Dov’è finita mamma giustizia?

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(di Gaia Renzi)
ART.13
“La libertà personale è inviolabile.
È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”
E’ con questo articolo che la nostra Costituzione sancisce un diritto inviolabile come quello della libertà personale e garantisce nella sua ultima parte, la punizione di ciò che viene comunemente definito ABUSO DI POTERE, nel senso più fisico del termine.
Quante volte abbiamo sentito parlare di persone picchiate ed ammazzate dalle forze dell’ordine? TANTE, forse TROPPE. E quante volte abbiamo invece sentito parlare di poliziotti o carabinieri condannati per questi atti di violenza? MAI, o quasi MAI.
E’ questo il punto dal quale partire per la discussione di oggi. Non voglio raccontarvi le storie dei vari Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva o Riccardo Rasman che dovrebbero essere note già alla maggior parte di voi (sebbene è solo negli ultimi casi che l’attenzione mediatica è stata abbastanza), ma voglio riflettere sul perchè quelle che dovrebbero essere forze messe a disposizione della sicurezza dei cittadini, arrivano ad uccidere i cittadini stessi per puro piacere ed esibizionismo e nella maggior parte dei casi non vengano nemmeno punite.
Sebbene l’art.13 esista da più di 60 anni, la prima sentenza di condanna per omicidio colposo ad agenti delle forze dell’ordine, risale solo al 29 gennaio 2009 e non si può certo dire che nei trascorsi 60 anni non vi fossero mai stati casi di abuso di potere da parte delle forze dell’ordine. La sentenza in questione ha condannato a 6 mesi di reclusione i 3 agenti accusati della morte di Riccardo Rasman, un ragazzo malato di schizofrenia paranoide che morì per asfissia dopo esser stato picchiato e seviziato dagli agenti intervenuti nel suo appartamento a seguito di una segnalazione.
Dopo questa condanna, sebbene irrisoria perchè 6 mesi per una vita umana non mi sembrano abbastanza, un’altra sembrava far sperare in un, seppur minimo, cambiamento. Il tribunale di Ferrara, il 19 giugno 2009, ha condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere i 4 poliziotti accusati di eccesso colposo nell’omicidio colposo di Federico Aldrovandi , un ragazzo di 18 anni morto nel 2005 durante l’intervento di una volante della polizia. Sembrerebbe una condanna esemplare che ben si differenzia dalla precedente che fu di soli 6 mesi e invece la realtà dei fatti è che i 4 agenti condannati col beneficio dei 3 anni di indulto non trascorreranno nemmeno un minuto in carcere e non sono nemmeno stati licenziati, anzi svolgono tuttora servizio.
A giudicare dal caso Stefano Cucchi, tuttora rimasto senza un colpevole da punire, non è cambiato molto a seguito delle due sentenze sopracitate: continuano i casi di abuso di potere da parte delle forze dell’ordine e la legge italiana continua a NON essere uguale per tutti. E’ giusto che se ad uccidere è un cittadino qualunque, esso paghi con svariati anni di reclusione e invece quando si tratta di appartenenti alle forze dell’ordine, questi non vengono nemmeno condannati o comunque si tratta di “finte” condanne?
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36 pensieri su “Dov’è finita mamma giustizia?

  1. Martina

    ma la legge non è uguale per tutti, è diversamente uguale: uguale tra gli uguali e diversa tra i diversi. l’art 13 va a garantire che le pene devono avere funzione rieducativa del soggetto, ma ci capita di sentir parlare delle volte di una sorta di ulteriore pena una volta in carcere, quella che gestiscono gli altri carcerati, i quali in base al reato che tu commetti loro ti fanno subire un certo tipo di violenza (al vertice c’è la violenza sui bambini, poi sulle donne). il fatto che solo nel 2009 è stato emesso il primo dispositivo di condanna nei confronti degli agenti delle forze dell’ordine ci domostra come a questo punto sia frequente il fenomeno della “giustizia privata” che comporta la totale sopportazione delle conseguenze solo da parte del soggetto leso, mentre l’altro resta impunito… è molto triste che il nostro ordinamento non abbia soluzioni per garantirci una tutela completa della persona, nonostante formalmente siamo tutti uguali come recita l’art 3, che tra l’altro continua prevedendo che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli…che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza…

