LA MEMORIA E’ FUTURO?

Standard

Se siete stati a Berlino negli ultimi anni, sicuramente vi sarete accorti che è in pieno fermento, ovunque ci sono nuovi edifici e quartieri in completo rifacimento, praticamente si sta cercando di dare un nuovo volto alla città.

Proprio quella che per anni è stata il centro politico colpevole dell’Olocausto, ora si fa invece, coraggiosamente, simbolo della fratellanza universale, dedicando a questo tema così delicato numerosi edifici di recente costruzione.

Come mai? Hanno un senso particolare?

Partendo dal significato letterale della parola tedesca Denkmal (monumento) ossia “oggetto per ricordare”, si può dire che il restauro del Muro, il Monumento alle vittime dell’Olocausto di Peter Eisenmann, il rinnovamento urbano della zona di Potsdamer Platz tra tanti anche di Renzo Piano e il Museo ebraico di Daniel Libeskind servano a far si che l’architettura diventi una struttura informativa, significativa; si parla quindi, di luoghi per pensare, per riflettere, che vogliono raccontare a fondo la storia di Berlino facendo capire quanto sia stato grande il contributo intellettuale, economico e culturale dato alla città dai suoi abitanti ebrei e non far dimenticare cosa è successo loro.


Libeskind, parte da queste linee guida per la costruzione del Museo ebraico (1988-99), evidenziando il fatto che dopo la caduta del Muro di Berlino, soltanto attraverso questo tipo di rappresentazione della realtà ebraica e del vuoto lasciata da essa, la città e l’Europa intera può avere di nuovo un futuro.

L’architetto cerca in tutti i modi possibili di ricreare quel mondo, le sensazioni, le paure, gli orrori che lo hanno caratterizzato; questo si intuisce già dalla forma dell’edificio, infatti Libeskind prende tutti gli indirizzi delle case degli intellettuali ebrei residenti a Berlino, li collega tra loro tramite delle linee sulla mappa della città, che in seguito interseca con la stella di David (naturalmente decomposta) ricavandone una specie di saetta attraversata da una linea dritta.

Similmente opera all’esterno, in cui il rivestimento in lastre di zinco è come squarciato da piccole finestre, sottili e allungate, che riflettono i punti di massima presenza ebraica nella città.

All’interno ci ritroviamo come immersi in una sorta di viaggio, in un’esperienza spaziale che invade tutto il corpo, tramite percorsi continui senza sosta, senza meta, passaggi dal buio alla luce, dal caldo al freddo, dal trambusto al silenzio, che ci costringono all’isolamento e all’introspezione.

Questo è rappresentato da un sistema labirintico di pieni e vuoti composto da tre vie, ossia i tre destini diversi del popolo ebreo: l’asse dell’Olocausto che conduce alla Torre dell’Olocausto (disorientamento degli ebrei deportati); l’asse dell’Esilio che porta al Giardino dell’Esilio (straniamento e disagio degli ebrei esiliati); ed infine l’asse della Continuità (permanere degli ebrei in Germania nonostante l’Olocausto e l’Esilio).

L’intento dell’architetto è quindi di pervadere il visitatore di inquietudine, disequilibrio e colpa.

Se sia riuscito a suscitare queste emozioni è soggettivo, la cosa che non mi spiego è come mai, nonostante tutto quello che si sta facendo, si continui a parlare di negazionismo, o come sia ancora possibile l’esistenza di gruppi di fanatici che inneggiano ancora al nazifascismo.

La storia non dovrebbe servire a non ripetere gli errori del passato?

(di Michaela Mikaelian)


8 pensieri su “LA MEMORIA E’ FUTURO?

