Free rider’s vs Dinamiche dominanti

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(di Pietro Deligia)

Risulta interessante capire come molti dei nostri comportamenti possano essere visti sotto una prospettiva economico-sociale. Sono principalmente due gli argomenti che andrò ad analizzare,sottolineando le connessioni tra economia e comportamento umano.Uno di questi fenomeni è il problema del free rider, cioè di colui che si comporta in modo disinteressato verso un tema preciso, come potrebbe essere l’acquisto del biglietto dell’autobus, credendo che anche senza il suo apporto questo sistema possa sopravvivere ugualmente… Questo tipo di comportamenti identificano a mio avviso pienamente l’approccio di molte persone verso temi cruciali per la nostra esistenza, come la politica, le battaglie sociali. In economia credo di poter affermare che si tratti di un classico comportamento alla Adam Smith, il quale poneva l’interesse perseguito dal singolo come motore per la crescita collettiva. Ma si può solo pensare che un sistema a cui appartengo possa accrescersi e svilupparsi senza il mio contributo? Si può in nome di non sa bene quale apatico disinteresse lasciare che siano gli altri a decidere per noi? La causa della possibilità di Free-Riding è la caratteristica di non escludibilità dei beni pubblici, ovvero del fatto che per godere di questi non è necessario pagare un prezzo, in economia. Ma nell’ambito sociale, qual’è il prezzo che paghiamo personalmente per il nostro disinteresse? Questo è sicuramente il prezzo più alto, è il prezzo del delegare decisioni che ci riguardano da vicino a chi così vicino non è.

Al contrario se si cercasse di trovare un compromesso tra il proprio tornaconto e l’interesse altrui, si arriverebbe ad avere oggettivamente un accrescimento sociale ed economico comune. In questo senso risultano fondanti le teorie di John Nash il quale riuscì a dimostrare, attraverso la teoria delle dinamiche dominanti, la necessità che il fare, abbia come scopo il bene comune per essere utile anche al singolo, e quindi sia dominante sul fare del singolo che produce il bene solo a se stesso, pregiudicando spesso uno sviluppo economico e limitando il risultato. Tuttavia va precisato che anche in Nash, ed in particolare nell’equilibrio che porta il suo nome, che ha rivoluzionato le leggi dell’economia moderna, sia riscontrabile la naturale pulsione dell’uomo a deviare dal comportamento che massimizzerebbe il benessere collettivo, infatti tale equilibrio non corrisponde sempre all’ottimo sociale (in quel caso sarebbe anche l’ottimo paretiano), ma spesso risulta un compromesso tra noi e la società, il miglior compromesso.

Forse le mie tesi possono sembrare forzate, ma cos’è la scienza senza la società? Come si può solo pensare per un attimo che l’economia sia sganciata dalla sociologia? L’unicum è l’obiettivo finale, il complesso delle relazioni tra le cose, le interrelazioni tra i saperi, sono queste le capacità che ci caratterizzano, quelle che ci fanno ragionare sui nostri limiti e ci fanno capire dove fermarci per tener conto del tutto, cioè degli uomini.

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4 pensieri su “Free rider’s vs Dinamiche dominanti

  1. GAIA

    Articolo molto interessante e pienamente d’accordo con te quando affermi che l’economia e la sociologia sono in stretta correlazione. L’esempio del biglietto dell’autobus per introdurre il free-riding e i beni pubblici è un esempio che è facilmente riscontrabile nella nostra società.Il free-riding è un fenomeno sempre più diffuso e proprio per questo la produzione di beni pubblici non è mai tanto efficiente quanto dovrebbe essere se tutti partecipassero ai costi di produzione. L’apatia e il credere di essere furbi non pagando ma usufruendo di un servizio non portano che al peggioramento dell’intero sistema. Come ci insegna l’economia con teoria dei giochi, beni pubblici e coordinamento internazionale, cooperando tra individui o,volendo ampliare il discorso,tra stati, si raggiungerebbero sempre “posizioni” più vantaggiose per tutti e si massimizzerebbe il benessere collettivo, ma il coordinamento e la cooperazione non sono mai spontanei purtroppo e l’egoismo dei singoli porta spesso al raggiungimento di “posizioni” peggiori per tutti!

  2. antonio

    gran bel post, argomento difficile, spinoso ma molto interessante….ho sempre ammirato Smith e le sue teorie della crescita; naturalmente Nash ha avuto un ruolo fondamentale nella storia dell’economia perchè ha saputo modellare una teoria ( quella di Smith ) secondo me quasi perfetta…

  3. Pietro

    @ Gaia:
    La cooperazione è una di quelle sfide che, non mi stancherò mai di dirlo, devono essere nostre, uno strumento necessario ed insostituibile per avere un mondo diverso…

  4. Pietro

    @ Antonio:

    Nash è un vero genio, Smith è il passato, e si porta dietro molti grossolani errori, tuttavia vanno concettualizzati, entrambe hanno contribuito alla formazione degli attuali imperi economici (positivi o negativi che siano!)…

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