Un tuffo nel passato

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Piero di Trapano
(di Antonio di Giorgio)

Come nella scorsa settimana abbiamo parlato del Mondiale con un sentimento di malinconia per la qualità del passato (ed il risultato della nostra nazionale è sintomatico in questo senso), cosi in questo numero rientreremo nei ranghi calcistici locali, cercando di capire quali sono i giocatori che nel corso della storia del Priverno calcio vengono maggiormente ricordati.

Tralasciamo naturalmente i primi anni del dopoguerra per assenza di fonti attendibili (girano per lo più aneddoti e pseudo-leggende). Ascoltando pareri vari si nota facilmente un gruppo di giocatori del posto risalenti agli anni ’70 che viene ricordato con molto affetto per i bei risultati raggiunti; mi riferisco all’annata 75-76 nella quale il Priverno, attraverso la vittoria del campionato di Seconda Categoria, salì per per la prima volta in Prima categoria, avviando cosi un processo di crescita che a metà anni ’80 si realizzerà definitivamente stabilizzando la squadra nel più blasonato campionato di Promozione. E’ bene precisare che la Prima categoria dell’epoca era un ottimo campionato per qualità di giocatori, per il semplice motivo che la serie C era a girone unico e che le serie C2 e D erano sostituite da un unico campionato denominato “Nazionale Dilettanti”; se vogliamo parlare di numeri la Prima categoria odierna è l’ottava serie, quella degli anni ’70 era la sesta, paragonabile quindi all’attuale Eccellenza o alla Serie D.

Campionato 1973-74

Tra i tanti che facevano parte di questo gruppo e che vengono ricordati con molta nostalgia sono Mario Visca (noi più giovani lo ricordiamo come l’ex custode del S.Lorenzo), Giovanni Iacovacci ( detto “la gnigna”), Domenico Frasca, Olindo Rossi, Di Giorgio Innocenzo (posso dire con piacere che si tratta di mio padre) e Maurizio Caradonna, al quale va riconosciuta un’ulteriore nota di merito per essere stato uno dei pochi giocatori professionisti nella storia di Priverno. E’ sicuramente conosciuto dai più giovani per il trascorso da agente FIFA e per aver disputato, nel dopo-carriera, un paio di campionati con la selezione amatoriale del Paese.
Altri invece ricordano con passione un certo Natalino Mancini detto “Scopaccio”, il quale ebbe un trascorso nel Priverno calcio, nel Latina e del quale rimase famosa la grande prestazione contro il Milan di Bigon durante un provino.

Esultanza dopo la vittoria del campionato
di II Categoria 1975-76

Saltando momentaneamente gli anni 90′ posso dire con estrema sicurezza, nonostante la mia giovane età, che uno dei giocatori più forti che il Priverno calcio abbiamo mai avuto, è stato Piero di Trapano, regista di grande caratura tecnico-tattica che difficilmente noi amanti del calcio locale dimenticheremo. Era lui il faro della squadra, era lui che teneva tutti in riga e ed era lui l’arma in più che permise a quel Priverno di rimanere in Eccellenza per due, tre anni. Insieme a lui c’erano ottimi giocatori in quel gruppo, dal bomber Bottiglia ai centrali Garofalo e De Bonis oltre che un giovanissimo Ivan Sampaolo, un “folcloristico” Fabio Palluzzi e un instancabile Rinaldi; naturalmente tutti erano consapevoli che senza Di Trapano con il suo carisma, la sua tecnica, i suoi lanci e i suoi goal, quella squadra non ce l’avrebbe mai fatta a raggiungere i risultati ottenuti. Forse l’unico difetto che aveva, oltre all’età, era la poca voglia di “sporcarsi”…si, proprio cosi, era l’unico che, anche nel pantano più totale difficilmente usciva con i calzoncini sporchi di fango…ed il pubblico glielo ricordava ad ogni partita.
Gli anni ’90 sono gli anni della stabilità, gli anni in cui il Priverno non è stato mai esaltante, gli anni in cui si è trovata la giusta dimensione della Promozione e si è preparato il terreno per il grande salto verso l’Eccellenza nel 2001-2002.

