Don Andrea Gallo: prete da marciapiede

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“Osare la speranza” (motto della brigata partigiana di Don Gallo)

(di Carlo Miccinilli)

Che dire… Lo so, è per me un po’ insolito scrivere su un uomo di chiesa; ma devo anche dire che questa persona, tramite le sue parole, è riuscita e riesce a toccare il mio animo di inguaribile agnostico e a farmi pensare che l’idea di un clero non atrofizzato su posizioni ormai anacronistiche non sia mera utopia.

Detto questo, chi è Don Andrea Gallo?

Don Andrea nasce a Genova il 18 Luglio 1928 ed è un sacerdote che opera la sua missione tra i vicoli bui e tra i carrugi di una Genova fatta di trans, prostitute e droga ben esplicata nelle liriche di De André. La sua cattedrale infatti è da sempre la strada stessa ed il suo gregge è composto dagli ultimi tra gli uomini; Don Gallo ha scelto questa vicinanza con le persone emarginate cinquant’anni fa mentre da trentanove ha fondato la “Comunità di San Benedetto al Porto di Genova”. Fin qui potrete dirmi che questo personaggio non ha nulla di speciale, che è, infatti, un missionario come tanti altri in Italia e nel mondo; Colpisce però di lui il suo schietto attaccamento alla parola evangelica di uguaglianza tra gli uomini (Tutti), attaccamento che l’ha portato addirittura ad avere dei contrasti con la Curia Romana. Le sue idee sono infatti “al passo” con i tempi, ha idee molto liberali sulla contraccezione e sulla libertà del singolo individuo di scegliere la propria via; soprattutto non stigmatizza o avanza sermoni verso la pecorella smarrita, se vogliamo applica un verso a mio parere stupendo di una canzone di De André: “Se non son gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo”. Don Andrea è quello che possiamo quindi definire un prete “anarchico” che va diritto per la sua via decidendo di non far carriera e di rimanere “soldato semplice” di Dio, come lo fu nella resistenza del ’43 con il nome di battaglia “Nan”. Si rivela quindi un Sacerdote “con la Bibbia in una mano e la Costituzione nell’altra”, molto legato agli ideali di libertà democratica e autodeterminazione dei popoli. Come accennato poco sopra questo simpatico vecchietto ha avuto altresì scontri più o meno aspri con la sede centrale vaticana per i suoi interventi al Genova Pride del 2009, per i suoi noti interventi a favore della legalizzazione delle droghe leggere, scontri che hanno portato la curia ad accusarlo di essere Comunista. Fu allontanato infatti più volte dalla propria comunità un po’ per le sue idee politiche non proprio ortodosse un po’ per la sua riluttanza ad eseguire ordini; Ordini in cui non credeva ma che soprattutto reputava iniqui verso la comunità stessa da lui seguita, per agevolare la sua “dipartita” dalla “prima linea” gli furono proposti anche incarichi di spicco nella gerarchia ecclesiastica, tutti prontamente rifiutati per rimanere vicino al suo “gregge”. Durante la sua vita ha avuto modo di intrattenere contatti con personaggi più o meno noti. Ricordiamo la grande amicizia che l’ha legato con Vasco Rossi, Piero Pelù e lo stesso Fabrizio De André di cui dice sempre di “sgranare” il suo “Rosario Laico”.

Un sacerdote atipico quindi, che riesce, a mio avviso, a riadattare la parola evangelica ai tempi moderni senza ipocrisie e con spirito di profonda Fede.

“I cristiani non hanno nulla da insegnare.

Siamo testimoni: sale, lievito, chicco di

grano. Imparare da chi? Da tutti i poveri

e gli oppressi del mondo.”

Don Andrea Gallo, prete da marciapiede

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7 pensieri su “Don Andrea Gallo: prete da marciapiede

  1. GAIA

    Ce ne fossero di più di sacerdoti come Don Gallo!Nonostante non sia famosa per adorare il clero, la mia MASSIMA stima e rispetto a persone come il sacerdote in questione, che si dedicano veramente al prossimo come insegna la parola di Dio e lo fanno con tutti i mezzi che hanno a disposiozione!

  2. Cristina

    E’ un mito questo sacertode!
    Anche se sono atea, rispetto i fedeli di ogni religione e stimo le persone come Don Gallo che credono davvero in quello che fanno e pensano alla comunità, quella vera, e non alla carriera. E’ bello vivere così intensamente facendo di ogni gesto uno scopo derivato e volto a ciò in cui si crede.
    Lo spirito di quest’uomo e le sue parole possono essere un insegnamento forte per tutti, credenti e non.

  3. Eddie (S.D'errico)

    Averlo o averne uno come lui nella propria parrocchia, sarebbe una ricchezza veramente enorme, da custodire gelosamente.
    Di è proprio di sacerdoti fuori dagli schemi, che la chiesa ha veramente bisogno, se vorrà veramente concretizzare le sue missioni.

    Reputo una vergogna, da parte della chiesa cercare lo scontro, nei confronti di chi testimonia la parola Dio a 360°, anziché con chi nega l’olocausto.

  4. Antonio

    C’è poco da discutere…Don Andrea e la sua opera dimostrano come le alte sfere della Chiesa continuino a rimanere ancorate su principi superati e obsoleti. Rischiamo di essere banali nel rimarcare come Don Andrea riesca, attraverso la sua semplicità, ad aiutare le persone emarginate dalla società ma la realtà è questa e c’è poco controbattere. Quello che posso dire ancora è che per essere un buon sacerdote non bisogna essere a tutti costi un “anarchico” come il buon Don Andrea, l’importante è trasmettere i valori del cristianesimo ed ATTUALIZZARLI, riportarli alla nostra epoca e dare l’esempio di come possano essere applicati. Io mi batterò sempre per questo punto ma purtroppo la classe sacerdotale ancora ha molte, molte lacune a riguardo.

    • Carlo M.

      Condivido davvero il tuo punto di vista, penso infatti anche io che non servano più preti “anarchici” ma che servano solamente preti innovatori della tradizione.
      Purtroppo però questo sogno rischia di continuare a rimanere tale per molto tempo ancora se l’organizzazione ecclesiastica rimane quella che è…

  5. Gabriele

    Complimenti Carlo, hai scritto veramente un articolo interessante! Non mi era mai capitato di imbattermi nella figura di Don Andrea (anche se non me lo spiego, dal momento che essendo stato amico di De André in un modo o nell’altro dovevo averne sentito parlare, considerando la mia adorazione nei confronti di Faber).. Comunque sia, da quanto ho letto nel tuo articolo non posso che apprezzare la sua persona e il suo anomalo modo di operare, è stupenda l’immagine di un Sacerdote “con la Bibbia in una mano e la Costituzione nell’altra!” 😀

  6. Carlo M.

    Vi ringrazio per i commenti… Spero davvero che quest’articolo sia utile per far conoscere questa persona davvero eclettica e fuori dagli schemi :p

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