  1. GAIA

    Complimenti per l’articolo,miki!!;-) Purtroppo non sono ancora andata a Berlino, dunque, non ho avuto occasione di visitare il Museo ebraico, ma dalla tua descrizione sembra molto interessante e “ricco”!
    Credo che la Germania, in quanto stato,nazione e anche popolazione (salvo alcune eccezioni) abbia da tempo “espiato” le proprie colpe e fatto di Hitler e l’olocausto simboli di “vergogna nazionale” (cosa che invece non mi sembra sia avvenuta in Italia con il fascismo). Nonostante ciò, vi sono numerosi gruppi che inneggiano ancora al nazifascismo e l’estrema destra xenofoba che vede aumentare i propri sostenitori (come succede in tutta Europa da qualche anno a questa parte)ed io, come te del resto, non riesco a spiegarmi come ciò possa accadere. Devo tristemente ammettere che la “storia non serve a non ripetere gli errori del passato”, ma purtroppo, la “storia si ripete” e in questo momento di crisi generale, che ricorda un pò gli anni della crisi del ’29, in molti non fanno che tornare a quei comportamenti xenofobi: ieri gli ebrei, oggi gli immigrati. C’è sempre un capro espiatorio da incolpare per il malcontento delle masse o per le proprie insoddisfazioni personali. A mio parere, è gente che non ha una vera e propria coscienza storica,mi rifiuto di pensare che chi conosca nel profondo l’olocausto e ciò che è stato, possa essere cosi “cattivo” da volerlo mettere in pratica nuovamente!

    • kim

      eh si gaia, hai ragione, purtroppo è veramente così, dobbiamo solo sperare che anche in Italia, prima o poi, ci si renda conto che è importante conoscere eventi avvenuti in passato di cui ancora oggi possiamo notare le conseguenze… e soprattutto riconoscerli!

  2. simona

    Sono stata a Berlino qualche anno fa,e,la prima cosa che forse salta all’occhio è proprio il fermento della città.Si respira una bella atmosfera,l’aria berlinese ti inebria e sembra quasi incredibile che,la stessa città,non troppi anni fa,sia stata il simbolo di tali barbarie.Purtroppo non sono riuscita a visitare il Museo Ebraico,ma cercherò di rimediare al più presto!🙂
    Per il resto…Come darti torto?La storia DOVREBBE insegnarci a non ripetere gli stessi errori,ma,ahimè,la realtà ci dimostra sempre il contrario.

  3. claudia

    per puro caso girando per la città di Berlino con i miei amici,ho letto, dopo 3giorni di lunghe camminate, “museo ebraico”:era la prima indicazione che faceva riferimento al popolo ebreo e (implicitamente) alla vicenda dello sterminio. quindi ho deciso di visitarlo per curiosità, per vedere come era stato affrontato il tema dell’olocausto nella patria dei maggiori responsabili. appena entrata sinceramente non ha suscitato in me grande interesse, anzi, l’ho trovato molto povero e ripetitivo nelle fonti che mostrava…ma mi sbagliavo. seguendo la guida-audio mi sono imbattuta nel giardino dell’esilio, un labirinto in pendenza(minima, circa 12gradi), che aveva, come obiettivo principale quello di creare nel visitatore uno stato di smarrimento, solitudine e malinconia…la stessa che 60anni avevano provato gli ebrei durante le persecuzioni. Daniel Libeskind è riuscito nel suo intento…ho provato strane senzazioni ed emozioni in quel museo..senza dubbio, a mio parere, il più particolare tra tutti quelli che ho visitato nella città.

    • kim

      sono contenta che anche a te abbia suscitato queste emozioni. Comunque all’inizio anche io ero un pò delusa,solo dopo un pò ho cominciato a capire lo “spirito” del museo; e poi il giardino dell’esilio e anche la torre dell’olocausto (che sono i punti di arrivo dei primi due assi di cui parlavo nel post) fanno veramente la differenza…

  4. Cristina

    Ho visitato anche io il museo; il giardino dell’esilio come ha detto Claudia lascia smarrimento, solitudine e malinconia e rivivere la storia e la vita di un popolo sicuramente fa riflettere,così come il percorso di una città attraverso i suoi innumerevoli monumenti… ma purtroppo il ricordo fine a se stesso non insegna…
    La storia è maestra per chi sa criticarla… Se ancora oggi c’è qualcuno che sostiene che non ci sia stato alcun olocausto, che ritiene che il fascismo sia stato un bene per l’Italia e tornerebbe volentieri in quegli anni non bisogna stupirsi che ci sia qualcuno che inneggia al nazifascismo. Per fortuna parliamo di minoranze, ma come ha detto Gaia è facile cercare un capro espiatorio nei più deboli (o nei più forti?).. è un piano scivoloso in cui si corre il rischio di cadere tutti quanti. Sperando che la memoria e l’intelligenza umana(che talvolta emerge) evitino che si ripropongano simili situazioni.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...