Covering: l’arte della reinterpretazione

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(di Fabio di Alessandri)

Il fenomeno del covering (la reintepretazione o il rifacimento di un brano musicale – da altri interpretato in precedenza – da parte di qualcuno che non ne è l’autore originale. ), gia’ presente negli States negli anni 20′ e 30 diviene noto, durante gli anni cinquanta quando, numerose composizioni rock n roll vengono reinterpretate in versioni più soft, facendo si che siano gradite ed ascoltate oltre che dai giovani anche dagli adulti. Molto spesso le versioni originali dei brani erano realizzate da artisti di colore e, se non reinterpretate da cantanti bianchi, non sarebbero mai state trasmesse dalla maggior parte delle radio.


In Italia il fenomeno delle cover prende piede durante gli anni 60′ per soddisfare la sete di musica nuova (funk,soul,rock) gia’ presente da diversi anni sul mercato inglese ed americano e non ancora prodotta in italia.
Fu cosi’ che innumerevoli band, hanno reso propri molti brani inglesi e americani, celebri e non, traducendone alla lettera o stravolgendone del tutto i testi, lasciandone invariato l’arrangiamento.


Con il passare degli anni l’approccio alle cover è cambiato, sia in Italia che all’estero, artisti di successo eseguono una cover per onorare e omaggiare un artista da loro apprezzato, riproducendola in modo fedele o stravolgendola del tutto. Molto spesso alcune cover sono riuscite addirittura a far dimenticare l’originale, due esempi su tutti: Cocaine di Eric Clapton (originariamente di J. J. Cale) e Hey Joe di Jimi Hendrix (incisa in origine dai Leaves).

In alcuni casi invece, piuttosto’ che di omaggio, si è trattato di vere e proprie operazioni commerciali per proporre un artista emergente come interprete di un brano gia’ di successo, è stato il caso di Will Young diventato famoso grazie a Light my fire dei Doors.

Vi invito a postare i link di quelle che pensate siano state le cover piu’ riuscite e quelle che invece si sono dimostrate dei veri e propri fiaschi!

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3 pensieri su “Covering: l’arte della reinterpretazione

  1. che ne dite di "Misirlou" usata da Quentin Tarantino per i titoli iniziali del film Pulp Fiction? prendo la storia del brano da wikipedia: "Michalis Patrinos, nel 1928, cantò per la prima volta questa canzone; era tuttavia soltanto la prima versione, ossia quella suonata in stile rebetiko, un genere molto noto in Grecia; la canzone ebbe per questo molto successo.Nel 1941, il jazzista Nick Roubanis ne rilasciò un'altra versione, più precisamente un arrangiamento strumentale jazzistico. Egli fece credere a tutti che fu proprio lui ad inventare la canzone: legalmente non è errato, ma è risaputo che non è il vero compositore, bensì che l'ha copiata da Michalis Patrinos.Nel 1960, Dick Dale ne fece una versione surf rock, che è anche quella che più famosa al mondo. Dick Dale, per la prima volta nella storia, usò il tremolo picking per la chitarra elettrica, tecnica allora inutilizzata se non da parte dei chitarristi classici.Altre cover di questa canzone furono realizzate dai Beach Boys, dai The Trashmen dagli Agent Orange e da Connie Francis."Se non sbaglio ultimamente è stata "coverizzata" anche dai black eyed peas!Questa sarà pure la più famosa ma, a mio parere, è la versione più bella: http://www.youtube.com/watch?v=i9rg2uP_xXk@Pietro: la versione unplugged dei CSI è troppo bella!!! 😉

  2. da profano dico che se le cover vengono utilizzate per omaggiare un artista è evidente come qui ci sia stato qualche problema di incisione…:)http://www.youtube.com/watch?v=JTDq4oOiQqE

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