L’emancipazione femminile: tra forma e sostanza

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(di Gaia Renzi e Simona Deligia)

Oggi proviamo ad affrontare una tematica molto delicata, come quella della condizione femminile, con un format particolare. In un post scritto a quattro mani, dopo una breve descrizione del fatto, due donne, esprimeranno i loro diversi punti di vista sul tema.

IL FATTO (di Gaia Renzi)

Cosa vuol dire essere DONNA nel 2010?

Nonostante nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, firmata a Parigi nel 1948, si legga:

« Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. »

Non serve andare molto “lontano” per leggere che, a distanza di 60 anni da quella Dichiarazione, vi sono Paesi in cui la donna è ancora considerata subordinata all’uomo, dalla legge stessa:

«Le donne hanno dei diritti pari ai loro obblighi, secondo le buone convenienze. E gli uomini hanno tuttavia una certa supremazia su di loro.»

(per approfondire http://it.wikipedia.org/wiki/Antislamismo#Diritti_umani_e_civili)

Ecco cosa dice il Corano e qual è dunque la condizione di molte donne del mondo del 2010: essere schiava. Tuttavia quello che proveremo a fare oggi insieme a voi, non è discutere di violazione di diritti umani o legislazioni in ambito di parità dei sessi,sarebbe un discorso troppo lungo e forse per molti anche noioso. Quello che voglio proporvi è invece un dibattito sulla condizione della donna non solo nella cultura islamica, la quale condizione è balzata ai nostri occhi con una certa prepotenza negli ultimi tempi con il caso di Sakineh, ma anche nel mondo occidentale,nella società in cui noi stessi viviamo.

EGUAGLIANZA: TANTA FORMA E POCA SOSTANZA (di Gaia Renzi)

Tendiamo spesso ad accusare,criticare ed analizzare superficialmente ciò che vediamo nelle altre culture ma raramente ci fermiamo a riflettere su ciò che ci circonda e sulle situazioni che ci troviamo a vivere,perchè abituati a viverle come “normalità”. Ad esempio, in Italia voi ritenete vi sia una completa parità tra uomo e donna?

Io non ne sono del tutto convinta. La donna anche in Italia è ancora confinata ad un ruolo marginale nella società, soprattutto per quanto riguarda il mondo del lavoro e nello specifico gli incarichi dirigenziali o il settore della politica. E’ ancora difficile per una donna,emergere e guadagnarsi i posti di “potere” tipicamente riservati al “sesso forte”, perchè per molti datori di lavoro il criterio da applicare nelle assunzioni è “meglio un uomo stupido, che una donna che può restare incinta”. Basta poi accendere la tv per avere un’idea di qual’è l’immagine della donna di successo trasmessa: la velina o la modella. Quella che ci viene proposta è quasi sempre un’immagine di donna che stimoli il desiderio sessuale di un uomo piuttosto che un soggetto capace di ragionare, di farsi strada nella carriera e nella vita. Sembra come se le donne di successo siano solo quelle dal corpo perfetto e non magari quelle donne con un cervello che fanno scoperte scientifiche grandiose o brillanti carriere da libere professioniste. Eppure esistono. Sebbene nella cultura occidentale sia da tempo svanito il concetto della “donna schiava dell’uomo”, non ritenete che comunque questo concetto più che svanito completamente si sia evoluto in una “mercificazione” dell’immagine della donna stessa? Innegabili i progressi raggiunti nel corso dei decenni, sarebbe infatti assurdo paragonare la situazione di una di noi donne del 2010 con quella delle nostre nonne, ma altrettanto innegabile è che debbano ancora essere compiuti numerosi passi in avanti per raggiungere una completa parità dei sessi che vada ben oltre il non essere più schiava. Non credete?

EGUAGLIANZA: VOGLIAMO FORMA O SOSTANZA? (di Simona Deligia)

Sempre più spesso sento donne parlare di disparità tra i sessi e di subordinazione della donna all’uomo,ma, a mio avviso, il problema della ‘Donna Emancipata del 2010’ è proprio questo: PARLARE!

Perchè se questa donna, anzichè parlare e lamentarsi della propria condizione, agisse, ‘prendendosi’ quei diritti, tanto sudati in passato che la legislazione le riconosce (e,anzi,ha giustamente ‘creato’ per essa), questa disparità non si avvertirebbe!

La verità è che la donna emancipata del 2010 , che richiede la parità dei sessi , non è altro che l’evoluzione negli usi e nei costumi della donna schiava di (non molti) decenni fà e conserva integralmente le caratteristiche perculiari di ‘quella’ donna!

