L’urlo dei pendolari

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(di Andrea Schiavi)

Dura la vita del pendolare. Le alzateccie mattutine, il freddo invernale all’alba, dove l’unica consolazione si trova in una calda colazione del proprio bar di fiducia. Tutto questo senza contare il viaggio che porterebbe questi “coraggiosi” sul luogo di lavoro o di studio. Si!!! Stiamo parlando proprio di coraggiosi.

Nella fattispecie, stiamo parlando degli studenti della corsa Cotral Roccagorga-Priverno. E’ della settimana scorsa, una petizione sottoscritta da numerosi pendolari della tratta in questione ( nell’ordine di un centinaio ), che chiedono all’azienda di adattare le partenze della tratta agli orari scolastici della nuova normativa ministeriale. Allo stato attuale delle cose, vista la posticipazione della fine dell’ultima ora, gli studenti sono costretti ad aspettare il primo pullman utile dopo cinquanta minuti. Un disservizio che ritarda spaventosamente il ritorno a casa di questi ragazzi che, come ovvia conseguenza, comporta una notevole diminuzione del tempo a disposizione per adempiere ai compiti scolastici pomeridiani.


Una problematica, quella dell’incompatibilità tra gli orari delle “campanelle” e dei trasporti, che ha visto una risoluzione senz’altro più rapida, per non dire immediata, nella realtà del capoluogo pontino e in diversi centri del basso lazio, grazie all’intervento diretto del presidente della provincia, Armando Cusani, cui peraltro è originario proprio di Roccagorga. Speriamo che non permetterà ai propri compaesani di dover subire troppo a lungo questo disagio. Paradossalmente sono gli studenti che frequentano gli istituti del capoluogo a rientrare prima a casa.

Nella disgrazia però bisogna sempre trovare un appiglio. In questo caso guardare a chi si trova in situazioni ancor peggiori. E’ il caso della piccola cittadina ciociara della Sgurgola. Ogni mattina, salvo rare eccezioni, i novanta studenti del piccolo comune che devono raggiungere gli istituti scolastici di Anagni, sono costretti a stiparsi come sardine insieme ad altri cittadini a bordo dell’unico mezzo messo a disposizione dal Cotral. Un’odissea quotidiana che si trasforma in assalto perché tutti devono andare a scuola, un viaggio infernale senza aria, sotto la pressione dei corpi ammassati e spesso in una sosta forzata a causa dei mille problemi meccanici dei fatiscenti mezzi.

Ahimè le realtà sopra narrate sono solo una piccola percentuale del disagio che moltissimi viaggiatori Cotral sono costretti a subire, sparse su tutto il territorio regionale. Il disservizio sembra ormai affermarsi come una componente endemica dei trasporti pubblici, il più delle volte tralasciando anche le regole di sicurezza più elementari. Nelle nostre speranze, l’invito all’Assessore regionale ai Trasporti, Francesco Lollobrigida, di avviare una più concreta e seria opera di monitoraggio, soprattutto in vista dei pronosticati tagli governativi sul trasporto pubblico locale.

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3 pensieri su “L’urlo dei pendolari

  1. Eddie (S.D'errico)

    E’ una problematica molto sentita, nella nostra regione ed avete fatto bene a sollevarla, mettendola nel post di oggi. Spero si intervenga subito con un piano serio, e soprattutto a portata dei cittadini, che come se i vari cotral, atac, e trenitalia non lo sapessero pagano abbonamenti, spesso senza che questi ultimi si tramutino in servizi, proporzionali ed efficaci.

  2. Carolina :)

    Abbiamo assitito in questi anni ad un aumento sensibile delle tariffe sia dei treni che degli autobus; al contrario invece, il servizio non è miglorato come dalle aspettative dei viaggiatori di tutti i giorni che si trovano a doversi recare al lavoro o sul luogo degli studi stipati in vecchi autobus malridotti, treni le cui porte funzionano a intermittenza, senza un adeguato impianto di riscaldamento, subendo così il freddo invernale mattutino. Per non parlare dei continui ritardi che i treni subiscono. Parlo nella fattispecie del servizio offerto da Trenitalia, poichè da 4 anni a questa parte mi trovo a viaggiare tutti i giorni ma a mio avviso, noi di Priverno siamo quasi “fortunati”; i treni non riescono sempre a contenere in maniera “umana” tutti i pendolari ma almeno noi riusciamo a trovare quasi sempre un posto a sedere. Quello che è importante sottolineare è che ci troviamo di fronte a un mancato adeguamento delle condizioni del trasporto e di questo se ne parla fin troppo poco. Devo però fare una precisazione: non ci troviamo di fronte a viaggiatori sempre civili, il mancato rispetto delle regole basilari del viaggiare (non sporcare le vetture, non mettere i piedi sui sedili e quant’altro) è decisamente evidente.

  3. Martina

    solidarietà con i coraggiosi!!! io non riuscirei a sostenere la vita da pendolare..ma nonostante i miei rarissimi viaggi non sono stata risparmiata ultimamente. proprio il giorno dell’ultimo esame ho preso il treno alle 20.45 e sono arrivata a Priverno alle 23.30 per un guasto alle vie aeree delle stazioni di latina, sezze e priverno. ovviamente non sono stati messi a disposizione mezzi alternativi, per cui ci siamo accampati nelle stazioni di campoleone e cisterna di latina.

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