NON AVETE MAI LETTO UNA POESIA? MA SICURAMENTE L’AVETE ASCOLTATA…

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(di Alice Urciuolo)

La parola “poesia” fa paura.
“Poesia” è una cosa incomprensibile, noiosa, lontana, qualcosa che non ci riguarda, che non riguarda la realtà in cui viviamo.
A scuola ci parlano della poesia attraverso discorsi tradizionalisti e conservatori, ci dicono che è formata da endecasillabi, quartine, sillabe; ci dicono di fare la parafrasi letterale e in tutto questo tralasciano la questione fondamentale: CHE COS’E’ LA POESIA?
Siamo così portati a credere che la poesia sia quell’accumulo di termini tecnici e testi chiusi in una teca di cristallo.
In realtà la poesia è tutto, la poesia è ovunque: nessuno ci insegna a pensare e ci fa accorgere che tutto ciò che è bellezza in realtà è poesia.
Ed ecco allora che anche l’esigenza di scrivere in un modo nuovo, come può essere quello del verso, sembra normale, e sembra normale perché è un esigenza di tutti.


“Solo la poesia ispira poesia”, diceva Ralph Waldo Emerson.
Se ci innamoriamo di qualcosa questa deve essere poesia e non può essere diversamente: possiamo innamorarci di un quadro, di un luogo, di una persona, di un’idea, di una canzone.
Sapete per esempio che in origine la poesia nasce con accompagnamento musicale?
Canzone e poesia hanno la stessa origine…
Ci sono testi di alcune canzoni infatti che sono veri e propri testi poetici, esempio lampante: Fabrizio De Andrè.
Recentemente sono stati anche arrangiati i testi di alcuni poeti, per esempio la collaborazione di Lucio Battisti con il paroliere Pasquale Panella ha partorito l’album “L’apparenza”, e Giovanni Nuti ha cantato i versi di Alda Merini in “Rasoi di seta”.
Insomma, tutto può essere materia di poesia, e anche le canzoni possono essere poesie.

Forza!
Postate i testi delle canzoni che per voi sono veri e propri testi poetici!

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25 pensieri su “NON AVETE MAI LETTO UNA POESIA? MA SICURAMENTE L’AVETE ASCOLTATA…

  1. Cristina

    La poesia è uno dei mezzi più profondi di comunicazione e la musica è poesia come la poesia è musica… ci sono molte canzoni che emozionano e fanno piangere.. Scelgo questa 🙂

    La canzone dell’amore perduto di Fabrizio De Andrè

    Ricordi sbocciavan le viole
    con le nostre parole
    “Non ci lasceremo mai, mai e poi mai”,

    vorrei dirti ora le stesse cose
    ma come fan presto, amore, ad appassire le rose
    così per noi

    l’amore che strappa i capelli è perduto ormai,
    non resta che qualche svogliata carezza
    e un po’ di tenerezza.

    E quando ti troverai in mano
    quei fiori appassiti al sole
    di un aprile ormai lontano,
    li rimpiangerai

    ma sarà la prima che incontri per strada
    che tu coprirai d’oro per un bacio mai dato,
    per un amore nuovo.

    E sarà la prima che incontri per strada
    che tu coprirai d’oro per un bacio mai dato,
    per un amore nuovo.

  2. Giuseppe

    Il bacio “Alda Merini”