Ci travestiamo da donne libere , indipendenti , al pari di un uomo , ma poi, continuiamo ad autodefinirci ‘il sesso debole’ ( Quando ci fa comodo! ) ! Se si desidera un qualcosa, lo si desidera fino in fondo, non lo si può desiderare solo parzialmente!

Il nostro problema è che continuiamo a sentirci donne, prima ancora di sentirci esseri umani e finchè nelle nostre menti esisterà questa ‘distinzione a priori ‘ tra uomo e donna, dubito fortemente che una reale parità potrà essere raggiunta!

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70 pensieri su “L’emancipazione femminile: tra forma e sostanza

  1. la carolins

    @gaia
    sono pienamente d’accordo con te quando affermi che purtroppo in Italia le donne sono viste come oggetto sessuale e per bigottismo si preferiscano gli uomini per posizioni di prestigio, in quanto non possono mettere al mondo bambini…quello che però metterei in risalto è il fatto che le “donne” di oggi (messo tra virgolette perchè mi riferisco a donne giovani) non si preoccupino minimamente di mettere in risalto le proprie doti intellettive o le loro conoscenze culturali, ma continuano a preferire mettere in risalto il loro aspetto fisico, a mio parere molto più facile da fare…quindi penso che un miglioramento in questa situazione si potrà avere solo quando le donne capiranno quanto sia più piacevole essere considerate intelligenti, culturalmente stimolanti…forse, così, potremmo dimostrare al “sesso forte” quanto le donne valgano realmente…

    • GAIA

      Il tuo pensiero mi sembra un’ottima via di mezzo tra quelli espressi da me e simona! come si suol dire: la verità è sempre nel mezzo, o per capirci meglio noi 2, la rsp è esatta è sempre la B!!ahahaha =P

  2. la carolins

    comunque il fatto che nessuna “donna” commenti questo post da ragione ha ciò che ha scritto simona e sinceramente la cosa è un pò triste…

  3. Pietro

    Parto dicendo che è una discussione alquanto strana, infatti uomini=donne e credo che non ci sia nemmeno da discuterne!!!

    @ Gaia:

    Credo che ci sia una completa mistificazione della realtà in quanto scritto da Gaia, una donna se vale viene presa in considerazione come un uomo (almeno in Italia)!
    Se ricoprono meno cariche dirigenziali o politiche è proprio per questo modo di ragionare, cioè il voler affermare per forza una differenza che non esiste, e soprattutto ci dovremmo interrogare sul perchè molte donne non puntano direttamente al vertice, ma si accontentanodei compitini!
    Ma vi ricordate le quote rosa?
    Questo è sessismo puro! è questo quello che fa male alle donne, che non hanno bisogno di essere tutelate!
    Ma allora perchè non tuteliamo anche gli uomini, non sono la stessa cosa? Non sono esseri umani entrambi?
    Ma se in parlamento ci sono poche donne di chi è la colpa?
    Io credo sia dovuta al fatto che sono poche le donne che partecipano alla vita politica di questo paese, perchè forse danno la precedenza ad altre cose, come la famiglia ad esempio, c’è da vedere fino a che punto ci si mette in gioco, perchè per ambire a tali cariche ci sono molte rinunce da fare sotto altri aspetti!
    Poi non capisco questo dato che emerge, cioè che se una donna è bella o mette in risalto il suo corpo sta mercificando il suo corpo, mentre se è brutta e trascurata allora riesce meglio a mettere in risalto il suo intelletto…stranezze!

    Concludo dicendo che sono questi i pensieri che riportano la donna ad una dimensione piccola, minore, arcaica.

    @ Simona:

    Tutto vero quello che dici, è il mio stesso punto di vista, soprattutto quando affermi:

    “Il nostro problema è che continuiamo a sentirci donne, prima ancora di sentirci esseri umani e finchè nelle nostre menti esisterà questa ‘distinzione a priori ‘ tra uomo e donna, dubito fortemente che una reale parità potrà essere raggiunta!”

    Vero, vero, vero!

  4. Anonimo

    @Simona:
    la lotta dell’emancipazione femminile ha gravitato intorno a scioperi della fame (le suffragette),migliaia di correnti protestanti,club femministi fino a suicidi di protesta (Emily Davidson).
    Ed Oggi?cosa intendi tu per agire”prendendosi” i propri diritti?
    PS sono d’accordo che a volte a sentirsi considerata con un’etichetta sminuente è la donna stessa…

  5. GAIA

    @ pietro: che la pensiamo in modo diverso è palese. Io sono d’accordo con te quando dici che spesso sono le donne ad accontentarsi di “compitini” o a preferire la famiglia alla carriera (come se per forza una cosa escludesse l’altra), ma a volte credo anche che una donna faccia più fatica a farsi valere. Perchè ai colloqui di lavoro chiedono ad una donna se ha intenzione di sposarsi e fare figli e ad un uomo,no? o perchè spesso per fare carriera una donna deve ricorrere a prestazioni sessuali sennò si vede rifiutata il lavoro, quando un uomo non ha bisogno di “concedersi” ? Non sto dicendo che la donna in Italia è costretta a stare a casa a fare la calza se non vuole starci, però secondo me è oggettivo che spesso si preferiscano gli uomini per determinati incarichi. Io in tutta sincerità credo che una Angela Merkel in Italia non sarebbe possibile perchè l’uomo medio italiano, difficilmente accetterebbe di essere rappresentato da una donna!!

