Risparmio energetico: “guerra ai vampiri del consumo”

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I vampiri di cui parlo sono elettrodomestici, cordless, computer, insomma tutto ciò che è composto da circuiti dove la corrente può circolare, e che proprio per questo motivo, minacciano il nostro portafoglio mediante il loro “peso” (in Kwh) accumulato ogni giorno, e che a fine anno grava sulle nostre bollette. Molti di questi apparecchi infatti continuano a consumare energia elettrica anche nel momento in cui non vengono utilizzati, ad esempio durante nota modalità “standby”.

Per darvi un’idea complessiva di ciò di cui sto parlando, invito ogni lettore a consultare la seguente scheda:

Consumo energetico di alcuni apparecchi in modalità standby

Apparecchio

potenza erogata
in standby
watt

Consumo
annuo
(kWh)

Costo
annuo
(euro)

Televisore nuovo

1

6,55

1,13

Televisore vecchio

10

65,52

11,26

Forno a microonde vecchio

2

16,74

2,88

Videoregistratore

6

45,86

7,88

Decoder

1

6,55

1,13

Stereo

20

131,04

22,53

Radio

2

13,1

2,25

Computer

5

32,76

5,63

Schermo

5

32,76

5,63

Carica-batterie del cellulare

1

8,01

1,38

Telefono cordless

3

22,93

3,94

Segreteria telefonica

3

24,02

4,13

Fax

1

8,01

1,38

costi calcolati in base a un prezzo dell’energia di 0,1719 Euro/chilowattora), fonte: http://www.centroconsumatori.it.


Vi siete mai chiesti quando “vi costa” in bolletta tenere in stand by la vostra Tv?

Una televisione con la “lucetta rossa” accesa, assorbe una potenza di 1-4 Watt ogni ora a seconda del modello. In 24 ore la vostra Tv “spenta” ha consumato dai 24 ai 96 Watt. In un anno la spia rossa della TV accesa l’avrete pagata in bolletta dagli 8760 Watts (8 KW/h) ai 35040 Watts (35 kW/h).

Quanto costa un chilowatt?

Per saperlo prendete l’ultima bolletta e fate quattro calcoli. In media circa 14-15 centesimi di euro. I valori riportati qui sotto sono invece, sono i principali consumi energetici (orientativi) ottenuti mediamente in casa:

3% lavastoviglie
9% cucina elettrica
11% frigorifero
10% congelatore
4% lavatrice
3% asciugatrice
7% computer, tv e audio
8% illuminazione
15% Produzione acqua calda
30% piccoli elettrodomestici, pompa della caldaia ecc..

Ora che il problema è stato sollevato, proviamo a passare alla formulazione delle probabili soluzioni/consigli da adottare, affiché si possano limitare il più possibile gli sprechi dovuti ai consumi di questi fantomatici vampiri.

Alcuni di sono di facile implementazione come:

  • Utilizzare lampadine a basso consumo;

  • spegnere sempre la luce quando si abbandona una stanza;

  • spegnere il televisore, lo stereo, la macchina del caffè ecc. mediante l’interruttore generale, evitando la modalità stand-by;

  • utilizzare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico;

  • Sostituire i vecchi elettrodomestici, con quelli di nuova generazione che sono a norma e consumano molto di meno;

Altri invece un pò più scomodi, e forse maniacali ma non meno efficienti come:

  • se possibile, collocare frigorifero e congelatore in un luogo freddo della casa;

  • scegliere frigorifero e congelatore di dimensione adeguante all’effettivo fabbisogno della famiglia;
  • utilizzare pentole e padelle di dimensioni adeguate al piano di cottura;

  • durante la cottura coprire i tegami con il coperchio;

  • spegnere la piastra elettrica e il forno un po’ prima della fine cottura, al fine di sfruttare il calore residuo;

  • utilizzare preferibilmente la pentola a pressione;

  • preriscaldare il forno solo per il tempo strettamente necessario;

  • inumidire leggermente gli indumenti prima di stirarli.

Ma non finisce qui, recentemente è stato messo in campo un nuovo provvedimento, a mio avvisio molto importante, il cui promotore è “l’Autorità per l’energia elettrica e il gas”, ovvero l’introduzione di tariffe aventi prezzi bioari, che sostanzialmente sugerisce l’ultizzo degli elettrodomestici durante delle fasce orarie, dove l’energia costerà meno (visto la minor richiesta da parte del mercato), tale soluzione potrebbe determinare un notevole incremento del risparmio energetico e quindi economico, nonché un notevole beneficio per l’ambiente, infatti l’autorità stima che se si spostasse il 10% dei consumi totali nelle fasce meno costose, ogni anno si ridurrebbero le emissioni di anidrite carbonica di 450.000 tonnellate.

Insomma se usato nella giusta maniera la convenienza sarà ottimale, e per far si l’autorità mette a disposizione sul proprio sito http://www.autorita.energia.it due facili strumenti: il “pesa consumi” per calcolare quanto i nostri elettrodomestici influiscano sul nostro consumo giornaliero, e poi il “ trova offerte ” per confrontare le varie offerte del mercato libero, nel caso non si volesse approfittare dei prezzi biorari.

Questo è il video promozionale dell’autorità:


spero che oggi io sia riuscito a dare a tutti voi una buona notizia, o magari un parziale aiuto nella lotta contro la crisi.