  2. Eddie

    Il problema di queste opere di “squadrismo”, secondo il mio umile pensiero risiede alle radici di un discorso che parte guarda caso dall’equazione nipotismo + raccomandazione = lavoro ,l’errore che risiede in questa equazione (che vale soprattutto nei concorsi alle forze dell’ordine)è che non si tiene conto di alcune fondamentali variabili (quindi parametri), che sono: la meritocrazia(tanto cantata ma mai attuata), e l’interesse al lavoro(che la maggior parte dei raccomandati non ha lavorando per inerzia).

    Per cui non tenendo conto di tali parametri, ci ritroviamo(in questo caso nelle forze dell’ordine) con un alto tasso di ignoranti, violenti, approfittatori, e nulla facenti che non hanno a mente l’importanza del loro ruolo.

    Io assolutamente non voglio fare di tutta l’erba un fascio(che pessima parola), ma riflettere sul fatto che tali abusi ,tali ingiustizie ,compiute da personaggi che non dovrebbero trovarsi all’interno delle forze dell’ordine stanno aumentando a velocita esponenziale.
    Quindi o si interviene mettendo dietro le sbarre sti mascalzoni, iniziando anche ad assumere chi veramente merita, oppure la situazione non potrà che peggiorare.

  3. Hope

    ve lo ricordate il G8 a genova? Poliziotti e carabinieri presi(tutto documentato) con le mani nel sacco e riempire auto con cortelli molotov e altro, cosi da avere il pretesto per picchiare i manifestanti…e del blitz nella scuola ne vogliamo parlare?

  4. GAIA

    @Martina: secondo me il problema non è tanto quello della mancanza di una tutela completa della persona perchè come abbiamo visto sia l’art.3 che l’art.13 della nostra Costituzione, la dicono lunga in materia di tutela ed uguaglianza. Il problema è come al solito che in Italia si “chiude un occhio” quando a commettere un reato sono persone con una “posizione sociale” alta o come nel caso delle forze dell’ordine, persone che comunque rappresentano, o quanto meno dovrebbero, lo Stato e quindi non so quanto sarebbe conveniente ammettere del marcio in tale settore. Le leggi ci sono, basterebbe applicarle in maniera corretta e non lasciare che sia una divisa a rendere “migliore” una persona.

    • Martina

      un quadro normativo di base c’è, è l’applicazione che manca, di conseguenza è come se la legge non ci fosse. mi viene in mente un omicidio rimasto impunito, in provincia di Frosinone, pare compiuto dal figlio del maresciallo (ci sono diverse prove). qui il tutto è stato prontamente coperto dai colleghi più stretti del padre (quindi complici, da cui responsabilità penale). come se la vita di quella ragazza non valesse nulla, i poveri genitori non hanno diritto di renderle giustizia: una notte gli arriva una telefonata che è stata trovata morta la figlia dopo aver subito sevizie, forse anche violenze sessuali, poi legata come una bestia e lasciata su una stradina sterrata nuda…mentre li stanno avvisando, i carabinieri probabilmente stanno ricoprendo tracce perchè sennò il FIGLIO DI viene sgamato e sarebbe troppo per il povero ragazzo o per la carriera, la reputazione e la credibilità del padre, quindi è chiaro che le due vite hanno pesi diversi (ovviamente sto usando un tono ironico). Non saprei dare una soluzione per modificare o stanare meccanismi del genere, se li ci fossero stati colleghi corretti l’avrebbero denunciato e si sarebbe risolta con un criminale punito e una innocente almeno rivendicata… ma perchè questa strada (cioè che il bene vince sul male, per parlare in modo fiabesco) è la più difficile da prendere? perchè preferiamo “io non vedo e non sento” piuttosto che essere fieri di denunciare un fatto del genere…e se ci capitasse a noi?

