JOHN KEATS: “Una cosa bella è una gioia per sempre”

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(di Alice Urciuolo)

L’uscita nelle sale del film Bright Star riporta l’attenzione su uno dei poeti più sublimi e delicati del romanticismo inglese: John Keats. Tanto vasta fu la sua produzione quanto breve fu la sua vita: egli nacque nel 1795 e morì nel 1821 a causa della tisi.

Tutto ciò che scalda il cuore di Keats è materia delle sue poesie: i verdi paesaggi della sua terra, i suoi libri preferiti, la Poesia stessa, l’Amore. Nelle poesie e nelle lettere indirizzate al suo grande amore Fanny Brawne emerge un poeta delicato, sensuale, e in questi tempi di violenza la dolce sensualità di Keats è quello che colpisce, che piace:

“Non sono certo di nulla tranne che della santità degli affetti del cuore, e della verità dell’immaginazione.-diceva- Quel che l’immaginazione percepisce come bellezza deve essere vero,sia o no esistito prima,poiché secondo me tutte le nostre passioni sono come l’amore: tutte, se intensamente sublimi, sono creatrici di bellezza pura”.

Keats non era un poeta violento: tutto nei suoi versi vibra di bellezza, è intriso di tenerezza, tutto ci trasporta in un sogno ad occhi aperti sulle ali della fantasia:

“Oh dolce Fantasia! Lasciala andare/seta il suo guinzaglio/rompine tu le maglie!”

Il tema principale dei suoi componimenti è la ricerca della Bellezza, intesa come apice di uno stato di beatitudine, di armonia e, perché no, di ispirazione:

”Una bella cosa è una gioia per sempre:/La sua bellezza aumenta e mai/Sparirà nel nulla.”,si legge nel primo verso dell’Endimione.

Keats visse di stenti, le sue opere non ebbero un grande successo, infatti solo dopo la sua morte la sua produzione venne pienamente riconosciuta: oggi è considerato uno dei più grandi poeti romantici. La morte prematura interruppe bruscamente la produzione di Keats, all’apice della maturità artistica, e anche l’amore fra il poeta e Fanny Brawne, un amore comunque senza possibile esito, se non altro che per la precaria situazione finanziaria di lui.

I versi di John Keats sono quindi i versi di un poeta teso tra sogno e realtà, di un poeta sensuale che visse un amore platonico, di un uomo innamorato della vita che morì anzitempo.

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25 pensieri su “JOHN KEATS: “Una cosa bella è una gioia per sempre”

  1. Eddie (S.D'errico)

    Complimenti alla nostra cara Alice per il bellissimo post scritto,che vedo come un ulteriore supporto alla cultura, ahimè sempre più in difficoltà di questi tempi, detto questo come tu ben sai essendo io un praticante della razionalità (o almeno ci provo), visto la simpatia e l’interesse che provo nei confronti della matrice illuminista, potrei essere portato ad apprezzare poco un personaggio romantico quale è Keats. Ma prima della razionalità c’è il buon senso, dettato dall’oggettività che ovviamente mi porta a dire: ” Sono contento, ed è giusto che ad autori come Keats (fenomenali ma di breve vita), sia stata donata l’immortalità attraverso i loro versi, che ci spinge ancora ora a parlarne”.

    • Alice

      Simon,ti ringrazio per i complimenti ^^
      So che tu sei una persona razionale,ma Keats ti potrebbe piacere,perchè tra tutti i poeti della sua generazione romantica,lui è il più oggettivo.
      Perchè Keats si affida ai sentimenti,è vero,ma è l’unico che non pecca di egotismo,ovvero è l’unico che dimentica sè stesso per la sua opera.
      Le sue poesie infatti non sono mai personali o biografiche,ma sorgono da una RAGIONE più profonda,da una riflessione interiore.
      Pur non sapendo di essere un po’illuminista,Keats lo era,e più di tutti gli altri poeti della sua generazione!

  2. Gian

    Complimenti per l’articolo! E’ un piacere vedere che c’è gente che si interessa ancora a questo tipo di cultura, che non è da tutti! ;D

  3. Hey Jude

    E’ sempre piacevole venire a conoscenza di personaggi traboccanti di emozioni; a prescindere dal fatto che John Keats sia “classificabile” nell’epoca romantica, la cui peculiarità è proprio il trionfo delle passioni, ne emerge un tratto radioso, da quanto ho inteso, che lo contraddistingue e non lo lascia abbandonato alla pesantezza dell’esistenza. L’idea della morte è anzi motivo di attaccamento alle sue “bellezze”.

