Chuck Palahniuk, il racconto senza pudore…

Standard

(di Francesco Baratta)
Ci sono autori che ti raccontano una storia, altri invece te la fanno vivere. Chuck Palahniuk (si pronunica polànic) è uno di questi. Se leggi un suo libro ti chiedi che cosa gli passi per la testa. Solo col tempo apprezzi al meglio la sua immensa capacità. La capacità di trasmettere le sensazioni proprie di quella generazione che racconta in maniera dissacrante, cruda, anzi crudele. Puoi dimenticare, col tempo, le storie raccontate nei suoi romanzi ma non quel senso di vuoto che immancabilmente ti lasciano dentro.
La generazione raccontata da Palahniuk è una generazione inetta nelle azioni ma spesso non nel pensiero. Pur negativi, i suoi personaggi sono dei veri e propri supereroi. O almeno pensi che lo siano.  Per l’intero libro. Fino a poco prima del finale, quando immancabilmente, in maniera violenta, vengono riportati alla loro dimensione dolorosamente umana.
È così che nascono personaggi come Tyler Durden, interpretato nella fortunatissima trasposizione cinematografica da un Brad Pitt da applausi, protagonista dello “stupefacente” “Fight Club”, o il truffaldino Victor Mancini del “cinico” “Soffocare”che finiranno per dimostrarsi, attraverso conclusioni imprevedibili e al limite col grottesco, nella loro reale misera natura. Tutto alla fine è reale, ed è questo che spiazza più di altro il lettore. Ma è in “Rabbia” che Palahniuk raggiunge la massima espressione della sua scrittura. Sia da un punto di vista tecnico che da quello dei
contenuti. Per quanto riguarda il primo aspetto trova nell’uso della forma della biografia orale l’espediente ideale per potenziare la usuale assenza di avverbi e altre particelle, al fine di restituire uno stile crudo e incalzante. Per quanto riguarda i contenuti invece, a 11 anni di distanza (“Fight Club”, 1996 – “Rabbia”, 2007), Palahniuk dimostra una rielaborazione molto sofisticata. I fight club, simbolo de tentativo di sovvertire gli usuali schemi dei rapporti sociali, vengono sostituiti dai party crasher (una sorta di autoscontro cittadino realizzato durante il coprifuoco notturno); la trasposizione mediante un alter ego immaginario, dotato di un aurea di invincibilità, lascia invece spazio ad un personaggio figlio di se stesso, che anela così alla divinità.
I libri di Palahniuk hanno un qualcosa di rivelatore e potrebbero, senza dubbio, rappresentare, per la nostra generazione, quello che i racconti di Kerouac hanno rappresentato per la beat generation. E’ per questo, e per tanti altri motivi, che vi consiglio, per quest’estate, di non perdere l’occasione di leggere qualcosa di veramente nuovo.

Romanzi

  • Fight club (Fight Club, 1996) (Mondadori, 2003)
    (vincitore
    Pacific Northwest Booksellers Association Award 1997 e Oregon Book Award 1997)
  • Survivor (Survivor, 1999) (Mondadori, 1999)
  • Invisible monsters (Invisible Monsters, 1999) (Mondadori, 2000)
  • Soffocare (Choke, 2001) (Mondadori, 2002)
  • Ninna nanna (Lullaby, 2002) (Mondadori, 2003)
    (vincitore
    Pacific Northwest Booksellers Association Award 2003)
  • Diary (Diary, 2003) (Mondadori, 2004)
  • Cavie (Haunted, 2005) (Mondadori, 2005)
  • Rabbia. Una biografia orale di Buster Casey (Rant: An Oral Biography of Buster Casey, 2007) (Mondadori, 2007)
  • Gang Bang (Snuff, 2008) (Mondadori, 2008)
  • Pigmeo (Pygmy, 2009) (Mondadori, 2009)
  • (Tell All, 2010)

Saggistica

  • Portland Souvenir. Gente, luoghi e stranezze del Pacific Northwest (Fugitives and Refugees: A Walk in Portland, Oregon, 2003) (Mondadori, 2004)
  • La scimmia pensa, la scimmia fa. Quando la realtà supera la fantasia (Stranger Than Fiction: True Stories, 2004) (Mondadori, 2006)
Annunci

13 pensieri su “Chuck Palahniuk, il racconto senza pudore…

  1. GAIA

    Quando anni fa vidi fight club,ne rimasi molto colpita e fui tentata in più di qualche occasione di comprare un libro di Palahniuk ma alla fine tra una cosa e l’altra non l’ho più fatto. Dopo questo articolo ed il “ritorno di curiosità” verso quest’autore credo sia definitivamente arrivato il momento di comprare un suo libro. Secondo il tuo personalissimo gusto, che mi consigli di leggere?

  2. Francesco

    @Gaia: io non rinuncerei nemmeno a leggere Fight Club. Il libro può riservarti delle emozioni diverse dal film. Anche se conoscere già la vera identità di Tyler Durden può rovinarti il più. A mio gusto Rabbia rimane il picco di qualità (come direbbe un nostro amico comune) nemmeno avvicinato dal successivo Gang Bang. Tuttavia ti ripeto che rappresenta la chiosa di un lungo processo di scrittura. Per questo ti direi di passare prima per Survivor (forse cominciando da questo) e Soffocare e se qualora rimanessi come me folgorata da questo fenomeno farti tutta la bibliografia.
    Se non hai il mio stesso rapporto feticista coi libri posso prestarteli io…

  3. Echo

    Fino ad ora ho letto solamente il libro “Rabbia”, ma ho apprezzato fin dal primo momento il linguaggio ruvido e sprezzante del Palahniuk, il quale sa destare nel lettore una vera e propria rabbia sovversiva nei confronti del sistema. I fili tesi della trama e l’idealizzazione di personaggi anticonformisti portano l’autore ad erigersi come lo scrittore del nuovo millennio, che non ha paura di rompere i tabù e portare nel panorama letterario una ventata di novità.

