Mio fratello è figlio unico

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(di Jacopo di Macio)

Nella serata di venerdì 2 Luglio Antonio Pennacchi si è aggiudicato la 64° edizione del Premio Strega con il suo romanzo “Canale Mussolini” che racconta la bonifica dell’Agro Pontino e che lo stesso autore definisce come: ” l’opera per la quale sono venuto al mondo”. Lo scrittore infatti nato e cresciuto a Latina, proviene da una famiglia Veneta che si spostò nel territorio pontino proprio per la bonifica. Nel passato di Pennacchi ci sono oltre trent’anni di lavoro da operaio, durante i quali rimane sempre molto attivo nella politica del territorio, solo in seguito a un periodo di cassa-integrazione prenderà la laurea in lettere e avrà così inizio la sua carriera da scrittore. Tra i vari romanzi scritti quello che lo ha fatto affermare nel mondo letterario è “Il fasciocomunista” del 2003 da cui il regista Daniele Lucchetti ha tratto il suo film “Mio fratello è figlio unico”.
TRAMA: Il film ambientato tra gli anni ’60 e ’70 racconta la storia dei due fratelli Benassi, il maggiore Manrico (Riccardo Scamarcio) e il minore Antonio detto Accio (Elio Germano), che fin da piccoli mostrano di avere un carattere molto forte e contrastante che li porta spesso a litigare e a creare problemi alla madre Amelia, (Angela Finocchiaro) già abbastanza preoccupata per la precaria situazione economica e i cambiamenti sociali dell’epoca. Durante l’infanzia Accio abbandona presto il seminario, non ritenendola una vita adatta a lui e torna nell’ambiente familiare a Latina dove si dedica agli studi, successivamente incontrerà Mario (Luca Zingaretti) un venditore di tovaglie del quartiere, che con i suoi racconti entusiasmanti sul Duce convince Accio ad avvicinarsi al fascismo e in seguito ad iscriversi al MSI nonostante la giovane età. Anche Manrico è molto attivo politicamente, fa parte della sezione comunista e organizza scioperi e manifestazioni con gli operai della fabbrica in cui lavora. Questo porterà i due fratelli a scontrarsi più volte date le fazioni avverse e i differenti stili di vita, fino a quando in seguito ad una delle tante rivolte Accio non realizza l’assurdità di tanta violenza. Le strade dei due fratelli saranno però ben presto destinate a separarsi per ritrovarsi solo dopo alcuni anni in seguito ad una richiesta di aiuto da parte di Manrico.
CURIOSITà: Lo scrittore si è dissociato dal film sostenendo che soprattutto nella seconda parte siano state tradite le sue reali intenzioni. Il film ha vinto il premio come miglior film italiano ex-aequo con Caos calmo, nella sesta edizione degli Italian Online Movie Awards, il Globo d’Oro della stampa estera in Italia come miglior film, oltre a ben cinque David di Donatello e due Nastri d’argento.
COMMENTI PERSONALI: Il film contrappone i due fratelli non solo sul piano politico ma anche e soprattutto sul piano caratteriale, Manrico infatti è il classico belloccio ammirato e adulato da tutti in famiglia e fuori, ha successo con le donne ed è rispettato anche dagli operai più anziani, riuscendo con il suo carisma a muovere le folle. Accio dal canto suo anche se soffre un po la figura del fratello si distingue per la sua esuberanza, la faccia tosta e una simpatia legata alla sua voglia di emergere in un periodo scosso dai cambiamenti. Molto azzeccata è la scelta degli attori sia per Scamarcio che risulta ideale con il suo sguardo glaciale e la sua chioma selvaggia nell’interpretare il rivoluzionario e carismatico Manrico, ma soprattutto per Elio Germano la cui interpretazione non può che confermare le sue doti da grande attore, è infatti il protagonista assoluto del film con una mimica da applausi e una simpatia data dalla sua irriverenza. Un applauso va fatto anche al piccolo attore Vittorio Emanuele Propizio (Accio piccolo) e ad Angela Finocchiaro molto bravi nei rispettivi ruoli. In un film in cui la politica ha una parte preponderante il regista riesce comunque a rimanere imparziale preferendo raccontare la storia di due fratelli che anche se divisi politicamente rimangono uniti nel momento del bisogno.

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3 pensieri su “Mio fratello è figlio unico

  1. Luca C.

    Un bellissimo film, che racconta oltretutto una realtà molto vicina a noi lepini (a me in particolare); molto ben riuscito e fin troppo poco pubblicizzato.
    Nel modo di narrare si discosta dal libro, anche se riesce tuttavia a mostrare a pieno il suo messaggio, dove entrambe le fazioni politiche rappresentate da Accio e da Manrico si rivelano dei sistemi fallimentari: l’una troppo violenta e orgogliosa di sé, l’altra troppo effimera e ciarlona, e un Paese che funzioni non ha bisogno né dell’una né dell’altra, poiché causano solo la rovina delle generazioni che osano schierarsi da una o dall’altra parte (si veda la fine che fa Manrico o quella che fa lo stesso Accio…)

  2. Eddie

    Visto e lo reputo uno dei migliori film di scamarcio (lasciamo stare moccia & co. che quelli non erano neanche film).Mi sono dovuto ricredere infatti dopo averlo visto.Grandissima l’interpretazione di Elio Germano,e di Luca Zingaretti(la parte del fascista gli calza a pennello non so perchè ahaha).

  3. Cristina

    Si è davvero un bel film, e come hai detto tu la scelta dei personaggi è perfetta. Io adoro Elio Germano, penso sia il più bravo attore italiano attuale, e come ha detto Eddie anche Riccardo Scamarcio sembra davvero un attore, a prescindere dalla chioma selvaggia 🙂

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