L’ultima fatica di Angelini.

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(di Andrea Schiavi)

La stagione estiva si è aperta per il panorama culturale privernate nel migliore dei modi. La bella stagione è appena iniziata e ha portato con se due importanti novità librarie, frutto dell’inteso lavoro di due ricercatori privernati: Edmondo Angelini e Cesare Bove . Quest’oggi porremo la nostra attenzione sul primo dei due. L’opera in questione, ” Un genio sconosciuto della Roma Barocca: Teodosio Rossi da Piperno”, è stata presentata presso l’aula magna dell’istituto di via Montanino a lui intitolato. Il lavoro mastodontico del modernista Angelini si è soffermato nel riesumare tutti quei documenti conservati negli svariati archivi italiani allo scopo di dare quel giusto lustro ad un nostro concittadino, vissuto a cavallo tra ‘500 e ‘600, fino ad ora quasi, o del tutto, dimenticato dalla storiografia ufficiale. Ma chi era Teodosio Rossi? Le carte rinvenute dall’autore, gli attribuiscono una moltitudine di appellativi: matematico, teologo, filosofo, astrologo, appassionato di poesia greca e latina. Ma il Rossi non era nient’altro che un avvocato, l’unica sua vera professione. Tutti i suoi contributi dati alla scienza non possono esser che visti come puro diletto. Da ricordare sono i suoi lavori e i suoi studi nel campo dell’astronomia, nella riforma del calendario e sugli orologi solari, gli unici all’epoca in grado di scandire i momenti della giornata.
Ad impreziosire il lavoro dell’autore sono stati soprattutto gli interventi di altri due illustri privernati che hanno fatto strada nel mondo della ricerca: il professor Enrico Giusti, docente ordinario presso la facoltà di matematica dell’Università di Firenze, e affermatissimo storico della matematica e il professor Stefano Pagliaroli, filologo e docente presso l’Università degli Studi di Verona. Il loro contributo accademico ha conferito all’opera in questione il giusto valore che una ricerca del genere merita. A chiudere i lavori è stato il dirigente scolastico, Antonio Ferrante, con una promessa alquanto altisonante: la realizzazione di una statua di Teodosio Rossi nel cortile antistante l’istituto. A prescindere da quello che può essere il suo valore letterario, storico, culturale, l’opera di Angelini è e rimarrà un libro che deve obbligatoriamente essere conservato nelle case di ogni privernate, come testimonianze preziosa di un passato che non deve essere dimenticato.

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4 pensieri su “L’ultima fatica di Angelini.

  1. Ammetto che io non ero a conoscenza di tutte queste curiosità da te elencate, ed è proprio per questo motivo che questo "libro" va assolutamente custodito in quanto preziosissimo patrimonio della nostra piccola città.Soprattutto affinché le nuove generazioni ne vengano a conoscenza visto che in questo ultimo decennio si tende a dar sempre meno peso alla storia.

  2. Non possiamo che essere felici di avere nella nostra cittadina una figura come Edmondo Angelini, la nostra fortuna è che grazie a queste persone il passato di uomini come Teodosio Rossi e della nostra comunità in genere, può dirsi tutelato, almeno in parte. Se non sbaglio, nel 2006 vi fu la pubblicazione di un'altra opera (sempre come risultato della collaborazione tra Stefano Pagliaroli ed Edmondo Angelini) anche in quel caso mirata alla tutela del nostro passato e delle nostre tradizioni. Pure allora il preside Ferrante si mostrò felice di ospitare la presentazione del libro, questa volta ha promesso persino una statua oltre all'ospitalità! Staremo a vedere, fiduciosi nelle parole de "lu professore"…

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