    Il bacio appena sognato
    in una notte di tradimenti,
    dove tutti consumano amplessi
    che non hanno profumo,
    il tuo bacio febbricitante,
    il candore delle tue labbra,
    somiglia alla mia porta
    che non riesco ad aprire.
    Il bacio è come una vela,
    fa fuggire lontano gli amanti,
    un amore che non ti gela
    che ti dà mille duemila istanti.
    Ho cercato di ricordare
    che potevi tornare indietro,
    ma ahimè il tuo bacio
    è diventato simile a un vetro.
    Io come un animale
    mi rifugio nel bosco
    per non lasciare ovunque
    il mio candido pelo.
    Il pelo della mia anima
    è così bianco e così delicato
    che persino un coniglio ne trema.
    Tu mi domandi quanti amanti ho avuto
    e come mi hanno scoperto.
    Io ti dico che ognuno scopre la luce
    e ognuno sente la sua paura,
    ma la mia parte più pura è stata il bacio.
    Io tornerei sui monti d’Abruzzo,
    dove non sono mai stata.
    Ma se mi domandano
    dove traggono origine i miei versi,
    io rispondo:
    mi basta un’immersione nell’anima
    e vedo l’universo.
    Tutti mi guardano con occhi spietati,
    non conoscono i nomi delle mie scritte sui muri
    e non sanno che sono firme degli angeli
    per celebrare le lacrime che ho versato per te.

  3. Ezio

    Innanzitutto vorrei farti i complimenti per l’articolo, e per quanto riguarda la scelta della canzone, ritengo che “La cura” di Franco Battiato sia pura poesia!!!

    Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
    dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
    Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
    dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
    Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,
    dalle ossessioni delle tue manie.
    Supererò le correnti gravitazionali,
    lo spazio e la luce
    per non farti invecchiare.
    E guarirai da tutte le malattie,
    perché sei un essere speciale,
    ed io, avrò cura di te.
    Vagavo per i campi del Tennessee
    (come vi ero arrivato, chissà).
    Non hai fiori bianchi per me?
    Più veloci di aquile i miei sogni
    attraversano il mare.

    Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
    Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
    I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
    la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
    Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
    Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
    Supererò le correnti gravitazionali,
    lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
    TI salverò da ogni malinconia,
    perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…
    io sì, che avrò cura di te

    • Carolina :)

      Stavo per pubblicarla anche io, Battiato è un ulteriore esempio di poesia in musica. Allora ne scelgo un’altra.

      LA CANZONE DEI VECCHI AMANTI

      Certo ci fu qualche tempesta
      anni d’amore alla follia.
      Mille volte tu dicesti basta
      mille volte io me ne andai via.

      Ed ogni mobile ricorda
      in questa stanza senza culla
      i lampi dei vecchi contrasti
      non c’era più una cosa giusta
      avevi perso il tuo calore
      ed io la febbre di conquista.

      Mio amore mio dolce meraviglioso amore
      dall’alba chiara finché il giorno muore
      ti amo ancora sai ti amo.

      So tutto delle tue magie
      e tu della mia intimità
      sapevo delle tue bugie
      tu delle mie tristi viltà.

      So che hai avuto degli amanti
      bisogna pur passare il tempo
      bisogna pur che il corpo esulti
      ma c’é voluto del talento
      per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti.

      Mio amore mio dolce mio meraviglioso amore
      dall’alba chiara finché il giorno muore
      ti amo ancora sai ti amo.

      Il tempo passa e ci scoraggia
      tormenti sulla nostra via
      ma dimmi c’é peggior insidia
      che amarsi con monotonia.

      Adesso piangi molto dopo
      io mi dispero con ritardo
      non abbiamo più misteri
      si lascia meno fare al caso
      scendiamo a patti con la terra
      però é la stessa dolce guerra.

      Mon amour
      mon doux, mon tendre, mon merveilleux amour
      de l’aube claire jusqu’à la fin du jour
      je t’aime encore, tu sais, je t’ame.

  4. Carlo M.

    Bell’articolo davvero 😉 Bisogna riscoprire e far riscoprire anche agli altri l’arte nobile della parola.