  5. GAIA

    @ eddie: sono d’accordo con te nel non fare di tutta l’erba un fascio, perchè ci sono sicuramente persone che, tra le forze dell’ordine, svolgono perfettamente il loro lavoro senza compiere atti del genere. Non mi trovi invece d’accordo quando affermi che il problema sia riconducibile al fatto che molte di queste persone entrano a far parte della categoria tramite raccomandazione. No perchè questo non sia vero (credo sia nella maggior parte dei casi cosi) ma perchè non vi trovo un nesso rilevante con gli atti di violenza che compiono. Credo il problema sia piuttosto quello di sentirsi tutelati da una consuetudine che fino ad ora ha lasciato impuniti i loro abusi e quindi sentirsi in “diritto” di poter fare ciò che vogliono, e anzi in molti casi sono stati incitati a farlo.

  6. GAIA

    @ Hope: la cosa più scandalosa dei fatti del G8 è stata, al di là dei fatti scandalosi avvenuti, che molti poliziotti e i loro dirigenti sono stati condannati in sede di appello, ma esponenti del governo quali Maroni e co hanno pubblicamente contestato la sentenza e difeso i condannati invitandoli a non lasciare i propri incarichi e a fare ricorso in Cassazione (ultima sede alla quale si può fare appello). Quando la giustizia funziona, c’è qualcuno dall’ ” alto” che non lo trova giusto… è proprio questo il problema secondo me… il voler coprire, il far passare per giusto ciò che andrebbe punito..

  7. giulianarasman

    Stati Uniti: 4 agenti rischiano la pena di morte. hanno ucciso un invalido e un minorenne
    lug 14
    rasmanriccardoSenza categoria Commenti disabilitati

    Quattro agenti della polizia di New Orleans sono stati formalmente incriminati per omicidio per una sparatoria avvenuta in città nel 2005, nei giorni immediatamente successivi all’uragano Katrina, e rischiano l’ergastolo, se non addirittura la condanna a morte. I procuratori federali hanno formalizzato complessivamente 27 capi di imputazione nei confronti di sei poliziotti del Dipartimento di New Orleans, e per quattro di loro è stato configurato il reato di omicidio. Gli episodi a cui le accuse fanno riferimento riguardano l’uccisione a New Orleans di due persone, un uomo di 40 anni con problemi di disabilità, e un ragazzo minorenne di 17 anni. Furono uccisi a colpi d’arma da fuoco, e secondo i procuratori federali gli agenti incriminati lo fecero intenzionalmente.
    Per questo per i quattro incriminati si potrebbe addirittura arrivare alla pena di morte, mentre gli altri due sono accusati di aver cercato di ostacolare le indagini e rischiano un lungo periodo di carcere. I procuratori federali nel formalizzare le accuse hanno precisato che gli agenti al momento degli omicidi erano armati con fucili d’assalto AK-47 e che utilizzarono le loro armi in due episodi distinti, a poca distanza l’uno dall’altro. Il ministro della Giustizia Usa, Eric Holder, alla luce di queste incriminazioni, in una conferenza stampa a New Orleans ha dichiarato: «Abbiamo fatto un grosso passo avanti nell’amministrazione della giustizia, nel rafforzamento della pubblica sicurezza, e nel ripristino della fiducia nei confronti del dipartimento di polizia di questa città. Non tollereremo comportamenti sbagliati da chi ha giurato di proteggere la sicurezza pubblica».
    (http://www.leggo.it/articolo.php?id=72486)
    Più estesamente, in inglese:
    http://news.yahoo.com/s/ap/20100714/ap_on_re_us/us_katrina_bridge_shootings

  8. GAIA

    @ Martina: hai colto nel segno dicendo “perchè preferiamo “io non vedo e non sento” piuttosto che essere fieri di denunciare un fatto del genere…e se ci capitasse a noi?”. Il tutto più ampiamente riconducibile a quell’omertà con la quale ci troviamo a fare i conti tutti i giorni e in tutti gli ambienti. Non so darti risposta a questa domanda..ma spero vivamente che le cose possano cambiare,un giorno, e che la gente prenda coscienza del marcio che ha attorno e faccia qualcosa per renderlo migliore!!Che amarezza.. (come diceva qualcuno direttamente dalla Garbatella!:-P )

