Priverno: è allarme L.S.U. ( parte 2 )… il banco degli accusati

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Le Comunicazioni Perdute, TrItolo2011

Prosegue in maniera più che indecorosa la situazione di estremo disagio dei 44 lavoratori socialmente utili del comune di Priverno; il secondo atto ufficiale del dramma l.s.u. si è compiuto venerdì 7 gennaio, nelle stanze del palazzo comunale.
Era nell’aria che non sarebbe stata certo una giornata da dimenticare e le attese non sono state certo deluse. Sul banco degli imputati, l’uno di fianco all’altro, il sindaco Umberto Macci e Angelo Miccinilli, assessore con delega al personale. Lo start è stato di quelli infuocati; la presenza di un dirigente sindacale e di due esponenti di opposizione del consiglio comunale ha fatto sì che Macci manifestasse un’accanita contrarietà alla presenza di queste persone, peraltro espressa in modo a dir poco deplorevole e giustificato in un modo altrettanto incomprensibile, visto che l’assemblea che si stava svolgendo era di ordine pubblico.
Pretesto questo che ha consentito al bellicoso sindaco di vagliare l’opportunità di lasciare l’assise, in pieno stile Macci. Soltanto l’allontanamento volontario di uno dei due consiglieri, per la precisione Federico D’Arcangeli della Sel, ha obbligato il sindaco a non dileguarsi dalle sue responsabilità. Questo non ha contribuito affatto a smorzare i toni.
Una volta deciso che all’infuori dell’opinione dei diretti interessati non ne sarebbero state ascoltate altre, il primo cittadino ha preso la parola. Nel suo più che scontato politichese, Macci si è gettato in un excursus accusatorio che ha coinvolto prima la precedente amministrazione di centro sinistra ed infine la Regione Lazio.
Nei confronti dell’amministrazione Renzi ha denunciato l’eccessiva politica di assunzioni di questa categoria di lavoratori, imputandogli peraltro una bassa professionalità e un basso senso delle istituzioni. Accusa questa immediatamente controbattuta dai presenti, che prontamente gli hanno fatto notare che, se inizialmente gli l.s.u. erano nati con mansioni di supporto ai vari uffici comunali, allo stato attuale delle cose alle loro mansioni si deve l’esistenza di molti questi uffici. L’esempio lampante è il museo archeologico sito a Santa Chiara.
Sulla regione Lazio Macci, senza troppi giri di parole, scarica tutte le responsabilità della situazione odierna, scrollandosi prepotentemente le spalle. A sua parere una gestione, quella riguardante il piano di stabilizzazione, avvenuta in maniera troppo poco chiara, vista la mancanza di una comunicazione ufficiale. Al riguardo l’assessore Miccinilli ha dichiarato di esser venuto a conoscenza del provvedimento in questione tramite una telefonata presso gli uffici de la Pisana, in cui era invitato a prendere in esame il contenuto del documento. Questa non può definirsi, a tutti gli effetti, una comunicazione ufficiale? Nonostante ciò l’assessore non si è tirato indietro nell’additare poca professionalità all’ente regione.
In tutti i vari interventi dei lavoratori chiamati in causa è palese uno stato di disagio profondo, che di certo non può essere colmato con uno dei più classici scarica barile; è ingiustificabile per loro che, nonostante ci fosse stata una comunicazione dalla regione, l’amministrazione non si sia preoccupata di meglio approfondire la faccenda, a maggior ragione visto che tutti i comuni confinanti hanno approfittato del piano d stabilizzazione per risolvere, più o meno efficacemente, la questione dei lavoratori socialmente utili.
Sessanta minuti sono passati dall’inizio dell’assemblea e il signor sindaco si congeda augurando a tutti i presenti un buon proseguimento di giornata. Ma come? Il piano di stabilizzazione? Qual è la posizione dell’amministrazione in merito? Cosa succederà dopo la fine della proroga di febbraio? Qual è il futuro dei lavoratori socialmente utili del comune di Priverno? Domande a cui il primo cittadino avrebbe dovuto rispondere e che si sono perse tra il gelo del salone dell’aula consiliare, nascoste dietro gli insulti reciproci, degni delle peggiori tribune politiche a cui ormai siamo abituati.

Andrea Schiavi

12 pensieri su “Priverno: è allarme L.S.U. ( parte 2 )… il banco degli accusati

  1. Anonimo

    il nostro sindaco ogni giorno che passa ne combina una delle sue; questa volta non si confronta con le 44 persone in cerca di stabilità e dopo un’ora le saluta senza dare una risposta decente, non so come sia possibile comportarsi cosi, usando inoltre toni inadeguati ed autoritari. Naturalmente non è esente da critiche uno dei suoi adepti più fedeli, quell’Angelo Miccinilli che non reputa importante un’informazione solo perchè arrivata per vie traverse. Non sarebbe stato più logico informarsi dopo aver avuto la fortuna di aver ricevuto questa informazione? per carità, troppo lavoro! E la gente rimane sempre l’ultimo dei loro pensieri…

  2. Francesco baratta

    La situazione ormai si è spinta sin al grottesco… E tritolo l’ha rappresentata al meglio… Complimenti al nostro nuovo acquisto.

  3. Eddie (S.D'errico)

    Tralasciando gli scarica barili, le cadute dalle nuvole, favole e bigie ormai sul punto di saturazione(non se ne po più), non risponde neanche alle domande per cui era stato indetto l’incontro, nessun provvedimento, nessuna parola utile, una completa mancanza di senso del dovere, di responsabilità nei confronti della gente la cui tutela evidentemente per il nostro sindaco passa decisamente in secondo piano.