  4. Alice

    Hai fatto un commento ottimo,un’ottima lettura della lirica e dell’animo di Keats.
    Era un romantico ma i sentimenti sono quelli di un uomo innamorato,della sua donna,della vita,della poesia…

  5. Alice

    @calogeromira Sì è “Bright Star” il titolo del film. Significa “Fulgida Stella”,ed è l’appellativo che usava Keats per Fanny Brawne. E’anche il titolo dell’ultima poesia che scrisse prima di morire,sempre per Fanny:

    “Fulgida stella, fossi fermo come tu lo sei
    ma non in solitario splendore sospeso alto nella notte,
    a vegliare, con le palpebre rimosse in eterno,
    come paziente di natura, insonne eremita,
    le mobili acque al loro dovere sacerdotale
    di puro lavacro intorno a rive umane,
    oppure guardare la nuova maschera dolcemente caduta
    della neve sopra i monti e le pianure.
    No – pure sempre fermo, sempre senza mutamento,
    vorrei riposare sul guanciale del puro seno del mio amore,
    sentirne per sempre la discesa dolce dell’onda e il sollevarsi,
    sempre desto in una dolce inquietudine
    a udire sempre, sempre il suo respiro attenuato,
    e così vivere in eterno – o se no venir meno nella morte.”

  6. concetta

    Mi piace molto, Alice, ciò che fai e sono orgogliosa di te!
    Il poeta che presenti non è tra i miei preferiti…ma piace a te e… per te leggerò qualcosa in più della sua opera di cui so veramente poco! I maestri imparano sempre dagli alunni e… non finiscono mai di imparare! Grazie, Alice!

  7. Alice

    Sono felicissima che ti sia piaciuto,perchè alla mia passione per la lettura hai contribuito anche tu! Keats merita,leggi i sonetti,per me sono i migliori!

  8. la carolins

    @ alice
    vorrei complimentarmi con te per l’articolo:molto bello e poi a mio parere incuriosisce chi lo legge… mi è capitato molte volte, per cultura personale, di andare alla ricerca di poemi, sonetti, o poesie di autori stranieri, che a mio avviso vale la pena studiare anche al liceo e devo dire che Keats è uno dei miei preferiti. la poesia che preferisco è “senza di te”, forse quella che fa trasparire l’egoismo che c’è nell’amare, cosa che pochi autori romantici riescono a mettere in risalto (sempre a mio modesto parere da “autodidatta” in materia)…complimenti di nuovo…

  9. Alice

    Ti ringrazio ancora Carolins 🙂
    Keats è un poeta che andrebbe studiata di più nelle scuole,se non altro che per i bellissimi messaggi di libertà che ci manda:“Oh dolce Fantasia! Lasciala andare/seta il suo guinzaglio/rompine tu le maglie!”…
    E naturalmente anche per l’analisi che fa dei sentimenti e delle emozioni,valori comuni a tutti,che ce lo rendono ancora più vicino.

  10. Mattia

    Cara Alice questo poeta giunge nuovo alla mia porta…
    Quante volte i più sconosciuti,i più incompresi i più maledetti poeti e pensatori e non solo.
    Si sono visti riconoscere qualcosa solo dopo aver urtato la fredda tomba…
    un altro esempio a me molto caro è Giuseppe Tommasi di Lampedusa.
    ma questa è un altra storia…

  11. Alice

    Troppe volte è successo! Sembra come se Keats sapesse già del suo destino…guarda qua,è una delle mie preferite:

    «Quando ho paura che potrò cessare
    d’essere,prima che abbia spigolato
    la mia penna il mio fertile cervello,
    prima che molti libri uno sull’altro
    come ricchi granai maturo appieno
    contengano nei loro segni il grano;
    quando sullo stellar volto notturno
    simboli enormi in nuvole convolti
    contemplo di una favola sublime
    e penso che potrei non aver vita
    che basti per seguire le loro ombre
    con la magica mano che è precario
    e dubitoso dono della sorte;
    e quando sento,creatura bella
    di un’ora,che mai più ti guarderò,
    mai il potere fatato gusterò
    dell’amore che non riflette ed ama:
    – allora tutto solo sulla riva
    del vasto mondo me ne sto e penso,
    finchè affondano Amor,Fama,nel nulla.»

    John Keats
    Aggiungi una didascalia
    «Quando ho paura che potrò cessare
    d’essere,prima che abbia spigolato
    la mia penna il mio fertile cervello,
    prima che molti libri uno sull’altro
    come ricchi granai maturo appieno
    contengano nei loro segni il grano;
    quando sullo stellar volto notturno
    simboli enormi in nuvole convolti
    contemplo di una favola sublime
    e penso che potrei non aver vita
    che basti per seguire le loro ombre
    con la magica mano che è precario
    e dubitoso dono della sorte;
    e quando sento,creatura bella
    di un’ora,che mai più ti guarderò,
    mai il potere fatato gusterò
    dell’amore che non riflette ed ama:
    – allora tutto solo sulla riva
    del vasto mondo me ne sto e penso,
    finchè affondano Amor,Fama,nel nulla.»

    John Keats..

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