    • Pietro

      @ Gaia:

      Certo che una cosa esclude l’altra, la vita è fatta di scelte, se si vuole essere presenti nella vita dei figli si deve rinunciare ad avere una carriera brillante(per uomini e donne allo stesso modo), a meno che non si abbia il dono dell’obiquità o di far durare le giornate più di 24 ore!

      Io colloqui di lavoro non li ho mai fatti, come credo molti di noi, quindi non rispondo su cose che non so.

      Sulle prestazioni sessuali basta dire no, è una scelta, e poi di quali ambienti stiamo parlando?

      L’ultima cosa che affermi mi offende profondamente da uomo maschio, Emma Marcegaglia non è una donna? Nilde Iotti non era una donna? Margherita Hack?
      Rita Levi Montalcini?….e potrei stare qui a snocciolare nomi fino a domani, quando c’è il merito (nei campi in cui esso conta) credo che le differenze non esistano.

      • GAIA

        Quando c’è un merito del genere,ci mancherebbe anche del non venir valutate per come si deve,ma a parità di ignoranza invece?!?!? l’uomo mediocre emerge,la donna mediocre non mi sembra! E poi pietro,non sto parlando di te che hai una mentalità credo più aperta dei tanti, a me capita spesso di parlare, anche con ragazzi della nostra età che hanno una concezione della donna a casa con i figli e al massimo un lavoro part-time in un supermercato!! Quando parlo di gente maschilista ed antiquata che educa le proprie figlie come nel 1800, mi riferisco a queste persone non a te! E per quanto riguarda i figli, non esserci 24 ore non significa essere una mamma assente!Non capisco perchè debba esserci la concenzione di madre snaturata se essa trascorre le stesse ore che vi trascorre il padre con i propri figli!

  6. Martina

    per rispondere alla domanda di Gaia circa la mercificazione dell’immagine della donna inteso come concetto evoluto della donna come schiava io dico che potrebbero esserci delle analogie, ma c’è la grandissima differenza che si evince anche dalla sopra citata dichiarazione dei diritti dell’uomo: con il riconoscimento formale e sostanziale dell’uguaglianza, la donna può SCEGLIERE di non essere oggetto di mercificazione o altre attività che la pongano sostanzialmente su un gradino inferiore rispetto all’uomo, quindi non si trova in quella posizione in maniera coercitiva o perchè non ha senso la sua vita oltre che girare intorno all’uomo e ai suoi figli (cioè donna come madre o come moglie). oggi quella condizione è VOLUTA.

    • GAIA

      No certo, non volevo dire che le donne sono obbligate, semplicemente che in generale secondo me l’immagine della donna di successo trasmessa è la donna bella,quando magari sarebbe più opportuno anche valorizzare l’immagine della donna colta,intelligente e di carriera. tutto qua. un pò come dire che essendo belle si fa più successo nel mondo della tv, avendo solo le capacità intellettive ci si mette più tempo (sempre per il mondo della tv intendo).

  7. simona

    @Pietro: Sono perfettamente d’accordo con te!
    Forse sono ottimista,in questo,ma mi rifiuto di credere che se una persona (uomo o donna,non fa differenza) sia valida non riesca a raggiungere posizioni di rilievo in campo sociale e lavorativo.
    Non penso assolutamente che una bella donna,curata e ben vestita sia una donna stupida o superficiale,anzi…E’ una questione di femminilità,o più in generale,di senso estetico,ed è ammirevole più che discutibile!
    Ciò che più mi infastidisce della donna di oggi è il voler affermare (lamentandosi) ,quasi per ‘partito preso’,questa disparità tra uomo e donna,quando,molte volte,sembra quasi giovarne…

    • GAIA

      Non penso nemmeno io che una bella donna,curata e ben vestita sia una donna stupida o superficiale, ci mancherebbe!!! Bellezza ed intelligenza possono perfettamente trovarsi nella stessa persona! Non vi è una disparità formale tra uomo e donna e la donna non deve lamentarsi per giovarne…ma non scordiamoci che siamo in un paese dove non è propriamente leggenda metropolitana sentire che anche all’interno della situazione familiare, esiste un diverso trattamento per il “figlio maschio” e la “figlia femmina”… non parlo del mio caso, perchè fortunatamente per me non è stato cosi..ma io ne conosco di persone che fanno ragionamenti tali. quindi come facciamo a dire che è sempre e solo la donna a scegliere di essere trattata diversamente dall’uomo???

