Le Associazioni propongono, i partiti litigano!

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In uno scenario politico che, per essere generosi, si può abbondantemente definire grottesco, capita che i partiti, troppo impegnati a farsi la guerra, si entusiasmino solo facendo dietrologia demagogica, solo guardando indietro ed utilizzando sempre più un lessico poco incline con quello che dovrebbe essere proprio della culla dell’oratoria.

Capita così di perdere il contatto con le persone, e di non avere più lo stile necessario, stile che dovrebbe competere a chi le persone le rappresenta.

Osservando questo, mi torna in mente un curioso aneddoto di qualche tempo fa:

“Chi è l’ingegnere?” Chiese un docente in aula :”uno che risolve problemi”,si rispose.

Ora io chiedo a voi:

“Cos’è un partito? A cosa serve?”

La mia risposta è simile a quella del docente, un partito dovrebbe essere, tra le altre cose, un organo che risolve i problemi dei cittadini,che fa proposte, che stila rapporti in merito alle condizioni sociali ed economiche del paese, una fonte inesauribile di virtù, guida per i militanti.

Non credo che oggi sia possibile avvicinare uno solo dei partiti presenti sulla scena politica nazionale alla mia definizione, forse un po’ utopistica, ma necessaria.

Allora cerchiamo di impoverirla, di rinunciare a qualcuna delle caratteristiche citate, così, per conformarci ai nostri tempi, per ottimizzare la mediocrità che ci circonda.

Si può tuttavia rinunciare a tutto quello che dovrebbe rappresentare un partito?

No, la virtù, l’etica e la funzione propulsiva e programmatica sono peculiarità inscindibili dalla voce “partito”.

Capita così, che tra le altre catastrofiche conseguenze di questo gioco al massacro quotidiano, i partiti non facciano più proposte. Capita anche però che vengano scavalcati in questo da associazioni e think tank che, certo anche per il loro tornaconto, si prendano la briga di studiare problemi, proporre soluzioni, e di dare alla politica idee eleganti e gratuite pronte per essere valutate ed applicate. Mentre in parlamento si rincorrevano deputati per garantirci un governo di instabilità nazionale, c’erano realtà intellettuali come Libertiamo (http://www.libertiamo.it/), ItaliaFutura (http://www.italiafutura.it/), Istituto Bruno Leoni (http://www.brunoleoni.it/), che proponevano, andando aldilà di una stupida conta numerica…

Capita allora di leggere un interessante rapporto sul lavoro giovanile, e soprattutto di scorgere anche della proposte serie su come affrontare uno dei problemi che affligge la penisola da molto tempo, la disoccupazione giovanile:

1-Una regola fiscale: legare il recupero dell’evasione alla riduzione delle tasse. A partire dai giovani

2-Tagliare tre nodi: difficoltà di credito, eccessiva tassazione, peso della burocrazia

3-Uno scambio tra generazioni: finanziare le borse di studio innalzando di un anno l’età pensionabile

Vi piacciono? Le condividete? Non le ritenete opportune? Beh, almeno stiamo parlando di futuro, di cose concrete da poter fare, stiamo innalzando il livello del discorso…

Altre proposte concrete? Non è un problema.

Tutti si sono accorti che oggi la Rai non è più la televisione di tutti gli italiani, ma allora perché non privatizzarla? Perché non dare la possibilità al cittadino di scegliere se pagare o no il canone?

Tra le molte proposte troviamo anche: studi sull’energia rinnovabile, sul nucleare, sulla riforma forense, sull’università e soprattutto proposte su come migliorare e cambiare questi aspetti del nostro paese.

Idee concrete e ragionate, supportate da pareri di esperti e lunghe osservazioni dei fenomeni.

Potrei citarne molte altre ancora, potrei raccontarvi la nostra breve esperienza e le reazioni di fronte alle nostre proposte, puntualmente passate nel dimenticatoio, bloccate dall’incompetenza e dall’eccessiva burocrazia amministrativa.

Non so se questo fenomeno sia così rivoluzionario come a me sembra, ma contribuisce comunque a mutare lo scenario politico-sociale, ed a svuotare sempre di più i partiti dalle loro funzioni originarie, rilegandoli a delle entità informi che, per la morfologia che hanno assunto, servono sempre meno al paese.

(di Pietro Deligia)

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4 pensieri su “Le Associazioni propongono, i partiti litigano!

  1. Eddie (S.D'errico)

    Un tempo giustamente si scriveva prima il manifesto, e soprattutto il programma!, adesso prima si fondano “gruppi” che però infondo sono “movimenti”?, che poi diventano partiti, e solo alla fine a qualcuno viene la straordinaria idea di scrivere un programma.
    Però prima il simbolo ed il nome che sono importanti!(sarcasmo in climax).
    E’ una critica rivolta al mondo politico, destra e sinistra, ovviamente(grazie a dio), ci sono sempre delle eccezioni, ci sono partiti che tutt’ora si riuniscono, pensano ad eventuali soluzioni, alternative, da pubblicizzare mediante iniziative e quant’altro, sono pochi pochissimi, ma spesso sono anche partiti che dietro hanno associazioni fresche di idee e soprattutto libere da schemi!.
    E’ questo il compromesso, lo schema la linea guida, che strozzano un partito(avvolte), di cui invece le associazioni sono spesso sprovviste e quindi più libere e concrete.

  2. Pietro

    Hai ragione, le sezioni sono quasi totalmente state abbandonate,l’attivismo si tramuta a volte solo in manifestazioni, difficilmente in confronti di piazza o dibattiti aperti.
    Bisogna ritornare a riempire le sezioni, a portare le persone dentro il partito!
    Le associazioni devono esistere e devono continuare a svolgere il loro ruolo, ma in appoggio ai partiti, non in loro sostituzione, solo così essi torneranno ad essere la casa dei militanti, il rifugio sicuro dove poter discutere e spesso litigare animatamente sui fatti!

  3. anton

    ma se i tesserati di partito si meravigliano delle tante riunioni che le associazioni fanno come si può riportare gente nei partiti? se basta smuovere tre cosette per sbalordire le sezioni di partito quale potrebbe essere la soluzione?

    i nostri politici locali hanno trascurato le loro sezioni, le hanno sputtanate e la gente continua ad allontanarsi da quello che dovrebbe essere uno degli interessi maggiori da perseguire. mi spiace ma anche nei piccoli comuni come il nostro la politica di palazzo ha fatto strada, sia a destra che a sinistra. Spero nella mia generazione perchè quella che oggi governa ha ampiamente deluso.

    • Pietro

      Innanzitutto bisogna farle le riunioni di partito, non tutti le fanno, tanti pensano sia superfluo!
      La soluzione sta nelle persone, se nei partiti ci fossero persone propositive, cosa che accade in qualche realtà, allora tutto sarebbe più semplice, allora noi potremmo rimanere sbalorditi da loro, è questa la sfida di oggi, far capire che la politica non sta solo nei palazzi, ma che essa è immanente a tutte le sfere della vita quotidiana, se si riuscisse a capire questo, che a me sembra ovvio, le cose andrebbero meglio…

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