    Io propongo una canzone a me cara, (Il Vecchio e il bambino) di Francesco Guccini, ogni volta che ascolto queste parole mi tornano in mente i pomeriggi passati con i miei nonni mentre ascoltavo le loro parole sui tempi andati ed ogni volta che l’ascolto inevitabilmente mi scende qualche lacrimuccia ^^’

    Il Vecchio e Il Bambino (Francesco Guccini)

    Un vecchio e un bambino si preser per mano
    e andarono insieme incontro alla sera;
    la polvere rossa si alzava lontano
    e il sole brillava di luce non vera…

    L’ immensa pianura sembrava arrivare
    fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare
    e tutto d’ intorno non c’era nessuno:
    solo il tetro contorno di torri di fumo…

    I due camminavano, il giorno cadeva,
    il vecchio parlava e piano piangeva:
    con l’ anima assente, con gli occhi bagnati,
    seguiva il ricordo di miti passati…

    I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
    non sanno distinguere il vero dai sogni,
    i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
    distinguer nei sogni il falso dal vero…

    E il vecchio diceva, guardando lontano:
    “Immagina questo coperto di grano,
    immagina i frutti e immagina i fiori
    e pensa alle voci e pensa ai colori

    e in questa pianura, fin dove si perde,
    crescevano gli alberi e tutto era verde,
    cadeva la pioggia, segnavano i soli
    il ritmo dell’ uomo e delle stagioni…”

    Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
    e gli occhi guardavano cose mai viste
    e poi disse al vecchio con voce sognante:
    “Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!”

  5. Valeria

    Eddie Vedder, cantante e cantautore dei Pearl Jam, è un vero e proprio poeta e credo che la canzone “Black” possa esprimere al meglio ciò che intendo dire!

    “Vuote lenzuola di cotone, immacolate lenzuola d’argilla
    Mi stavano di fronte come un tempo faceva il suo corpo
    Tutti i cinque orizzonti ruotavano intorno alla sua anima come la terra con il sole
    In questo momento l’aria che ho assaporato e respirato non è più la stessa

    E tutto ciò che le ho trasmesso era tutto
    So che lei mi ha dato tutto ciò che aveva
    E adesso le mie aspre mani si illividiscono sotto le nuvole di ciò che era tutto
    Oh, le immagini sono state tutte inondate di nero, marchiata ogni cosa
    Mi faccio un giro fuori, sono circondato da bambini che giocano
    Sento le loro risa, e allora perchè mi sento bruciare?
    E vorticosi pensieri che ruotano nella mia testa, sto vorticando, sto vorticando
    Quanto improvvisamente può il sole arrivare ad eclissarsi?

    E adesso le mie aspre mani cullano delle schegge di vetro di quello che era tutto
    Oh, le immagini sono state tutte inondate di nero, marchiata ogni cosa
    Tutto l’amore andato a male ha oscurato tutto il mio mondo,
    marchiato tutto ciò che vedo, tutto ciò che sono, tutto ciò che sarò

    Io so che un giorno avrai una vita stupenda, so che sarai una stella
    nel cielo di qualcun altro ma perchè,
    perchè, perchè non può essere, perchè non può essere il mio”

  6. Eddie (S.D'errico)

    Cara Alice, anche oggi sei riuscita a sollevare un’ottima tematica, hai ragione da quello che hai scritto nel post, infatti anche io ritengo che una canzone, per essere tale, debba essere proprio la perfetta conciliazione tra poesia e musica, quindi c’è la necessità di trasmettere un messaggio, o di raccontare un qualcosa contenuto nel testo, accompagnandolo con le giuste note, pesate a seconda di ciò che si vuole trasmettere.

    Behind Blue eyes dei The Who, è uno dei capolavori che prima mi vengono in mente, parlando di testi poetici.

  7. Pietro

    Il mio naso sulle tue palpebre
    serrande alzate
    che non sanno se chiudere
    la bottega in cui le fate
    hanno lo sguardo immoto
    sul dormire che non giunge.

    Il tuo fiato è un poco affannoso,
    si disperde là
    dove vagheggi chissà
    quale fantasia perduta
    o fiaba, raccontata
    per avere il tuo sonno.

    Dalle tapparelle un bel sole
    riga di buonumore quel pulviscolo;
    dentro sono avvinto e c’è amore
    in groppi e batticuore: lo sentissi anche tu!

