Municipio Unico Valle dell’Amaseno

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Nel periodo pre-natalizio nei salotti buoni e non della politica locale si è tornati a discutere di un progetto che da tempo era stato messo in soffitta: il municipio unico della Valle dell’Amaseno. Lo storico primo cittadino di Roccasecca dei Volsci, Orazio Balzarani, è tornato a far parlare di sè proprio per la sua particolare propensione verso questo tipo di raggiungimento. Dietro di lui il nostro Umberto Macci, peraltro molto più cauto rispetto al suo più anziano parigrado, in quanto il progetto sembra piuttosto datato e richiederebbe un certo tipo di ammodernamento. In effetti vi si provò alcuni anni fa quando si cercò una attivazione comune di alcuni servizi del circondario, come per esempio l’anagrafe e l’ufficio tecnico. Il successo non fu così esaltante. Nonostante utto, gli scopi verso cui questo progetto dovrebbe tendere sarebbero principalmente due: il primo, un’opera di ottimizzazione e razionalizzazione dei costi e dei servizi stessi, mentre il secondo, molto più ambizioso, la creazione di un agglomerato politico-istituzionale in grado di far valere in maniera più altisonante la propria voce sul territorio.
Ovviamente sul piatto della bilancia è necessario mettere anche gli eventuali problemi in cui ci si potrebbe imbattere. Per prima cosa la necessità di procedere nella sua realizzazione attraverso progettualità comuni, evitando iter personalistici e intermittenti che rischierebbero solamente di far naufragare il tutto. Allo stato attuale nell’impossibilità di conoscere le opinioni dei sindaci dei paesi limitrofi, nella fattispecie Prossedi e Maenza ( per adesso tra le notizie/indiscrezioni non sono menzionati altri comuni ), il progetto sembra avere un’adesione di fondo da non sottovalutare. Parole dello stesso Macci possono confermarci quanto questo risultato possa migliorare soprattutto i servizi ai cittadini. Ovviamente questa rimane solo una sua opinione. Una situazione che potrebbe essere maggiormente sfruttata anche grazie alla legge 122 del 2010, che obbliga e agevola l’esercizio in forma associata delle funzioni fondamentali dei Comuni. Su queste basi i sindaci in questione si ritroveranno dopo le festività natalizie per discutere e approntare un progetto più concreto e reale affinchè si possa parlare con criterio di un Municipio Unico.
Non nascondiamo la grandezza del progetto e la sua ambizione. D’altronde questa nuova forma organizzata, dal punto di vista economico, potrebbe essere interpretata come un’attuabile risposta all’ormai generalizzata condizione degradante dei bilanci comunali, mentre, dal punto di vista politico-amministrativo, significherebbe privilegiare scelte derivanti da un criterio di identità piuttosto che da un criterio di appartenenza.
Questo è come la pensano i “potenti”; la penseranno allo stesso modo i cittadini?

Andrea Schiavi

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