“La natura per migliorare la vita”: il 2010 è l’anno della biodiversità

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(di Simone D’errico)

“La natura per migliorare la vita”; con questo slogan si è ormai aperto l’anno della biodiversità e l’Unione mondiale per la conservazione della natura lancia così l’appello, affinché si trovino possibilità per trovare soluzioni concrete inerenti alla salvaguardia dell’ambiente da cui l’uomo dipende. Con il termine biodiversità si intende l’intera diversificazione biologica di tutti gli elementi biotici, frutto di lunghi e complessi processi evolutivi. In altri parole, la biodiversità è la varietà delle forme di vita vegetali, animali presenti negli ecosistemi del pianeta e indica la variabilità genetica all’interno di una specie.

Credo che, per via dell’ormai consuetudinario comportamento lesivo dell’uomo verso l’ambiente, tali notizie vengano sempre di più sottovalutate e sempre meno suscitino l’interesse giusto, nonostante ci riguardino direttamente (che vi piaccia o meno); infatti dopo aver letto il titolo di questo post e la definizione verrebbe da pensare ”…e quindi!?”. Per questo motivo, il mio sarà un disperato tentativo di informarvi, con una lieve scossa, sull’estrema importanza di tale parola (biodiversità) e sul perchè l’ I.U.C.N. (International Union For Conservation Of Nature) ha deciso di dedicare il 2010 proprio alla salvaguardia della natura, e quindi della vita stessa.
Non voglio annoiarvi quindi cercherò di essere il più sintetico ed esaustivo possibile, usando pochi ma significativi elementi.
I più non sanno che la biodiversità conferisce ad una pianta proprietà farmaceutiche, benefiche per il nostro corpo e depuratrici per aria ed acqua. Ed è proprio per questo che, se la natura venisse danneggiata esageratamente, inevitabilmente verremmo coinvolti anche noi.
Ancor meno i più non sanno che attualmente siamo di fronte ad una crisi d’estinzione: in tutto il mondo sono a rischio il 21% dei mammiferi, un anfibio su tre, un uccello su otto e il 27% dei coralli.
A fronte di tali dati l’uomo, in qualità di specie più longeva ed intelligente, dovrebbe prendere una volta tanto posizione a riguardo, dovrebbe assumere un comportamento di tutela del proprio habitat (comportamento istintivo di ogni essere vivente), dovrebbe farsi carico di tali problematiche, in quanto diretto responsabile, tentando di trovare soluzioni attuabili e ormai quasi indispensabili. E invece l’uomo è coerente con la sua condotta e continua ad essere indifferente…perchè? Siamo così stupidi da credere che ci sia bisogno di una profezia Maya per prevedere la fine del mondo!? Cosa pensate che succederà quando il suolo perderà ogni sua proprietà fertilizzante? E quando i fiumi perderanno la loro funzione autodepurante? Giungerà forse un nuovo ciclo, una nuova era? Un’era come quella descritta dalla profezia Maya? Banale, semplicemente banale.
So che è difficile da capire ma il futuro sarà diverso solo se entreremo nell’ottica di considerare la natura come investimento, considerandola non più solo come risorsa, ma anche come patrimonio. Ne varrà la pena e quando i vertici dei vari g6, g7, g8, g20 avranno realmente compreso la vera entità del problema applicheranno questa teoria, che porterà senz’altro frutti positivi.
E voi invece cosa pensate? Cosa proporreste ai vertici mondiali? Che tipo di comportamento avete instaurato con la natura? Credete che le mie siano solo parole ingiustificatamente catastrofiche?…io adesso smetterò di scrivere quindi, se volete ditemi voi qualcosa a riguardo.

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14 pensieri su ““La natura per migliorare la vita”: il 2010 è l’anno della biodiversità

  1. Gian

    sono completamente d’accordo con te, però penso che una campagna di sensibilizzazione credibile debba partire dal basso, con iniziative a livello locale, un pò come avete fatto voi con la giornata ecologica ; io penso che aspettare qualsiasi decisione di g8, g20, ect… sia una cosa logorante e poco produttiva, perché, come hai ben potuto vedere nel corso degli anni, gli interessi economici che girano attorno a queste decisioni, soprattutto quelle che coinvolgono la salvaguardia dell’ambiente, sono troppo determinanti ( basta ricordarsi la difficoltà con cui si discuteva a riguardo dell’applicazione del protocollo di kyoto, ad esempio).

