(Part -3) Scalisi ammanettato

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Martin O’Brian si era rivolto al detective Scalisi per chiedere protezione. Era convinto che lo stessero inseguendo. Quella Testa d’uovo non piaceva affatto al detective che senza clienti da settimane, era stato costretto ad accettare. Però c’era davvero un’auto che lo stava seguendo, un’auto guidata da una donna dalle labbra rosso fuoco.

Quando si risvegliò, provò a muovere le braccia, senza riuscirci. Allora Joseph Scalisi realizzò la situazone in cui si trovava. Era sul letto di una camera d’albergo, ammanettato alla testiera. Nudo. Provò a tirare, e poi ancora, senza risultato, senza convinzione, mentre i ricordi della nottata apparivano attraverso la nebbia dell’alcool.

Quando aveva bussato a quel finestrino, era rimasto sorpreso di vedere al volante una donna sulla quarantina, con labbra rosso fuoco e una sigaretta accesa in mano. Le mostrò il distintivo,  lei non smise di fumare. Poi, lentamente abbassò il vetro, soffiò fuori una nuvola di fumo e lasciò cadere a terra il mozzicone.

<<Sono il detective Joseph Scalisi, posso farle qualche domanda?>>

<<Immagino che non accetterò un no come risposta, vero detective?>>

La donna gli fece un cenno con il capo e disse: <<Salga in macchina, è meglio allontanarci da quì.>>

Joseph obbedì. Era incantato da quegli occhi e da quei capelli boccolosi, che oscillavano ad ogni suo movimento. Indossava una camicetta bianca di cotone ed una gonna nera. Le mani guantate di raso, impugnarono il volante mentre Joseph si domandava cosa potesse spingere una donna come quella a pedinare Testa d’Uovo.

E lei,  come se gli avesse letto nel pensiero, disse: <<Vuole sapere perché sto seguendo mio marito?>>

<<Testa d’Uovo è suo marito?>> rispose Joseph sorpreso.

E lei ancor più stupita, ripeté: <<Testa d’Uovo?>>

Jospeh guardò alla sua destra e rispose imbarazzato: <<Scusi. Intendevo dire il signor O’Brian, il mio cliente.>>

Le labbra di fuoco si schiusero in una fragorosa risata.

La maniglia della porta stava ruotando e questo riportò immediatamente Joseph alla situazione presente. Era in una camera da letto, nudo e ammanettato alla testiera. La serratura scattò e la porta ruotò lentamente sui propri cardini.  Poteva sentire la cameriera fischiettare, eccola che entrava, lui contò mentalmente: “3-2-1…”

<<Aaaaah!!!! Oddio!>> come previsto la donna urlò e chiuse la porta, sbattendola con forza.

Joseph arricciò le labbra in una smorfia. Era riuscito appena a intravederla. Sembrava sulla trentina, magra e bionda. Allora si schiarì la voce e provò a dire: <<Signorina mi scusi, è lì fuori? Posso spiegarle tutto ma per favore, mi ascolti.>>

Lei non rispose ma lui sapeva che era ancora dietro la porta. O almeno ci sperava.

<<Signorina, la prego, mi hanno giocato un brutto tiro. La donna con cui ho passato la notte è scomparsa e stamattina mi sono risvegliato in queste condizioni. Probabilmente sono anche stato derubato. Sono un detective, per favore mi aiuti a liberarmi.>>

<<Stia zitto! – urlò lei – sono una donna per bene. E lei è lì, nudo, con quell’affare enorme di fuori… Che schifo!>>

<<Signorina mi creda: è una situazione imbarazzante per entrambi. Chiami qualcuno, chiami il direttore dell’albergo, chiami chi vuole! Ma la prego, io devo liberarmi da queste manette. Capisce in che guaio mi trovo?>>

Una ventina di minuti più tardi, un composto Joseph Scalisi sistemava il nodo alla cravatta mentre schiarendosi la voce, ringraziava il direttore dell’albergo senza guardarlo negli occhi.

La donna dalle labbra rosso fuoco gli aveva lasciato solo un biglietto: “Non mi fraintendere. E’ Stata una nottata meravigliosa ma ora devo scappare; le manette sono solo una precauzione, affinché tu non mi segua. Spero mi perdonarai. E scusa, ma ti ho preso un po’ di soldi. Grazie di tutto, un bacio. Vania”

Jo Maglietta

2 pensieri su “(Part -3) Scalisi ammanettato

  1. Eddie (S.D'errico)

    Azz! svegliarsi nudo ed ammanettato, dopo aver passato la nottata con una donna di quel calibro, voglio fare anche io il detective! haha

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