      • Martina

        sono d’accordo con te .la scelta la intendo sia in maniera diretta che indiretta, cioè che dipende anche dal tipo di educazione e cultura che ci vengono trasmesse.

  8. la carolins

    @ pietro
    essere belle non significa mercificare il corpo, ben venga essere belle e mettere in risalto anche la propria intelligenza e cultura…spero che quello che dici sulle donne che si accontentano di “compitini” non sia vero e che la nostra generazione riesca a smentire questa tua affermazione…
    poi che la donna preferisca la famiglia alla carriera a mio parere è dato anche dal fatto che la figura parterna diventi spesso marginale e uno dei due mebri della coppia deve pur garantire la presenza ai propri figli…

  9. simona

    @Anonimo:
    Sono perfettamente d’accordo con te,quando parli di lotta dell’emancipazione femminile-del resto,sono dati storici,indiscutibili- e non volevo assolutamente sminuire la lotta femminista del passato,ci mancherebbe,anzi…E’ stata NECESSARIA E GIUSTA.
    Quando scrivo che la donna di oggi dovrebbe ‘AGIRE’ intendo dire che dovrebbe prendersi i diritti che, grazie alle femministe di un tempo,ora abbiamo,e fare una scelta.
    Se la donna di oggi viene considerata dai più,vuota,la colpa è della donna stessa,che preferisce puntare il dito contro ‘la società maschilista’ e mercificare il proprio corpo o privilegiare la famiglia (ed è assolutamente libera di farlo.Sono scelte anche quelle..),piuttosto che lavorare per raggiungere posizioni di rilievo nella società e nel lavoro.

  10. Francesco Baratta

    La mia posizione si avvicina molto a quella di Simona. Mi spiego meglio. E’ incontestabile che in qualche modo le donne paghino ancora un retaggio culturale maschilista che è impensabile spazzare via in una manciata di anni (in fondo i 30 anni passati dal successo delle battaglie femministe sono ben poca cosa rispetto ai millenni che le hanno precedute), ma una cosa deve essere ben chiara: nel “nostro mondo” le donne hanno tutti i mezzi per fare in modo che ciò cambi, dipende e dipenderà solo da loro quella scalata sociale ed economica (è inutile nascondersi dietro un dito, è di questo che si parla) che le potrebbe portare ai più alti livelli.
    Una cosa però ci tengo a sottolineare: la gravidanza è spesso sbandierata ad uso e consumo da entrambi i sessi per spiegare (le donne) o giustificare (gli uomini) una sorta di discriminazione. A questo punto vi pongo una domanda: siete disposte a rinunciare ad avere un ruolo importante nella crescita dei vostri figli? Siete disposte ad avere con loro un rapporto come se foste dei semi-sconosciuti? Perchè la questione è questa l’uomo in carriera (stiamo parlando di quei ruoli dirigenziali e politici che molte donne si sentono preclusi) “rinuncia” alla propria famiglia e spesso “l’imparità” stà nel fatto che le donne pretendono di avere i mezzi per accompagnare la carriera alla famiglia. Vi ricordo solo che il congedo di “paternità” è solo una recente conquista dei padri lavoratori (… nemmeno in carriera!)

    • GAIA

      Bene, diciamo che sono d’accordo in tutto ciò che dici… il retaggio culturale maschilista di cui parli è quello che volevo mettere in evidenza: è si spesso colpa delle donne il non voler raggiungere determinate posizioni,però non si può negare in toto che esiste tale retaggio ancora!! Riguardo alla gravidanza, è e deve essere una scelta della donna quella di decidere come e quando esserci per i propri figli, non del dirigente o del datore di lavoro. Mettere la carriera davanti alla famiglia non significa essere meno donna o meno madre e soprattutto non in tutti i tipi di carriera implica non poter trascorrere tempo con i propri figli. La frase da me citata, perchè da me sentita “indirettamente” pronunciare da un datore di lavoro “meglio un uomo stupido che una donna che ptorebbe avere figli” non dovrebbe essere proprio una possibilità da considerare nell’assumere il personale. Che poi la donna-madre abbia diritto a determinate agevolazioni è ovvio, ma non significa che non possa svolgere il proprio lavoro e non può ossere oggetto di discriminazione. Io sono anche d’accordo al congedo di paternità, è una cosa giusta da fare, sempre nell’ambito di parità dei sessi!!

