Tra deliri di secessione e pericolosa indifferenza

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(di Francesco Baratta)
“La Repubblica, una ed indivisibile […]”
Così inizia dell’articolo 5 della costituzione. Questo è quello che in tanti in questi giorni sembrano aver dimenticato, molti con l’aggravante che sulla costituzione hanno giurato.

Giuramenti sulle rive del po’ con rituali simil-pagani, dichiarazioni intimidatorie e minaccie di revival in marcia, rivendicazione sulla propria consistenza fallica sembrano aver lasciato spazio, da un po’ di tempo a questa parte, a strategie più sopraffine e meno fantozziane.
Forte del successo politico, e della ormai capillare metastatizzazione in seno alle istituzioni, quelli di Pontida sembrano aver spostato la propria attenzione verso obiettivi più caldi e potenzialmente più favorevoli alle loro causa.
È così che si tenta di sostituire “alla mutigna” l’inno nazionale con il “và pensiero” di Verdi durante l’inaugurazione di un istituto scolastico, culla della cultura italiana.
Operazione culturale dissacrante nell’ambiente culturale “nemico”. Senz’altro più sofisticato dell’ormai proverbiale “ce l’ho duro”.

Si è arivati addirittura ad attaccare, in tempo di mondiali, il sacro rituale calcistico italiano. E così tra infiltrati canterini, che aggiungono l’altrettanto proverbiale “ladrona” al verso recitante “che schiava di roma”, e ministri che, dimenticando la loro generosa remunerazione pubblica, criticano i pagamenti privati spettanti a dei professionisti (se ne può discutere ma così è), cavalcano dissensi vari creando una base di consensi.
Se poi a queste questioni, che camminano sul filo tra il serio e il faceto, si tiene in considerazione la capacità sempre crescente di una classe dirigente territoriale (non fatevi ingannare dai vari borghezio e calderoli che appartengono ormai al folklore sotirco dei leghisti) di sostituirsi alle storiche missioni appartenute un tempo alla sinistra, fino a raccogliere consensi addirittura nella rossa e nemmeno troppo settentrionale emilia… allora c’è da preoccuparsi ma soprattutto di reagire.

La colpa di tutto ciò non risiede in chi persegue lo scopo che da ormai vent’anni dichiara apertamente, ma in coloro che non sono in grado di contrastarli e che addirittura da questi si lasciano sostituire.

Quello che gli avversari politici (e mi riferisco soprattutto a quella sinisitra che è riformista solo negli intenti e negli slogan) non riescono a comprendere è che il loro sbaglio più grande è stato lasciare nelle mani dei padani una battaglia intelligente e giusta che trova le sue radici proprio nella costituzione: il federalismo.

Quella dell’accentramento dei poteri nella costituzione è apertamente dichiarata come una soluzione temporanea per favorire la stabilità della neonata Repubblica, mentre nell’inteno quest’ultima dovrebbe assumere, nel pieno della sua maturità, i caratteri di raccordo delle molteplici realtà territoriali, tesoro dello stivale. Non a caso così continua l’articolo 5:

“[…]riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.”
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3 pensieri su “Tra deliri di secessione e pericolosa indifferenza

  1. sono completamente d'accordo! bisogna reagire e soprattutto cominciare a prendere sul serio le "minacce"di federalismo di questo partito che ormai sta diventando una realtà che rischia d sfuggire di mano…difendiamo l'unità d'italia e la nostra costituzione!

  2. Vorrei esprimermi come ha fatto Lippi in conferenza stampa "chi se ne frega!",vorrei fregarmene, vorrei prestare maggior attenzione ad argomenti più sani, più interessanti, e "utili" ai fini dello scambio d'informazioni e opinioni.Ma non si tratta di un caso, non è la prima volta che questa gente identificata da tale partito (ricordo a tutti nato con intenti scissionisti),è protagonista di fatti come quello di pochi giorni fa.Io sono stufo di sentire anche solo parlare di loro e soprattutto mi irrita il fatto che nonostante le continue beffe all'Italia questo partito incrementi i consensi ma stiamo scherzando!?!?Bossi qualche anno fa "io sulla bandiera tricolore ci piscio sopra" come fa un Italiano ad essere rappresentato da tale persona nel parlamento!?,mi piacerebbe ricordare al SENATORE Bossi(si faccia chiamare"senatur" da qualcun altro),che quella bandiera su cui lui piscerebbe è la bandiera di un paese che permette a suo figlio la trota(bocciato 3 volte) di godere di uno stipendio di 10.000€ al mese!Hai ragione quando dici che siamo arrivati a questo punto, non di certo solo per merito loro, ma anche e soprattutto per colpa del letargo della sinistra,ma a mio avviso sarebbe bastato semplicemente applicare le leggi della costituzione per evitare che l'Italia vomitasse un partito del genere(razzista,omofobo,scissionista e "magna pane a tradimento").Per quanto riguarda la questione del federalismo va presa con le pinzette,un federalismo filo statunitense a mio avviso non è altro che un cancro nella democrazia.Un paese democraticamente forte,con un governo efficiente,non ha bisogno del federalismo, il decentramento amministrativo aiuta,ma in questo periodo di crisi non solo economica, ma anche culturale,e d'identità nazionale(fortemente compromessa da vicende come quella della radio padana),ciò che veramente può aiutare è l'unità popolare che significa rimboccarsi le maniche e sudare per il paese tutti insieme e nello stesso modo,il federalismo in questo contesto non può far altro che dividere…

  3. Davide

    Bossi è un pazzo, nemico degli immigrati, del sud Italia e nemico di tutto ciò che non gli va a genio. Quello che fa veramente pensare è che nella maggioranza (nel bene o nel male), il suo partito è l’unico che ha avanzato delle proposte, mentre il PDL se ne frega altamente e protegge sua Maestà…

    P.S. Ma voi quando parla lo capite?

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