(Part-4) Scalisi ti hanno incastrato!

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Era ancora mattina. La lancetta corta dell’orologio fissa sulle undici. Joseph Scalisi si grattò sotto l’occhio sinistro e salutò con una smorfia e un cenno della mano il proprietario dell’albergo. Uscì, attraversò la strada e s’infilò nel primo bar. Seduto a un vecchio tavolino in legno, estrasse di tasca il suo taccuino con i bordi spiegazzati e una penna stilografica, sperando ci fosse ancora sufficiente inchiostro. Appoggiandosi con un gomito sul tavolo, si lasciò cadere la testa tra le dita e massaggiò con energia sopracciglia e palpebre. All’avvicinarsi dei passi, alzò lo sguardo in direzione della bella cameriera che reclinò la testa di lato e sorrise.

<<Un doppio whisky, per favore.>>

Lasciato solo ai suoi pensieri, iniziò a scribacchiare qualcosa sul taccuino mentre rielaborava tutta quella situazione.

Vania, così diceva di chiamarsi, aveva guidato per qualche minuto in silenzio, per poi accostare davanti all’entrata di un bar dall’apparenza raffinata, con un’insegna bianca e nera. Joseph non mascherò il proprio disagio, all’idea di entrarci.

<<Si rilassi detective, questo è un posto come un altro.>> disse lei, facendogli strada. Joseph si sforzò di distogliere lo sguardo dalla danza delle sue anche.

Lei ordinò uno Screw Driver con vodka e succo d’arancia, lui un semplice whisky.

Joseph andò subito al punto: <<Perché stava seguendo il mio cliente?>>

<<Mio marito? Perché è un farabutto. Eppure lo amo.>>

Scalisi la invitò a continuare, senza troppa convinzione.

<<Ho scoperto che mi tradiva. E abbiamo litigato. Allora lui mi ha picchiato e poi è andato via di casa – Vania reclinò la testa di lato, come se si vergognasse – ho pensato che dopo qualche giorno sarebbe tornato, di solito fa così. Ma quando ho visto che il tempo passava, l’amore che provo per lui ha preso il sopravvento e allora sono andata a cercarlo. Per quello l’ho aspettato all’uscita dal lavoro, volevo seguirlo e vedere dove avrebbe passato la notte. E implorarlo di tornare a casa da me. Poi è arrivato lei…>>

Scalisi si leccò le labbra e sorseggiò il suo whisky in silenzio. Non credeva ad una sola parola di quella donna. Fissò Vania e le disse con franchezza: <<Lei sa che non riuscirà a farmi bere questa storia, vero signorina? – poi grattandosi distrattamente vicino all’orecchio, aggiunse – Avanti, mi dica la verità.>>

Lei avvicinò le labbra alla cannuccia dello Screw Driver e succhiò, guardandolo dritto negli occhi. Poi disse: <<La verità è che mio marito è un grandissimo mascalzone e che io lo odio.>>

<<E poi?>>

<<E poi che ormai stiamo insieme solo per comodità ma conduciamo vite separate.>>

<<Questo mi suona già più credibile. Continui.>>

<<Non c’è molto da dire. Martin O’Brian è un uomo d’affari ricco e io una bella donna. Così abbiamo pensato che non valesse la pena separarsi. Io uso i suoi soldi e lui conserva l’apparenza.>>

<<E la storia del litigio?>>

<<Quella è vera. Non è la prima volta che capita. Non sopporta gli uomini che mi porto a casa ma lui non ha rispetto per me e fa entrare le sue puttane. E poi ci sono i suoi soci in affari.>>

<<Che genere d’affari gestisce suo marito?>>

<<Compravendita nel settore immobiliare, se non sbaglio. Ma credo abbia anche un giro di affari illegali – Vania bevve un lungo sorso del suo cocktail – credo centri la mafia italoamericana.>>

Joseph scolò il bicchiere senza scomporsi e disse: <<E’ sicura di quello che dice? Sono accuse molto gravi le sue.>>

<<Non so. Forse è l’alcool che mi fa parlare così. Non sono abituata a bere, credo sia meglio andare a casa adesso.>> e si alzò barcollando.

“Un’ottima attrice” pensò lui.

Joseph la fece accomodare sul sedile passeggero e non gli sfuggì quanto fossero coordinati i suoi movimenti, nonostante dicesse di essere ubriaca. Poi salì al posto di guida. Ma dopo aver chiuso la portiera, lei lo fissò, con uno sguardo irresistibile. E gli appoggiò una mano su una gamba e l’altra dietro la nuca. Si avvicinò a labbra dischiuse e lo baciò. La sua bocca sapeva di pesca. Poi si ritrovarono in quella camera d’albergo.

La bella cameriera gli portò il whisky e lo servì con un sorriso. Lui si sforzò di contraccambiare, senza riuscirci. Sfogliò il taccuino, sul quale aveva trascritto le informazioni raccolte su Martin O’Brian, il suo cliente. O’Brian si era rivolto a lui in cerca di protezione, aveva paura che lo stessero pedinando. Per quanto aveva scoperto, quel Testa d’uovo era invischiato in alcuni traffici loschi ma non era sposato. Quindi la storia di Vania era una finta. E lui si era lasciato volutamente imbrogliare perché era convinto che sarebbe riuscito a tenerle testa e ad estorcerle la verità. Sferrò un pugno sul tavolo. Era stata lei a raggirarlo. Joseph si accese una sigaretta e la fumò tutta, prima di rielaborare i propri pensieri.

Martin O’Brian era un uomo d’affari dall’apparenza rispettabile ma che trafficava con la mafia. Appalti, cantieri edilizi, scommesse clandestine. Era venuto a chiedere protezione perché sapeva di aver commesso un errore e volevano fargliela pagare. E poi c’era quella donna che si era spacciata per sua moglie. Chi era veramente? Qual’era il suo scopo?

Poi Joseph realizzò cosa fosse davvero successo e allora sferrò un violento pugno sul tavolo, facendo rovesciare il bicchiere con il whisky. E imprecò.

Pochi minuti dopo, i suoi sospetti ebbero conferma quando lesse sulla prima pagina del giornale, l’articolo che parlava della morte di Martin O’Brian.

Si era accostato con la macchina ad un negozio di alimentari ed era entrato per una commissione. Pochi minuti dopo, alcuni uomini armati di mitra lo avevano seguito e avevano sparato, uccidendo lui e il titolare dell’esercizio commerciale, un tale Paul Gardnett.

Joseph aveva visto la macchina di O’Brian accostarsi, lo aveva visto entrare nel negozio. E poi aveva incontrato Vania. Lui aveva pensato che fosse lei l’inseguitrice, lei invece era solo il diversivo, un pretesto per distoglierlo e guadagnare tempo. Ed era cascato in pieno in quella trappola. Strinse forte il giornale tra le mani. Provava vergogna e si sentiva responsabile della morte di Testa d’uovo. Si era lasciato fregare da un simile trucco e questo gli faceva male. E peggio ancora era andato a letto con una donna che lo aveva solo sfruttato per guadagnare tempo. Sentì il vuoto propagarsi dentro di sé. Ordinò altro whisky e chiese di lasciare sul tavolo tutta la bottiglia.

Jo Maglietta

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