    Il mio naso sulle tue palpebre
    le sfiora appena
    e sa non farsi notare:
    fiuta forse il gusto d’arcano
    del tuo trasognare
    che oltrepassa ogni meta?

    Metafisica è la tua intesa
    con ciò che mi sfugge
    e posso solo ammirare.
    Molto fisica è la sorpresa
    di averne prova…
    ora che ho appreso a scrutare.

    Lievemente il sole è calato
    e un nuovo taglio estende quelle strisce ridenti;
    dentro sono avvinto e c’è amore
    in groppi e batticuore: lo sentissi anche tu!

    La mia culla è meraviglia esplosa
    non ti dondola ma avvolge e ammanta.
    La mia culla è poesia ansiosa
    di svelarmi quello che ti incanta

  8. aura

    “In realtà la poesia è tutto, la poesia è ovunque: nessuno ci insegna a pensare e ci fa accorgere che tutto ciò che è bellezza in realtà è poesia.” Ben detto, Alice!
    Ho letto i commenti e mi piacciono le canzoni postate.Io nomino Fossatti.

    La costruzione di un amore di Ivano Fossatti

    La costruzione di un amore
    spezza le vene delle mani
    mescola il sangue col sudore
    se te ne rimane
    la costruzione di un amore
    non ripaga del dolore
    è come un altare di sabbia in riva al mare
    la costruzione del mio amore
    mi piace guardarla salire
    come un grattacielo di cento piani
    o come un girasole
    ed io ci metto l’esperienza
    come su un albero di natale
    come un regalo ad una sposa
    un qualcosa che sta lì e che non fa male
    e ad ogni piano c’è un sorriso
    per ogni inverno da passare
    ad ogni piano un paradiso, da consumare
    dietro una porta un po’ d’amore
    per quando non ci sarà tempo di fare l’amore
    per quando farai portare via
    la mia sola fotografia
    ma intanto guardo questo amore
    che si fa più vicino al cielo
    come se dopo tanto amore
    bastasse ancore il cielo
    sono io e sono qui e mi meraviglia
    io qui stretto fra le mie braccia
    eh, no son proprio io, lo specchio ha la mia faccia
    la fortuna di un amore
    come lo so che può cambiare
    dopo si dice: l’ho fatto per fare
    ma era per non morire
    si dice: che bello tornare alla vita
    che mi era sembrata finita
    che bello tornare a vedere
    e quel che è peggio è che è tutto vero perché…
    la costruzione di un amore
    spezza le vene delle mani
    mescola il sangue col sudore
    se te ne rimane
    la costruzione di un amore
    non ripaga del dolore
    è come un altare di sabbia in riva al mare
    intanto guardo questo amore
    che si fa più vicino al cielo
    come se dopo tanto amore
    bastasse ancora il cielo e…
    sono io, mi meraviglia
    stretto fra le mie braccia
    e no son proprio io, lo specchio ha la mia faccia
    son io che guardo questo amore
    che si fa più vicino al cielo
    come se dopo tanto amore
    bastasse e ci fosse ancora il cielo
    e tutto ciò mi meraviglia
    tanto che se finisse adesso
    lo so io chiederei che mi crollasse addosso,si.

  9. Gian

    Non sono certamente un esperto di poesia, ma questa canzone a mio avviso ( e non solo) è sicuramente molto poetica.Il tema trattato è l’incomunicabilità fra le persone.