  9. Francesco

    @Eddie, @Gaia:
    io invece condivido il pensiero di eddie se vuole intendere (come mi sembra di aver capito) che in un mestiere come quello del carabiniere o poliziotto sia fondamentale una sorta di “vocazione” perchè, dati gli stipendi e i pericoli, è un mestiere in cui è fondamentale il volersi mettere a completa disposizione dei cittadini, dell’altro e se tale vocazione manca, come spesso accade in chi, vedendo in tale lavoro il “posto sicuro-statale”, ricorre alle raccomandazioni, il tutto può degenerare.
    Inoltre lasciatemi fare un appunto in qualità di uno dei responsabili di puntofuturo, sull’assenza di determinati commenti (o meglio commentatori) nei confronti di un argomento che dovrebbe essere caro e centrale nelle convinzioni di costoro… E’ questa una ulteriore riprova che le etichette assegnateci sono prive di qualsiasi valore ed anzi sarebbe lecito chiedersi il perchè dell’assenza di una parte importante dei giovani privernati all’interno di questo sano (e se potessi sottolineerei sano) ambiente di discussione che, seppur con non poche difficoltà, stiamo riuscendo a creare.

    • Eddie

      E’ esattamente quello che volevo intendere. Condivido anche la parentesi sulle etichette,e invito gli autori di tali diciture prive di senso , a documentare le proprie critiche all’interno del blog, altrimenti le loro non resteranno altro che “chiacchiere”(quindi di rilevanza nulla).

  10. Pietro

    Credo che il fenomeno sia diffuso….ma che come sempre non si possa condannare e basta..i fatti non li conosciamo completamente.
    Le forze armate a volte esagerano, ma bisogna pur sempre vedere cosa si trovano di fronte! Non credete?
    Se facendo il mio lavoro, devo lottare con ultras violenti, black block o simili, o comunque persone che non rispettano le regole…posso avere paura, e posso sparare, molte volte sbagliando.
    Non so quanti di noi sceglierebbero di rischiare la vita per proteggere quella degli altri!
    Poi…le mele marce ci sono sempre, e molti spunti del post fanno riflettere, soprettutto per l’assenza di condanne.
    Però attenzione a soppesare le cose, e non dimentichiamoci che il dare giudizi su chi sbaglia e condannare a priori chi uccide è un ulteriore delitto.

    P.S. nessuno tocchi Caino

  11. GAIA

    @ francesco ed eddie: sicuramente ci serve vocazione per fare un mestiere del genere, sempre se venisse inteso come dovrebbe, per tanti che si arruolano invece la vocazione è solo quella di sentirsi “potenti” indossando una divisa ed avendo a disposizione un manganello o un mitra e alla prima occasione ne fanno uso, per quel motivo dicevo che non vi era un nesso con le raccomandazioni. Avevo frainteso il discorso probabilmente, se si faceva riferimento alla mancanza di vocazione sono d’accordo, se invece ci si riferiva semplicemente all’accesso tramite concorso “pulito” o raccomandazione non sono del tutto d’accordo (e non perchè giustifico le raccomandazioni, assolutamente, semplicemente non le ritengo il motivo principale della distorsione del sistema!). Riguardo poi ai “commenti mancanti”..ormai di post in post..è sempre più palese che a confrontarci siamo sempre i soliti che bene o male condividiamo lo stesso pensiero.. l’altra parte è assente..ed è una tristezza assoluta (il loro mancato intervento).

