Black Stone Cherry, Folklore and Superstition

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(di Fabio Di Alessandri)

Vengono dalle paludi del Sud, dal deserto della California, dalle città in cui vive la classe operaia del Midwest.

Chitarre granitiche e drumming straordinario si uniscono alla poesia narrativa, dando cosi’ vita ai Black Stone Cherry .

Folklore and Superstition ( secondo lavoro discografico della band ) non è solo un album rock scritto da una band del Sud. E’ un lavoro senza tempo scritto da musicisti destinati a portare la propria musica dalle strade secondarie americane ai quattro angoli del globo. “Prendiamo la tradizione del Sud e la rendiamo appetibile per il resto del mondo”, afferma Jon Lawhon.

I Black Stone Cherry non si sono allontanati molto da casa per registrare l’album. La band ha composto tutti i pezzi nella famigerata Practice House, una vecchia fattoria utilizzata dal padre e dallo zio di John Fred per scrivere gli album dei Kentucky Headhunters e si è poi diretta, guidata dal noto  produttore rock Bob Marlette (Ozzy, Shinedown, Quiet Riot)  ai Blackbird Studios di Nashville, 85 miglia dalla loro città natale (Edmonton, nel Kentucky).

“Questo album ci ha permesso di scavare a fondo nelle nostre radici”, continua Young. “Mostra anche ciò che maggiormente ci influenza durante il processo compositivo. La nostra è una band positiva, e cerchiamo di scrivere canzoni che siano edificanti. Ci sentiamo molto dei narratori di storie, e questo aspetto è ben evidente in pezzi quali “Ghost of Floyd Collins” e “Reverend Wrinkle”.

Il cantante/chitarrista Chris Robertson parla di questo processo “Come band siamo nati sette anni fa. Avevamo alte aspirazioni e grandi sogni. Sinceramente penso che quest’album mostri l’esperienza dei nostri viaggi, ma che accenni anche al futuro. Cattura tutta l’energia e il cuore che stanno alla base dei Black Stone Cherry. Abbiamo percorso nuove strade, con questo album, e spero che i fan apprezzino tutte le nostre sfaccettature che forse fino ad ora avevano ignorato”

Se amate l’autentico rock del sud ma non disdegnate neppure sonorita’ piu’ moderne questo disco non potra’ non piacervi.

LINE UP:
– Chris Robertson – voce, chitarra
– Ben Wells – chitarra, cori
– John Lawhon – basso, cori
– John Fred Young – batteria
Tracklist:
1. Blind Man
2. Please Come In
3. Reverend Wrinkle
4. Soulcreek
5. Things My Father Said
6. The Bitter End
7. Long Sleeves
8. Peace Is Free
9. Devil’s Queen
10. The Key
11. You
12. Sunrise
13. Ghost of Floyd Collins
14. Yeah Man
15. Big City Lights
16. We Are The Kings
17. Bulldozer
18. Cowboys
19. Drinkin’ Champagne
20. Peace Is Free (Acoustic)
21. Hell and High Water (Acoustic)
22. Lonely Train (Acoustic)
23. Maybe Someday (Acoustic)


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4 pensieri su “Black Stone Cherry, Folklore and Superstition

  1. Luca C.

    mai sentiti…………. ma me piacciono un sacco!!! Complimenti… se ti capita, fai un’articolo sui 3 Doors Down, giusto per sapere che ne pensi, oppure sui Witchcraft 😀
    Ciao!!!

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