Bilancio partecipativo: un occasione per far valere la propria idea

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(di Marco Codastefano)

Democrazia diretta…certamente impossibile da realizzare appieno, ma perchè non prendere alcuni aspetti possibili? Il Bilancio Partecipativo si è dimostrato applicabile ed efficente, l’esperienza di Porto Alegre parla da sola: Il progetto è iniziato nel 1989 ed all’ora solo il 10% del bilancio comunale era dedicato ad esso, ora siamo al 25%

Ma in cosa consiste?
A seconda della grandezza della città si creano più sottogruppi (che spesso rappresentano i quartieri). Ogni gruppo specifica la sua area tematica di appartenenza principale ( ad esempio ecologia). Ad ogni riunione del gruppo è presente un rappresentante del comune che guida la riunione in modo da far uscire proposte legali e attuabili. Alla fine quello che esce entra nel bilancio comunale.

Ovviamente questa è una descrizione più che grossolana ed online se ne trovano sicuramente di migliori, ma basta poco per capire la potenza di questo mezzo. La cosa importante che vorrei sottolineare è che…Priverno è tra le città italiane che usano il bilancio partecipativo!!! C’è da esserne orgogliosi, e faccio i complimenti all’amministrazione per questo ambizioso progetto. Sul sito del comune c’è anche una pagina dedicata a questo argomento (http://www.comune.priverno.latina.it/portalepriverno/bilancio_participativo.asp) e a quanto pare, il bilancio partecipativo è stato fatto per il biennio 2008/2010, questo significa che a breve si dovrà ristrutturare per il prossimo biennio. Penso che una maggiore informazione riguardo questo argomento sia fondamentale, personalmente non ne sapevo nulla e non so come sia organizzato nel nostro paese. I nostri lettore ne erano a conoscenza? Quanti di voi parteciperebbero in modo attivo a questa grande opportunità di migliorare il nostro paese? In quale tematica principale vorresti fosse collocato il tuo quartiere?

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4 pensieri su “Bilancio partecipativo: un occasione per far valere la propria idea

  1. Eddie

    Ho scaricato subito il materiale, avevo sentito una cosa del genere, ma sinceramente senza dargli credito sarà mia premura accertarmi del fatto che tale servizio sia accessibile come da programma. E mi piacerebbe sapere cosa è stato realizzato tramite tale servizio.
    Comunque si almeno questa sembra una buona cosa.

  2. Anna Maria Bilancia

    Il bilancio partecipativo è stato introdotto dalla scorsa Giunta Marrazzo, curato dall’assessore regionale Luigi Nieri. Una gran bella idea, per una gouvernance attiva e democratica…, ma come ogni buono strumento se usato male diventa inefficace e da noi è stato utilizzato da pessimi artigiani!
    E’ vero che i nostri amministratori sono stati molto solerti nell’adottarlo. Ma con quali scopi e con quali risultati? In tre anni non si è visto realizzato nulla di significativo, a parte un giardinetto a Ceriara e quell’angolino di terreno adiacente la parte sinistra della chiesa di San Martino acquistato per ospitare la statua di Padre Pio!
    Quest’anno, per renderlo ancora più partecipativo, i nostri amministratori hanno coinvolto il Consiglio comunale dei bambini che, molto seriamente, come fanno sempre i bambini, hanno presentato proposte del tipo: palestra a Ceriara, giardini per le scuole, ecc; ma gli adulti, con un bel questionario, “molto guidato”, hanno portato i piccoli a chiedere pulizia degli esterni, miglioramento del traffico e altre cose, tutte rigorosamente da ricondurre alla gestione ordinaria e non certo a un bilancio partecipativo!
    A me pare che all’inizio questa importante istituzione sia stata utilizzata per fare proselitismo e consenso elettorale e ora per tappare i buchi di un bilancio fallimentare! Il bilancio partecipativo è tutt’altra cosa!

  3. Gabriele

    Condivido appieno il commento di Anna Maria e la ringrazio per aver fatto chiarezza sulle origini del bilancio partecipativo e su come sia stato adottato nella nostra comunità. Il fatto che molti di noi cittadini (in special modo i giovani) non ne siano a conoscenza dimostra, dal mio punto di vista, l’intento di non renderlo così “partecipativo” come in realtà dovrebbe essere!

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