La diaspora liberale

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La politica a volte lascia dei grandi interrogativi, uno di questi, che affliggono il mio pensiero da molto tempo, è sui liberali in Italia.

La storia racconta di un passato glorioso per il partito liberale, il quale seppe esprimere figure di grande rilievo politico e culturale, basti pensare a Giovanni Giolitti, Piero Gobetti, Luigi Einaudi, Benedetto Croce. Intellettuali e uomini dello Stato tra i massimi del nostro paese, Presidenti della Repubblica, deputati e senatori. Il PLI partecipò a molti governi, ed entrò anche nel pentapartito dove rimase fino al 1993, anno in cui venne travolto dallo scandalo di Tangentopoli.

La storia, il pensiero, l’approccio a molti problemi del paese in modo pragmatico (Einaudi), il rinnovamento continuo e le molte battaglie intraprese, affascinano ancora molti.

Ma oggi, cosa resta?

Il PLI esiste ancora, è stato riformato qualche anno fa, ma la sua spinta propulsiva è veramente esigua, e soprattutto gode di una visibilità minima (http://www.partitoliberale.it/), fatto questo che non aiuta di certo, negli anni della comunicazione di massa come unico mezzo di promozione.

Quello che a mio avviso si può ritenere interessante oggi, non è solo la storia o le iniziative che questo antico partito porta avanti, ma piuttosto, la frammentazione e la partecipazione dei liberali a tutti quei soggetti politici che vanno dal centro-sinistra al centro-destra passando per la Lega. La componente liberale è rappresentata in almeno cinque entità partitiche tra le maggiori.

Ed è qui che sorge l’interrogativo, ma cosa vuol dire oggi essere liberali in Italia?

Ci sarà mai una casa comune per chi si ritiene tale?

La risposta che mi sono dato è legata alla storia ed alle istanze che hanno sempre animato questo movimento. Storicamente infatti le diverse pulsioni verso il centro, verso destra o più verso sinistra hanno sempre creato frizioni all’interno del PLI. Le posizioni espresse da Marco Pannella, lo portarono ad essere espulso dal partito e, nel 1955 a fondare il partito Radicale italiano.

Tuttavia il dialogo interno dovrebbe essere il sale del confronto liberale.

Uno dei valori fondanti di questo pensiero è infatti il pluralismo, ma è evidente come anche in questa situazione, la voglia di prevaricazione e di non trovare una sintesi corretta dei diversi pensieri, abbia portato oggi ad avere una dispersione così accentuata, ed a non avere la forza necessaria per essere rappresentati come soggetto a se stante.

Credo che difficilmente si potrà rivedere una casa comune per i liberali, oggi liberale in Italia vuol dire fare una battaglia per ciò in cui si crede all’interno dei singoli partiti. La spinta che arriva da queste idee è presente nel panorama politico, ma esse non godono di un rifugio comune, non hanno un tetto stabile sulla testa pronto a proteggerle contro i giochi di partito.

Altri mezzi, altri uomini e altre case servirebbero per apportare la vera Rivoluzione Liberale di cui il nostro paese ha bisogno…

(di Deligia Pietro)

4 pensieri su “La diaspora liberale

  1. Pierantonio

    Come dice il mio amico Pier Paolo Segneri:” il pensiero liberale è una filosofia, non un’ideologia” e per spiegarmi meglio, cogliendo almeno un aspetto del liberalismo, uso parole sue tratte da un articolo pubblicato su FareFuturoWeb:

    Libertà e fedeltà,
    eresia e tradimento
    di Pier Paolo Segneri

    Il termine “traditore” non appartiene, in politica, alla sfera liberale. È un concetto che rimanda piuttosto a una idea assolutista e dogmatica della politica. Per il liberale esist…ono casomai l’inganno, la menzogna, la slealtà, il sotterfugio, il disinganno, la mancanza di rispetto per la parola data, la mancanza di rispetto per sé e per gli altri, l’auto-inganno. L’accusa di tradimento presuppone sempre un impianto ideologico e il pensiero liberale è una filosofia, non un’ideologia. Quando domina l’ortodossia e viene negato il diritto a esprimere il dissenso, allora, per un liberale e un libertario, acquista valore addirittura l’eresia.

    E l’eresia non è un tradimento. Anzi, è il contrario: l’eresia permette di evitare l’auto-inganno. A ragione di ciò, la domanda è: esiste una differenza tra lealtà e fedeltà? Tra libertà di associazione e vincolo di appartenenza? Tra libertà di coscienza e vincolo di mandato? A ben guardare, le differenze emergono e, seguendo il ragionamento, potremmo affermare che la lealtà è liberale mentre la fedeltà è dogmatica. La libertà di associazione è libertaria mentre la fedeltà è oppressiva.

    Emergono così le diverse idee sulla forma partito, sul metodo liberale, sull’organizzazione democratica, sulla partecipazione alla vita di un soggetto politico che voglia essere davvero innovatore e democratico. Nella politica italiana, infatti, c’è chi propone il principio di lealtà e chi, invece, vorrebbe un popolo di fedeli. Sono due concetti opposti e antitetici.