    • Francesco

      @Gaia:
      già in privato ti ho spiegato che io non sono pienamente con questa tua visione (per quanto riguarda l’articolo sottoscrivo al 1000%) e quindi non vedo perchè non ribadire qui la mia profonda ammirazione per quello che quella divisa rappresenta quando indossata come realmente dovrebbe. E credo (forse per questo mi beccherò dell’illuso) che questa situazione riguardi la maggioranza… e per i commenti è difficile trovare qualcuno che non sia d’accordo con i concetti e con la forma in cui li esprimiamo (PERCHE’ NON STIAMO FACENDO POLITICA) ma mi fa specie che a dover rivendicare l’orgoglio delle forze dell’ordine debba essere io [che infatti se hai notato ho atteso fino ad oggi per farlo] e non chi ne fa un principio della propria lotta o convincimento politico-sociale

  12. GAIA

    @ pietro: l’unico vero delitto che vedo è quello che avviene quando viene ucciso un ragazzino fermato da una volante o uno spacciatore di piccola entità (come i casi da me citati nel post) e chi commette il delitto resta impunito,anzichè lasciare che sia la giustizia a fare il proprio corso in modo giusto e naturale. Per quanto riguarda il discorso di “non so quanti di noi rischierebbero la vita per proteggere quella degli altri” si tratta sempre di un discorso di vocazione: se non te la senti nessuno ti obbliga a fare un mestiere del genere e soprattutto niente e nessuno ti giustificano ad usare una pistola se l’altro non è armato e non sei stato direttamente attaccato.

  13. Martina

    in riferimento alla seconda parte del discorso…a me viene da ridere…non entro nello specifico, ma alcuni di questi attaccano pure il pippone in certe occasioni…tutte chiacchiere..

    • Martina

      si scusate, mi rendo conto di aver sparato senza mirare. mi riferivo alla parte in cui Gaia parlava della mancata partecipazione al blog, e appunto parlavo di quelli che secondo me potrebbero commentare piuttosto che parlare di aria fritta in giro solo per farsi belli. tutto qua era solo un commento da bar.

  14. giulianarasman

    Ci sono dei limiti da rispettare : Gli agenti intervenuti a casa di Riccardo non ci risulta essere nel corpo di Polizia Giudiziaria adetta ad intervenire verso le persone malate seguite dal centro salute mentale dove a ogni intervento e presente anche un medico.lA LORO SEDE è IN VIALE MIRAMARE. Questo corpo esegue centinaia di interventi all’anno ma come SI può dimostrare dalla documentazione, verso Riccardo non sono mai intervenuti,perchè Riccardo non è mai stato pericoloso, ne hanno svolto un intervento forzato un TSO. Allora ci chiediamo perchè dopo 5 minuti che erano saliti al 4 piano l’agente Miss decide di chiamare i pompieri per sfondare la porta’???? E chiede alla centrale di verificare se è seguito dal centro salute mentale di Domio se è LUI perchè sul campanello c’è scritto RaZman.Non volevano sbagliare persona??????? Questi agenti non dovevano neanche salire, non era loro competenza!!!!!!.Ma chi erano quei 2 agenti presenti già alle ore 20 e 10 che parlavano con il custode dello stabile sotto casa??? Questi agenti quando arrivarono i pompieri diedero a loro istruzioni dicendo che c’era un esaltato al 4 piano e che c’era da aprire la porta,cosi quando salirono i pompieri al 4 piano loro stessi dicono nei verbali CHE trovarono nel pianerottolo 4 agenti una donna e tre uomini.E spiegano che i poliziotti chiesero il loro aiuto per legare le caviglie di Riccardo. DOVE DOBBIAMO ANDARE PER AVERE UN PROCESSO A PORTE APERTE? RICCARDO ERA UNA PERSONA, ERA UN INVALIDO MILITARE RICONOSCIUTO DALLO STATO ITALIANO non era un semplice civile un Signor nessuno che non aveva passato.FAMIGLIA RASMAN

  15. Pietro

    “niente e nessuno ti giustificano ad usare una pistola se l’altro non è armato e non sei stato direttamente attaccato.”

    Ghandi è morto!
    …non credo che sia consigliabile ritrovarsi sotto sassaiole o sprangate per portare uno stipendio a casa!
    L’unico scandalo vero sono le condanne che mancano…gli errori li fanno tutti per fortuna!
    Se sbaglio io mi bocciano all’esame, se sbaglia Serpico uccide qualcuno!…è sempre un errore!
    E poi non capisco perchè nessuno dice dei poliziotti rimasti uccisi per sedare futili contrapposizioni o per fanatismi politici o istinti pseudo rivoluzionari.