    Simon&Garfunkel – The sound of silence

    “Ciao oscurità, vecchia amica mia
    son venuto per parlare ancora con te
    perchè una visione strisciando senza far rumore
    ha sparso i suoi semi mentre stavo dormendo
    E la visione
    così piantata nel mio cervello,
    rimane ancora
    nel suono del silenzio

    In sogni irrequieti vagai da solo
    per viottoli di acciottolato
    sotto la tenue luce di un lampione
    rivoltai il mio bavero per il freddo e per l’umidità
    quando i miei occhi vennero trafitti
    dal flash di una luce al neon
    che lacerò la notte
    e toccò il suono del silenzio

    E nella luce nuda vidi
    diecimila persone, forse più
    gente che comunicava senza parlare
    gente che sentiva senza ascoltare
    gente che scriveva canzoni che nessuna
    voce avrebbe mai cantato
    e nessuno osava
    disturbare il suono del silenzio

    “Sciocchi” dissi io “non sapete che il silenzio si espande come un cancro”
    Ascoltate le mie parole così che io possa insegnarvi
    prendete le mie braccia così che io possa raggiungervi
    Ma le mie parole caddero come gocce di pioggia silenti
    Ed echeggiarono nel prorompere del silenzio

    E la gente s’inchinò e pregò

    il dio-neon che aveva creato
    e l’insegna saettò il suo avvertimento
    nelle parole che si stavano plasmando
    E le insegne dissero: “Le parole dei profeti
    sono scritte sui muri della metropolitana
    e nei corridoi delle case popolari
    e sussurrate nel suono del silenzio.”

  10. Gabriele D.

    Complimenti Alice, sono pienamente d’accordo con quanto affermato nel tuo articolo! La scelta di un testo da postare è veramente molto difficile… mi sento in qualche modo costretto a scegliere tra i capolavori di quello che, secondo me, è il sommo poeta tra i cantautori, come se dovessi in qualche modo ripagarlo di tutte le emozioni che mi ha dato attraverso i suoi testi, sto parlando di Fabrizio De André e dopo una lunga riflessione credo che una canzone la canzone che mi emoziona in modo particolare sia “Se ti tagliassero a pezzetti” nella quale si evince “come sia difficile distruggere negli uomini la propria naturale vocazione al vivere con la “signora libertà” e la “signorina fantasia” nella propria coscienza.”

    Se ti tagliassero a pezzetti
    il vento li raccoglierebbe
    il regno dei ragni cucirebbe la pelle
    e la luna tesserebbe i capelli e il viso
    e il polline di Dio
    di Dio il sorriso.

    Ti ho trovata lungo il fiume
    che suonavi una foglia di fiore
    che cantavi parole leggere, parole d’amore
    ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso
    ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.

    Rosa gialla rosa di rame
    mai ballato così a lungo
    lungo il filo della notte sulle pietre del giorno
    io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino
    alla fine siamo caduti sopra il fieno.

    Persa per molto persa per poco
    presa sul serio presa per gioco
    non c’è stato molto da dire o da pensare
    la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera
    spettinata da tutti i venti della sera.

    E adesso aspetterò domani
    per avere nostalgia
    signora libertà signorina anarchia
    così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
    con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

    T’ho incrociata alla stazione
    che inseguivi il tuo profumo
    presa in trappola da un tailleur grigio fumo
    i giornali in una mano e nell’altra il tuo destino
    camminavi fianco a fianco al tuo assassino.

    Ma se ti tagliassero a pezzetti
    il vento li raccoglierebbe
    il regno dei ragni cucirebbe la pelle
    e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso
    e il polline di Dio
    di Dio il sorriso.

    PS: Per chi è interessato vorrei segnalare una bellissima recensione sul brano e sul’album in cui è contenuto all’indirizzo: http://www.viadelcampo.com/html/se_ti_tagliassero___.html

  11. concetta

    GUCCINI: Piccola città

    Piccola città, bastardo posto,
    appena nato ti compresi o fu il fato che in tre mesi mi spinse via;
    piccola città io ti conosco,
    nebbia e fumo non so darvi il profumo del ricordo che cambia in meglio,
    ma sono qui nei pensieri le strade di ieri, e tornano
    visi e dolori e stagioni, amori e mattoni che parlano…

    Piccola città, io poi rividi
    le tue pietre sconosciute, le tue case diroccate da guerra antica;
    mia nemica strana sei lontana
    coi peccati fra macerie e fra giochi consumati dentro al Florida:
    cento finestre, un cortile, le voci, le liti e la miseria;
    io, la montagna nel cuore, scoprivo l’ odore del dopoguerra…

