Il cinema italiano, dagli anni novanti ad oggi.

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Cominciamo il nuovo anno concludendo il nostro lungo percorso nella storia del cinema italiano, che ci ha portato a rivisitare luci ed ombre del cinema nostrano da più di cento anni dai suoi inizi fino ai nostri giorni. In questo appuntamento ci dedicheremo in particolare ai registi ed ai film che negli ultimi venti anni abbiano lasciato un segno concreto, raccontando le loro storie ed emozionando milioni di spettatori, ed in alcuni casi creando un vero e proprio nuovo filone cinematografico.
Tra la fine degli anni ottanta e gli inizi degli anni novanta spicca sicuramente la figura di Massimo Troisi, che nella doppia veste di regista/attore realizza diversi successi, che gli hanno permesso di affermarsi fino a diventare uno dei più amati attori dal pubblico, e con la sua inconfondibile ironia un punto di riferimento per il cinema italiano, tra i film più famosi: “Non ci resta che piangere”, “Le vie del Signore sono finite”, “Pensavo fosse amore invece era un calesse” e soprattutto “Il postino” (1994) regia di Michael Radford che sarà purtroppo la sua ultima interpretazione. In questi anni si distingue per i propri lavori anche Giuseppe Tornatore che con le sue pellicole, spesso ambientate nella sua terra madre, descrive quasi in prima persona dei luoghi e modi di vivere estremamente affascinanti, capaci di interessare la critica anche a livello internazionale, è infatti con la sua opera principale “Nuovo cinema Paradiso” che conquista l’Oscar come miglior film Straniero, a questo film seguiranno altri successi come: “La leggenda del pianista sull’oceano” (tratto dal monologo Novecento di Alessandro Baricco), “Malena” e infine “Baaria”. Un importante testimonianza del cinema italiano si deve anche ai continui lavori di un regista come Gabriele Salvatores che dopo essersi affermato con “Marrakech Express” e “Mediterraneo” si conferma e continua a stupire specialmente con film drammatici del calibro di “Io non ho paura” e “Come Dio comanda”. Nel nostro elenco non potevamo certamente dimenticare un artista completo come Roberto Benigni che con la sua inconfondibile comicità porta al successo film come “Il piccolo diavolo”, “Il mostro” e “Jonny Stecchino” fino a riuscire nell’impresa di trattare un tema delicato come l’Olocausto in chiave tragicomica nel film “La vita è bella”, un capolavoro del cinema italiano consacrato con il premio Oscar. Un ruolo importante nel nostro cinema va assegnato senza dubbio a registi come Nanni Moretti i cui film introspettivi e spesso critici verso la società moderna permettono di riflettere, o come Marco Tullio Giordana che con opere come “I cento passi” o “La meglio gioventù” lascia un importante testimonianza sugli avvenimenti che caratterizzano questo Paese.
Nel genere della commedia si possono ricordare tra i tanti alcuni principali artefici del continuo successo di questi film, ci riferiamo principalmente a registi come Carlo Verdone, la cui lista di film realizzati negli ultimi venti anni è davvero impressionante contagiando con la sua simpatia un intera generazione, ma anche altri registi come i toscani Leonardo Pieraccioni e Paolo Virzì che hanno saputo mettere del loro in un genere ricco di imitatori. Concludiamo infine il nostro elenco con un fenomeno che negli ultimi venti anni si è imposto nella scena del cinema italiano, stiamo parlando del così detto “cine-panettone” che ha visto dal primo film ovvero “Vacanze di natale” (1983) la realizzazione di continui seguiti, in cui anche se sostanzialmente la storia e le vicende sono ripetitive e viene spesso accusato dalla critica di essere troppo volgare, continua a riscuotere successi e a sbancare i botteghini.

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