Rifiuti? Ritardo abissale

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Navigando un po’ in rete si trovano degli esempi lampanti di come i rifiuti possano essere gestiti, e di come essi possano diventare un surplus economico vero e proprio.

Varie città, soprattutto nel nord del Paese, hanno adottato tecniche di raccolta molto simili a quella che, si spera in breve tempo, ci eleverà tra i comuni civili (sapete che oggi il nostro centro ricicla solo il 4,4% dei rifiuti che produciamo!), o almeno ci darà i mezzi per provarci.

La visione dei progetti di tali opere pubbliche denota tuttavia delle differenze sostanziali ed evidenti anche a chi, come me, non può certo esprimere un parere tecnico sulla questione.

Ciò che balza all’occhio subitamente è la dimensione dei cassonetti sottostanti le isole ecologiche.

Di solito essi sono delle medesime grandezze di quelli stanti sopra il livello della strada, in modo così da poter raccogliere le stesse quantità di rifiuti dei loro predecessori, un po’ meno gradevoli alla vista ed all’olfatto, ma sicuramente più capienti.

Ora il quesito nasce spontaneo: ma se i cassonetti sono più piccoli, e le aree di raccolta le stesse, quante volte al giorno dovranno intervenire i netturbini per svuotarli?

Ammesso che questo avvenga regolarmente, e che non porti a problemi di traffico ed ingorghi, soprattutto nel centro storico, si notano altri deficit sulla questione.

Quello che manca nel progetto(bando ufficiale), è una vera e propria isola ecologica di vaste dimensioni, dove i cittadini possano buttare i rifiuti più ingombranti e difficili da smaltire con le tecniche convenzionali.

La necessità di un terreno adibito a questa funzione, con regolari permessi ed una attenta gestione, si rende necessario soprattutto se si guarda alle mini discariche nascoste nei nostri boschi o lungo le strade meno frequentate, indice si, di incuria, ma anche dell’impossibilità da parte dei cittadini di disfarsi celermente dell’ingombrante rifiuto.

Altra lacuna, è quella informativa.

Nell’era della comunicazione e del web, credo sia doveroso iniziare a preparare i cittadini a questo cambiamento. Cambiamento che non sarà così facile da digerire per gli abitanti.

Bisogna sottolineare che una raccolta differenziata fatta male non risolve alcun problema, anzi ne crea degli altri.

Da qui l’invito a fare una migliore informazione sul tema, in tutte le sue forme.

Il sito web del nostro comune non ha oggi una singola sezione che riguardi la raccolta differenziata, non dà indicazioni su come essa vada effettuata e su dove o a chi si debbano conferire i rifiuti più scomodi da eliminare.

Tornando a guardare a nord, è possibile trovare siti web comunali che danno informazioni su modi, tempi e luoghi in cui si effettua la raccolta differenziata.

Sperando che il nostro cronico ritardo, rispetto almeno alla raccolta, diventi presto un vecchio ricordo, credo, vista l’importanza della questione rifiuti, si debba approcciare ad essa in maniera diversa. Si, perché fino a quando non ci sarà un piano comunale integrato e organico sui rifiuti, che riguardi non solo la raccolta, ma anche lo smaltimento, e fino a che non si capirà che l’immondizia può e deve essere una risorsa, si sarà fatto poco.

La costruzione di centrali a biomasse in un territorio come il nostro, dove sono presenti molti allevamenti di bovini, potrebbe rappresentare una opportunità, anche per lo smaltimento dei rifiuti “umidi”.

Bisogna puntare in alto e rischiare, per risolvere i problemi al meglio non si può continuare ad amministrare, c’è bisogno di scelte politiche lungimiranti e coraggiose.

(di Deligia Pietro)

5 pensieri su “Rifiuti? Ritardo abissale

  1. claudia

    leggendo il tuo articolo non posso che essere d’accordo con te per quanto riguarda il basso livello d’informazione inerente i meccanismi della raccolta differenziata…è molto più difficile di quanto si possa pensare (io per circa un mese l’ho fatta sbagliata😀 )…inoltre mi chiedo quale sia la capienza effettiva dei cassonetti “del futuro”…mi toglieresti questo dubbio?

  2. Eddie (S.D'errico)

    Considerare il rifiuto come una risorsa, e non come uno scarto o come una scomoda realtà, è il primo passo (per me il più importante) verso la realizzazione di un più dignitoso ed efficiente servizio di raccolta/smaltimento rifiuti. Non bisogna neanche andare lontano per avere esempi nella nostra provincia, su come questo problema può essere approcciato, Sermoneta di fatto possiede una differenziata di circa il 7%(il più alto in provincia) e senza usufruire di alcuna isola ecologica, ma solo effettuando un buon porta a porta.
    Nel frattempo il nostro di comune è impigliato, in una fitta rete di contenziosi, irresponsabilità come quella di essersi affidati ad un condannato come l’on.Del Balzo, e di incompetenze. Gli altri vanno avanti, mentre da noi l’unica cosa che prosegue in avanti è l’aumento della tassa sull’immondizia.

  3. Eddie (S.D'errico)

    Esistono isole ecologiche a scomparsa che non hanno bisogno né di un motore, né di un’ingombrante camion per la raccolta, ma questo l’amministrazione non lo sa. La raccolta differenziata come ogni procedura che prevede un cambio di abitudini, va testata, sensibilizzata, in continuazione con forti ma esaustive campagne informative, ma questo l’amministrazione non lo sa. I rifiuti differenziati possono essere venduti, riutilizzati in molteplici ambiti (energetico, edile, agricolo ecc…) ma questo l’amministrazione non lo sa. L’isola ecologica presente a latina è un area adibita alla raccolta dei rifiuti scomodi come: quelli ingombranti, non classificabili, e speciali, a Priverno lo spazio non manca, ma anche questo l’amministrazione non lo sa. L’amministrazione sa scrive solo bandi aberrati.

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