    Piccola città, vetrate viola,
    primi giorni della scuola, la parola ha il mesto odore di religione;
    vecchie suore nere che con fede
    in quelle sere avete dato a noi il senso di peccato e di espiazione:
    gli occhi guardavano voi, ma sognavan gli eroi, le armi e la bilia,
    correva la fantasia verso la prateria, fra la via Emilia e il West…

    Sciocca adolescenza, falsa e stupida innocenza,
    continenza, vuoto mito americano di terza mano,
    pubertà infelice, spesso urlata a mezza voce,
    a toni acuti, casti affetti denigrati, cercati invano;
    se penso a un giorno o a un momento ritrovo soltanto malinconia
    e tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via…

    Piccola città, vecchia bambina
    che mi fu tanto fedele, a cui fui tanto fedele tre lunghi mesi;
    angoli di strada testimoni degli erotici miei sogni,
    frustrazioni e amori a vuoto mai compresi;
    dove sei ora, che fai, neghi ancora o ti dai sabato sera?
    Quelle di adesso disprezzi, o invidi e singhiozzi se passano davanti a te?

    Piccola città, vecchi cortili,
    sogni e dei primaverili, rime e fedi giovanili, bimbe ora vecchie;
    piango e non rimpiango, la tua polvere, il tuo fango, le tue vite,
    le tue pietre, l’oro e il marmo, le catapecchie:
    così diversa sei adesso, io son sempre lo stesso, sempre diverso,
    cerco le notti ed il fiasco, se muoio rinasco, finchè non finirà…

  12. antonio

    impossibile non menzionare un mostro sacro come Martin Gore dei Depeche Mode…

    Qualcuno

    Voglio qualcuno con cui condividere
    Dividere il resto della mia vita
    Dividere i miei pensieri più profondi
    Che conosca i miei particolari intimi
    Qualcuno che stia al mio fianco
    E mi dia coraggio
    E in cambio
    Otterrà il mio supporto
    Mi ascolterà
    quando vorrò parlare
    del mondo in cui viviamo
    e della vita in generale
    Come la vedo io forse è sbagliato
    I miei pensieri possono essere perfino perversi
    lei mi ascolterà
    e difficilmente si convertirà
    al mio modo di pensare
    infatti lei spesso non sarà daccordo
    ma alla fine di tutto
    lei mi capirà
    Aaaahhhhh….

    Voglio qualcuno che si prenda cura
    di me appassionatamente
    con ogni pensiero e
    con ogni respiro
    Qualcuno che mi aiuti a vedere le cose
    in modo differente
    tutte le cose che detesto

    quasi mi piaceranno
    non voglio sentirmi legato
    alle stringhe di qualcuno
    sto cercando con attenzione distare alla larga
    da questo
    ma quando dormo
    Vorrei qualcuno
    Che mi abbracci
    E che mi baci teneramente
    Sebbene cose come queste
    Mi rendano triste
    In un caso come questo
    Me la caverò
    Aaaahhhhh….

  13. Graziella Ardia

    Ho cercato qualcosa nel mio “stile” Guccini è una miniera ma questa mi somiglia:

    Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
    Guardo fuori e guardo intorno.
    Com’è gonfia la strada
    di polvere e vento nel viale del ritorno…

    Quando arrivi, quando verrai per me
    guarda l’angolo del cielo
    dov’è scritto il tuo nome,
    è scritto nel ferro
    nel cerchio di un anello…

    E ancora mi innamora
    e mi fa sospirare così.
    Adesso e per quando tornerà l’incanto.

    E se mi trovi stanco,
    e se mi trovi spento,
    sei meglio già venuto
    e non ho saputo
    tenerlo dentro me.

    I vecchi già lo sanno il perché,
    e anche gli alberghi tristi,
    che il troppo è per poco e non basta ancora
    ed è una volta sola.