  4. m.b.

    Ho letto solo Fight Club ed è stato come un pugno nello stomaco.
    E’ il nostro Kerouac?!?!?!Bè potrebbe…ciò è indice della solitudine, della cattività e della mancanza di prospettiva futura in cui viviamo.
    Non c’è un viaggio da affrontare,nè voglia d’avventura,nè una strada verso il sogno Americano, anza semmai è il contrario!!!
    L’iter è stabilito: un buon lavoro, una bella casa (se Ikea vuol dire bella) e soldi soldi e soldi con i quali misurare la nostra felicità.
    Solo la morte sembra dare un peso alla persona umana.
    Se dovessi dire che cosa mi ha lasciato il libro è un grande senso di disperazione:non c’è speranza di miglioramento, la catarsi passa solo attraverso la distruzione e l’auto-distruzione;
    ma anche di consolazione: pensieri così poco ortodossi , combattendo sugli autobus affollati,nello scontro con la mediocrità della gente, sbattendo la faccia contro i cartellloni pubblicitari, vedendo i centri commerciali come nuovi centri di aggregazione, la rabbia non li fa fare soltanto a me!

    • Francesco

      @M.B.: quando dico che potrebbe essere il nostro kerouac intendo dire che è forse quello che meglio esprime le sensazioni e le aspettative della sua generazione contemporanea… purtroppo sono le sensazioni e le aspettative a non essere le stesse…

  5. AAPT

    Secondo me il primo libro che va letto è Invisible Monsters..come quasi tutti i lettori di Palahniuk io ho cominciato da Fight Club, ma in Invisibile Monsters c’è una crudeltà che sfocia continuametne nel cinico ed una visione della società molto più critica che in Fight Club (questa è la mia visione e non è assolutamente oggettivabile). Inoltre è Invisible Monsters il primo libro scritto da Palahniuk, prima di Fight Club,che invece è stato il primo ad essere pubblicato. In ogni caso tutti i libri di Palahniuk hanno un risvolto edonistico ed invece che dei supereroi io li definirei più antieroi, proprio perchè sono imperfetti e comunque finiscono per autodistruggersi, il che potrebbe essere anche la loro vittoria..e forse lo è..
    Alla fine di ogni suo libro quello che resta del lettore è comunque sempre un lettore stravolto e quasi azzerato.. è bello che ci siano scrittori in grado di sconvolgere ogni volta la tua visione delle cose..

  6. Francesco

    @AAPT:

    secondo me uno dei punti vincenti nella narrativa di Palahniuk sta proprio nella costruzione del personaggio che è quella classica dell’eroe seppur nei contenuti si rivelino in realtà degli anti-eroi. Tuttavia nella ossessiva ricerca della distruzione come mezzo catartico io ritrovo uno dei pochi veri mezzi per essere eroici in questo preciso contesto storico… Questa filosofia applicata alla realtà potrebbe forse portare a quella rivoluzione (culturale e sociale) che ci manca….

  7. AAPT

    @Francesco
    concorderei in pieno con te se non fosse che comunque tutti i personaggi di Palahniuk sono fondamentalmente egoisti..quella rivoluzione culturale e sociale di cui parli avrebbe un significato se tutti avessero uno scopo comune o comunque se pensassero a coloro che li circondano (basti pensare a Rant Casey che continua a perfezionare se stesso,o addirittura a Shannon Mac Farland che cerca l’opposto di un miracolo per se stessa, e via dicendo).
    Applicare questa filosofia alla vita ci porterebbe ad essere soli contro tutti..o sto fraintendendo ciò che intendevi?comunque credo sia una visione utopistica in quanto realizzabile solo da singoli individui e non da un gruppo..non so se potrebbe portarci a qualcosa di migliore o se l’autodistruzione in questa società possa solo indebolire i deboli e dare potere ai forti.

  8. Francesco

    @AAPT

    Senz’altro i personaggi di Palahniuk sono egoisti e di certo la loro “evoluzione” non porta a nulla di buono ma giungono tutti a un punto di rottura.
    Forse leggendo tra le righe è proprio questo che può insegnarci palahniuk. L’atteggiamento estremamente conservatore (e non intendo politico) ci limita nuove possibilità e solo con un punto di rottura cosciente (e qui è la differenza con i personaggi dei suoi racconti) ma altrettanto irruente si può ottenere un vero cambiamento. Questo blog affronta molte tematiche e spesso nei vari post queste si sommano alla ricerca di un punto comune… in fondo per noi di puntofuturo l’obbiettivo è proprio quello di rompere gli schemi precostituiti (ed è per questo che molti si affrettano a classificarci, non riuscendoci però) per creare qualcosa di nuovo e in tal senso, almeno per me, Palahniuk è stato un maestro. Anzichè rimuginare, e rischiare di implodere come uno dei tanti Victor Mancini, è meglio provarci in maniera logica (scusa la propaganda associativa ma il senso di questo blog è proprio questo :))…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...