    Ma qual è la differenza? La lealtà è una conquista, come accade anche per l’innocenza. La lealtà comporta fatica, impegno, attenzione quotidiana, pienezza di coscienza, costruzione giornaliera. La fedeltà, all’opposto, presuppone la conservazione della purezza originaria e non si preoccupa di correggere l’errore, ma si attiva subito per punire l’errante, per screditarlo, per additarlo come “traditore” o blasfemo o satanico. Insomma, la fedeltà costringe l’uomo alla modestia. E la modestia è senza limiti, anche perché è quasi sempre falsa, ipocrita, mascherata, nascosta, imposta o subìta.

  2. Pietro

    Ho letto tutto l’intervento di Pier Paolo Segneri, belle parole, concordo anche sul fatto che l’essere liberale sia uno stile di vita, ma mi piacerebbe se ci fossero linee programmatiche veramente liberali. Va bene un movimento ideale, ma serve concreto pragmatismo!

  3. Pierantonio

    Ho usato le parole di Segneri perchè lo considero il più grande filosofo liberale italiano degli ultimi anni.
    Io invece sono più un manovale del liberalismo, perciò, mo che si tratta di essere pragmatici uso parole mie.
    Pietro, tu parli di pragmatismo, ma il pensiero liberale è di per se pragmatico, non è un dogma; è mutevole, e si fonda sulle libertà: politiche, economiche e civili/individuali del tempo in cui si vive. Oggi Casini dice di essere un liberale così come si autodefiniscono tali Fini e Montezemolo; io mi chiedo quanto lo siano realmente o dicano di esserlo perchè paga elettoralmente (scuola Berlusconi). Ti pongo delle eccezioni relative ad apetti pratici dei tre prima citati: può definisri liberale uno contrario al testamento biologico e alle coppie di fatto? Può ritenersi liberale l’autore della legge Bossi/Fini e contrario alla legalizzazione almeno delle droghe leggere? così come può definirsi liberale uno che ha usufruito (le sue aziende) a iosa degli aiuti di Stato?
    Per me la risposta è no! ma questo perchè ragiono partendo dal MIO
    punto di vista soggettivo e convintamente Liberale, Liberista e Libertario.
    Eppure nel mio dirti di no alla loro appartenenza alla sfera liberale, non posso negarti che condivido almeno il 70% delle cose che hanno raccontano in televisione in questi due mesi di gestazione terzo polistica.
    Allora sono liberali o no?
    Mi ha fatto ridere la battuta rivolta da Casini alla sua platea, domenica, riferita all’apertura del Papa sull’uso dei profilattici: “amici, non facciamoci scavalcare a sinistra”.
    Ratzinger più libertario di Casini? può essere, a volte la corte è più realista del re!
    Tutto sto panegirico per dirti che è difficile nel terzo millennio stabilire cosa sia liberale e cosa no,a differenza delle dottrine religiose e utopistiche, i liberali non hanno un libro della genesi, siamo gente che si mette in discussione…))).
    Questo non mi vieta (utilizzando elenchi che tanto vanno di moda in questo periodo) dirti quali sono per me i principi fondanti per un liberale:

    1)avere libertà di scelta su cosa fare, chi votare, quali sostanze assumere, con chi convivere, se pagare per fare l’amore….
    2) abbassare le tasse;
    3) pagare le tasse se giuste e non vessatorie e oppressive;
    4) premiare il merito;
    5) la trasparenza nella Cosa Pubblica e nei rapporti economici;
    6) debellare il clientelismo;
    7) semplificare la burocrazia;
    8) tagliare la spesa pubblica (tagliare gli enti inutili, le società derivate, le provincie, le comunità montane, accorpare i piccoli Comuni…);
    9) tassare e pesantemente le speculazioni finanziarie;
    10) detassare il reivestimento degli utili;
    11) abolire il finanziamento o rimborso pubblico dei partiti;
    12) abolire la carcerazione preventiva(abolire la parola preventiva nei codici penale e civile);
    13) introdurre la responsabilità penale e civile dei magistrati;

    Ecco, questo è un breve elenco di “cose pragmaticamente liberali”, come ti dicevo sopra, di quanto si discosta da quello che vanno dicendo i vari Fini, Casini, ma anche Bersani, Di Pietro e lo stesso Berlusconi? poco! eppure una differenza c’è e cioè che i su citati sono stati tutti al governo di questo Paese e per diversi anni, alcuni quasi decenni. E allora il problema sta nel fare le cose dopo averle raccontate! e alla gente la coscienza di non votare più per i narratori di fandonie.
    Tu intravedi questa coscienza collettiva?

    Un abbraccio

  4. Pietro

    D’accordo con l’elenco, con la visione che hai dei diversi leader politici, ma molto più speranzoso.
    Io intravedo una disaffezione crescente, ma vedo anche(forse sono un sognatore) una nuova prospettiva, un nuovo orizzonte.
    Gli italiani hanno un grande merito, quello di capire quando si sta arrivando al limite, ed il sapersi rialzare un attimo prima della catastrofe…
    Il momento di Silvio Berlusconi è finito.
    La mia speranza nasce dalla frustrazione degli italiani, che non possono continuare a volere tutto questo e da Futuro e Libertà per l’Italia, io ci credo, credo in Benedetto della Vedova, in Chiara Moroni e Fabio Granata, mi fido un pò di meno di Gianfranco Fini, ma se sarà intelligente, potrà avere tra qualche anno la guida di un progetto riformatore autentico.
    Questa è solo la mia opinione…come si dice:”chi vivrà vedrà”

    Ti consiglio tuttavia(se non lo conosci): http://www.libertiamo.it/ di grande qualità…

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