    E ancora proteggi la grazia del mio cuore
    adesso e per quando tornerà l’incanto.
    L’incanto di te…
    di te vicino a me.

    Ho sassi nelle scarpe
    e polvere sul cuore,
    freddo nel sole
    e non bastan le parole.

    Mi spiace se ho peccato,
    mi spiace se ho sbagliato.
    Se non ci sono stato,
    se non sono tornato.

    Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
    adesso e per quando tornerà il tempo…
    Il tempo per partire,
    il tempo di restare,
    il tempo di lasciare,
    il tempo di abbracciare.

    In ricchezza e in fortuna,
    in pena e in povertà,
    nella gioia e nel clamore,
    nel lutto e nel dolore,
    nel freddo e nel sole,
    nel sonno e nell’amore.

    Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
    Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.

    Ovunque proteggi, proteggimi nel male.
    Ovunque proteggi la grazie del tuo cuore.

  14. simona

    Ce ne sono troppe,ma tra tutte ho scelto questa!

    CCCP:Annarella

    Lasciami qui
    Lasciami stare
    Lasciami così
    Non dire una parola che
    Non sia d’amore
    Per me
    Per la mia vita che
    E’ tutto quello che ho
    E’ tutto quello che io ho e non è ancora
    Finita
    Finita…

  15. francesco

    Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
    e la mia faccia sovrapporla
    a quella di chissà chi altro.
    I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
    li puoi nascondere o giocare come vuoi
    o farli rimanere buoni amici come noi.

    Che altro dire? Nulla da aggiungere…

  16. Lino

    “La poesia è tutto, la poesia è ovunque: nessuno ci insegna a pensare e ci fa accorgere che tutto ciò che è bellezza in realtà è poesia”…questa frase che hai scritto,come d’altronde questo post,è di una genialità sorprendente Aly!!!Come sono d’accordo con quello che hai scritto.
    La poesia è un fuoco sublime,la poesia è vita,e le sue parole sono il dolce contorno di essa..sto imparando ed apprezzando questo dalla poesia!!!Vorrei ringraziarti del tuo bellissimo articolo con una canzone del grande Giorgio Gaber,una canzone o meglio una “poesia melodica” che accompagna sempre le mie giornate e mi fa stare molto bene!!!”Quando sarò capace d’amare
    probabilmente non avrò bisogno
    di assassinare in segreto mio padre
    né di far l’amore con mia madre in sogno.

    Quando sarò capace d’amare
    con la mia donna non avrò nemmeno
    la prepotenza e la fragilità
    di un uomo bambino.

    Quando sarò capace d’amare
    vorrò una donna che ci sia davvero
    che non affolli la mia esistenza
    ma non mi stia lontana neanche col pensiero.

    Vorrò una donna che se io accarezzo
    una poltrona, un libro o una rosa
    lei avrebbe voglia di essere solo
    quella cosa.

    Quando sarò capace d’amare
    vorrò una donna che non cambi mai
    ma dalle grandi alle piccole cose
    tutto avrà un senso perché esiste lei.

    Potrò guardare dentro al suo cuore
    e avvicinarmi al suo mistero
    non come quando io ragiono
    ma come quando respiro.

    Quando sarò capace d’amare
    farò l’amore come mi viene
    senza la smania di dimostrare
    senza chiedere mai se siamo stati bene.

    E nel silenzio delle notti
    con gli occhi stanchi e l’animo gioioso
    percepire che anche il sonno è vita
    e non riposo.

    Quando sarò capace d’amare
    mi piacerebbe un amore
    che non avesse alcun appuntamento
    col dovere

    un amore senza sensi di colpa
    senza alcun rimorso
    egoista e naturale come un fiume
    che fa il suo corso.

    Senza cattive o buone azioni
    senza altre strane deviazioni
    che se anche il fiume le potesse avere
    andrebbe sempre al mare.

    Così vorrei amare.”
    Complex!!!!!!!!!!

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