Alessandro Baricco: Scrittore o grande bluff?

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(di Baratta Francesco)

Cerchiamo di approfondire oggi un discorso in qualche modo iniziato una settimana fa. In “Sconfitti o vincitori…il senso non può stare in superficie!” Pietro ha utilizzato come spalla, per affrontare un discorso assai complesso, alcuni estratti dell’opera di uno degli scrittori più controversi della letteratura contemporanea, Alessandro Baricco, e la controversia, seppur solo accennata, non è potuta mancare nemmeno tra le pagine del nostro blog. Infatti al pensiero entusiasta di Pietro si è subito contrapposto quello di uno dei commentatori del post che non ha avuto remore nel definire Baricco uno di quegli “improvvisatori che non sollevano nessuna questione autentica, bensì riscaldano soltanto minestre ”. E allora tutto ciò mi ha riportato alla mente una discussione letta tempo addietro su internet

“Ma Baricco c’è o ci fà?”. Discussione che non solo appassiona i lettori italiani ma anche divide, da venti anni a questa parte, la critica accademica italiana.

All’inizio è stato subito amore a prima vista, almeno con Fernanda Pivano che usa toni entusiastici nella prefazione a “Castelli di Rabbia”, esordio letterario del 1991 dello scrittore torinese. Ma ben presto, soprattutto quando Baricco è chiamato alla conferma coi romanzi successivi, non tardano ad arrivare le crtiche. Forse lo scontro più duro è quello consumatosi con Giulio Ferroni che nel 2006, dopo la pubblicazione del pamphlet “Sul banco dei cattivi. A proposito di Baricco e di altri scrittori alla moda ”, sfocerà in un acceso diverbio, mezzo stampa. In una lettera inviata attraverso “La Repubblica” Ferroni afferma:

“Qui la differenza è grande: io la leggo, ahimè, senza ricavarne molto, e lei non legge me e ne ottiene un successo planetario. Se le sue emozioni e seduzioni invadono ogni angolo della terra, diffondendo quel virus apocalittico, quell’avvento dell’impensato con cui Citati e Ferroni dovrebbero confrontarsi, ciò vale certamente come un trionfo del made in Italy e dell’azienda Italia: ma non mi pare un trionfo della letteratura”

L’accusa più frequentemente rivoltagli è quella di scrivere una sorta di meta-romanzi, privi di anima, che spesso si riducono a puri esercizi di stile nei quali continua a specchiarsi nel tentativo di soddisfare il proprio smisurato ego.

In questo riassunto di tutte le critiche rintracciabili sul web, anche per un appassionato della romanzistica di Baricco come il sottoscritto, è inevitabile rintracciare degli spunti veritieri. È innegabile l’eserzizio di una scrittura piena di ghirigori e compiaciuta. Baricco è barocco in tutto per tutto. Ma è questa la sua peculiarità, l’assenza di linearità restituisce alle sue storie una condizione rarefatta che le rende, a tratti, come delle favole. Egli racconta per immagini e per suoni le sensazioni dei suoi personaggi, le magie di alcuni luoghi (in questo “Seta” ha una marcia in più).

“Spiaggia. E mare.

Luce.

Il vento del nord.

Il silenzio delle maree.

Giorni. Notti.

Una liturgia. Immobile, a ben vedere. Immobile.

Persone come gesti di un rito.

Qualcosa d’altro che uomini.

Gesti.

Se li respira la strisciante cerimonia quotidiana, trasfigurati in ossigeno per un angelico surplace.

Se li metabolizza il perfetto paesaggio della riva, convertiti a figure di ventagli di seta.

Ogni giorno più immutabili.

Posati ad un passo dal mare, diventano scomparendo, e negli interstizi di un elegante nulla ricevano la consolazione di una provvisori inesistenza.

