Radiofreccia: un Ligabue sorprendente

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(di Jacopo di Macio)

Tra i registi esordienti o in questo caso tra gli artisti che si sono cimentati anche nella direzione cinematografica ha riscosso molto successo nel 1998 il debutto alla regia del rocker italiano Luciano Ligabue, che dopo essersi affermato nel mondo musicale ed aver publicato una raccolta di racconti intitolata “Fuori e dentro il borgo” (1997) si butta nel cinema con “Radiofreccia”.
TRAMA: La storia è ambientata alla fine degli anni settanta in un paesino dell’Emilia di cui non viene fatto il nome, anche se dai luoghi e dai riferimenti sembra trattarsi di Correggio, a raccontarla è Bruno (Luciano Federico) ai microfoni di Radiofreccia nel suo ultimo giorno di trasmissione in cui con nostalgia rievoca i tempi della fondazione della radio, allora chiamata Radio Raptus, e dei suoi cinque fondatori non che suoi amici, tra cui quello che darà il nome alla radio Ivan Benassi (Stefano Accorsi) detto Freccia. I cinque amici si ritrovano spesso nel bar di Mario (Francesco Guccini), pieno dei classici personaggi che in un paesino vengono notati per le loro stranezze , nel quale si alternano le solite chiacchiere e solo qualche sporadica novità, finchè durante una gita in macchina Bruno e gli altri componenti del gruppo: Boris, Tito e Iena sentono alla radio una nuova trasmissione di una stazione radio indipendente locale che muoveva i primi passi, proprio in seguito a questo Bruno decide di fondare una radio con l’aiuto dei suoi amici per far ascoltare la loro voce e la loro musica preferita. Al racconto dei primi lavori per la costruzione della radio si alternano quelli della vita dei 5 amici, tra questi specialmente Freccia vive una situazione difficile data dalla morte prematura del padre e dalle incomprensioni con la madre che lo portano ad abbandonare la casa, ma soprattutto data da amicizie sbagliate che lo portano ad entrare in dipendenza dall’eroina, questo causerà un progressivo peggioramento nella vita di Freccia che tra furti e fughe dagli ospedali finisce per allontanarsi anche dai suoi amici. Inoltre anche ognuno degli altri ragazzi dovrà combattere con vecchi scheletri nell’armadio e nuove preoccupazioni che porteranno un ulteriore divisione tra loro, fino a ritrovarsi infine in circostanze tutt’altro che liete.
CURIOSITà: Il film ha vinto 3 David di Donatello nel 1999 come: miglior regista esordiente, miglior attore protagonista (Stefano Accorsi) e migliore sonoro in presa diretta e anche 2 Nastri d’argento 1999: migliore regista esordiente e migliore canzone (Ho perso le parole di Luciano Ligabue), Una piccola parte come comparsa se la è riservata anche Ligabue nei panni di un deejay in una radio locale nel film si riconosce infatti anche la sua voce. Il film è ispirato alla raccolta di racconti “Fuori e dentro il Borgo” dello stesso Ligabue datata 1997.
COMMENTI PERSONALI: Un film drammatico che racconta molti temi e problematiche vicine tanto alle generazioni cresciute negli anni settanta quanto a quelle dei nostri tempi, tra queste l’incomprensione verso una figura autoritaria come quella dei genitori, la realtà di un piccolo paese che può portare presto gli abitanti a spingersi verso qualcosa di nuovo per sfuggire alla solita monotonia, e talvolta proprio questo sfocia in una delle problematiche più gravi la tossicodipendenza. Ma nel film c’è molto altro come la voglia di indipendenza dei giovani che porta in questo caso alla realizzazione della radio, oppure i momenti scherzosi passati insieme agli amici del paese che sembrano non cambiare mai, oppure la descrizione dei personaggi che rendono caratteristico il paese con le loro stranezze e i loro vizi. A tutto questo inoltre fanno da sottofondo alcune delle canzoni più belle di quegli anni che compongono una colonna sonora davvero emozionante con artisti del calibro di David Bowie, dei Lynyrd Skynyrd e Iggy Pop oltre ai due singoli in anteprima di Ligabue.

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4 pensieri su “Radiofreccia: un Ligabue sorprendente

  1. GAIA

    Pur non avendo mai troppo apprezzato ligabue, musicalmente parlando, devo dire che in qualità di regista l’ho invece apprezzato molto grazie a radiofreccia. Ho visto il film circa 4-5 volte ed è sempre un piacere rivederlo perchè, come dicevi tu jacopo, pur raccontando i problemi e i temi delle generazioni degli anni ’70, resta sempre attuale e si avvicina a quelli della nostra generazione, lasciandoti con un sapore di amaro in bocca per la “fine” di freccia. Gran bel film.

  2. Eddie

    Visto e stravisto amato e stra-amato!, grande colonna sonora, grandi attori, gran bella storia.
    Un film che meriterebbe di essere rimandato al cinema, specie per dare una svegliata a queste nuove generazioni sempre più rincoglionite , sempre meno autoritarie e indipendenti come lo erano quelle dei loro genitori.

  3. Gabriele

    Senza dubbio un bellissimo film: per la regia, per come è girato, per le tematiche trattate, per la colonna sonora… Luciano Ligabue come regista si è dimostrato veramente in gamba, come lo è stato dall’inizio della carriera (da musicista) finché, a mio parere, non ha iniziato a fare pezzi voluti dalle “esigenze di mercato”! ..peccato avrebbe potuto continuare a dare molto per quel poco di rock che abbiamo in Italia e magari anche in ambito cinematografico…

  4. eva

    non ho avuto ancora modo di vederlo ma dalla trama e dal tuo commento personale sembra davvero bello!!!organizzerò una serata con amici dell’università!!!devo vederlo!!!

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