    Priverno necessita di ripartire, e di riaprire i suoi cantieri per rimediare alle crepe formatesi nello scheletro di una città, che per quasi 10 anni è stata presa in giro, e per questo ha dovuto sostenere per troppo tempo, il peso dell’inefficienza e dello sperpero di denaro e risorse per colpa di Macci e della sua giunta. Priverno ha bisogno di idee, e

  4. Eddie (S.D'errico)

    Tralasciando gli scarica barili, le cadute dalle nuvole, favole e bigie ormai sul punto di saturazione(non se ne po più), non risponde neanche alle domande per cui era stato indetto l’incontro, nessun provvedimento, nessuna parola utile, una completa mancanza di senso del dovere, di responsabilità nei confronti della gente la cui tutela evidentemente per il nostro sindaco passa decisamente in secondo piano.

    Priverno necessita di ripartire, e di riaprire i suoi cantieri per rimediare alle crepe formatesi nello scheletro di una città, che per quasi 10 anni è stata presa in giro, e per questo ha dovuto sostenere per troppo tempo, il peso dell’inefficienza e dello sperpero di denaro e risorse per colpa di Macci e della sua giunta. Priverno ha bisogno di idee, e spero arrivino presto magari dall’opposizione, anche perchè è giusto e legittimo criticare specie adesso, ma bisogna anche dare le risposte che il nostro sindaco non vuole dare.

  5. Davide

    Priverno ha un sindaco che non fa il sindaco: non garantisce sicurezza a 44 lavoratori, alcuni dei quali sicuramente con quello stipendio davano da mangiare alla famiglia. Non solo non si è interessato per niente allo loro condizione, ma non tenta neanche qualche soluzione e allo stesso tempo non fa sentire la sua vicinanza ai dipendenti. Inoltre sono assolutamente vergognosi i manifesti apparsi alcuni giorni fa che attaccano direttamente (e senza motivo) delle persone e dove troviamo scritto “la giunta Macci ha dato dignità al lavoro”. Ma davvero? Quale dignità? Quale lavoro? E’ giunta l’ora di rimboccarsi le maniche e dare risposte e non continuare a mascherarsi dietro un atteggiamento che è tipico anche del centro destra nazionale. Non ci sono idee, non ci sono risposte, vige la “cultura dell’insulto”…

  6. Paolo

    A mio modo di vedere questa situazione è grottesca e tragica allo stesso tempo.Si testimonia l’inadeguatezza dell’attuale amministrazione e il dramma di 44 famiglie che dopo questa storia probabilmente non avranno più adeguati mezzi di sostentamento.Io mi chiedo com’è possibile avere così tanta riluttanza per il benessere dei cittadini ,additando colpe a destra e a manca e soprattutto non dare una soluzione plausibile a questi lavoratori.La realtà è che la politica è ormai diventata una casta privilegiata di persone che non hanno a cuore il benessere generale; la politica è divenuta una contesa sterile tra opposte fazioni, ma la cosa più triste è che tali divisioni non si basano quasi mai sulle idee.Credo che sia giunto il momento per la nostra generazione di mettersi in gioco, spodestare questa nomenclatura fallimentare e creare veramente una stagione di cambiamento che presupponga competenze per amministrare bene questo paese.

  7. giuseppe

    hai ragione Pietro a Priverno nessuno va oltre gli schieramenti e tutto ciò che è passato rimane tale per i molti amministratori che abbiamo avuto!io non conosco molto bene questa situazione imbarazzante che si è venuta a creare..su latina oggi qualche giorno fa leggevo che l’assessore Miccinilli stava prendendo i contatti con la Regione Lazio, speriamo bene perchè le 44 famiglie degli l.s.u non meritano ciò!

  8. brother

    @giuseppe
    la cosa imbarrazante è che la nostra amministrazione sta cominciando a prendere i contatti com la regione solo dopo l’onta di malcontento di questi poveri lavoratori e, cosa ancor più grave, lo sta facendo in netto ritardo, nonostante che il nostro sindaco era in contatto già da tempo con i sindaci che avevano già attuato il piano di stabilizzazione

  9. Carlo M.

    Un comportamento irresponsabile e odioso quello del Sindaco e dell’Assessore Miccinilli.
    Quel giorno più di altre volte ho visto l’arroganza del potere scendere come una scure su persone che chiedevano risposte sul proprio futuro domande formulate con molta pacatezza di toni e di intenti (nessuno chiedeva la luna).
    Qui parliamo di lavoratori che reggono servizi importantissimi per il funzionamento ordinario del Comune, molti come sottolineato da Andrea reggono addirittura degli uffici e dei musei.
    A queste persone il sindaco ha risposto a brutto muso che a lui servono persone che vadano a ricoprire posizioni “apicali” non dei “buzurri ignoranti che mangiano pane a tradimento” e allora io dico: “ma esisteranno dei corsi di aggiornamento, esisterà un modo per far si che un LSU stabilizzato oggi in 5 anni possa diventare un impiegato in tutto e per tutto o no?”

    Significativo è anche il fatto che Macci non abbia voluto confrontarsi con i rappresentanti dell’opposizione e con i rappresentanti sindacali, concedendo loro il solo diritto di rappresentanza e non di parola nell’incontro, atteggiamento che a parer mio denota una crescente difficoltà a dare risposte credibili quando è messo alle strette.

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