“Vieni via con me”: un’infinita tristezza

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Eh già! È proprio questo che ho provato vedendo la prima puntata di “Vieni Via Con Me”. Una infinita tristezza. Se questo paese ha bisogno di innalzare a ruolo di eroe uno come Saviano non si può provare sentimento diverso. E questo non perché Saviano non lo meriti, ma perché c’è bisogno del suo eroismo. Il sogno di uno scrittore dovrebbe essere quello di aspirare a diventare un candidato al nobel per la letteratura e non uno che potrebbe benissimo esserlo a quello per la pace, ritrovandosi così a vivere una vita che, mentre scriveva il suo racconto, non penso avesse nemmeno immaginato. E questo lo ha ben espresso Benigni quando ha ricordato che a un libro non si può rispondere con una minaccia di morte e, aggiungo io, non si può non ottenere una condanna totale a tutto ciò da parte di chi rappresenta lo stato o guida l’opinione pubblica. Spesso la accusa che viene rivolta a Saviano è quella di spettacolarizzare il proprio lavoro, dimenticando che lo spettacolo ed il riconoscimento pubblico sono alla base delle aspirazioni del suo mestiere e che egli non è né un politico né un giudice né un giornalista.

E poi spiegatemi perché, come molti avrebbero voluto, una puntata come quella di ieri non sarebbe dovuta andare in onda? Perché la verità è scomoda? No, almeno non semplicemente, piuttosto perché la verità è scomoda quando è raccontata come fanno Saviano e Benigni. Quello che ha fatto Saviano ieri è quanto di più pericoloso ci possa essere per quel sistema “informativo” che gioca, negli ultimi periodi, a far la fortuna o la disgrazia di questo o di quel personaggio pubblico a seconda che egli sia concorde o meno con il “pensiero dominante”. Il parallelismo con Falcone è stato il pezzo forte a sostegno della tesi di tutta la serata. Mostrare il lato sconosciuto della storia del magistrato, mostrare come attorno a chiunque si possa costruire un cumulo di fango, e solo quando può far comodo, cancellando con un colpo di spugna quanto fino ad allora detto, trasformarlo in un indiscusso eroe, è un modo pericoloso, in quanto efficace, di mostrare come la verità possa essere distorta, con chiunque. Il secondo tema forte del monologo di Saviano, affrontato in maniera meno appariscente ma con altrettanta veemenza è quello del richiamo alla valorizzazione del “talento”, troppo spesso snobbato o anch’esso infangato in quanto al di fuori del sistema.

Centratissima anche la presenza di Vendola che è indiscutibilmente la persona più adatta ad approfondire, a mò di “Vieni Via Con Me”, ovvero con degli elenchi, l’attualità riguardante la condizione degli omosessuali.

Per dirlo con altre poche parole “Vieni Via Con Me” è stato un programma “politically uncorrect”, che non ha avuto paura di raccontare ciò che voleva raccontare, e per questo non mi meraviglierei di strumentali polemiche, anche alquanto basse, nei prossimi giorni…

Baratta Francesco

7 pensieri su ““Vieni via con me”: un’infinita tristezza

  1. GAIA

    Non ho seguito per intero ed in diretta la puntata perchè non mi trovavo a casa, ma ho apprezzato molto gli interventi di Benigni, Vendola e qualche pezzo di Saviano che ho visto online.Benigni è un genio! Concordo con te quando dici che non si può che provare tristezza: tristezza perchè in Italia serve un Saviano che diventi conduttore tv affinchè la verità sia resa pubblica, tristezza perchè non si può ricevere una minaccia di morte quando si racconta una verità in un libro, tristezza perchè si debba lottare con i dirigenti rai e quant’altri, affinchè un programma del genere venga mandato in onda,ed infine, tristezza perchè programmi come “Vieni Via Con Me” dovrebbero essere la norma e, invece, sono solo rare eccezioni. Magra consolazione è stata che,fortunatamente, lunedì sera la gente ha preferito Saviano al Gf, altrimenti la tristezza sarebbe stata infinita!!!

  2. Pietro

    Uno di quei programmi che servono. Tuttavia l’unica tristezza che vedo è che non si devrebbe idolatrare un cronista dei fatti, cioè Saviano.
    In un paese normale l’omertà non dovrebbe esserci!
    E quindi tutti dovrebbero comportsrsi come Saviano…

    • GAIA

      oh e firma ogni tantooooo!!te lo devo dire sempre io che pubblichi le cose anonime?!!ahaha io pensavo fosse pietro… ho confuso lo stile allora!!hihihi

  3. Jacopo

    Bell’articolo…è stata davvero una bella e allo stesso tempo triste serata per i motivi da te riportati, inoltre volevo riportare una frase di Benigni che mi ha colpito molto: “Nelle fiabe non si insegna ai bambini che esistono i draghi, quello lo sanno già…si insegna ai bambini che i draghi si possono sconfiggere. Ed è quello che fanno scrittori come Saviano. Non dicono che la mafia c’è, ma dicono che la mafia può essere sconfitta.

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