Festa di fine campionato 1975-76

Sentendo i pareri della gente esce fuori qualche nome sporadico qua e là, ma in quelle stagioni il Priverno ebbe un grande centravanti di nome Ferreri; credo le sue origini fossero romane, io ero piccolissimo e ricordo che quando mio padre mi portava allo stadio, ogni volta che il Priverno segnava l’autore del gol era sempre lui. E’ rimasto nei miei ricordi forse anche perchè fu il primo giocatore che vidi con gli scarpini bianchi, una novità assoluta per quei tempi (precisamente erano i Valsport che in serie A indossava Marco Simone del Milan stagione 96/97). La sorpresa più grande fu rivederlo giocare lo scorso anno all’età di 42 anni contro il Priverno nel campionato di Eccellenza, militante tra le fila del Tivoli e , come da copione, realizzatore anche del goal dell’ex.
Spero di non aver dimenticato nessuno degno di nota e invito i lettori a scrivere dei giocatori che ricordano con più affetto e malinconia.

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29 pensieri su “Un tuffo nel passato

  1. Grande articolo, dei giocatori citati ne ho potuti vedere pochi all'opera, ricordo con piacere, come molti ragazzi a Priverno, la squadra formata da Bottiglia, Sampaolo, Palluzzi e soprattutto da Piero Di trapano, il più forte che abbia mai visto giocare a Priverno, solo con la presenza ti rassicurava e poi ogni punizione dal limite si esultava come fosse un rigore..!!

  2. grande articolo…è sempre bello ricordare il grande piero di trapano,un grande uomo fuori e dentro il campo,giocatore di un'altra categoria senza dubbio ma nonostante questo, da quello che mi hanno raccontato chi ci ha giocato insieme in quegli anni,sempre a disposizione della squadra con grande umiltà.Sicuramente un esempio per tutti noi giovani!!! Come poi dimenticarsi di bomber Sannino e della sua esultanza!?!?!?grandissimo. Vorrei ricordare anke un'altro grande giocatore che ha giocato col priverno in tempi più recenti cioè Gianni Testa.Una sola parola…GIOCATOREEEE!!!

  3. grande articolo mi hai fatto rivenire alla mente bei ricordi,ti sei dimenticato però il nostro caro CAPITAN tasetta con la sua grinta e la sua determinazione si è fatto sempre amare…..

  4. Non può che farmi piacere leggere ogni volta sul nostro passato,specie questa volta dove il passato è quello calcistico.Ho apprezzato in particolare la parte sulla squadra degli anni '70,leggendo la lista dei giocatori e ciò che sono riusciti a fare ho confermato quello che da sempre mi è stato detto ovvero, che erano veramente forti.Colgo l'occasione per buttare piccole critiche (spero costruttive),la prima è che guardando nel passato,siamo consapevoli di ciò che si è fatto e costruito,e per questo motivo,su queste basi deve nascere la motivazione a fare sempre meglio,cosa che negli ultimi anni non è stata fatta anzi sembra che qualcuno si sia impegnato a smantellare le fondamenta costruite in passato.L'altra critica riguarda il "look",come potrete notare nelle foto ci sono capelli lunghi, baffi pantaloni, alti insomma erano altri tempi e si preferiva dare maggior peso alle qualità, che all'estetica,cosa che invece non succede negli anni nostri(pantaloni bassi,capelli insoliti,calzini abbassati per mostrare il tatoo,ecc..),a mio parere tornare ad un calcio più "Umile",ben giocato e meno da "passerella" è una priorità,lo dico per la nostra piccola realtà Privernese, ma vale lo stesso anche nella grande realtà che si chiama serie A,e visto che ci siamo anche per la nazionale.

