l’editoriale di Ezio Mauro dal quale, molto probabilmente, hai tratto i dati che citi e devo dirti che è una delle poche volte che mi trovo in disaccordo con lui, o meglio, col modo con cui affronta l’argomento. La regolamentazione delle intercettazioni non và fatta basando le valutazioni sulla percentuale di cittadini intercettati, ma sulla qualità ovvero sulla reale utilità giudiziaria di molte di esse (fossero 2 le intercettazioni, di cui 1 inutile, andrebbero comunque dimezzate).
    Per quanto riguarda poi la pubblicazione delle intercettazione (e forse è meglio ribadire anche qui che io difendo la libertà di editori/direttori pubblicare le notizie giunte alla loro scrivania ma non chi dovrebbe garantire la segretezza di certi dati, emersi in indagini giudiziare ma non attinenti ad esse) e la legalità della loro esposizione alla pubblica opinione ti cito un estratto di un sito di informazione giudiziaria
    “[…].Quindi, la sussistenza del requisito dell’interesse pubblico (quindi la legittimità della diffusione della notizia) dipende unicamente da un fattore: l’obiettiva rilevanza sociale degli argomenti trattati nella conversazione intercettata, tale da neutralizzare qualsiasi pretesa alla riservatezza da parte di chi viene posto al centro della scena”. Ti viene in mente qualcosa? A me si, come sono venuto a conoscenza delle abitudini sessuali di Silvio…
    Cmq se devo fare il difensore del diavolo… siamo arrivati proprio alla frutta ;P

  6. @pietro flesso proprio no (è difficile che cambi pendenza),comunque direi di minimo locale(odio essere estremo), visto che mi trovo in netta minoranza anzi ci troviamo in netta minoranza a pensarla così, proprio per il fatto che all’italiano medio (la maggior parte) dell’informazione e del fatto che presto verrà limitata ulteriormente non gliene può fregar de meno!e quando provi a dargliela l’informazione vieni trattato da testimone di geova.
    Puoi contestarmi la definizione di Medio,e posso anche accettarla, ma non puoi provare che alla maggior parte degli italiani importi che l’articolo citato in questo post verrà pesantemente limitato da questo DDL(altrimenti in questo post si conterebbero molti più commenti non trovi?).

  7. Valeria

    L’intercettazione, come d’altronde la maggior parte delle cose in italia, viene spesso sfruttata per secondi fini che in realtà allontanano tale azione dal perseguimento del suo vero fine. Tuttavia ogni grande azione ha un prezzo da pagare; per questo se l’intercettazione può aiutare a scovare ed a punire l’illegalità allora rinuncio volentieri ad un pizzico della mia privacy. Anche perchè, se volessimo limitare l’uso delle intercettazione in nome della privacy, allora non dovrebbe essere l’unico mezzo a pagare la propria pena. Vogliamo parlare dei giornali scandalistici che ogni giorno pubblicano pagine e pagine di notizie private delle “stars”? Di sicuro qui la situazione è meno grave ma non rappresenta pur sempre l’infrazione del diritto di privacy? Si, alla limitazione delle intercettazioni ove è possibile ma senza privare la società di uno strumento, come l’intercettazione, che offre un po’ di quella chiarezza che oggi si cerca in tutti i modi di offuscare.

  8. Carlo M.

    @Barak,
    In realtà non leggo Repubblica :p sono cose che penso io e se le pensa anche Ezio Mauro buon per lui :p
    Comunque c’è da dire che molte volte il nostro carissimo presidente del consiglio è stato pizzicato a chiamare utenze messe sotto sorveglianza per altre procedure investigative… Purtroppo sarà sfortunato a chiamare persone coinvolte in indagini e rimanere sempre impantanato nei vari scandali.
    Ti chiedi come mai il problema delle intercettazioni sta montando proprio in concomitanza con gli scandali “Protezione Civile S.P.A.”, “caso Mills” e “Procedimenti sulle stragi del 92-93”?
    Poi per l’utilità delle intercettazioni, beh come fai a dire se un’intercettazione sarà importante prima di farla? Non penso che nessuno possegga la sfera di vetro.
    Continuo inoltre a ribadire che le intercettazioni che non si rivelano essere di interesse per le indagini vengono accantonate e rimangono secretate.
    Le leggi che puniscono le fughe di notizie esistono già, magari dovrebbero essere applicate meglio.
    ^^