  16. giulianarasman

    Pensare che i vigili del fuoco abbiano messo mano e fare un’azione simile legare il povero Riccardo con il fil di ferro ci chiediamo MA DOVE VIVIAMO’????? PERCHè NON SONO STATI PURE QUESTI 4 VIGILI DEL FUOCO INDAGATI??????? DATO che loro stessi hanno detto di aver fatto questo ?? neppure loro hanno avuto pietà nè umanità hanno visto cosa hanno fatto e detto i poliziotti ma non li hanno fermati con un pò di buon senso anzi quando gli hanno detto di andare via sono sciesi tranquilli come se niente era sucesso potevano chiamare il 118 in soccorso dato che la stanza era piena di sangue Riccardo era ferito.Alla fine della guerra legavano le persone con il fil di ferro e le gettavano nelle foibe abbiamo ricominciato ?????? Hanno legato Riccardo in quel modo perchè vivesse o perchè morisse come un animale al mattatoio???????? SONO MOLTO dispiaciuto e adolorato vedendo che per le nostre autorità la mia famiglia è considerata gente da macero nella loro indifferenza massima nel loro processo abbreviato non ci hanno chiesto neanche come ci chiamiamo il loro pensiero è solo finire questa brutta storia ma sono stati loro a CAUSARLA e noi vogliamo sapere perchè tanto ODIO chi c’è dietro a tutto questo ???? PADRE DI RICCARDO

  17. GAIA

    @ pietro: certo che gli errori li commettono tutti. Infatti l’intento del post non era quello di sindacare o meno sul poter commettere errori, ma il discutere sul perchè se io cittadino comune uccido una persona mi faccio,forse, pure l’ergastolo e tu poliziotto invece non vieni nemmeno processato o condannato a 6 mesi che nemmeno ti fai dentro il carcere.

  18. GAIA

    @famiglia rasman: vi ringrazio per essere intervenuti nella discussione illustrandoci più nel dettaglio il caso di Riccardo, da me solo citato brevemente nel post. Continuate a lottare per avere giustizia,per far conoscere la storia di Riccardo a molti ancora ignota, perchè la sua morte non può restare nel dimenticatoio, chi l’ha ucciso deve essere condannato come ogni comune cittadino e L’INFORMAZIONE e la LOTTA sono necessarie perchè casi come quello non accadano in un futuro.

  19. Saremmo lieti di sapere se la persona che si firma a nome di Giuliana Rasman sia realmente la sorella di riccardo o qualcuno che firmandosi a suo nome ne riporta le parole.
    Questo al fine di tutelare al meglio la famiglia Rasman

  20. Telefonateci i genitori di federico vi potranno dare ulteriori informazioni ,vorremo tanto non essere noi e che tutto questo sarebbe un brutto sogno ,ma Riccardo ce l hanno portato via ,e vogliono essere fieri di questo , di aver fatto il loro dovere ,e cosi’ non disturbera piu’ nessuno ,queste sono le loro espressioni e motivazioni . Sono da applaudire hanno messo a posto in questo modo un problema. abbiamo aperto un nuovo sito ,quello che la famiglia Rasman vuole che si sappia .GRAZIE

  21. Telefonateci i genitori di federico vi potranno dare ulteriori informazioni ,vorremo tanto non essere noi e che tutto questo sarebbe un brutto sogno ,ma Riccardo ce l hanno portato via ,e vogliono essere fieri di questo , di aver fatto il loro dovere ,e cosi’ non disturbera piu’ nessuno ,queste sono le loro espressioni e motivazioni . Sono da applaudire hanno messo a posto in questo modo un problema. abbiamo aperto un nuovo sito ,quello che la famiglia Rasman vuole che si sappia .GRAZIE htt://riccardorasman.altervista.com/

  22. Non mancheremo, la ricerca della verità è la linfa vitale per questo blog e questa associazione che tra mille difficoltà continuerà ad andare avanti per un obiettivo comune, e per darvi un punto di vista estraneo ad ogni strumentalizzazione.
    Vi ringraziamo anche noi per questo inizio di collaborazione.

