L’Italia è viva!

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Tempi di cambiamento, tempi di rivoluzioni, tempi segnati da vicende geopolitiche che rievocano il nostro ’89. E l’Italia cosa fa? Resta a guardare? Qualcuno dice o tenta di farci credere che l’Italia c’è, che l’Italia è presente e fa sentire forte la sua voce.

Non so quanto possano essere veritiere certe affermazioni, ma a me sembra esattamente il contrario. Un immobilismo cosi palese di fronte agli eventi del maghreb dimostra come la lettura del presente – oltre che del futuro – non rientri nei nostri canoni e che la tattica, non solo politica, del “carpe diem” venga attuata in maniera eccessivamente discrezionale. Il Paese è ormai schiacciato dai dibattiti sul Ruby gate, le vicende del premier e i variegati commenti sulla spiacevole situazione investono ogni giorno le case degli italiani. Vi chiederete qual’è il problema? Ebbene il problema, come spesso accade, è enunciato nella questione. Come le discussioni della gente comune sono incentrate esclusivamente su Ruby, sulla Minetti, sulla competenza dei tribunali ecc ecc, cosi la politica reagisce di pari passo dibattendo esclusivamente su questo, non pensando minimamente che sia il caso di ripartire. Se poi ripartire equivale al tentativo di modificare l’art. 41 della Costituzione, per il quale occorrono almeno 2 anni – se tutto va bene – che si realizzi, vuol dire illudere la gente con proposte sconnesse dalla realtà.

Eppure qualcosa è successo in questi giorni e non è stata certo la politica a reagire. Il mio riferimento è diretto alle tante manifestazioni svoltesi in molte piazze italiane a sostegno della dignità della donna; l’evento sembra essere ben riuscito visto che – TG1 a parte – si parla di circa 1000000 di partecipanti. Ma non è finita qui. Il Palasharp di Milano era colmo di gente ad ascoltare Saviano ed Umberto Eco che chiedevano le dimissioni del premier. E in un battibaleno non si è fatta attendere la reazione di coloro che sostengono il nostro premier, in primis quell’omone di Giuliano Ferrara, Ostellino e la Zanicchi. Allora non siamo proprio tonti se in poche settimane milioni di persone si sono mobilitate per dare un segno, per battere un colpo nella speranza che venissero ascoltate. Mi compiaccio con il mio popolo per la mobilitazione messa in atto, perchè la situazione in cui ci troviamo è davvero inverosimile e stentavo a credere che tutto ci potesse scivolare addosso e nulla ci potesse scalfire. E invece a quanto pare non è cosi e, ancora una volta, è la gente che imprime una sonora lezione alla politica.
Reazioni giuste, sacrosante, ridicole, comprensibili, giustificabili, non ha importanza. L’importante è che gli italiani siano vivi e che lo dimostrino.

Qualcosa però voglio dirla anche io. E state sicuri che non sarà certo in questa sede che esprimerò il mio “giudizio di valore” sui vari eventi di cui si parlava in precedenza. Dico solo che la popolazione non ne può più di questa impasse, dico che la politica deve finirla di litigarsi le competenze di un processo che, se non fosse di Berlusconi, passerebbe inosservato. Al contrario dovrebbe dare un scossa, dovrebbe annunciare un programma fattibile ed attuarlo. E le opposizioni dovrebbero fare altrettanto, perchè dall’estero non ci irridono solo chiedendoci se la prostituzione sia legale in Italia, ma ci imputano anche un’opposizione perennemente ferma e sonnolente. Questo mi aspetto dalla politica e dal Governo, mi auguro che lo facciano. Dicono che hanno i numeri? E allora governino! E la smettano di invadere i talk show con le lezioni sul segreto istruttorio violato e via dicendo, perchè di queste cose la gente ne ha piene le tasche. Stop!

Ed ora voglio sapere cosa pensano i nostri lettori delle manifestazioni di questi giorni e del popolo italiano.

La discussione è aperta…a voi la parola.

(Antonio di Giorgio e Paolo Bovieri)

6 pensieri su “L’Italia è viva!