  11. GAIA

    Ah e aggiungo anche, perchè un uomo può essere: padre di famiglia e uomo in carriera e una donna non donna in carriera e madre di famiglia??? chi è che dice che debba esserci per forza la donna a casa con i figli e ad occuparsi della casa e non magari il marito/padre??

    • Pietro

      Ma chi le ha mai affermate queste cose?
      Mi sembra naturale che se tra i due chi ha più impegni è la mamma debba essere il papà a prendersi più cura della casa e dei figli, poi però viene da se che a fine mese c’è chi guadagna 1000 e chi 5000

      • Hey Jude

        Anche a me sembra naturale. Ma non è affatto scontato che succeda. Vedi la stragrande maggioranza delle situazioni familiari.

  12. Francesco Baratta

    Mi sarò spiegato male! io non ho detto che l’uomo non può occuparsi di queste cose, ma ho sottolineato che è sbagliato pensare che una donna perchè madre debba avere dei privilegi che l’uomo in quanto padre non ha? Quale sarebbe la sostanziale differenza che può giustificare tale disparità di trattamento? Lavori che ti permettono di dormire 2 ore a notte e che ti obbligano nella stessa giornata ad essere presente in 3 diverse capitali europee (vedi ruoli alla Marchionne) non è conciliabile con la figura di madre classicamente intesa. A qualcosa dovete pur rinunciare!

    • GAIA

      Io infatti ho detto che sono d’accordo al congedo per paternità cosi come esiste quello per maternità. Secondo me non bisogna rinunciare a niente, mentre io sono in 3 capitali europee a casa con mio figlio ci sarà mio marito e viceversa. Poi qui stiamo parlando di un caso estremo,non tutte le carriere prevedono queste trasferte. E in ultimo, il concetto di fondo resta sempre il fatto che dev’essere una donna a scegliere se vuole o meno rinunciare ad una carriera per i propri figli, non che è chi l’assume a decidere che se lei vuole avere un figlio,allora non può essere assunta!

      • Pietro

        Questo era dovuto proprio al mancato riconoscimento della paternità, se ci fosse sempre stata il problema si sarebbe posto per entrambi!

  13. simona

    @Gaia:
    Verissimo,non è inusuale sentire che, all’interno della situazione familiare, esiste un diverso trattamento per il “figlio maschio” e la “figlia femmina” e, ahimè queste sono le conseguenze di quella (vera) società maschilista che ha dominato per millenni.
    Però,molte di queste ‘figlie femmine’ non fanno assolutamente nulla per cambiare la propria situazione,e,una volta uscite dal nucleo familiare,si ricreano la stessa identica situazione.
    E’ ovvio,andrebbero analizzati i singoli casi,ma molto spesso è cosi.

    @Francesco:
    Mi fa piacere che tu sia d’accordo con me! Condivido il tuo pensiero.
    Rispondendo alla tua domanda : Onestamente,non penso che rinuncerei mai ad avere un ruolo importante nella crescita dei miei figli!
    Sono scelte: La donna in carriera (posizioni dirigenziali e simili) non ha il tempo materiale per essere anche una madre presente.
    Io non critico nessuna donna,nè quella che sceglie di fare la madre a tempo pieno,nè quella che sceglie di dedicarsi completamente alla carriera…Bisogna solo prendersi la responsabilità delle proprie azioni,perchè una donna,in quanto essere umano, SCEGLIE chi essere!

      • GAIA

        Certo simo, ma perchè il problema è che molte persone educate in questo modo poi iniziano a pensare che sia giusto cosi e che il loro ruolo nella società non può essere diverso da quello che è stato in quanto “figlie femmine” ! Per questo credo sia innegabile che una, seppur non prevalente, fortunatamente, cultura maschilista esista ancora in molti paesi o città italiane.

    • Martina

      Siamo nel 2010 e la donna è ancora in cucina? Ha un tale peso questo stampo di donna che penetra negli usi e costumi con una tale facilità. E che ci vuole a tornare indietro?

      • GAIA

        Ci vuole poco a tornare indietro… per quello insisto nel dire che bisogna “emanciparsi” del tutto dagli stereotipi che ancora si sentono intorno alle donne. ovvio che per far si che ciò avvenga bisogna che l’azione sia intrapresa, in primis, dalle donne stesse!