  23. Da quel giorno riviviamo tutti i giorni quei momenti e piu’ passa il tempo piu’ è assurda la faccenda ,dopo aver letto i verbali e le varie dichiarazioni ci chiediamo perche’ tanta forza è stata usata e tante persone hanno agito non per salvarlo ma per recargli tanta sofferenza ,cosa hanno nel cuore queste persone ,come vedevano Riccardo ???? un diverso ,un signior nessuno ,quello che disturba la società normale ???? Ma una società civile si misura tale da quanto si aiuta i piu’ deboli .ma Riccardo quella sera si sentiva in pericolo non c’era nessuno che lo diffendeva ,anzi gli hanno fatto venire tanta paura da come si puo’ vedere dalle foto quando era a terra morto si puo’ notare che aveva i pantaloni bagniati -si era fatta la pipi a dosso – l’uomo cosi’ detto pericoloso lo hanno scosso dalla paura , prima che sfondassero la porta Riccardo aveva scritto –per piacere per favore per cortesia non fatemi del male perchè io non ho fatto niente di male .Chi era qui fuori di testa??? PAPA DI RICCARDO
    Lascia un Commento

  24. Pietro

    @ papa di riccardo:
    La storia è realmente inquietante, ci sono troppi perchè, troppi punti interrogativi, bisogna andare avanti per rispondere a molte questioni irrisolte.

  25. Vi ringraziamo ,per non dimenticare Riccardo tutti i colpevoli devono essere puniti noi sappiamo che sono molti ,non sono colpevoli solo chi lo ha buttato nel sacco ,ma anche chi teneva il sacco . Riccardo se la aspettava che sarebbe morto ,difatti disse al padre come doveva essere la bara quando sarebbe morto ,alla madre disse che sarebbe venuta molto presto sulla sua tomba a piangere ,di sepellirlo davanti casa sotto l’olivo ..tienimi vicino a te mamma qualsiasi cosa succede ,ora sappiamo perchè aveva questi pensieri ,e aveva ragione ,il biglietto di minaccia di morte lo tormentava , a noi non parlo’ mai di questo , non voleva spaventarci o pensava di risolvere la cosa da solo ,i dottori del centro di salute mentale di Domio volevano dissero portarlo via una volta per sempre ,come mai avevano questa insistenza a chi disturbava la presenza di Riccardo ????? Gli agenti dissero quando era morto –cosi’ non disturberà piu’ nessuno . Allora il loro intervento non era per 2 petardi o per il ferimento di un timpano , mostrato poi dai verbali che queste dichiarazioni erano INFONDATE , i motivi erano ben altri , cosa fa la Magistratura , dove guardano i Giudici ,dove sono le indagini , perchè non ci considerano cittadini Italiani , non vogliono sapere non vogliono vedere . Famiglia Rasman

  26. GAIA

    @ famiglia rasman: ad ogni vostro commento resto sempre più allibita apprendendo molti fatti o particolari dei quali non ero a conoscenza. E’ veramente un’ indecenza e spero vivamente che, continuando ad “alzare la voce” , si otterrà chiarezza attorno a questa triste vicenda e soprattutto giustizia per Riccardo.

