La Destra che non si vende

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Sabato 24 luglio, presso Parco Europa, a partire dalle ore 18.00, si è tenuto un convegno organizzato da Gioventù Italiana, sezione giovanile del partito “La Destra”, capeggiato dal cassinate Francesco Storace, con una tematica estremamente attuale: la disaffezione politica delle nuove generazioni. L’evento è stato organizzato all’interno della tre giorni della neonata “Festa Tricolore” organizzata per la prima volta dal sopracitato partito, che da venerdì a domenica ha ospitato band musicali, saggi di danza e dibattiti politici. Oltre alla presenza dei soliti noti della Destra privernate, Francesco del Broccolo e Giuseppe Sarra, il banco degli oratori è stato arricchito dalla presenza di due importanti cariche nazionali del movimento: quella di Gianni Musetti, segretario nazionale di Gioventù Italiana, e della dirigente nazionale Francesca Capacciotti. La kermesse si è aperta naturalmente con l’intervento dei due esponenti locali, impegnati sopratutto nel sottolineare l’importante evoluzione che la sezione di Priverno sta vivendo anche è sopratutto in termine di tesserati, arrivando ultimamente a toccare quota 150. Fatti gli onori di casa, la parola è passata a quello che in molti hanno definito l’astro nascente del partito, Gianni Musetti, il giovane consigliere comunale di Carrara il cui buon lavoro è sfociato nella leadership di Gioventù Italiana. Le sue parole hanno mirato dritte al nocciolo della questione; il problema del distacco dei giovani dalla politica, dice, è purtroppo qualcosa di spontaneo, in quanto oggigiorno essa si lega inesorabilmente agli interessi personali. L’ormai inflazionato leitmotiv del fare politica per la poltrona. Egli rilancia fortemente l’idea di una destra nazionalista, antieuropeista e, in politica interna, antifederalista, in forte contrapposizione alla “destra trasformista di stampo finiano, dalle evidenti sfumature affaristiche e massoniche”. L’urlo di questi giovani politici è quello per uno Stato che sia l’amministratore del cittadino e non il controllore. L’altra intervenuta, Francesca Capacciotti, ha dato visione ai presenti delle numerosi iniziative che la Destra sta portando avanti in quest’ultimo periodo, quali la battaglia per l’acqua pubblica, il ritiro delle truppe dall’Afghanistan e il patrocinio del “mutuo sociale”. Quest’ultimo, di estrema utilità pratica, prevede la creazione di un ente pubblico che sia in grado di adempiere alla costruzione di edifici abitativi senza l’intermediazione bancaria, rendendo così il rapporto tra costruttore e famiglia più che diretto. La testimonianza nelle parole di queste giovani leve della politica, non può che rincuorarci di fronte al nullismo e al lassismo delle generazioni più giovani, troppo indaffarate a rincorrere le mille futilità della nostra società moderna. Di questo, ne è stato lo specchio la bassissima partecipazione all’incontro stesso che, come uno schiaffo in pieno viso, ci ha ricordato la cruda realtà

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7 pensieri su “La Destra che non si vende

  1. Eddie

    Una cruda realtà che ci terrà non poco impegnati,e con cui noi ,voi e tutte le realtà politiche giovanili dovremo fare i conti.
    Il mio auspicio non è solo quello che si incrementi il numero di tesserati o di “militanti”, ma soprattutto io spero vivamente che con le nostre/vostre iniziative, riusciremo a toccare gli animi, e le menti dei giovani facendogli accendere la “lampadina”, che tutt’ora la stragrande maggioranza dei giovani tiene spenta, a causa delle innumerevoli futili distrazioni (come la tv).

    Una lampadina che è come un vasto vocabolario, e che porta con se parole come: informazione, cultura, partecipazione, aggregazione e lotta al menefreghismo. Se riusciremo in questo intento, allora le tessere saranno “un qualcosa i più” e non”l’unica cosa disponibile”.
    Buon lavoro a tutti

    p.s. a me Gianni Musetti piace “tè le palle”.

  2. antonio

    sabato a Parco Europa è venuto un gran bel personaggio, un ragazzo di 24 anni che ha saputo esprimere a pieno i contenuti e il tipo di politica che la Destra vuole intraprendere. Peccato che l’assenteismo che c’è stato dimostra quale sia realmente la situazione: raccoglie più successo e partecipazione un torneo estivo malriuscito e criticato aspramente che un giovane politico che sta girando l’Italia in nome del suo movimento e del suo partito. E’ vero che a Priverno spesso non si fa nulla di costruttivo, ma se quel poco che si riesce a fare lo si trascura palesemente non partecipando agli eventi ( Sandro Micheli permettendo ), allora dovremmo avere quantomeno il buon gusto di non lamentarci.

  3. Pietro

    Gianni Musetti, uno che farà parlare di se, il piacere di averci parlato di persona mette in risalto una figura genuina e molto disponibile al confronto, non ha peli sulla lingua, e forse questo è il più grande handicap (solo perchè siamo nel Bel Paese) che si porta sulle spalle.
    L’impressione che ha dato di se durante tutto l’incontro è stata molto positiva, il grande rimpianto resta l’esiguo numero di persone che hanno seguito l’evento.

  4. destra socile

    ringrazio personalmente tti i presenti al convegno e x il bel articolo ke è stato realizzato..purtroppo di sabato alle sei non è stato certo un bel gg organizzarlo visto ke la maggiorparte dei ragazzi s indirizzano verso il mare..cmq grazie x l’articolo e c vedremo presto alla prossime iniziative..

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