  1. Anonimo

    Sono contentissimo che finalmente qualcuno abbia avuto il coraggio di dire basta, e che non ci sta a vedere l’Italia ridotta così, con la manifestazione di domenica scorsa tutto ciò è stato ribadito da un intera piazza, anzi da molte piazze gremite di donne e ragazze stufe, e questo nessuno può negarlo.
    In tema politico anche io sono dell’idea che bisognerebbe portare il dibattito ad un livello più alto, sono stufo anche io di sentir fesserie su chi sia il tribunale competente ecc.. e come voi giustamente avete sottolineato, se il processo non fosse di berlusconi, nessuno se lo chiederebbe.
    Io dico che la competenza sia della costituzione, e che essa sia uguale a Monza come a Milano, ci sono persone che vigilano e applicano la nostra bellissima costituzione, tutti noi e in tutti i campi (anche giuridico) potremmo essere di destra o sinistra, ma questo non ha rilevanza perché specie in questo caso un reato resta sempre un reato e se le prove sono così evidenti c’è poco da discutere su di chi sia la competenza.

    p.s.
    Impeccabili e sacrosante le parole spese da Saviano e Umberto Eco, incoerenti, senza riscontro nel reale, e di pessimo gusto quelle di G.Ferrara.

  2. SImone D'. (Eddie)

    Sono contentissimo che finalmente qualcuno abbia avuto il coraggio di dire basta, e che non ci sta a vedere l’Italia ridotta così, con la manifestazione di domenica scorsa tutto ciò è stato ribadito da un intera piazza, anzi da molte piazze gremite di donne e ragazze stufe, e questo nessuno può negarlo.
    In tema politico anche io sono dell’idea che bisognerebbe portare il dibattito ad un livello più alto, sono stufo anche io di sentir fesserie su chi sia il tribunale competente ecc.. e come voi giustamente avete sottolineato, se il processo non fosse di berlusconi, nessuno se lo chiederebbe.
    Io dico che la competenza sia della costituzione, e che essa sia uguale a Monza come a Milano, ci sono persone che vigilano e applicano la nostra bellissima costituzione, tutti noi e in tutti i campi (anche giuridico) potremmo essere di destra o sinistra, ma questo non ha rilevanza perché specie in questo caso un reato resta sempre un reato e se le prove sono così evidenti c’è poco da discutere su di chi sia la competenza.
    p.s.
    Impeccabili e sacrosante le parole spese da Saviano e Umberto Eco, incoerenti, senza riscontro nel reale, e di pessimo gusto quelle di G.Ferrara.

  3. antonio

    anche io ho apprezzato moltissimo le manifestazioni diverse tra loro ma ognuna con un loro significato. non mi sono piaciuti i tanti tentativi atti a sminuire l’una o l’altra manifestazione. Per la verità ho notato molti tentativi di sminuire la manifestazione delle donne, con Minzolini e Mario Sechi in prima linea, mentre invece si dovrebbe apprezzare lo spirito di dissenso e di reazione di questa gente che, senza bandiera, si è riunita in Italia e all’estero. E’ chiaro che anche Eco, Saviano, Ferrara e Ostellino vanno rispettati, ma le loro manifestazioni sono diverse da quella delle donne, a mio avviso certamente più rilevante e meno “costruita”.

  4. Anonimo

    Le ultime manifestazioni sono il segno di un cambiamento, ma siamo lontani da quella che si può dire “una svolta”. Dovrebbero esserci altre forme di protesta per far valere i propri diritti, anche se non so dirvi bene cosa di potrebbe fare (lettere, articoli, assemblee, conferenze??), ma il problema di base è che manca una coscienza al popolo, quella consapevolezza che è alla base del coraggio di fare. Tanta gente ancora si lascia vivere dagli avvenimenti, dai pensieri… si lascia pilotare da quel grande fratello che osserva e comanda. L’informazione adeguata c’è per chi la sa e la vuole trovare, ma tanti si nutrono di ignoranza e sono disposti ad accettare tutto ciò che loro si propone, perchè “l’ignoranza è forza”. Siamo tutti stanchi di B. e dei suoi processi, se c’è una giustizia farà il suo dovere; a questo Paese serve un’alternativa tangibile con un programma politico che possa risollevare la situazione un po’ in ogni campo…

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