  27. Trieste:Licenza per assassinare? Dieci uomini in uniforme stroncano la vita di un invalido militare. Riccardo Rasman. I suoi genitori vivevano in una cittadina vicino a Trieste . La guerra ha cambiato i confini e loro si sono trovati in uno stato totalitario comunista . Allora fecero una scelta come molti altri Italiani :abbandonarono tutto quello che avevano per venire a vivere nel loro paese ,I’Italia . Riccardo fu allevato a Trieste .Sano ,laborioso ,allegro ,affettuoso,come i suoi genitori e sua sorella. Durante il servizio militare in Aeronautica gli si sviluppo’ un grave scompenso mentale in conseguenza di gravi atti di nonnismo subiti fisicamente psicologicamente. Lo stato riconobbe la grave condizione e di conseguenza gli assegno’una pensione di invalidità in relazione al suo servizio militare . Per una persona che soffre di disturbi mentali a Treste la vita è molto più difficile che in qualsiasi altro posto . Trieste è la città dove l’ospedale psichiatrico è stato distrutto senza creare alternative,condannando il malato alla strada ,alla prigione ,alla morte . I leggendari PSICHIATRI diTrieste usano metodi molto strani di trattamento .Continuavano a dire alla famiglia che se Riccardo mostrava segni di aggressività dovevano denunciarlo alla polizia .Lo hanno pure scritto sulla cartella clinica . Ma Riccardo subi’ anche altre cattiverie ,da altre persone .Riccardo aveva monocale dell’Ater ,che usava raramente .Un giorno trovò affisso sulla porta un biglietto con una scritta :” per morto Riccardo vedrà tra qualche tempo questa posizione “ Questa scritta a mano libera ,ci sono anche due date diverse che rivelano perchè di tanta rabbia . Una sera Riccardo saluta i suoi genitori dicendo ci vediamo fra qualche ora vado a dare un’ occhiata al monolocale e poi vado a cena da amici. Era quasi un mese che non ci andava .ERA appena entrato in casa con lui aveva il suo cane si toglie le scarpe gli da, da mangiare al cane sente un botto davanti alle sue finestre esce sul terazzino e vede il suo vicino Cavallaro Roberto che dal suo terrazino con la Romina Pollanz figlia del custode che abita al nono piano gridare come una pazza ,se non smetti di buttare petardi chiamiamo la polizia , chi SA cosa avrà pensato Riccardo,???? avranno bevuto!!!!.Lui non sa che di sotto c ‘erano già 2 agenti che avevano pensato di inventarsi il ferimento di un timpano .LA madre di Romina sapeva già tutto ,-anche per questo c’è una spiegazione- e dal 9 piano chiama la centrale dicendo che al 4piano c ‘era Rasman che buttava petardi ,grossi petardi come bombe. Ma non menziona del ferimento a sua figlia ,difatti se era sul terrazzino al 4 piano non c’era nessun ferimento. Ora ci chiediamo chi ha buttato i petardi se i 2 petardi sono scoppiati davanti alle finestre di Riccardo.?????? Domanda interessante che ha una risposta . Non serve raccontare cosa è sucesso in seguito lo sapiamo bene ,ma è interessante sapere le affermazioni di almeno 2 agenti dopo che Riccardo era morto “cosi’non disturberà più nessuno” COSI ‘viene da chiedersi a chi dava cosi’ fastidio da portarlo sino alla morte???? perchè i giorni sucessivi i vicini hanno dichiarato che non avevano più vita da quando Riccardo abitava li’ che era sempre ubriaco ,è dimostrabile che non dissero la verità. Dissero che quella sera lo avevano visto bere in cucinino questo è falso, non potevano vedere l’interno perchè i vetri del cucinino sono bianchi non trasparenti ,come si può notarlo anche dalle foto sul giornale Piccolo. L’aptosia difatti dimostrò che non aveva alcool in corpo noi abbiamo trovato una bottiglia di cocacola ,e le foto fatte quella sera dimostrano che nel frigorifero non c’era nulla da mangiare ,questo conferma anche che non era mai li .ma hanno avuto anche il tempo di mettere una bottiglia vuota di vino fuori dalla porta ,per far vedere che era fuori di se , proprio una cattivera per far vedere quello che non c’era .Comunque anche se Riccardo avrebbe fatto dei danni non era questo il modo di agire non erano autorizzati a ucciderlo ci sono i tribunali a posta per giudicare i trasgressori e la pena di morte non esiste nel nostro paese ancora ,ameno che non abbiano eseguito un ordine superiore , difatti dissero che avevano fatto il loro dovere ,il dovere si fa quando c’è un comando .Se per 2 petardi meritava la morte ,loro che lo hanno massacrato cosa meritano???? L’ispettore Ragazzi Paolo cosa merita che si è inventato il ferimento di un timpano ??? E’straordinario come hanno pensato di fare, solo una mente studiata poteva modificare sul posto i reali fatti ,scritti in seguito però nei verbali. Pensavano che nessuno mai li leggerà ?? ci dispiace questa e stata una idea azzardata.

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