  14. Hey Jude

    A mio avviso la donna al giorno d’oggi è tanto abituata ad una relativa libertà che spesso tende a snobbare ed ignorare la sua storia, le ragioni e le vicissitudini che hanno indotto alla nostra realtà attuale. Tuttavia non è questo il punto. Non è mia intenzione fare di tutta l’erba un fascio, ma mi sembra che l’atteggiamento di molte donne sia per lo più passivo circa le questioni che la riguardano (soprattutto per quanto concerne la mia generazione). Un tempo la donna aveva la necessità di lottare per saltare fuori da una condizione di quasi totale trasparenza, sfruttamento; reazioni su reazioni oggi arriva fino a “mercificarsi”. Vedo molta fragilità che emerge quando la fiducia si disperde. Fiducia nell’esprimersi, nell’essere stesso fino ad interpretare diversamente la propria persona, talvolta esasperando. Si ricade nel primitivo discorso sull’apparenza, di bei visi privi di contenuto perché mi “prende veramente a male” pensare alle lotte femministe mentre la televisione trasmette “Uomini e donne”. Perché non vedo la donna che vorrei, perché vedo una donna figlia di una “guerriera”, che parla di abiti. Immersa nelle infinite possibilità di imparare e insegnare, la vedo spesso prendere parte a un meccanismo in cui è lei stessa a subordinarsi all’uomo, è lei che volontariamente si butta tra le sue mani disposta ad annullarsi. Come ho detto prima, non è fare di tutta l’erba un fascio; sto parlando di persone che hanno sputato addosso al loro essere donne e che saranno madri di altre ancora più deboli. Gli uomini entrano in un congegno perfettamente incastrato in cui acquisiscono questa visione della donna comportandosi di conseguenza, come più è comodo. Laddove lei si distacchi da questo prototipo è una diversa. Io dico che si debbano superare ancora tanti preconcetti perché il “cuore e la mente delle persone non hanno un sesso”.

    • GAIA

      Pensiero bellissimo e mi trovi d’accordo. “Io dico che si debbano superare ancora tanti preconcetti perché il “cuore e la mente delle persone non hanno un sesso”. Niente di più vero!

    • Pietro

      Esatto, le lotte, i diritti conquistati tutte cose a suo tempo necessarie ed encomiabili, ma oggi non ci nascondiamo dietro un dito, se c’è chi vuole continuare a fare la:”Femmina da SUGO” non è certo per colpa degli uomini!

      • GAIA

        Non è SOLO colpa degli uomini come non SOLO colpa delle donne!!secondo me è un concorso di colpe…gli uomini dovrebbero accettare di avere una mamma,una moglie che come un padre o marito può tornare o non tornare a casa in orari stabiliti e quindi arrangiarsi con pranzi,cene,pulizie e quant’altro senza far pesare sulla donna quest’onere. E le donne dovrebbero svegliarsi e avere ambizioni più concrete nella vita!

      • Hey Jude

        No. Ma ci sono anche”uomini da sugo” che non sono semplici vittime, automi passivi, ma che spesso calzano alla grande con una donna che sentendosi apprezzata per le sole doti fisiche si adegua ad essere qualcuno che non è. Senza difesa per alcuno

  15. Martina

    aggiungo al mio pensiero che sono d’accordo con Simona, che con il termine “parlare” ha concretizzato uno stile di vita, che anche secondo me dovrebbe essere volto direttamente all’azione!! ma ritorna il collegamento che la scelta di agire, anche se non è troppo semplice e non è priva di ostacoli e difficoltà, spetta a noi!!

  16. Von

    Posso premettere che penso che la tv sia un contenitore surreale, e che identifichi inevitabilmente una ben precisa condizione sociale? Mi spiego: non credo che se ne possa fare un caso, proprio perché non rappresenta nulla, se non il vuoto di chi guarda programmi altrettanto miseri, di corpi smembrati in pezzi, e quindi neppure di donne, ma di tette e fondoschiena. Chi alimenta un sistema del genere è già in quel sistema. Non bisognerebbe neppure parlarne: eviteremmo di farlo diventare un fenomeno reale. Quella televisiva è l’unica mercificazione visiva che conosco, perché in tutti gli altri ambienti (e mi riferisco alla cultura occidentale) ritengo che molte delle responsabilità siano delle donne, e di tutte quelle che alle avances hanno ceduto, e che con le prestazioni hanno a loro volta preteso! Poi sottolineo che non ho mai avuto esperienze lavorative impegnative, nel senso che non mi sono mai trovata a dover competere con uomini, in modo da poterne sentire le pressioni piuttosto che le differenze nei trattamenti.
    Per il resto, credo sempre che il merito non abbia sesso!

    • Hey Jude

      Anche quelle tette e quei culi fanno parte della nostra società che si possa accettare o meno e sono donne allo stesso modo nostro. Vero che la televisione sia un “contenitore surreale” come dici tu. Ma noi conviviamo con chi la guarda e noi non possiamo evitare di estraniarci, ma magari contribuire a far tornare il tutto ad una situazione umana!