    • Eddie

      Assolutamente, i vertici mondiali sono lenti, e quando danno una scadenza quest’ultima è sempre lontanissima(come quella di kyoto), e infatti, come dicevi anche tu, è necessario iniziare dal basso, le soluzioni ci sono e sono tante basta metterle in atto, non ci rimane granché di tempo.
      Forse quando qualcuno si renderà conto che gli interessi, dovrebbero girare proprio intorno alla tutela e salvaguardia del pianeta, qualche bel risultato lo otterremo, anche perché è insensato raccogliere frutti da un albero se non si da a quest’ultimo il tempo necessario per crescere, e se non viene coltivato, ecco la parola giusta bisogna coltivare il nostro pianeta…

  2. AAPT

    il problema è che questo è un argomento che dovrebbe interessare ai giovani, visto che saremo noi ad avere in eredità il pianeta, ma nessuno ne è abbastanza toccato..inoltre le persone al potere non si curano certo del futuro più prossimo del pianeta, visto che tra 50 anni loro non ci saranno più e si curano dei propri bisogni personali..siamo un mondo di egoisti..il genere umano si è creduto superiore per secoli e di certo ci vorrà (PURTROPPO) ancora un bel pò perchè si renda conto che si deve inginocchiare e fare piccoli “sacrifici” anche solo per ridurre le conseguenze del modo in cui “infestiamo” il mondo (invece di coltivarlo come dice Eddie)..la verità purtroppo è che “presto l’unica biodiversità che ci rimarrà sarà quella tra la coca e la pepsi…stiamo ridefinendo il paesaggio a colpi di stronzate” (cit.)

    • Eddie

      Coltivare è una parola che ho usato per intenderne molte altre tra cui ovviamente: tutela, conservazione, mantenimento e soprattutto accrescimento del patrimonio ambientale.

  3. Gabriele

    Pier Angelo Bertoli nel testo di una canzone del 1975 diceva “il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte!”.. non si può che essere d’accordo con lui a 35 anni di distanza!

  4. Anonimo

    il problema di questa tematica è che vi si gira intorno senza sviscerarne l’essenza, rimanendo in un dibattito fatto da luoghi comuni e che spesso naviga nella banalità. taglio questo, abbastanza comune dei dibattiti e delle inchieste troppo superficiali. per esempio, andando nel concreto, dato che la biodiversità in generale è un argomento vasto, complesso e globale, mi soffermerei sulla biodiversità delle specie vegetali, in particolare delle colture vegeteli. che forse è l’aspetto che ci tocca, da consumatori, più da vicino e per questo più concreto. mantenere una pluralità delle specie in un mondo di colture su larga scala e che quindi necessariamente richiede un’omogeneità dal punto di vista genetico, per mantenere quegli standard qualitativi richiesti dal mercato, è una pura ipocrisia. per cui o si rinuncia a quegli (spesso) effimeri parametri puramente estetici dei prodotti (che non sempre o quasi mai coincidono con l’effettiva migliore qualità nutrizionale del prodotto es.la mela lucida e priva di quasiasi imperfezione, etc) che i consumatori pretendono, oppure si manterrà quello stato di selezione artificiale che per cause di forza maggiore (riassumo con questo termine tutto un complicato discorso genetico a catena che c’è dietro) ridurrà sempre di più la variabilità genetica appiattendo di fatto la biodiversità.
    Questa è solo una delle reali questioni che i salvatori del pianeta si devono porre e cominciare ad affrontare e non rimanere nel vago e nel catastrofismo figlio di una demagogia, che genera soltanto immobilismo. Si è disposti a fare questo per salvare il pianeta e la biodiversità che è responsabile della sua ricchezza? Perché non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.

  5. AAPT

    @Eddie e Gian:
    se far cambiare la mentalità a miliardi di persone non fosse da loro ritenuto un sacrificio non avremmo di questi problemi..personalmente sono molto attaccata a questo argomento e mi batto perchè ci resti qualcosa da difendere..ma non sono tutti dotati di una mente aperta e soprattutto tanti sono molto, anzi troppo pigri per reagire o meglio agire.mi sento pessimista sull’argomento, ma se c’è qualche iniziativa da seguire sono d’accordo al 1000%!
    @Anonimo/arturo:
    sono pienamente d’accordo con te..

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