Estate calda ma troppi disoccupati

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(di Antonio di Giorgio)

Dopo aver concesso il giusto spazio ad uno sport nobile ma poco praticato come il rugby, oggi riprendiamo il nostro percorso sul calcio provinciale e vorrei invitare i nostri lettori a consultare un articolo che io reputo interessante e, allo stesso tempo, contraddittorio.

http://www.zonapontina.com/?p=16337

In sintesi questo articolo, tratto dalla rivista on line “Zona Pontina”, parla di come molti giocatori affermati nei campionati di Prima categoria e Promozione abbiano avuto serie difficoltà nel trovare una squadra che gli dia la possibilità di giocatore. Mi sono permesso di usare l’aggettivo “contraddittorio” perchè, visti i grandi movimenti di mercato e vista la formazione di autentiche corazzate per un campionati di prima categoria, mi risulta difficile pensare che giocatori come Cappelli, capocannoniere della scorsa stagione, Valev, fluidificante di fascia già vincitore della prima categoria con il Sezze Setina, Mario Todi, centrocampista di grande esperienza che ha militato nelle file del Priverno calcio, e Andrea Tammaro, siano rimasti “disoccupati”. Questi sono solo alcuni dei nomi che compongono la lista nera, la quale si compone di giocatori certamente meno altisonanti di quelli menzionanti precedentemente, ma che non sfigurerebbero in un campionato dilettantistico. Mi riferisco a gente come Bosneagu, Zotti, Piva, La Rocca, e altri ancora che inspiegabilmente si ritrovano senza una squadra con cui giocare.

Secondo voi perchè quest’anno si è verificato questo fenomeno cosi reale quanto paradossale? Quale motivo potrebbe giustificare la sottovalutazione di un giocatore che solo tre mesi fa si fregiava del titolo di capocannoniere del campionato?

Io un’ idea me la sono fatta ma vorrei che foste voi, amanti del calcio dilettantistico laziale, ad illuminarmi con le vostre idee, le vostre teorie su tali accadimenti. L’unica certezza che ho è che queste, a mio modestissimo parere, sono delle piccole grandi avvisaglie di come si stia arrivando alla fine di un sistema calcistico, un sistema dimostratosi fallimentare sotto tutti i punti di vista possibili e immaginabili, un sistema che va distrutto e rifondato con dei regolamenti ad hoc per ogni situazione. Non è la prima volta che trasporto la discussione su questi binari, ma non mi stancherò mai di ribadire l’inesattezza di questo concezione del calcio dilettantistico ormai obsoleto e superato.

Lascio la parola a voi nella speranza che il messaggio che voglio dare, sia recepito da tutti.

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2 pensieri su “Estate calda ma troppi disoccupati

  1. Pietro Tomassi

    …sono pienamente d’accordo con la tua analisi…anche secondo me questo sistema puo portare solo al disfacimento del calcio dilettantistico e se m permetti a questi nomi (fra tutti il più sconvolgente è mihai bosneagu che a soli 16 anni esordiva e segnava in serie c2 con il latina) vorrei aggiungere che addirittura ci sono giocatori del FONDI e che quindi hanno vinto un campionato di serie D e che ad oggi sono ancora svincolati..!!!!! il motivo è semplice…purtroppo il calcio soprattutto a livello dilettantistico è piena di dirigenti che puntano solo al guadagno personale….anteponendolo addirittura al rendimento calcistico…il mondo del calcio è ormai uno schifo….ed è così ovunque….ed è uno sport destinato purtroppo a morire o a perdere credibilità..!!! per salvarlo l’unica cosa che si puo fare è mandare a casa tutti i dirigenti d tutte le squadre..!!

  2. antonio

    @pietro tomassi: per me il problema nasce nel momento in cui si dà la possibilità ai dirigenti di agire in questo modo. L’unico modo per evitare queste manovre impazzite e senza senso è inserire forme contrattuali ben definite per i giocatori e vedrai che le cose si aggiusteranno. Non ci saranno più stipendi esorbitanti, si abbasseranno le pretese dei giocatori, delle società, dei dirigenti e finalmente ci sarà quella ridimensionata generale che è indispensabile per far sopravvivere il sistema calcio dilettantistico. Non è ammissibile che un giocatore per disputare campionati di Promozione debba rinunciare al lavoro e non è ammissibile nemmeno che un giocatore debba rinunciare a giocare per le troppe pretese delle società.

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