Simone D’Errico

12 pensieri su “Risparmio energetico: “guerra ai vampiri del consumo”

  1. Davide

    Wow rispetto quasi tutti i criteri da te scritti. Ci vuole poco a rendere il pianeta più vivibile, con sollievo per la gente e anche risparmio, ma le persone sono sempre più pigre e la maggior parte di loro non segue neanche le regole fondamentali per un buon risparmio energetico. Post interessante che parla di un argomento che a mio modo di vedere andrebbe trattato prima di tutto nelle scuole

  2. Daniele

    Scusate cinismo e scetticismo, ma a parer mio sembra un’altra presa per il culo da parte delle multinazionali o chi per esse. Sicuramente il tema del risparmio energetico va affrontato con molta serietà, e come diceva Davide ritagliare degli spazi nell’orario scolastico per istruire sia i giovani quanto i professori su questo tema è sicuramente una buona idea. Ma non dovrà essere nessun organo statale a dirci come e quando consumare l’energia, bensì la nostra coscienza e senso di misura.

    • Simone

      Le multinazionali non centrano, anzi grazie a questo ente è possibile accedere al cosi detto “mercato libero” dove ognuno di noi può comprare/confrontare le varie tariffe di chi produce/vende energia.
      Inoltre come è indicato sul sito: ” l’autorità per l’energia elettrica e il gas è un’autorità indipendente istituita con la legge 14 novembre 1995, n. 481 con funzioni di regolazione e di controllo dei settori dell’energia elettrica e del gas.”

      Tale organo è in grado di prendere decisioni proprie ed indipendenti dal governo in base alla n. 481, è specificato che per farne parte ovviamente si devono possedere determinate competenze, quindi ci si può fidare non credo sia una presa in giro😉

  3. Pietro

    Gran bel post…interessante ed educativo!
    I consigli mi erano già noti in gran parte, i consumi no, e devo dire che non sono poi così irisori…
    La mia soluzione totale al problema del caro-bolletta?
    LIBERALIZZARE il mercato dell’energia!!!

  4. lucilla

    aritcolo molto interessante!!!….ci voleva un’articolo del genere.

    @Pietro scusami…ma il mercato dell’energia non è stato già liberalizzato?

  5. Simone

    Grazie di cuore a tutti, esiste già un’alternativa all’unico(fino a poco tempo fa) modello tariffario energetico, tale alternativa è rappresentata appunto dalle offerte del “Libero Mercato” un notevole passo avanti, ma non è ancora abbastanza, molte persone essendo state abituate diversamente fino ad ora, consultano il “Libero Mercato” ancora con una certa diffidenza/prudenza, e detto sinceramente non sempre le tariffe del libero mercato sono perfettamente conciliabili con le richieste familiari. Spero tanto che tale offerta venga potenziata sempre di più, ma per questo c’è bisogno di investire quanto più possibile nell’efficienza energetica, e sul fatto che chiunque possa diventare “fornitore”, solo così avremmo una drastica riduzione dei prezzi, e soprattutto potremmo finalmente ottenere la tanto desiderata indipendenza energetica.
    Io un idea ce l’avrei ed è correlata con le rinnovabili, voi?

  6. lucilla

    Simone hai proprio ragione…..l’energie rinnovabili (come per esempio i fotovoltaici) sarebbero di grande aiuto……ci vuole però molta ma molto prudenza nel momento in cui si va a stipulare un contratto…..dico solo si ai fotovoltaici ma attenti alle varie clausole

    • Simone

      Assolutamente la tua prudenza è del tutto giustificabile, specie se volessimo parlare di eolico che ovviamente è una tipologia di rinnovabile molto efficiente, ma necessita di tante accortezze quali valutazione impatto ambientale, le varie misurazioni per verificare l’idoneità del sito, la questione delle rotte migratorie.
      Per quanto riguarda invece altre fonti come il solare ad esempio, si è discusso dello smaltimento dei pannelli e se questi siano o meno riciclabili, ma nella stragrande maggioranza dei modelli questo è reso possibile proprio dalla presenza predominante di un semiconduttore quale è il silicio, che rende ogni singola cella del pannello riciclabile e riutilizzabile a percentuali superiori del 90%.

  7. lucilla

    si Simone….e ti do perfettamente ragione però….ipotizziamo un caso….stipulo un contratto con una società per produrre energia e rivederla alla stessa. Supponiamo che la società vada in fallimento…e qui che si fa? Tutto il terreno nonchè i vari pannelli sono messi nelle mani del curatore del fallimento; viene tutto posto sotto sequestro e tu nn puoi nemmeno azzardarti a mettere piede lì dentro…..Fino a che , per esempio,non vengono soddisfatti i creditori, fino alla completa cessazione dell’attività di liquidazione, ovvero, fino alla cancellazione della società dal registro delle imprese….e se il fallimento dura tantissimo?….Ecco che non ci sarà più un utilità da poter ricavare dal nostro terreno…..Se non ci fossero tutti questi ostacoli sarebbe eccezionale l’idea di produrre energia.

  8. Pietro

    @ Lucilla:

    Quello dell’energia elettrica si, ma l’esistenza ancora oggi dell’ENI pone dei seri interrogativi e limita la politica energetica italiana, soprattutto nei rapporti con ipaesi esteri…

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