Il western della natura: “La proposta”

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Nonostante siano passati cinque anni dalla sua uscita nelle sale, La proposta resta un film ancora sconosciuto ai più. Una pellicola western diretta dall’australiano John Hillcoat (lo stesso regista del recente The road) e sceneggiata da Nick Cave, che quì accantona la sua famosa carriera musicale per dedicarsi al cinema.

Intenzione dell’autore era quella di creare un film sui generis che riuscisse ad incastonare i personaggi della vicenda nello strabiliante scenario del deserto australiano. Infatti la storia in sè non è nulla di particolarmente originale: il capitano inglese Morris chiede a Charlie Burns (uno dei principali banditi del paese), di portare al suo cospetto il fratello Arthur, accusato dell’eccidio di un’intera famiglia. Per convincerlo a compiere quest’azione, l’ufficiale prenderà il fratello minore della famiglia, Mike, come ricatto. Da quì inizia il viaggio di Charlie alla ricerca del vecchio fratello, non più visto di buon occhio. Il suo cammino diventa un viaggio verso l’ignoto, tra le sconfinate distese dell’Australia degli aborigeni.

In uno scenario che appare perennemente ostile, il paesaggio assume il ruolo centrale di vero e proprio soggetto vivente: durante l’intera visione del film Hillcoat dimostra la sua maniacale ricerca del dettaglio, la perfezione della ricostruzione dei luoghi e delle situazioni. Alla fine sembra quasi di percepire il soffio del vento, l’instancabile lavoro giornaliero del sole, la sabbia, le mosche sopra quei vestiti luridi di gente dimenticata da Dio…

The proposition (questo il titolo originale dell’opera) è una pellicola che probabilmente continuerà a rimanere nel dimenticatoio, ma per quei pochi che hanno avuto la fortuna di vederla è diventata subito una “reliquia” da venerare, un vero e proprio cult. Un western che riprende la tradizione dei capolavori degli anni passati e che rielabora tutto in chiave moderna attraverso una fusione di elementi che lo rendono assolutamente unico: il regista indugia segli scenari, le fantastiche musiche di Nick Cave e del violino di Warren Ellis sottolineano quella sensazione di metafisicità che il lavoro si porta dietro fin dall’inizio. Per non parlare poi della brutalità di alcune scene, a cui si contrappone la dolce poeticità di altre, con la Natura che diventa parte integrante di un dialogo immaginario con i protagonisti.

“Sono venuto in questa terra desolata ed il Dio in me è evaporato”.

Davide Di Legge

Un pensiero su “Il western della natura: “La proposta”

  1. Jacopo

    Ammetto di essere uno dei tanti che non era a conoscenza dell’esistenza di questo film,ma ora sono curioso di sapere come va a finire…bell’articolo!

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