  5. @portoghese: non ci dimentichiamo che Sannino all'inizio veniva bistrattato dalla tifoseria locale perchè era un po' frivolo come giocatore; non a caso tutti ricordiamo la sua esultanza dietro il gabbiotto dei palloni in segno di protesta verso la tifoseria. Poi, una volta sbloccato il suo digiuno dal goal, è entrato nel cuore della gente e tutti lo ricordano come un ottimo giocatore.Testa invece non l'ho certo dimenticato ma è stato a Priverno solo un anno e quindi ho preferito ricordare giocatori che a Priverno hanno trascorso più stagioni. @eddie: riguardo al look, credo che influisca molto ul fatto che prima il giocatore è solo un giocatore, mentre adesso è diventato personaggio, è un prodotto da esportare, da diffondere e da imitare. Per questo molti giocatori, dalla serie A alle serie minori, cercano di caratterizzarsi per il loro look. Io posso capire i mitici occhiali di Edgar Davids visto che in quel caso il giocatore veniva pagato per indossarli, ma quando vediamo giocatori che in promozione fanno di tutto per imitare giocatori di serie A, oppure giocatori che indossano amuleti portafortuna, pseudo-religiosi e quant'altro, non ci trovo un senso a queste cose se non quello di attirare l'attenzione e di crearsi un personaggio. Personalmente mi sembrano a dir poco ridicoli.

  6. @antonio: citando i vecchi giocatori non possiamo dimenticare l'indimenticato capitano…PAOLO TASETTA COLABONO….inventore del famoso no look portato alla ribalta mondiale dieci anni più tardi da Ronaldinho….vogliamo la rettifica subito e vogliamo vedere nell'articolo il capitano..!!

  7. @caro il mio tomassi la rettifica non ci sarà; magari posso dire che era un bel personaggio, spontaneo, sincero e che dava tutto ma qualitativamente era inferiore, almeno a mio modesto parere, ai giocatori menzionati nel post.

  8. @antonio: giocatori di priverno e che hanno dato tutto per quella maglia vanno citati a prescindere perchè nessuno come TASETTA ti trasmetteva la grinta e la voglia di entra in campo e spacca tutto per vince….in una squadra servono i buoni giocatori ovviamente ma servono anche e soprattutto gente che sa trasmetterti la voglia di vincere e quella cattiveria che tasetta ti trasmetteva….chiaramente poi vanno fatte le giuste proporzioni….una squadra fatta di soli guerrieri non va lontana ( chiedere a Lippi per informazioni) tantomeno una squadra fatta solo di gente brava tecnicamente….però secondo me TASETTA era uno dei leader di quella squadra e merita di essere citato..!!

  9. complimenti per l'articolo..leggere questo articolo mi ha fatto ricordare dei bei momenti e delle partite e dei calciatori che non scorderò mai; come piero di trapano, caradonna e ferreri, anche se degli ultimi due ne ho più sentito parlare che giocare…ci sono anche alcuni giocatori che a mio parere hanno lasciato un bel ricordo nei tifosi privernati e che non sono menzionati nell'articolo come: giovanni fanti, musciedere, forzellin, andrea botta, gigi sannino, pelosi e sopratutto il capitano paolo tasetta colabono amatissimo dai tifosi e inventore del no look..anche se tecnicamente era inferiore alle persone citate nell'articolo è giusto scrivere anche di lui, perchè la sua determinazione azzera il divario tecnico

  10. complimenti x l'articolo….cmq cm facciamo a dimenticarci di un giocatore ma nn solo del nostro capitano…..PAOLO COLABONO TASETTA… uno ke trasmette sicurezza sia dentro ke fuori dal campo…e x la sua serietà nel lavoro….ma anke di un portiere e dico un portiere cm GIOVANNI FANTI…..ke nn aveva bisogno neanke degli allenamenti…..xke lui nn era uno qualunque ma il N°1…..!!!!!! cmq è TASETTA il mio capitano!!!!

