LA SANITA’ TRA CALCINACCI E IMPALCATURE

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Un vecchio detto diceva “senza soldi non si canta messa”. Niente di più vero. Per averne conferma basterebbe passare nei pressi di via Madonna delle Grazie, là dove una volta vi era la vecchia Asl. Ora di quello stabile si distinguono solo impalcature, calcinacci e tutti i rifiuti di un cantiere ormai fermo. L’opera di riconversione della struttura sanitaria vede, più o meno da una ventina di giorni, una stagnazione dei lavori che si sperava non succedesse.

L’impresa appaltatrice, la Presidi Sanità Lazio soc. cons. a.r.l. di Via Bruno Buozzi 2 di Cavriago, ha deciso di bloccare i lavori per i mancati pagamenti; una cifra stimata intorno ai cinque milioni di euro. Del resto potremmo dire, niente di nuovo sotto il sole. Della precaria situazione economica della Pisana già si sapeva; basta cercare qualche notizia vecchia di qualche mese. Il caso che più di tutti ha suscitato scalpore è quello dell’Astral, azienda strade del Lazio, che dopo i numerosi lavori di riqualificazione, soprattutto sulla ss148 pontina, ha battuto cassa per 128 milioni di euro. Altri esempi naturalmente non mancano.
Tornando alle vicende di casa nostra, la ditta in questione sta pagando fortemente l’indisponibilità economica della regione lazio, visto che l’impasse riguarda anche altri lavori realizzati sul territorio laziale per un totale, sommando la cifra per i lavori di Priverno, di quindici milioni di euro. Eppure c’è stato un tempo in cui, in questa comunità di infinite inconcludezze, la riconversione del presidio sanitario era sembrato un sogno che si sarebbe realizzato come pochi altri. I lavori, iniziati a marzo, avevano seguito ritmi mai visti, facendo illudere anche i più scettici che per una volta questi si sarebbero conclusi in anticipo rispetto alla tabella di marcia, fissata per novembre 2011. Niente di più che speranzose parole. Allo stato attuale delle cose i lavori sono fermi da meno di un mese e naturalmente nessuno è ancora in grado di dire quando potranno riprendere il via.
Nel frattempo l’effetto di quel cantiere bloccato, sta creando non pochi problemi ai servizi che attualmente la struttura fornisce, soprattutto di natura logistica-strutturale. A tutto questo va fatta la considerazione che i lavori, se lasciati fermi per troppo tempo, rischierebbero di dover essere ritoccati e rivisti, con un aggiuntivo costo di denaro e di tempo.
Un’insoddisfazione generale che coinvolge tutta la comunità privernate che tanto attendeva, dopo la chiusura dell’ospedale, un presidio sanitario in grado soddisfare le proprie esigenze. Un progetto, oltre che sentito, anche necessario nel proposito di non gravare troppo, a scapito della qualità del servizio, sulle strutture di Terracina e di Latina, che si sono fatti carico di molte delle incombenze dell’ormai defunto Regina Elena.
Deluso anche il sindaco Umberto Macci che, ammettendo di essere all’oscuro delle reale motivazione che hanno portato a questa situazione, si dice estremamente rammaricato, tanto più per la bellezza del progetto che, a fine riconversione, dovrebbe offrire un posto di primo intervento, Rx, Rm, sala per piccoli interventi di chirurgia e altro ancora. Senza dimenticare un parcheggio da quattromila posti; insomma un presidio territoriale di tutto rispetto.

(di Andrea Schiavi)

Un pensiero su “LA SANITA’ TRA CALCINACCI E IMPALCATURE

  1. Eddie (S.D'errico)

    Alla luce di questa pessima notizia, non resta che il rammarico di un’illusione che ormai è quotidianità in termini di lavori pubblici.
    La prassi ormai è sempre la stessa: tutti si gonfiano e s’addobbano mentre si fanno belle promesse, cercando di accaparrarsi come delle iene i meriti, poi quando qualcosa non va, quando tutto si blocca e niente va come previsto, si assiste al solito “fuggi fuggi” e “scarica barile” per cui tutti diventano pompieri e nessuno sa chi è il piromane, una cosa è certa: che quelle promesse son diventate fumo.

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