L’INIZIO DI UNA NUOVA POLITICA…..LA FINE DELL’IDEOLOGIA

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(di Pietro Deligia)

Oggi la politica di casa nostra, e non solo, ha bisogno di ritrovarsi, almeno sui temi cruciali per il futuro e di affrontarli in maniera pragmatica, c’è bisogno di public policy (sapete che negli U.S.A. Policy e politics sono due cose diverse, da noi no….) la situazione economico-sociale in cui viviamo non lascia ampio spazio a discorsi filosofici, fatti spesso con la voluta incomprensibilità dotta del politichese.

C’è bisogno di certezze, c’è bisogno di etica, di giustizia veloce e soprattutto equa, c’è bisogno di un nuovo inizio, di quella terza repubblica paventata, ma ancora lontana. Una terza repubblica nuova nei fatti e che, si spera, non sia solo la naturale conseguenza di qualche dramma che a mio avviso non è poi così lontano come può sembrare, altrimenti ci ritroveremo come in passato, un processo forzato dagli eventi ma una classe dirigente impreparata ad accoglierlo.

Sui motivi e sui perché del bisogno di uno smarcamento ancora più netto dall’ideologia c’è sicuramente il ruolo dell’uomo, che deve tornare, anche nel nostro paese, essere pensante, che deve rimettere al centro della propria vita la politica, il pensiero, la capacità che tutti deteniamo di saper discernere quale strada intraprendere senza sottostare, come in passato, ad ideologia alcuna, senza più pensare che possa essere tale ideologia a guidare i processi economico-sociali che ci circondano.

La velocità con cui le nostre prospettiva si aggiornano ed i nostri obiettivi cambiano sono tali da non poterci permettere di stare al di sotto di qualsivoglia forma statica di pensiero! L’ideologia è cieca, la cecità con cui contagia i nostri occhi è fatta di scelte faziose e poco ragionate, di prese di posizione inutili quanto dannose.

Sono molti i temi che devono di diritto entrare nell’agenda di qualsiasi partito voglia definirsi post-ideologico.La giustizia ad esempio, non può appartenere a nessuno schieramento, e non deve mai essere vista dai cittadini come la mannaia pronta a colpire il più debole, ed a tutelare il potente. La nostra legge, la nostra costituzione, sono l’insieme di regole e direttive che tutti, senza distinzione alcuna di razza o religione devono rispettare.

C’è un argomento che più degli altri mi fa innervosire quando lo vedo accostato a questo o quello schieramento, esso è l’ambiente, e credo che se è così oggi, questo sia dovuto alla senile noncuranza di molti dei partiti politici italiani.Ma come si può solo lontanamente pensare che l’ambiente possa essere ad appannaggio di una certa parte politica? Ma gli altri, quelli che non se ne occupano, non vivono sulla terra? La sensibilità verso ciò che ci circonda deve essere senza mezzi termini il motivo di convergenza verso un interesse più grande, verso quell’interesse comune che per forza di cose deve riguardare ogni essere umano.

Altro punto su cui credo debba entrarci poco il colore politico è il sistema di welfare, che va potenziato in ogni suo punto, sui modi in cui realizzarlo, naturalmente ci sono molte risposte, ma una sua centralità apartitica credo sia indubbia.

In definitiva c’è bisogno di collaborazione, non di accozzaglie fatte per un solo scopo, c’è bisogno di convergenza su idee e temi, si potrebbe ricorrere, come si fa anche negli Stati Uniti, ad organi apolitici o governativi come i Think Tank (http://it.wikipedia.org/wiki/Think_tank), organizzazioni che potrebbero dare pareri oggettivi su molte delle questioni di interesse (basti pensare all’energia, l’economia e le politiche sociali). Ma più di tutto c’è bisogno di vedere una politica fatta da avversari e non da nemici.

Un nuovo senso civico deve contagiarci, una nuova voglia di lottare e di metterci al centro delle nostre vite deve pervaderci, per un futuro migliore, o per il solo futuro possibile.

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4 pensieri su “L’INIZIO DI UNA NUOVA POLITICA…..LA FINE DELL’IDEOLOGIA

  1. GAIA

    GIUSTIZIA, WELFARE ed AMBIENTE sono senz’altro le 3 tematiche fondamentali sulle quali la buona politica deve lavorare. In Italia c’è ancora molto da fare in tutti e 3 i campi e sarebbe auspicabile una piena collaborazione da parte di tutti al di là di ogni ideologia: politici e cittadini tutti, affinchè si possa garantire un futuro migliore a chi vive nel bel Paese. Il futuro siamo noi!

  2. Francesco Baratta

    Proviamo a riassumere le “innovazioni” politiche dell’ultimo periodo:

    Il precursore del post-ideologismo in Italia e senz’alcun dubbio Silvio Berlusconi, che di una politica priva di qualsivoglia ideologia ne ha fatto il proprio cavallo vincente. Su quale sia stata la applicazione berlusconiana del post-ideologismo ci sarebbe poi molto da discutere…

    Un tentativo politico e non personalicistico di attuare la cultura del post-ideologismo è stato invece quello tentato agli albori del pd. Un partito che tanta di raccogliere al suo interno ex-democristiani di estremo centro con ex-pc non può che definirsi post-ideologico. Tuttavia, nonostante il pd avesse trovato nel riformismo e nel concetto europeo-occidentale di partito democratico la chiave giusta, qualcosa non è andato: 1 veltroni non è stato capace di contestualizzare il momento politico (nel senso che è stato ante-tempo), perchè la politica che ha tentato di portare avanti è una politica da post-berlusconi, mentre per contrastare berlusconi, volenti o nolenti, bisogna affrontarlo sul suo stesso piano, ovvero attraverso un partito fortemente simbiotico col suo leader (in un certo senso il pd è stato troppo democratico).

    Infine venne Fini, che non correrà il pericolo in cui è incorso il pd, perchè egli è un leader carismatico, ma che purtroppo non ha la base (elettorale e culturale) che aveva (ed ha distrutto) il pd…

  3. Marco Codastefano

    Penso che la fine dell’ideologia si pericolosa in quanto può portare a mostri come l’applicazione berlusconiana. Mi piacerebbe parlare invece di un cambio un “cambio di dimensione dell’ideologia”. Nel passato l’ideologia era sia il bastone che ci permetteva di camminare che la benda che ci oscurava la vista, ora dovrebbe invece prende la dimensione della morale, ci dovrebbe solo dare quei freni e quella voglia di fare che solo “L’Ideale” riesce ad infondere ma senza oscurare la realtà come nel passato.

  4. Pietro

    @ tutti:

    Bisogna specificare una cosa, per me la fine dell’ideologia non è la fine dell’idea, le idee devono continuare a portare avanti il pensiero.

    Berlusconi non è annoverabile nella mia idea di post-ideologia, o se lo è lo è solo per la totale assenza di ideologia, la post-ideologia prevede un’ampia collaborazione tra le parti, prevede il dover mediare i propri punti di vista per sentire i pareri altrui.

    Io personalmente non ne vedo di partiti di questo tipo (per ora) ma ho buone speranze..

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