  9. @Eddie:
    Minimo locale..mi piace, hai ragione a scrivere quello di cui sopra, il mio era solo un “richiamo” per la definizione usata, che io vedo in chiave negativa!
    Cmq visto che hai capito l’ironia, ti dico VIVA L’ITALIANO MINIMO…LOCALE!

  10. BaRaK

    @Carlo: sul fatto che le leggi sulla secretazione di atti giudiziari già esistano e siano sufficienti, se fatte rispettare, è quello che intendevo con
    “l’errore, anzi il reato, lo compiono quelli che, non rispettando il segreto d’ufficio, fanno trapelare tali notizie”.
    Per l’utilità delle intercettazioni mi riferisco anche alla loro trascrizione, passo successivo che rappresenta la loro memoria giudiziaria.
    E poi sinceramente non mi sembra di difendere le istanze pro-ddl, ma anzi un riferimento alla loro tendenziosità mi sembra chiaro…
    “Purtroppo è a questo punto che torna a galla il malcostume tutto italiano. Attorno ad iniziali buoni intenti, ben presto, si sommano interessi e desideri (anche mal celati) che puntano ad ottenere i proverbiali due piccioni con la sola fava”.

  11. GAIA

    Intercettazioni si o intercettazioni no? Bè, io dico più che convinta intercettazioni SI. Le ritengo un mezzo più che fondamentale per condurre indagini giudiziarie e per far venir fuori “magagne” che altrimenti non salterebbero mai fuori(a conferma di ciò basta guardare gli ultimi scandali che hanno colpito il governo e i suoi vicini).E’ ovvio che non bisogna intercettare ogni singolo cittadino e credo non sia nemmeno possibile farlo, ma se alcune persone destano dei sospetti o hanno dei precedenti con la giustizia o sono vicine ad ambienti poco “stimati”, è giusto intercettarle, ancor più se sono persone che governano la nazione.Come ha detto oggi Prodi “Romano Prodi: “Mi intercettino pure, io non ho niente da nascondere,penso di essere intercettato da anni. Male non fare, paura non avere e credo che questo sia un prezzo indispensabile per la democrazia”. Dunque se si vive nel giusto non si ha nulla da temere e invece quando si tratta di crimini o ingiustizie il rispetto della privacy è l’ultimo diritto al quale ci si deve appellare. Per quanto riguarda la libertà di stampa e informazione invece..quello è un altro grande problema che a mio parere non sta che confermando i sospetti delle persone(me compresa),che stiamo andando sempre più verso la costruzione di un regime, quantomeno mediatico. Casi come quello di Santoro o la lettera di dimissioni della Busi tanto per citare gli ultimi, non dovrebbero verificarsi in un paese democratico. Se il ddl verrà approvato sarà l’ennesimo colpo inferto alla democrazia.

  12. Davide

    Le intercettazioni sono lo strumento che negli ultimi anni ha dato maggior risultato nel campo della giustizia ed hanno risolto diversi casi “spinosi”. Questa (come tante altre) è una legge infame, ma fa parte di quel progetto di fascistizzazione dell’Italia che è in atto ormai da diversi anni. Basta pensare che mentre la gente non riesce più (ma davvero) ad arrivare a fine mese, questo pensa alle intercettazioni, a bloccare i processi a suo carico. E non mi si dica che con la finanziaria ha dimostrato di tenere all’Italia. Un’altra manovra suicida che costa agli italiani 24 miliardi di euro. Il tutto per una crisi che non c’è…

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