  11. @pietro, skizzo e biagi antonio: è bello vedere come ci sia un legame tra ragazzi giovanissimi come voi e un ex giocatore che ha smesso da poco ma sono già 2 anni che non gioca più a Priverno. Io non l'ho menzionato perchè non lo reputavo uno dei più forti ma ci avete pensato voi a ricordarlo. Per quanto riguarda i portieri ho un po' trascurato il ruolo: Giovanni Fanti rimarrà impresso a tutti per i suoi voli e per i suoi "mugugni" quando la squadra andava male; Muscedere era un pararigori fantastico (in un anno ne parò 12 cosecutivamente) e ancora oggi gioca; infine Forzellin era un personaggio più equilibrato, più quadrato ma aveva un difetto: dimenticava sempre l'impermeabile per fare allenamento e veniva da noi piu piccoli a farselo prestare; a parte tutto un ottimo portiere anche lui.

  12. Bell'articolo,complimenti.Io invece che ricordare i calciatori – Piero Di Trapano su tutti,inutile ogni aggettivo per lui – vorrei far notare a tutti come il Priverno,fosse riuscito a trovare una stabilità,a portare dei bei giocatori,a togliersi grandi soddisfazioni per una realtà piccola come la nostra.Questo per ricordare che basta davvero poco,voglia e competenza per andare avanti…e non solo soldi ed egocentrismo! Mi spiace magari andare anche fuori tema,ma a me l'articolo più che gioia per i vecchi tempi,mi fa provare davvero tanta rabbia per alcuni soggetti! Ps: Forzellin,Muscedere,Campagna,Garofalo,Botta,De Bonis,Maiola,Rinaldi,Palmieri,DI TRAPANO,Pecchia,Ferreri,Sampaolo,Bottiglia…potrei continuare…e la rabbia aumenta sempre di più!

  13. @anonimo: troppo facile nascondersi dietro un misero anonimato…poi non capisco la parola "rosicone"!!! io ho espresso un mio parere, non è detto che sia giusto anzi, nonostante io mi sia esposto in favore di Massimo Garofalo e altri esponenti di quella difesa, i lettori hanno dimostrato che anche Paolo Colabono Tasetta era amatissimo e viene ricordato con affetto. Allora saresti cosi gentile da spiegarmi perchè io sarei un rosicone visto che io non ho niente contro Paolo, anzi con me si è comportato benissimo e mi ha molto aiutato nell'anno in cui io sono rientrato a giocare? gradirei una risposta sensata con magari il tuo nome affianco…grazie…

  14. @giuseppe: il tuo sentimento di rabbia è più che giustificato; in fin dei conti il presidente era Bruno Petrole e tutti sappiamo che non era certo uno che sperperava anzi, ii suo marchio di fabbrica era la gestione oculata delle risorse. Ci auguriamo tutti che quei bei tempi possano tornare presto.

  15. caro antonio non te la prendere: dato che ci conosciamo bene ho usato un modo scherzoso, mio abituale, per suscitare (con successo) una tua reazione e per inaugurare un mio commento sul blog..

  16. @mister: non so chi sei, spero di conoscerti ma qui si parla di grandi giocatori del Priverno, non di grandi promesse non mantenute; giuseppe aveva ed ha tutt'ora grandi qualità tecniche, grande corsa ed ha giocate 2 buone stagioni da giovane di lega in Eccellenza, ma in 15 anni di pallone non ha mai saputo stare tranquillo con la testa ed questo lo ha portato a mollare; non sai quante sere ho passato a convincerlo a ricominciare ma con uno spirito diverso da quello avuto in passato. tutt'ora ogni tanto ci provo ma non ci sono mai riuscito…un talento sprecato per la sua testa scostante.@bearzot.com: non sono in grado di dirti se Ivan potesse fare la serie C; certo è che, malgrado i gravi infortuni che ha avuto in carriere e i 2 anni con il Cl in Eccellenza dove non giocava quasi mai, si è sempre ripreso alla grande e quest'anno si è confermato come giocatore di categoria con i tanti goal segnati con le file della Nuova Circe.

  17. @mister: è la prima volta che commenti? non so se ci conosciamo però ti invito a leggere i nostri post, non solo i miei ma anche gli altri punti sono interessanti…

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