Galleggia, su quel trompe-l’oleil dell’anima, l’argentino tintinnare delle loro parole, unica impercepibile increspatura nella quiete dell’innominabile incantesimo”

[Oceano mare]

La sua è una scrittura consapevole e ambiziosa, ma soprattutto che piace. In altre parole Baricco è cosciente delle proprie capacità e le sfrutta in tutti modi, non avendo paura di correre il rischio di eccedere. Sarà poi la storia, come sempre accade, soprattutto in ambito letterario, a dire se si sarà trattato di uno scrittore con la “S” maiuscola o solo di un grande bluff.

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17 pensieri su “Alessandro Baricco: Scrittore o grande bluff?

  1. Pietro

    All’inizio della sua carriera Francesco De Gregori fu contestato prima dell’inizio di un proprio concerto da un gruppo di studenti “incazzati” per alcune sue prese di posizione non avvenute in riguardo alla politica di quegli anni, a quel punto vistosi minacciata la propria esibizione, prese il microfono e disse:”Ragazzi vi trasmetto qualcosa quando canto?”…
    Stop.

    A me Baricco emoziona, e questo risulta l’unico metro di giudizio possibile per me, un libro o ti prende o dopo 20 pagine lo chiudi, dei critici…sicuramente avranno moti più mezzi del sottoscritto per elaborare critiche, io mi baso solo sull’istinto quando non ho altri mezzi!

    Tuttavia quando io parlo dei Barbari, parlo di un saggio, dei suoi romanzi ho letto poco…

  2. ben

    “…Tutta quella città non se ne vedeva la fine. la fine per cortesia,si potrebbe vedere la fine? Ma non c’era una fine. Ora tu pensa: un pianoforte. i tasti iniziano. i tasti finiscono. tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. non sono infiniti, loro. tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. loro sono 88. Tu sei infinito. questo a me piace. questo lo si può vivere…” (Novecento, A.Baricco)

    cosa impari da un libro se non una nuova verità?! una verità che ti porti dietro e la tieni sempre tra le mani come un cubo di rubik; solo che il cubo ha una soluzione prima o poi, noi saremo sempre alla ricerca di una minima scintilla, che illumini una parte di quella linea ,che porta alla conoscenza. e si continua ad essere convinti che quello che ci circonda fisicamente è infinito…noooooooooo!!! è il nostro “soffio vitale”, come lo chiamava Bergson o Pirandello, che non smette mai di abbracciare qualsivoglia invisibilità. di questo siamo fatti: di sorrisi, di rabbie, di assensi e dissensi, di errori e gioie…tutto però impalpabile, che viaggia dentro di noi, in un’altra atmosfera, che non dista anni luce dal nostro corpo, ma se ascoltate bene si trova immediatamente sotto la pelle.

  3. Eddie (S.D'errico)

    Di certo non lo si può definire un “bluff” visto che riesce ad appassionare persino mini lettori come me, sa scrivere bene, facendosi capire, tratta argomenti attuali(interessanti specie per i giovani) ovviamente ci mette del suo che spesso è sacrosanto!, cos’altro dovrebbe avere uno scrittore !?

    p.s. i bluff non riscontrano certi successi, e quando lo fanno non sono duraturi, nel caso di baricco a me non sembra sia cosi.

    • Francesco

      Eppure stiamo parlando della critica (addirittura accademica e non giornalistica), che mi auguro non promuova Moccia, mentre il pubblico sembra apprezzarlo date le decina di milioni di copie vendute dai suoi libri…