      • GAIA

        Sono d’accordo con te,hey jude,ancora una volta. Non penso si possa non parlare di televisione quando si parla di società, dal momento che il 99% delle persone la guarda assiduamente e volendo o non volendo ne viene influenzato. Dunque il risultato non è spegnere la tv e far finta che sia un mondo che non esiste, ma come dice hey jude, impegnarsi per ricondurre il tutto ad una situazione umana e magari migliore!

  17. simona

    @Gaia:
    Una cultura maschilista esiste ancora,ma ‘queste figlie femmine’ proprio non vogliono guardarsi intorno!!??!!

    @Martina:
    Ovviamente,sono d’accordo con te!

    @Von:
    Sono parzialmente d’accordo con te!
    Cioè,è vero che la tv è un contenitore surreale,ma non penso assolutamente che possa essere ignorata,perchè, facendolo, fingeremmo semplicemente che non esiste,quando in realta c’è e fa parte della vita (chi più,chi meno) di tutti noi.
    Quel sistema,a mio avviso,è l’unico esistente al momento,o,quantomeno,quello dominante.
    Mi spiego: Si può fare carriera e vivere ‘al di fuori’ della televisione,ci mancherebbe…Ma non penso che sia un bene non parlarne,perchè, che ci piaccia o no, è comunque ‘reale’ (Molta gente si identifica in quella televisione).
    Riguardo al tuo pensiero sulla responsabilità delle donne,invece, condivido, e sono pienamente d’accordo quando scrivi che il merito non ha sesso!!!

  18. Von

    Non dico di far finta che non esista, ma credo davvero che l’unico modo per impegnarsi e far tornare il tutto a una situazione umana, sia proprio spegnerla, o quanto meno non parlarne in termini di “fenomeno”! Se i giornali continuano a parlare di Fabrizio Corona, e i programmi lo ospitano, è perché se ne parla, perché è fonte di interesse; ignorarlo e non contribuire a nessun tipo di pubblicità alla sua persona, spegnere quei programmi e non comprare quelle riviste, questo sì che sarebbe cambiare le cose; e non è fingere che non esista. Lo stesso penso che valga per le veline; che poi tra l’altro, già il fatto che si senta il bisogno di definire queste categorie, e le si circoscriva con questi nuovi termini, veline e tronisti, a me spaventa non poco.

  19. Hey Jude

    Si, magari. Hai ragione e sarebbe un vero sogno che diventa realtà, ma si parla di “staccare” un pezzo di società già incamminata, già immersa in quest’ottica, già ABITUATA a questa “cultura”. Io sostengo pienamente la tua opinione. E come lo si dice alle ragazzine di Maria De Filippi di spegnere la televisione in cui sono praticamente nate? Comunque non vorrei divagare andando oltre quello che è il messaggio di questo post a mio avviso assai più serio: nel senso che in questa nostra stessa realtà, proprio adesso molte donne siano ancora schiave e non è affatto giusto!

      • Hey Jude

        Appunto! Parlo di questo. L’educazione è la base e la via di sbocco. Dico che il problema è che non è semplice aprire gli occhi a persone che hanno determinate aspettative. E ancora più ardua è la netta azione di chiudergli un mondo che campa(marcia) su questi programmi.punto

  20. rainbow

    al giorno d’oggi esiste si un’immagie mercificata della donna, sopratutto nella cultura occidentale. Ogni giorno siamo abituati, o meglio ci vengono sbattute in faccia chiappe tette culi in tv questo penso sia molto legato al “successo” cercare di sfondae con qualsiasi mezzo. Troppe volte si è sentito parlare di lavoro offerto in cambio di prestazioni sessuali, donne che a mio avviso piacere sentirsi oggetti da mercificare! dalla’ltro lato ci sono poi donne con le palle, donne in carriera ,donne mature già in giovane età che molto spesso sono costrette a diventare molto presto adulte per non rmanere schicciate dalla frenesia che la nostra società ci impone. (Voglio aggiungere che ciò non accade solo per le donne ma anche per gli uomini) Poi come è stato ampiamente detto nei vari commenti, troviamo la cultura medio-orientae che più che emrcificare la donna, non se ne cura proprio.
    Questo meccanismo di mercificazione ad opera dei mass media a mio avviso, è inarrestabile! CORONA sarà sempre ospite in tv gli sponsor ci campano sopra, chiunque è disposto a ospitarlo pur di raggiungere i tanto agoniati punti di share, di restare a galla!
    Esistono trasmissioni inutili tipo: la vita in diretta, STUDIO APERTO e migliaia dia ltre puttanate che ci vengono sbattute in faccia ogni giorno.

