Mine Vaganti, l’unica cosa più complicata dell’amore è la famiglia.

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Per chi fosse un appassionato dei film di Ferzan Özpetek sicuramente non si sarà fatto scappare la sua brillante ultima opera, “Mine Vaganti”, uscito nelle sale cinematografiche nel marzo del 2010, è infatti ritenuto dal pubblico e dalla critica uno dei film più belli del regista che si affianca ad altri suoi successi come ” Le fate ignoranti” (2001), “La finestra di fronte” (2003) e “Saturno contro” (2007) i quali gli hanno permesso di lanciarsi e affermarsi nel cinema italiano.
TRAMA: Tommaso (Riccardo Scamarcio) è il più piccolo della famiglia Cantone, una nota famiglia salentina che possiede un grande pastificio industriale, a differenza di sua sorella Elena e di suo fratello Antonio (Alessandro Preziosi) rimasti a Lecce per gestire i beni di famiglia, Tommaso vive a Roma dove, a differenza di quello che pensano i suoi familiari, si è laureato in Lettere e soprattutto dove può vivere alla luce del sole la propria omosessualità. Tutto questo procede fino a che Tommaso non verrà chiamato dal padre Vincenzo (Ennio Fantastichini) per tornare nella sua terra, dove secondo i piani del padre lo aspetta una azienda da mandare avanti insieme al fratello più grande. Tommaso giunto nella fabbrica decide di parlare con Antonio confidandogli il suo sogno di fare lo scrittore lontano da casa, e rivelandogli inoltre anche la propria omosessualità nascosta a tutti fin dall’infanzia, non che la decisione di uscire allo scoperto proprio durante la cena che loro padre ha organizzato, in cui saranno presenti tutti i famigliari e anche degli importanti imprenditori locali. La sera della cena però, mentre Tommaso si alza in piedi per fare il suo annuncio, viene improvvisamente interrotto da suo fratello Antonio che anticipandolo, dichiara davanti agli occhi increduli di tutta la tavolata la sua omosessualità. A questo punto il padre, furibondo, caccia Antonio di casa e poco dopo si sente male colpito da un principio di infarto, portato di corsa in ospedale e scampato il pericolo chiede di parlarle con Tommaso per affidargli le sorti dell’azienda. Comincerà così per Tommaso un soggiorno in Salento più lungo del previsto, in cui dovrà gestire la fabbrica insieme all’affascinante socia in affari Alba Brunetti (Nicole Grimaudo), dovrà badare al padre sempre più depresso e preoccupato dell’opinione pubblica dopo la rivelazione di Antonio, diverrà il confidente della madre Stefania (Lunetta Savino) che non si capacita di avere un figlio “diverso”, il tutto sempre aspettando il momento giusto per uscire finalmente allo scoperto e potersi occupare di quello che realmente gli interessa.
CURIOSITà: Ha ottenuto 13 candidature ai David di Donatello 2010 vincendo due statuette per i migliori interpreti non protagonisti (Ilaria Occhini ed Ennio Fantastichini), Le musiche del film sono composte interamente da Pasquale Catalano, Inizialmente il ruolo di Alba Brunetti era stato pensato per Alba Rohrwacher.
COMMENTI PERSONALI: Come in tutti i film di Özpetek ogni personaggio sembra creato su misura per il proprio interprete, lo testimoniano la straordinaria interpretazione di Ilaria Occhini nel ruolo della nonna, personaggio chiave nella storia e l’unica ad avere una visione “moderna” della vicenda, mentre dall’altra parte Ennio Fantastichini interpreta magistralmente un padre di famiglia chiuso nelle sue convinzioni di cosa sia giusto e cosa sbagliato, e più preoccupato del giudizio della gente del paese che del bene per suo figlio. La forza di questo film è di riuscire a divertire e commuovere allo stesso tempo lo spettatore, grazie a scene ricche di ilarità che rispecchiano la visione bigotta di una parte della società e scene profonde e ricche di sentimento.
(di Jacopo Di Macio)

3 pensieri su “Mine Vaganti, l’unica cosa più complicata dell’amore è la famiglia.

  1. Pietro

    Grande film, un Ozpetek diverso, più ironico ma allo stesso tempo sempre tragico in alcuni passaggi che possono sembrare ilari a primo impatto, ma così non sono.
    Le tematiche sono le stesse di sempre.
    Può essere inserito tra i meglio riusciti del regista, non ai livelli di “Le fate ignoranti” o “la finestra di fronte”, ma va visto per le novità che il regista apporta alla sua narrazione.

  2. GAIA

    Non ai livelli delle fate ignoranti, secondo me il miglior film realizzato da Ozpetek, ma secondo i miei personalissimi gusti migliore di “la finestra di fronte” o “saturno contro”! L’ho apprezzato molto sia per le tematiche trattate, che come ha ben sottolineato pietro, sono più o meno le stesse in ogni suo film, sia per la spontaneità ed ilarità con cui esse vengono trattate. Infine sono rimasta piacevolmente colpita dall’interpretazione della Occhini e dal personaggio da lei interpretato: personaggio chiave,un pò fuori dagli schemi che dona alla tematica della tradizione un senso di “novità”!!

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