INTO THE WILD

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(di Jacopo di Macio)

Un viaggio entusiasmante negli Stati Uniti passando per il nord del Messico per poi risalire fino ai meravigliosi ed incontaminati paesaggi dell’Alaska, questo è solo l’itinerario di “Into the Wild”, un viaggio racchiude in se molti altri significati.
TRAMA: Il film racconta la storia vera di Christopher McCandless (Emil Hirsch), un giovane ragazzo del West Virginia che, dopo la laurea in scienze sociali nel 1990, decide di lasciare tutti i suoi risparmi all’Oxfam e senza nessuna spiegazione abbandona parenti ed amici per un viaggio che avrà come meta finale l’Alaska. I motivi di questo viaggio, come spiega nel suo diario, sono la ricerca di un luoghi in cui non vigano le leggi di una società consumista e materialista in cui non riesce più a vivere, inoltre contribuisce alla sua decisione un ambiente familiare che sembra del tutto a suo agio in quel mondo e preme su Chris affinchè segua il percorso da loro indicato. Durante il lungo viaggio, accompagnato dalle canzoni di Eddie Vedder, Chris con lo pseudonimo di Alexander Supertramp incontra diversi personaggi che lo accompagneranno per un tratto del suo tragitto. Tra questi: una coppia di hippie Jan e Bob Burres con i quali condividerà la visione un mondo differente e li aiuterà a superare un dolore che tengono inespresso da troppo tempo; un giovane trebbiatore del South Dakota Wayne Wersterberg (Vince Vaughn) con cui lavora per un breve periodo di tempo aiutandolo a riflettere sulla vera natura dell’essere umano e infine Ron Franz (Hal Holbrook) un vecchio veterano chiuso nei suoi ricordi che si affezionerà a Chris come ad un figlio preparandolo inoltre per la sua ultima impresa. In Alaska Chris troverà l’ambiente incontaminato e la pace che cercava, ma è veramente questo quello di cui Chris ha bisogno?
CURIOSITA’: Il regista Sean Penn ha avuto l’idea del film in seguito alla lettura del libro di Krakauer “Nelle terre estreme” che narra il viaggio di Christopher McCandless, I diritti per il film furono concessi solo dopo numerosi rifiuti della famiglia McCandless ma Sean Penn non si perse d’animo e nel frattempo cominciò a raccogliere testimonianze da persone che avevano conosciuto il ragazzo, Emile Hirsch ha dovuto intraprendere molte fatiche per realizzare questo film, tra le tante: la discesa delle rapide, la scalata di cime innevate (sempre senza stuntmen) ed è arrivato a perdere 20kg fino a pesarne solo 52kg nelle ultime scene del film, La colonna sonora è del leader dei Pearl Jam, Eddie Vedder
COMMENTI PERSONALI: Non sapendo che si trattasse di una storia vera ne sono rimasto particolarmente colpito scoprendolo alla fine del film, anche per questo ho solo accennato la parte finale in cui il protagonista raggiunge la tanto desiderata meta. Il film offre un infinità di magnifici e variegati paesaggi che vanno dalle strade desolate che attraversano il deserto, a rapide che scorrono tra montagne rocciose, fino ad arrivare alla natura incontaminata dell’Alaska, passo dopo passo accompagnati dalla musica e le parole di Eddie Vedder che grazie ai sottotitoli presenti permette a tutti di apprezzare il significato di canzoni che rispecchiano in pieno lo stile del film. Questo non può definirsi un semplice film di avventura essendo evidenti che le critiche ad una società consumista hanno l’intento di scaturire una riflessione. Il regista contrappone a questa società la bellezza di quei paesaggi selvaggi in cui non esistono regole e non esiste l’ipocrisia delle persone. Bisogna riconoscere la bravura del protagonista Emile Hirsch, che riesce ad immedesimarsi in un personaggio anticonformista come quello di Chris interpretando i suoi pensieri e i suoi valori, e sopportando prove estenuanti degne di un vero professionista, nonostante la giovane età.

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8 pensieri su “INTO THE WILD

  1. Libertà trovata mediante un viaggio attraverso i luoghi dove l'unica legge in vigore è quella della natura. Non è forse poesia questa? poesia attualmente utopica ma pur sempre poesia!.Non nascondo il fatto che mi piacerebbe molto affrontare un'esperienza simile,anche di pochi giorni,basterebbe a mio avviso e mi aiuterebbe molto… ps Eddie Vedder, non potevano trovare persona più azzeccata di lui per la colonna sonora…

  2. C'è un che di Pirandello nel modo in cui il protagonista dona tutti i suoi risparmi per cercare un luogo fuori dagli schemi sociali e la gabbia della famiglia. Se però Moscarda trova nella pazzia e nell'assurdo la libertà dalle sue molteplici maschere; Alexander Supertramp ripropone in chiave moderna un qualcosa di molto simile dal momento che la motivazione è praticamente la stessa anche se in contesti diversi.In più troviamo il valore aggiunto del " viaggio " che da secoli è simbolo di percorso di vita nella letteratura e preambolo di un fine supremo conquistabile solo attraverso la conoscenza di se maturata durante il percorso. P.S: Bell'articolo Jappy 😄

  3. Una storia vecchia come il mondo, la catarsi attraverso il viaggio.Quello che mi ha colpito molto di questo film è stata sicuramente la fotografia, luci stupende profondità di campi mozzafiato sembra di essere un tutt'uno ora con la metropoli ora con la matrigna natura selvaggia ora generosa, ora inospitale ed assassina.Un film da vedere assolutamente a mio parere. 😉

  4. @Lilith:Grazie,bel commento non avevo pensato alle similitudini…sono contento che ti sia aggiunta ai commenti continua a seguirci.@Tutti:Condivido pienamente i vostri commenti, sapevo che il film sarebbe piaciuto.

  5. Il mio film preferito.Un viaggio per allontanarsi da una società che sa non appartenergli, un voler a tutti i costi recidere ogni legame con il passato. Un viaggio in cui Chris non vuole trovare l'amore ma soltanto la verità.Di una profondità sconvolgente. Un film realistico e umano che ci dovrebbe far riflettere molto.Da far vedere nelle scuole.

  6. Già, un film veramente stupendo! La ricerca di libertà, per chi si sente ingabbiato da una società che non condivide… sostanzialmente la ricerca di una felicità che in fin dei conti non può sposarsi con la solitudine e l'isolamento. Un'ottimo Emile Hirsch e un'ottimo Eddie Vedder hanno reso poi questo film decisamente unico, senza dimenticare, ovviamente, una regia insuperabile come quella di Penn!!!

  7. Hey Jude

    E’ la risposta alla teoria cardine del pensiero di Rousseau, il “mito del buon selvaggio” secondo cui l’uomo si è corrotto con la nascita della società civile. La sua natura si è deteriorata dal momento in cui la proprietà privata è sopraggiunta e sono sorti i primi scontri tra gli uomini, le lotte per i possedimenti. Il ritorno allo stato primordiale permette all’uomo di pervenire alla sua vera natura (l’état de nature!) lontana da arte, scienze, quelli che sono considerati vizi. Un’utopia se pensata ai giorni nostri. Andare contro l’abitudine e Christopher McCandless ha innanzi tutto trasmesso l’importanza della riscoperta di se stessi che non consiste necessariamente nella fuga da qualcosa ma nel mettere alla prova la propria persona, qualunque sia la via. Nel suo caso, infine, la risposta arriva al termine del viaggio, quando il protagonista viene inondato dai “se” e comprende che “la felicità è reale solo se condivisa”.
    Film imperdibile

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