    • simona

      @Rainbow:
      Verissimo,i mass media mercificano qualunque cosa,ma – come del resto hai detto anche tu- ci sono ancora donne e uomini con delle qualità, dei talenti.Persone pensanti che comunque riescono a non farsi travolgere completamente da questi meccanismi ‘malati’…
      Riguardo ai programmi che hai citato…Beh…Sono programmi di intrattenimento (Studio Aperto non è un telegiornale per volontà degli ideatori) basta non guardarli,o prenderli per quello che sono!

  21. Pietro

    Concludo dicendo che troppo spesso viene vista la figura paterna come marginale per indole, come se ad un padre facesse meno male stare lontano dai figli!
    Questo tipo di pensieri non sono accetabili!

    • GAIA

      Infatti è proprio questo il punto, perchè nonostante ad un padre faccia male stare lontano dai suoi figli, è giustificato a starci per la carriera e se invece è una donna a stare lontano dai propri figli pur stando male, viene considerata snaturata?? hai detto che la donna in carriera deve rinunciare per forza alla famiglia, ma a me sembra che non hai affermato che anche per un uomo è cosi!! Ci si organizza e ci si divide quando si è costretti a non poter essere entrambi presenti!

      • Pietro

        Ma chi lo ha mai detto?
        Sai un padre è “snaturato” allo stesso modo della madre ma solo per un semplice concetto temporale lo sono entrambi!

        Poi mi spieghi come fai ad affermare:

        “hai detto che la donna in carriera deve rinunciare per forza alla famiglia, ma a me sembra che non hai affermato che anche per un uomo è cosi!!”

        ma misembra logico! Non è che perchè non lo sottolineo, (ma solo perchè si parlava di donne!) allora non valga la stessa cosa….
        Non ci attacchiamo a cose che non esistono o a semplici dimenticanze! dai…

  22. Pietro

    Vorrei porre un altro interrogativo, quante donne che lavorano in alcuni ambienti solo grazie a favori sessuali fanno di questo mezzo una possibilità?
    Perchè non si ribellano?
    Perchè oltre a tette e culo non avrebbero altro da dare forse?

    • GAIA

      Appunto…ti sembra bello che ci sia una donna solo tette e culo anzichè una molto più competente?? era questa la mia “protesta” mica il subire le avances che una può benissimo rifiutare!

      • GAIA

        A chi le usa, però le donne che vorrebbero andare avanti per meritocrazia sono penalizzate. Per quello dico che comunque è un atteggiamento da condannare da entrambe le parti: donne e uomini. Donne perchè lo usano come scorciatoia, uomini perchè dovrebbero essere più razionali da dare il lavoro alla più competente e non a quella che si “svende” per ottenere il posto!! Ovvio che finchè quella risulta la tattica vincente, le più “furbe” (io non le considero affatto tali) la usano per i loro comodi! se si vedessero sbattere porte in faccia, smetterebbero di farlo!

  23. GAIA

    @ pietro: ho perso il filo tra i 100 commenti. Per concludere il discorso su carriera e figli comunque, io penso che entrambi i genitori abbiano il diritto di potersi dedicare ad una carriera senza certo abbandonare il proprio figlio, ma magari riuscendo a conciliare gli impegni di entrambi. O in alternativa si può sempre cercare prima la carriera e poi i figli, cosi raggiunti determinati livelli si può anche delegare e passare più tempo a casa!Poi ho ripetuto più volte che non credo che tutti gli incarichi dirigenziali o tipi di lavoro richiedano enormi sacrifici, dipende anche dal tipo di carriera che si vuol fare..in molti casi entrambe le cose possono essere perfettamente conciliabili! Se poi la pensiamo in modo diverso,pazienza… ognuno esprime il suo parere e prende visione del parere altrui!

      • GAIA

        Mi sembra di aver capito ciò che dicevi e di aver riassunto il mio pensiero su figli e carriera in un unico commento perchè magari era più chiaro anche per te, rispetto a prima che era diviso in 20 commenti diversi!!

  24. AAPT

    sono d’accordo con Gaia e con Jude..
    e credo che la colpa sia per il 50% delle donne e per il 50% degli uomini..comunque sempre per il 100% dell’ignoranza delle persone, indistintamente dal loro organo sessuale…è dove nasce la distinzione che cresce l’ignoranza..

  25. GAIA

    Se qualcuno è interessato ad approfondire l’argomento, stasera su raitre c’è uno speciale sulla “parità di genere” a “presa diretta”. 😉

  26. Anonimo

    Il cinquanta per cento colpa delle donne? Ecco con che concetti cresce una bambina italiana ecco l’educazione che per la maggior parte entra nelle nostre case:

    Si può linkare per pagine e pagine

    A mettere la ciliegina sulla torta:

  27. Carlo M.

    Anche la pubblicità fa la sua parte…

    Una parte meschina che tratta il corpo delle donne sempre più come dei caciocavalli o dei prosciutti da mettere in mostra.

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