The long tail

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(di Pietro Deligia)

Si, letteralmente la coda lunga: è così che qualche anno fa Chris Andersen, in un articolo apparso su Wired, definì quei nuovi modelli economici rappresentati da realtà digitali, come Amazon, iTunes, Wikipedia, eBay.
Queste società, prima delle altre, capirono le potenzialità del Web e soprattutto la sua infinita capienza e fruibilità.

Capienza, cioè spazio, spazio digitale in cui ammassare musica, film e libri digitali, ma The long tail non si riferisce solo a questo, ma in generale a tutte quelle distribuzioni di eventi che si verificano con poca frequenza ma che assemblati diventano una moltitudine imponente.


Ad esempio, applicando il concetto di coda lunga all’editoria, in una rivista con un milione di lettori, la parte editoriale sta solo nella porzione verde della curva, tutto il resto (porzione gialla) rappresenta la coda lunga in cui ci sono un milione di scrittori con un lettore ciascuno; questa strategia è molto più proficua, poiché grazie ai media digitali, circola maggior denaro nella coda rispetto alla testa, e quindi i prodotti di nicchia avranno molte più possibilità di profitto. Grazie alla digitalizzazione dei prodotti, oggi è possibile trovare musica, libri, e quanto altro in modo relativamente semplice, tutto ciò a portata di click.
Anche se in Italia l’abitudine ad ordinare sul web non sia ancora diffusissima, è innegabile la comodità e la varietà di prodotti che è possibile trovare in rete e soprattutto la qualità di essi.
Quanto spesso ci capita di entrare in librerie o in negozi di ogni genere, anche tra i più forniti e non trovare l’oggetto del desiderio!? magari perché qualcuno ha deciso che non sia conveniente da tenere sugli scaffali, preferendo best seller o prodotti di grido, cioè quantità invece che qualità!
L’intuizione di questi lungimiranti manager fu questa: ”tante piccole quote di mercato messe insieme, fanno un grande mercato!”
Il consumatore dal canto suo ha molti vantaggi da questo new commerce: la comodità di avere a portata di mouse la più grande varietà di prodotti esistenti a prezzi più bassi, comperando solo quello che ci interessa, come ad esempio accade su iTunes, dove è possibile acquistare singoli brani e non interi cd, e poterli ricevere direttamente a casa o sul proprio calcolatore, nel caso fossero digitali.
Lo sviluppo di lettori di ebook e tablet non faranno altro che incrementare questo già florido mercato, fatto non solo di prodotti di largo consumo, ma, fattore che lo rende unico, di milioni di prodotti di nicchia precedentemente tagliati dal mercato fisico dei negozi.
Vi lascio con una frase che aiuta meglio a capire l’importanza di questo tipo di mercato:
“la coda lunga ha generato un fiorire di creatività in tutti i campi dell’ingegno umano”.
Frase che, per quanto mi dispiaccia, non è mia, ma quanto la condivido!
Voi cosa ne dite? Ci avevate mai pensato?

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8 pensieri su “The long tail

  1. Stamane ci son stato poco e niente comunque anche se in ritardo eccomi.Ovviamente condivido ed è sacrosanta la frase da te citata.Sapete che esistono corsi tenuti da un tizio di cui non ricordo il nick(è italiano),praticamente questo insegna a chiunque voglia come crearsi il proprio business sul web sfruttando al meglio la macchina di ricerca google(in pratica come far comparire il proprio sito in cima alla lista di google tramite parole chiavi tecniche varie)?.Ovviamente lui insegna solo come sfruttare al meglio google non quale tipo di business è meglio,quello è lasciato alla fantasia dell'interessato(qui entra in gioco la frase citata da pietro).In somma è facile comodo,spesso rapido e conveniente,l'unica pecca è che come sempre ci sono abusi che come nel mondo della musica stanno portando a tragiche conseguenze (mi riferisco alla pirateria da tutti noi adoperata e a itunes).

  2. Dove la coda lunga funziona, i gusti delle minoranze vengono soddisfatti e gli individui hanno maggiore possibilità di scelta.La coda lunga potrebbe (secondo me lo sta già facendo)mettere in pericolo numerose aziende affermate:infatti la produzione di nicchia prolifera fino ad essere tanto considerevole quanto lo stesso mercato di massa….insomma questa è una strategia arguta di vendite,che noi giovani navigatori non ci accorgiamo nemmeno di accrescere mentre facciamo le nostre prosaiche ricerche su wiki…(da cui ho letto che lo stesso Andersen ha dichiarato di aver attinto fonte).Il tema è interessante,forse a cui non si è molto interessati…è invece importante notare la progressiva traslazione dell'economia, resa ancora più ''mobile'' dalle nuove tecnologie verso uno spazio che tende all'infinito…Chissà dove finiremo!

  3. Prima di leggere l'articolo, da modesta "buyer on the net", non avevo mai pensato al fenomeno della coda lunga, sebbene la continua riduzione del mercato dei prodotti di massa e di nicchia, desti preoccupazione tra i creatori e gli investitori dei prodotti stessi. Non credo che sia necessario suonare il campanello d'allarme al riguardo, anzi, un così facile accesso ai beni di largo consumo, destinato, attraverso questa nuova strategia di mercato, ad una fascia maggiore di acquirenti, non potrà, a mio avviso, che incentivare la domanda di produzione. Infatti su dieci persone che utilizzano queste "realtà digitali", sicuramente, almeno una di loro, sarà talmente attratta dal prodotto, che non resisterà dall'acquistarlo seguendo le forme tradizionali, andando quindi a sostenere la sopravvivenza delle case produttrici.

  4. @AnonimoIl tuo è un bellissimo commento, mi dispiace non sapere chi c'è dietro queste riflessioni!Questo tema lo seguo da un pò di tempo, e l'economia del web tutta credo che sia un modello economico da studiare attentamente, è una nuova frontiera, una grande possibilità per tutti di fare business e di rendere accessibili cose che fino a qualche tempo fa rimanevano in cantina!E soprattutto è una spinta nuova che esula dai rigidi schemi micro-macro economici.

  5. @Anonimo come già detto da te la coda lunga potrebbe rappresentare un minaccia per le aziende affermate, in quanto piccole aziende ni nicchia potrebbero "rubare" mercato, certamente questa è ua possibilità; ma è anche possibile per una grande azienda aumentare a dismisura la propria offerta oscurando o inglobando le piccole imprese e magari bloccando la crescita di aziende new-comer utilizzando la stessa "arma" della coda lunga"

  6. @Davide ed anonimo:Non credo che la coda lunga possa portare al fallimento delle società già affermate, la questione si pone nel momento in cui i prodotti che vendono non risultino competitivi, ma in quest'ottica credo sia meglio un declino di chi produce e vende solo per una posizione dominante di mercato.Personalmente(sarò iperpositivo) non ci vedo nulla di nocivo nella coda lunga.Quando si ha paura dell'altro è perchè non si è sicuri di se stessi!

  7. @Pietro ho spiegato un pochino male qll ke volevo dire…naturalemtne è difficile se non impossibile per una piccola impresa spodestare o far fallire una grande impresa…come dici tu nel caso l'impresa nn sia competitiva come ben sai è il mercato ke alla fine elimina l'azienda..qll ke volevo dire è ke grazie alla "coda" un piccola impresa potrebbe (anche io sn molto positivo) guadagnare un pochino di vantaggio o di quota di mercato, anche se minima. per il resto snke io sono dell'idea ke questo fenomeno sia positivo, soprattutto in termini di concorrenza. 😀

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