Sallusti vs Feltri: quando l’allievo supera il maestro

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Adesso posso dire di aver visto veramente tutto… naturalmente fino alla prossima sceneggiatura intavolata dai protagonosti di questo post. Eh già! Perchè dopo che in molti, per mesi e mesi, hanno convenuto nel definire i 2 personaggi( facciamo 3) coinvolti in questa faccenda dei romanzieri piuttosto che dei giornalisti, questa volta tale accusa se la sono volta “amichevolmente” tra di loro…

Tutto ha inizio con un editoriale al vetriolo di Sallusti, nuovo direttore de Il Giornale, subentrato proprio a Feltri dopo l’abbandono di quest’ultimo per ri-approdare a libero:

“Il Quirinale (e Feltri) hanno cambiato bandiera”.

In questo editoriale, il direttore si diletta (senza sorpresa per chi legge) a deridere e ad attaccare irrispettosamente l’istituzione per eccellenza dello Stato Italiano e colui che la impersonifica, reo di aver messo la maschera alla sua vera natura di comunista (bestia rara in via di estinzione, ma evidentemente non ancora abbastanza per chi dell’anticomunismo-fuori-tempo ha fatto il proprio mantra) inneggiando al simbolismo del Tricolore solo per far dispetto alla Lega. Fin qui nulla di nuovo, direte. Infatti la scoppiettante novità si intravede tra parentesi. Feltri viene paragonato a un mostro rosso (povero Giorgio!), essendo anche egli reo di aver cambiato bandiera, con un percorso inverso. Badate bene, anche Sallusti non riuscirebbe mai a dire che Feltri è diventato comunista ma, per una certa parte di opinione politica, dire che si è diventati anti-berlusconiani non è poi molto diverso! Eh già! Vittorio, irridendo l’idea di un Berlusconi Presidente della Repubblica (“e poi come la mettiamo con le escort al Quirinale?” e “Sarebbe una cosa da film di Boldi e De Sica”) avrebbe, sempre secondo Sallusti, compiuto il proverbiale salto della cavallina, pronto ad allearsi con Fini, Bocchino e Di Pietro (che nella abitudinaria sceneggiatura de “Il Giornale” sono ormai la stessa parte politica, perchè in Italia o si è Berlusconiani o si è anti-Berlusconiani).

La risposta di Feltri non tarda ad arrivare. Naturalmente non con un editoriale, vista la sospensione in corso che lo coinvolge, ma attraverso l’escamotage dell’intervista rivoltagli dal condirettore responsabile di Libero, Maurizio Belpietro.

“Il Giornale scrive falsità. […] Sallusti ha perso la testa come tutti coloro che ne hanno poca. […] Il Giornale si è ridotto a produrre dei falsi, e in questo caso io ne sono la vittima […]. Io sono Berlusconiano ma c’è sempre chi è più Berlusconiano di te e di solito questo ruolo lo svolge l’ultimo arrivato. Sallusti è uno di questi”.

Questi sono alcuni stralci della intervista pubblicata, sabato 08 gennaio, sul canale liberonews di yuotube, il cui contenuto è stato ampiamente approfondito, l’indomani, sulle prime 3 pagine del quotidiano.

A quel punto non poteva mancare la risposta di Sallusti, nella quale accusa Feltri e Belpietro di essere i veri falsificatori di notizie, in quanto, nella ricostruzione scritta di quanto accaduto a Cortina, avrebbero omesso le frasi riguardanti le Escort ed il placet all’avanzata politica di Tremonti.

Ma qual è il vero motivo di questa improvvisa bufera?

Tutto sembra da far risalire a dicembre e all’abbandono (o tradimento, termine che piace motlo di più in questo periodo) de Il Giornale da parte di Feltri pronto ad approdare nuovamente a Libero, in qualità di condirettore editoriale ed editore, in compagnia dell’amico Belpietro. Addio burrascoso, riferendosi al quale Sallusti accusa Feltri di aver rivolto alla redazione (e quindi a tutti i lettori, chiosa lui) l’accusa di essere dei coglioni. Feltri invece non manca occasione di descrivere l’ex figlioccio come un arrivista non all’altezza delle proprie ambizione agitato per il fatto che con personale fuga si siano spostate anche decine di migliaia di copie transfughe da Il Giornale a Libero.

Insomma una storia infinita, di cui si fatica a rintracciare il reale motivo (le motivazioni suddette non sembrano essere sufficienti a spiegare tutto), che di certo non contribuisce a rafforzare la credibilità dei tre.

Baratta Francesco

9 pensieri su “Sallusti vs Feltri: quando l’allievo supera il maestro

  1. F. F.

    Non ho mai amato Feltri, né come persona né come giornalista, ma Sallusti va oltre ogni limite… è qualcosa di insopportabile. L’ultima volta che ho avuto coraggio di vederlo in TV è stato ad una puntata di Annozero, dove accusava tutti i 35enni italiani, senza un lavoro né una casa né una famiglia, essere dei falliti.

    Quoto le parole di Martina… Che amarezza, veramente.

  2. guardando i loro curricula, mi piange il cuore vedere come si sono ridotti due ottimi giornalistici potenziali che invece hanno fatto dell’arrivismo e dell’aziendalismo la base del proprio lavoro. Definire questo modo di fare “giornalismo e fare informazione” è palesemente una bugia ma non dobbiamo disperare, perchè nonostante il giornalismo italiano sia sceso ai minimi storici, qualcuno che continua a fare il suo mestiere in maniera seria e possibilmente oggettiva c’è ancora e forse questa settimana ne parleremo…

  3. Francesco

    il livello del contendere è veramente molto basso, come se essere più berlusconiani o berlusconiani da più tempo possa essere un vanto.
    Badate bena, io alla storia dei giornalisti imparziali non ho mai creduto, ho anzi apprezzato quei giornalisti che o esplicitamente o attraverso l’espressione del proprio parere hanno apertamente dichiarato i propri principi/ideali ispiratori. Ma qui non stiamo parlando di ideali, dichiararandosi berlusconiani non si esprime l’adesione ad un concetto o ad un idea, così come non lo si fa dichiarandosi anti-berlusconiani, anche se (paradossalmente aggiungerei io) sono in molti ad affermare, in quest’ultimo caso, il contrario.

  4. Eddie (S.D'errico)

    Guardate a cosa si è ridotto il giornalismo Italiano, prima si parlava di cronaca, di fatti politici in maniera non dico impeccabile ma quasi(parlo di molti anni fa).
    Con l’avvento della sciagurata era berlusconiana, da quando è riuscito(illegalmente come suo consueto) ad affondate i suoi tentacoli anche nella stampa non si parla che di gossip soprattutto politici, e di fanta stronzate, che hanno trasformato l’informazione in una telenovela, che ogni giorno alimenta la loro più cara creatura, chiamata “la macchina del fango”.
    Adesso la telenovela ha coinvolto persino i padri stessi che l’hanno concepita!, veramente che schifo.
    Adesso vediamo come andrà a finire questa ultima serie, che vede narrare le vicende della classica storia dei 2 ciechi che fanno a sassare

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