MMORPG, un pezzo di futuro negli anni 90

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Erano gli anni 90, modem 56K (per i fortunati), grossi monitor che ti distruggevano la vista, computer poco potenti , ma c’era già chi utilizzava internet come molti fanno con FarmVille oggi, stiamo parlando dei Massive(ly) Multiplayer Online Role-Playing Game (gioco di ruolo online multigiocatore di massa).

Molti di voi già conoscono i giochi di ruolo, ma penso sia importante spiegare in due righe cosa sono. I GDR sono dei giochi di recitazione ed improvvisazione, dove un gruppo di amici si diverte ad interpretare personaggi in un mondo parallelo dando libero sfogo alla fantasia, tutto è coordinato da un giocatore che organizza e dirige la giocata (master). Per giocare basta un foglio di carta, un dado ed una matita.

I MMORPG sono un evoluzione dei GDR: niente più fogli di carta ma veri e propri videogiochi dalla grafica complessa, niente più il tavolo con gli amici ma centinaia (migliaia) di giocatori connessi che giocano in un mondo persistente. In questi mondi virtuali si sviluppano, già nei lontani anni 90 (ed anche oggi), vere e proprie società con una politica interna ed un’economia propria, si instauravano amicizie, si facevano grossi raduni nel mondo reale e…alcune volte si trovava l’anima gemella. Ovviamente molti ci giocavano semplicemente come si gioca ad un videogame, ma con  la bellezza del giocare con altre persone e non con dei personaggi mossi da stupide intelligenze artificiali. Questi giochi danno una dipendenza inimmaginabile! Si creano delle relazione reali su un mondo virtuale, vi riporto una citazione da Wikipedia per farvi capire meglio:

“Gli mmorpg possono sfociare nella parziale o più completa estraneità dal mondo reale. L’individuo si sente realizzato sia dal punto professionale che sociale immedesimandosi nel suo personaggio (ricevendo gratificazioni dai compagni di gioco e dal gruppo a cui appartiene). Questo è un fenomeno più diffuso di quanto si creda che ha portato allo sfaldamento di famiglie e alla rovina della vita e dell’essere (reale) di una persona” (Wikipedia)

Tralasciando la degenerazione sopra citata, penso che questi videogiochi siano stati un vero e proprio pezzetto di futuro in un periodo in cui Facebook e FarmVille non erano nemmeno un idea, non è difficile trovare enormi somiglianze con i mondi virtuali (Second Life per citare il più famoso) che oggi fanno tanto discutere e molte somiglianze con i social network  (esattamente dal punto di vista “social”). Ovviamente i MMORPG sono diffusissimi anche oggi ed il più famoso è “World of Warcraft”, se volete provatelo…ma attenti a non scordarvi la vita reale!!!

(di Marco Codastefano)

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9 pensieri su “MMORPG, un pezzo di futuro negli anni 90

  1. Domenico

    E’ un fenomeno diffusissimo, quello dell’mmorpg, anche se non condiviso a pieno per determinate costrizioni (il gdr cartaceo resta in prima posizione). Concordo su quanto affermano in Wikipedia, ma spesso e volentieri, chi si rinchiude a questi giochi lo fa per mancanza di una socializzazione antecedente al gioco stesso.

  2. claudia

    conoscevo i GDR ma non avevo la minima idea che esistesse un fenomeno del genere.Pericoloso si, ma al contempo molto affascinante, almeno da come lo hai presentato in questo post.Mi informerò al su questa tematica perchè mi ha affascinato molto.GRazie bel post!

  3. Carolina :)

    Eh, l’ultima frase può sembrare solo una battuta simpatica, ma … effettivamente il pericolo di dimenticarsi della vita reale c’è! 🙂 Il rischio è di rimanere incollati davanti allo schermo! Non è di certo un mio problema ma … ce n’è di gente che “ci si chiude”! E a volte questo è sintomo di difficoltà nei rapporti sociali.

  4. Eddie (S.D'errico)

    Sono ormai 3 anni che ho smesso di giocarci, ma in passato anche io sono stato un amante di questo genere, ancora lo apprezzo, ma ormai ho poco tempo per starci dietro, ne ho frequentato più di uno, ma ovviamente il più amato,da cui ottenni quasi una dipendenza fu : “world of warcraft” storia troppo lunga ma il termine “world” non è mai stato più azzeccato. Ci tengo a precisare che ne è valsa la pena, visto l’esperienza di gioco che internet ancora ci offre. 😉

  5. thrall1

    Ricordiamo con piacere i tempi andati ULTIMA ONLINE!!
    Penso comunque che gli mmorpg e ed il coinvolgimento che causano nei riguardi del giocatore possano nascondere dei piccoli lati positivi…ad esemopio persone che nella vita reale si sentono emarginate e hanno difficoltà di relazionarsi spesso nei gdr riescono a crearsi una vita sociale che in molto casi parte dal gioco e si sposta nel mondo reale, consentento a queste persone di uscire anche da una condizione di difficoltà relazionale.
    Naturalmente esiste anche il rischio di peggiorare queste problematiche, come già detto, creando una dipendenza e spostando la concezione di mondo reale .
    A questo proposito per gli interessati consiglio di vedere la serie anime .Hack//SIGN che tratta proprio di queste tematiche e della sovrapposizione anche se un pochino estremizzata della vita reale e di quella di gioco…
    Grande Marco! Ottimo post!

  6. Marco Codastefano

    Ringrazio tutti per i complimenti! Comunque non pensavo che così tanti lettori di questo blog giocavano ai vari mmorpg! Io sono stato un giocatore incallito di Ultima Online.

    @ eddie
    Esatto,”ne è valsa la pena” fa capire quale coinvolgimento il gioco posso portare, neanche io rinuncerei maiI alle bellissime ore perse davanti UO

    @ trall
    Mi trovo d’accordo con la tua analisi, e ti ringrazio per l’anime Hack//SIGN che non conoscevo assolutamente.

    @ Claudia
    Per qualsiasi informazione chiedi pure! Ho molti anni da nerd alle spalle ahah

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