I grandi di Fossanova

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(di Andrea Schiavi)

Giovedì 15 luglio i leader dell’industria italiana si sono dati appuntamento nella splendida cornice dell’Abbazia di Fossanova. Un tradizionale appuntamento degli industriali rafforzato questa volta dal compimento del centesimo anniversario dell’associazione di categoria. Il tema in questione risulta ormai ripetitivo: cercare un’ennesima via di fuga dall’ormai sedimentata crisi economica che cinge tutti gli italiani. Sintomatico il fatto che si sia voluto scegliere la provincia di Latina come sede dell’evento; il territorio pontino sta vivendo uno dei peggiori periodi che si possa ricordare. Ne sono prova le “fughe” e i dietro front di quelli che fino ad oggi sono stati importanti attori economici nell’area provinciale: su tutti il caso della Bristol Meyer Squibb e della Nexans. L’intervento dei presenti non ha certo placato le paure dei molti coinvolti in questo giro di vite.
Tra i grandi presenti sulla tribuna degli oratori sono accorsi Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, Renata Polverini, da poco insediata alla Regione e il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Ad aprire le danze è stata la lady di ferro dell’industria italiana che, dopo una attenta disanima della situazione economica nazionale, ha spostato il baricentro del discorso sulla realtà pontina, lanciando un monito sia alle industrie, incoraggiandole nell’avere fiducia in questo territorio, sia alle istituzioni, le uniche in grado di assicurare situazioni più agevoli possibili affinchè le prima citate possano continuare ad investire. Necessità di un impegno condiviso che il più delle volte risulta fattibile soltanto a parole. Non poteva non mancare l’ormai onnipresente riferimento alla situazione sanitaria laziale, che nel comprensorio lepino e in tutta la provincia sta mietendo vittime su vittime. Esplicita è stata la proposta di tutti i presenti di potersi mettere a tavolino e studiare una soluzione che non vada a pesare sulle famiglie e sulle aziende territoriali, in una partita che inglobi anche interessi correlati, quali la formazione e la ricerca.
Dopo gli interventi più blasonati, non poteva non mancare quello del primo cittadino Umberto Macci, cenerentola tra quelle celebrità, che ha sottolineato l’impegno di un paese seppur piccolo come Priverno a seguire i grandi nel miglioramento sopratutto nei servizi al cittadino. E’ pur vero che è proprio dai piccoli che vengono le idee grandi.

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4 pensieri su “I grandi di Fossanova

  1. Martina

    la soluzione non è agevole, purtroppo per quanto si possono attivare a livello territoriale, in realtà, a mio avviso, servirebbe un serio intervento comunitario, che armonizzi i costi della produzione e il c.d. cuneo fiscale, tra i vari Stati membri, in modo da non costringere aziende a trasferirsi fuori dall’Italia (visti gli elevati costi di produzione che abbiamo e quindi l’elevato costo di un operaio). voglio fare solo una piccola osservazione che è indiretta all’oggetto del discorso: è vero che la crisi c’è ed è sentita da tutti, ma è anche vero che spesso lavori dove dobbiamo “abbassarci” non li vogliamo più fare!!!e mi riferisco in particolare ai giovani soprattutto in relazione ai lavori stagionali (raccogliere le olive, ecc) oppure quelli saltuari (giardinieri)…quindi quei lavori che possono essere inseriti tra le cose da fare senza togliere troppo tempo allo studio..invece no, a farli ci sono solo non italiani, i quali spesso sono anche laureati…

    • Hope

      purtroppo in italia assumere un operai costa troppo, tra il salario dovuto e i vari oneri sociali a carico del datore. per non parlare delle varie tasse sulle aziende che spesso le mettono in ginocchio e sono “costrette” ad avviare la produzione in paesi dell’est. Parecchie aziende dagli anni 70 a questa parte sfruttarono la cassa del mezzogiorno per aprire aziende in Italia vedi le varie Pfizer Jansen Bristol, e molte altre sopratutto per queste di tipo farmaceutico avevano l’obbligo o meglio il vincolo di poter vendere i propri prodotti in Italia solo se, quel prodotto venisse fatto in italia. Atro esempio eclatante dgli ultimi tempi è quello della GLAXO a Verona, un’azienda che fattura Bilioni di sterline chiuderà entro la fine dell’anno in italia a dir loro “per una decisione finanziaria” ovvero perchè deono aumentare il dividendo ai loro azionisti. In italia a questo tipo di affermazione non si è opposto nessuno a parte gli 800 ricercatori che resterranno a casa! Inoltre c’è da ricordare che la stessa cosa è accaduta in Francia dove è VIETATO PER LEGGE UN’AZIENDA DEVE DIMOSTRARE DI ESSRE IN SOFFERENZA ECONOMICA E CHE NON HA ALTRO MODO PER USCIRNE SE NON LICENZIANDO I DIPENDENTI.

  2. Eddie

    Vorrei soffermarmi su alcune frasi la prima :” che ha sottolineato l’impegno di un paese seppur piccolo come Priverno a seguire i grandi nel miglioramento sopratutto nei servizi al cittadino.”…davvero il nostro sindaco ha detto così?, e quali sarebbero questi interventi mirati a migliorare i servizi del cittadino?,sfrattare il custode di st martino lasciando il castello con un misero straccio di tutela, fa parte di questi interventi?, compromettere seriamente il servizio erogato dal centro diurno pure?, no perchè se così fosse allora ha proprio ragione, sta seguendo veramente alla lettera le modalità con cui il governo italiano affronta la crisi.

    Gli stessi interventi per cui, invece di abbassare gli stipendi dei menager, si preferisce mandare a casa ,sempre e solo, chi con lo stipendio ci campa e basta.
    Ovviamente ho ben a mente che il discorso non è cosi facile come io l’ho fatto.
    So di non avere alcuna competenza in economica, ma a mio umilissimo avviso, con questi interventi se ne farà ben poca di strada.

    p.s.

    “E’ pur vero che è proprio dai piccoli che vengono le idee grandi.” in che senso?

  3. brother

    @Eddie
    Nel senso che il più delle volte le soluzioni provengono (o dovrebbero provenire) dal basso e non dall’alto, come espressione collettiva della volontà popolare. Per piccoli si intende i cosiddetti “pezzi piccoli”, coloro che, in una scala di valore nazionale, rappresentano i primi gradini. Il mio era un parallelismo tra i pezzi grossi dell’evento e la “cenerentola” Macci

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