L’Aventino di Piazza Giovanni XXIII

Standard

(di Andrea Schiavi)

Infuocato è stato l’ultimo consiglio comunale, quello tenutosi presso il Municipio, il giorno venerdì 30 luglio. Il motivo? Mancata convocazione dei capigruppo e inconsistenza dell’ordine del giorno. Paladino di questo aut aut è stato il segretario dei Sel, Federico D’Arcangeli, seguito a ruota da tutto il gruppo consiliare del Pd, che hanno abbandonato in blocco la seduta. Cenerentola delle sinistre, Domenico Antonio Sulpizi, rimasto per le dichiarazioni di voto della minoranza. Il problema evidenziato dagli “aventiniani”, oltre alla questione di metodo (la mancata convocazione dei capigruppo), è stato soprattutto quello della presentazione da parte della giunta, di un odg che rispondeva solo ad interessi che, seppur legittimi, rappresentano, ora come ora, questioni marginali per la nostra comunità . Tra di esse, la sorti del Centro Diurno, degli Scavi Archeologici di Mezzagosto e del Museo della Matematica. A questi c’è da aggiungere la questione del Palazzo Zaccaleoni, i cui lavori sono fermi da tempi immemori, che, secondo la volontà del Pd, sarebbe dovuto apparire tra i punti principali dell’odg. Inoltre, si sarebbe potuto parlare non solo di snodi territoriali, ma anche di importanti questioni nazionali, in primis la manovra economica, che colpirà direttamente enti territoriali regionali, provinciali e comunali. La manovra “Tsunami”, come è stata ribattezzata dall’opposizione, si abbatterà inesorabilmente anche sul nostro Bilancio comunale, divenuto in quest’ultimo periodo una vera e propria reliquia introvabile. Più volte in quest’ultimi mesi noi ragazzi di Punto Futuro abbiamo sollecitato la necessità di poter visionare questo volume contente gli spostamenti economici dell’amministrazione. Fino a prova contrario ogni cittadino è libero nella consultazione di questo documento che, nonostante il patrocinio della legge, rimane nel nostro paese un oggetto inarrivabile, non si sà se per poca professionalità o per oscurantismo politico/economico. Su una cosa si può essere certi, sul fatto che la politica economica del comune in questo periodo sia caratterizzata da una dieta rigidissima imposta a tutti i soggetti operanti e in rapporto con il comune stesso. Nelle parole dette alla stampa del consigliere D’Arcangeli, preme sopratutto sapere la situazione reale della bilancia credito/debito, per essere in grado di decifrare con precisione quali e quanti soggetti economici aspettano di incassare la giusta remunerazione per i loro servizi erogati. Altri motivi che ovviamente spingono l’opposizione a richiedere maggior chiarezza sulle vicende economiche, nell’eventualità di una cattiva gestione, stanno soprattutto nella possibilità che il contenzioso possa rappresentare una pesante ipoteca sulla vita futura dell’amministrazione stessa, valendo un eventuale scatto in avanti dell’opposizione.
Nella necessità di fare una riflessione su tutta questa vicenda, quello che la storia può insegnarci è che il più delle volte le posizione aventiniane si sono risolte in una lotta politica sterile e includente, utile solo alle tribune accademiche, memori di quello che successe nel lontano 1922. Sulla base di ciò, una contestazione politica di “trincea”, fatta di lente avanzate e di un continuo lavorio, potrà senz’altro risultare più efficace.
Il “nemico” deve essere combattuto e non evaso e se ciò non dovesse bastare, ci si deve piegare a combattere anche secondo le sue regole.

Annunci

3 pensieri su “L’Aventino di Piazza Giovanni XXIII

  1. Eddie

    Concordo anche io la linea del post, ed anche la punta critica a fine articolo,a meno di una piccola nota che ci terrei a precisare, ovvero che nel 1922 la sinistra si trovò tutt’altro nemico.
    E’ vero che con gli “aventini” non si è mai andato da nessuna parte, ma quando il nemico è sordo,ostinato, e privo del benché minimo senso del dovere, restare seduti ad ascoltare le loro chiacchiere dedite solo ai loro comodi non ha senso.
    Come diceva pertini ” io combatto, ma solo in terreno democratico”, e non mi sembra che quello preparato dalla giunta comunale nell’ultimo consiglio, sia stato un “terreno democratico”.
    Questo ovviamente non significa rinunciare o astenersi dalla lotta, infatti federico una volta uscito dal comune, si è recato in sezione dove era già avviata una riunione di partito, si è discusso di ciò che era accaduto in sede di consiglio( ed infatti il giorno dopo era già pronto un nostro articolo in merito a questa vicenda), e di tante altre questioni come quella di st martino, dove sicuramente si finirà alla corte dei conti.
    E’ così che noi combattiamo è cosi che ci pieghiamo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...