You got the power

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Immaginate di dover avviare un’attività oggi, anno 2011, nel mezzo di una crisi buia di cui non si scorge l’uscita…suppongo che uno dei “fattori x” su cui dovreste puntare è, senza alcun dubbio, l’originalità che potrebbe assicurarvi un minimo profitto.

Beh, se avete intenzione di farlo, potrei avere la soluzione che fa per voi:

l’espressione “pay-what-you-want” non vi dice nulla?

Si tratta di un fenomeno recente che ha destato l’interesse di alcuni professori del Rady School of Management at the University of California, San Diego. Questi infatti, ispirati dal gruppo rock “Radiohead”, che nel 2007 lanciarono il loro disco “The rainbow” sul web, lasciando agli ascoltatori la scelta di pagare il cd quanto volessero, hanno condotto negli ultimi anni una serie di esperimenti nell’intento di scoprire se questa “assurda” strategia di mercato avesse funzionato in diversi tipi di business, inserendo o meno il fattore “charity”.

Tra i diversi, uno dei tentativi meglio riusciti è stato realizzato in un parco giochi, all’uscita dei famosi roller-coaster, che come ben sapete guadagnano un bel po’ sulle foto dei coraggiosi con le loro facce per lo più terrificate, e lì si sono divisi in due gruppi: 12.95 $ per foto (prezzo fisso),o prezzo deciso dal compratore?

Come potete immaginare, il gruppo che seguì la strategia del pay-what-you-want registrò un incasso nettamente superiore (circa l’8% in più di compratori vs l’1%), notando che l’opzione beneficenza contribuiva alla vendita, tanto che uno dei professori riconobbe in questo comportamento un vero e proprio fenomeno di responsabilità sociale condivisa. “Nessuno vuole essere da pochi soldi quando ha a che fare con la carità”, ha affermato; piuttosto, il partecipare attivamente alla determinazione del prezzo non può che migliorare le prestazioni di vendita, in quanto il consumatore è in grado di donare quel che meglio crede, rivelando la sua sfera di generosità al pubblico.

Nonostante sia stato provato che questa nuova strategia sia applicabile preferibilmente in business con prodotti dal basso costo marginale, sono diversi i ristoranti che ultimamente si stanno cimentando in questo nuovo market, mettendo alla prova l’intera comunità…ed è proprio qui che sorgono gli interrogativi:

quanti saranno coloro che quantificheranno un equo e giusto prezzo del prodotto offerto? E quanti altri saranno quelli che decideranno di pagare ZERO money perché insoddisfatti del servizio?

Siamo veramente pronti ad una sfida del genere?

E voi, forse futuri imprenditori, cosa ne pensate?Do you like the idea?

(di Claudia Fiormonti)

9 pensieri su “You got the power

  1. GAIA

    Non ero a conoscenza di questo tipo di businness e la ritengo una fantastica trovata, ma, applicabile solo alla vendita di determinati prodotti dal basso costo marginale. Forse al ristorante qualcuno potrebbe fare il furbo..o per rimanere in tema, l’ingordo e non pagare il giusto prezzo..chissà!

  2. Pietro

    @Antonio:
    Sono completamente d’accordo

    Una strategia del genere è attuabile solo dove c’è un certo senso delle cose…però è molto affascinante!!!

  3. Valeria

    Che idea innovativa! Sembra che il sogno di Marx si sia realizzato : “ognuno da ciò che vuole secondo le sue esigenze”. Tuttavia l’homo economicus ama ricevere e non donare…quindi, per quanto l’idea sia geniale…non ci possiamo proprio fidare del buon senso del consumatore! Ad esempio, vi è mai capitato di entrare in un museo ad ingresso libero? Se si, quante volte avete lasciato un’offerta? Purtroppo, per quanto mi riguarda, davvero poche!

  4. Davide

    Sarebbe molto efficace se ognuno ragionasse con cognizione di causa ed intelligenza, ma in Italia il 99% della popolazione non è abituata a fare così e vedrebbe in questo metodo soltanto un modo per pagare di meno. Bel post, originale

  5. Davide Dl

    Il problema di questo “sistema economico” secondo me è che è utilizzabile su piccola scala poichè,come già qualcuno ha già commentato, esiste il rischio di persone che facciano le furbe e quindi sussiste il rischio di moral hazard e la possibilità di non ottenere remunerazione o almeno di arrivare all’equilibrio prezzo-costo

  6. Martina

    che originalità!!! secondo me da qualche parte funzionerebbe bene…anchè perchè sono convinta che si creerebbero dei parametri da consuetudine, in base ai quali difficilmente si pagherebbe zero!

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