  4. Parlando di Baricco e di Moccia sembra quasi impossibile trovare qualcosa in comune. E’ palese che il loro stile sia differente, quanto lo sono gli argomenti da loro trattati, quanto lo è il pubblico a cui mirano, anche se troppo spesso chi legge Baricco, legge anche Moccia. Eppure, ciò accade proprio perché qualcosa in comune c’è. A ben guardare esiste qualcosa che accomuna questi due autori e che è apprezzato da chi legge sia l’uno che l’altro. Personalmente non sono molto appassionato di nessuno dei due ma devo riconoscere ad entrambi un grande merito: sanno emozionare! Ciascuno a modo suo ma entrambi trasmettono delle emozioni ai loro lettori.
    E quì veniamo al punto. Infatti io credo che un’opera insegni e trasmetta qualcosa nel momento in cui genera emozioni nel lettore. Fa niente se la trama è inconsistente, se gli argomenti trattati sono deboli o riciclati, se uno scrivo solo per soddisfare il proprio smisurato ego o qualunque altra critica si voglia muovere a Baricco; nel momento in cui un ghirigori barocco di parole, apparentemente privo di significato ti emoziona, anche solo perché ti piace il suono, ecco che trasmette qualcosa alla tua anima e ti insegna. Se poi non ti piace significa semplicemente che quelle parole non risuonano con la tua frequenza. Saranno solo il tempo e la storia che potranno determinare la grandezza o meno di Baricco (e di altri) ma lui sicuramente non è un bluff o questo sarebbe stato già chiaro.
    E’ un personaggio controverso e con forte personalità ed è per questo motivo ha un numero di estimatori pari al numero di persone che lo ritengono un blulff. Almeno questa è la mia opinione

    Jo Maglietta

  5. arturo

    Questo articolo lo trovo un ottimo filo conduttore con quello precedente e chiarisce sia i meriti che le ambiguità attribuibili allo scrittore (sempre dal nostro piccolo punto di vista). Così come sono d’accordo sul ruolo della storia come ultimo e inopinabile giudice, oggettivo e indiscutibile. Per ultima cosa ci tenevo anche io a precisare come le mie posizioni emerse la scorsa volta, si riferivano (così come anche Pietro ha sottolineato) esclusivamente al saggio in considerazione o al massimo al Baricco saggista. Non sono assolutamente entrato nel merito della sua narrativa.

  6. arturo

    per quanto riguarda il mio punto di vista personale sulla narrativa, è molto povero in quanto fa riferimento soltanto a “castelli di rabbia “, l’unico che ho letto. è comunque un capolavoro moderno,che diventerà un classico per le generazioni a venire. bisogna ammetterlo, anche perchè i numeri parlano chiaro.
    concluderei dicendo che l’originalità che manca al baricco saggista (sempre dal mio modesto punto di vista e in riferimento al saggio i barbari), l’ho ritrovata in questa opera.

    • Francesco

      e allora ti consiglio di leggere tutto il resto… Un opera completa e appassionate in cui non mancano picchi ancora più straordinari (“Oceano mare”, “Seta”, “City”) come pure cose più difficili da digerire (su tutti “Emmaus”). Comunque la sensazione è quella che hai sottolineato tu. Qualcosa di estremamente diverso da quello che lo ha preceduto. E magari un giorno ne riparleremo… magari quando la storia lo avrà restituito alla letteratura

  7. Luca C.

    Molto onestamente non mi ha mai preso leggere Baricco… ma niente proprio eh. Non so, certamente starò nel torto, ma non mi proprio appassiona, così, a pelle… Fin quando non leggerò qualcosa di suo non esprimerò un mio parere in merito (come diceva Rino Gaetano, non ho mai giudicato un film senza prima vederlo, idem sarà con Baricco 🙂 ). Spero di stupirmi leggendo qualcosa di interessante, anche se per gusti personali sono orientato da secoli verso tutt’altro genere narrativo……

  8. AAPT

    bell’articolo!(anche quello su “barbari è stato molto bello) onestamente ho letto solo oceano mare,perciò non posso permettermi di dare un giudizio universale, ma non ho trovato in Baricco quella scintilla che ti fa innamorare di un artista quando leggi le sue parole..il libro mi ha certamente trasmesso qualcosa, sensazioni positive e negative al contempo, un miscuglio di apprezzamento e rifiuto..
    per questo non ho dubbi sul fatto che baricco sia uno scrittore di grandi capacità e lo apprezzo e stimo nonostante non sia un’amante del suo stile..:)

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